Attività di Consulenza

Attività di Consulenza

4 Ottobre 2019
Cos’è Il controllo di gestione?

Controllo di gestione – Definizione e fasi

il controllo di gestione: Grazie ad esso è possibile avere un completo monitoraggio dei processi di un’azienda e verificare l’efficienza e l’economicità il controllo di gestione: Grazie al controllo di gestione è possibile avere un completo monitoraggio dei processi relativi ad un azienda e verificare l’efficienza e l’economicità delle azioni effettuate dal ramo amministrativo e che andranno ad influire su tutto l’andamento economico aziendale. Controllo di gestione definizione Il controllo di gestione è un modo per analizzare e verificare il raggiungimento di determinati obiettivi da parte di un azienda e grazie all’utilizzo di questo strumento è possibile per i dirigenti aziendali prendere le decisioni giuste atte al raggiungimento dei fini prefissati e alla misurazione dei risultati ottenuti. Per questo tipo di operazione è necessario rivolgersi a un commercialista capace di ponderare al meglio ogni valutazione economica misurando adeguatamente ogni risultato e applicando le eventuali correzioni. Sistemi di controllo di gestione Grazie al controllo di gestione si possono individuare adeguatamente i costi dei beni e servizi offerti dall’impresa, individuare tutti i settori che registrano perdite economiche, ed infine evidenziare le responsabilità di ogni dirigente in modo da motivare azioni che abbiano il fine di migliorare il risultato economico aziendale. Grazie a queste specifiche analisi si possono individuare nuove strategie di mercato e la possibilità di ricorrere a risorse esterne come il sistema del make or buy. Pianificazione e controllo di gestione Il processo del controllo di gestione è suddiviso in determinate fasi: La progettazione degli obiettivi aziendali La rilevazione dei risultati ottenuti L’applicazione di azioni correttive Affidarsi a un ottimo commercialista in questi casi è la soluzione migliore e consente di scongiurare scelte non idonee a un futuro aziendale produttivo. Nell’esame di questi fattori infatti sarà indispensabile compiere dei confronti tra indicatori di efficienza, efficacia e relativi alla produttività dell’azienda. Per il compimento di queste delicate operazione è richiesta la professionalità e l’esperienza di un esperto di contabilità che sappia indirizzare le decisioni e l’azione di tutta l’azienda verso scelte economiche e organizzative ottimali. Per l’elaborazione di progetti efficienti è necessario il compimento di calcoli e confronti che solo un commercialista di fiducia è in grado di realizzare offrendo un valido ed essenziale supporto a tutta la gestione aziendale. Se stai gestendo un’azienda, grande o piccola che sia, devi riuscire ad essere sempre attenti ai lavoratori, ma anche agli affari in cui investi tempo e denaro attraverso il controllo di gestione aziendale. L’unico modo infatti per la perfetta riuscita economica di un’impresa è avere una guida salda e valida. Negli ultimi anni sono state studiate moltissime tecniche di gestione aziendale per un’efficiente riuscita negli affari. Il Supporto finanziario nel controllo di gestione Spostando l’attenzione proprio sulle banche, vista la crisi economica e visto anche il rischio che la concessione di un finanziamento comporta, diventa estremamente complicato prestare soldi ad un cliente che, non facendo uso di un prospetto valido, non fornisce le dovute ed opportune garanzie. Del resto, tu ti fideresti nel dare 1000 euro a chi senza alcuna documentazione a supporto ti richiede tale somma? Detto questo,è cosa buona e giusta precisare ed affermare che ovviamente codesto piano non costituisce la cura di tutti i rischi, ma rimane ugualmente uno strumento efficiente per delimitare ed illustrare ogni particolare di una determinata idea imprenditoriale. Il controllo di gestione è uno strumento aziendale che consente di verificare se gli obiettivi prefissati dall’azienda sono stati raggiunti. Esso si concretizza con i processi di pianificazione, si fanno stime e previsioni su quello che sarà l’andamento aziendale, ponendo obiettivi precisi e budget, ossia processi di azione, che se necessari andranno rimodulati individuando tutte le risorse necessarie per realizzarlo. Inoltre il controllo di gestione non è un elemento a sè stante, ma fa parte di un processo  articolato in più fasi, è un elemento integrante. Controllo di gestione e pianificazione finanziaria Per attuare il controllo di gestione occorre predisporre il piano finanziario che mette in evidenza le relazioni tra gli impieghi di capitale e le risorse disponibili nel periodo considerato . Occorre verificare se il piano economico e il piano degli investimenti sotto il profilo finanziario si possono realizzare, individuando anche la compatibilità tra gli impieghi di capitale e le fonti finanziarie. Infatti la composizione delle fonti ci aiuta a capire se l’azienda è solida e stabile, se dobbiamo sostenere costi per l’acquisizione delle risorse all’esterno in quanto non siamo in grado di farvi fronte con le risorse finanziarie  interne. La costruzione di un piano finanziario ci consente di  identificare il fabbisogno finanziario e, di definire un programma di reperimento mezzi o di adeguati impieghi. Solo se conosciamo in anticipo le esigenze di cassa possiamo gestire al meglio le risorse a disposizione dell’azienda e individuare  forme di finanziamento che non compromettono il ciclo vitale dell’azienda.  Per fare ciò occorre determinare gli investimenti in capitale fisso e in capitale circolante. Piano degli investimenti in capitale fisso Il piano degli investimenti ci consente di prevedere le risorse finanziarie di cui si ha bisogno per investire in capitale fisso nell’impresa. Per esempio se l’azienda decide di acquistare un nuovo macchinario il cui investimento è pari a 15.000,00 mila euro occorre capire come questo flusso in uscita si ripartisce in vari anni , alla fine di ogni anno, se ne aggiunge un altro  in virtù delle migliorie  che si prevede di apportare l’anno successivo. Inoltre se l’azienda decide di sostituire alcuni impianti per il valore di 2.500 questo costo si ripartisce tra i tre anni. Il totale dei mezzi finanziari è il fabbisogno lordo, pari a 17.500,00  che però non prende in considerazione  le operazioni di disinvestimento, si pensi che l’azienda voglia cedere sia il macchinario che l’impianto e che dalla vendita realizza 5.000,00 euro di cui la metà li percepisce nel primo anno, la restante nel secondo anno, tali flussi in entrata rettificati determinano il fabbisogno netto, pari a 12.500,00 Voci Ammontare N1 N2 N3 N4 Nuovo macchinario   15.000,00 6.500,00 2.875,00 3.750,00 1.875,00 Sostituzione Impianto 2.500,00 1.500,00 500,00 500,00 Fabbisogno lordo 17.500,00 8.500,00 4.000,00 3.000,00 2.000,00 -Disinvestimenti 5.000,00 2.500,00 2.500,00 Fabbisogno netto 12.500,00 5.000,00 1.000,00 5.500,00 1.000,00   Il fabbisogno lordo per il primo anno è previsto pari a 8.500,00 potendo anche usufruire di dilazioni di pagamento pari a 9.000,00 , mentre il fabbisogno netto è pari a   5.000,00 in funzione della dismissione di 5.000,00 di cui si stima l’incasso solo del 50% nel primo anno . Piano degli investimenti in capitale circolante Il fabbisogno finanziario derivante dagli investimenti in capitale circolante dipende dai crediti previsti e dalle scorte in materie prime e prodotti finiti, dalle dilazioni di pagamento che l’impresa ottiene dai propri fornitori per l’acquisto dei fattori produttivi e, infine, dalla dilazione che l’azienda concede ai clienti. Per poter stabilire se l’azienda ha un buon piano di investimenti in capitale circolante occorre vedere cosa succede nel processo che va dall’acquisizione dei fattori produttivi alla vendita dei prodotti finiti, perché quanto più l’azienda concede dilazione di pagamento ai propri clienti tanto più il fabbisogno in circolante aumenta. Diversamente quanto più l’azienda acquista  a debito e, ottiene una dilazione dai fornitori per poter pagare i suoi acquisti, tanto minore sarà il fabbisogno. Il piano finanziario per essere approvato e rappresentare un adeguato strumento di pianificazione  deve risultare in pareggio. Budget e controllo di gestione aziendale Il budget di cassa raccoglie utili informazioni circa le entrate e le uscite che si prevede nei mesi o nei trimestri, perché l’impresa potrebbe trovarsi in difficoltà se non ha disponibilità liquide per far fronte a eventuali uscite di cassa. Dopo aver stimato le vendite che si presume di realizzare dobbiamo determinare i tempi, ossia entro quanti giorni prevediamo di incassare i nostri soldi? Se la vendita avviene in contanti allora l’incasso è immediato, se la vendita avviene a credito allora bisogna stimare le precedenti vendite tenendo cura di adattarle alle mutate condizioni ambientali e gestionali. Altre entrate derivano da disinvestimenti, nuovi investimenti, royalties, dividendi e interessi. Successivamente occorre prevedere i pagamenti, i quali dipendono dal piano di produzione che si intende realizzare e, dalle vendite. L’azienda, infatti, decide di produrre un dato bene in funzione della sua domanda e, di conseguenza dalla sua vendita. In questo caso i costi di gestione scorte sono più bassi. Diversamente, l’azienda può decidere di mantenerne costante, nel tempo, la produzione, in questo caso la produzione è più efficiente. A questo punto è possibile determinare delle stime in merito alle uscite per gli acquisti di materie prime, di manodopera e spese generali, nuovi investimenti e rimborsi finanziari. Qualora si configura un budget di cassa negativo per coprire il fabbisogno dovremmo utilizzare linee di credito in essere; posticipare i pagamenti ai fornitori, tenendo conto dei costi aggiuntivi che ne conseguono; sollecitare il recupero di crediti esigibili e non ancora incassati;  rinviare gli investimenti approvati e pronti per essere eseguiti; ricorrere a nuovi finanziamenti. DOMANDA DI ESENZIONE DELLA RITENUTA SU INTERESSI ROYALTIES CORRISPOSTE A CONSOCIATA COMUNITARIA (ART. 26-QUATER, D.P.R. 6001973) modelli e moduli excel doc Esempio pratico e modello di organizzazione gestione e controllo Supponiamo un’azienda che compra pomodori, dal suo fornitore, al fine di produrre salsa per la passata, i pelati, la polpa, il concentrato decide di immetterli nella distribuzione-vendita presso i supermercati, i negozi, le grandi catene di ipermercati ect. L’azienda prevede di realizzare 3.150.000,00 euro di ricavi  per la vendita di n. 450 mila bottiglie di passata  e  450  mila barattoli di pelati  al prezzo di 3,50. L’azienda ha sostenuto 400 mila euro di costi per  acquistare n. 80.000 mila cassette di pomodori al prezzo di 5 euro ciascuna. BUDGET Ricavi delle vendite 3.150.000,00 Euro n. Prodotti finiti 900.000,00 Pz Prezzo medio di vendita 3,50 Euro Costi di acquisto 400.000,00 Euro Materie prime 80.000,00 Pz Prezzo medio di acquisto 5,00 Euro   Consuntivo Ricavi delle vendite 3.325.000,00 Euro n. Prodotti finiti 950.000,00 Pz Prezzo medio di vendita 3,50 Euro Costi di acquisto 450.000,00 Euro Materie prime 90.000,00 Pz Prezzo medio di acquisto 5,00 Euro Rimanenze iniziali 12.000,00 Pz Rimanenze finali 13.500,00 Pz Dal confronto dei due prospetti si evince un aumento dei ricavi, a fine esercizio rispetto a quelli precedenti, pari a 175.000,00 euro, allo stesso modo aumentano i costi per l’acquisto di materie prime, ossia di cassette di pomodori, che passano da 400 mila a 450 mila euro, tuttavia è presente un’anomalia economica in quanto il prezzo medio di acquisto è rimasto invariato pari a 5,00 euro. Inoltre notiamo come i ricavi rispetto ai costi sostenuti per l’acquisto della materia prima aumentano ma di poco  rispetto ai costi che, misura un aumento maggiore. Questo significa che sono state acquistate più cassette di pomodori rispetto alle quantità lavorate e vendute, dunque si realizzano sprechi di materie prime in fase di lavorazione e ciò comporta un aumento delle scorte di magazzino. Dal confronto tra il budget e il consuntivo si evincono delle differenze che possono essere favorevoli o meno per l’azienda e, che devono essere analizzate al fine di eliminare la causa che ne determina lo scostamento. Consulente e responsabile controllo di gestione Come hai notato il controllo di gestione è un perfetto strumento di analisi ed è il risultato di una stretta interazione tra le varie aree della gestione aziendale, produzione, marketing e organizzazione e, sarà tanto più valido quanto più sono precise le informazioni di cui si dispone per la sua redazione. Il budget di tesoreria o di cassa dipende per le entrate dal budget delle vendite e, per le uscite dal budget degli approvvigionamenti e dal budget dei costi (costi del personale, commerciali ect.   Il passaggio dai ricavi e costi contenuti nei budget settoriali, alle entrate e uscite del budget di tesoreria richiede che si tenga conto delle modalità e dei tempi di riscossione e pagamenti. Se hai bisogno di essere aiutato nella stesura del budget di cassa o tesoreria e vuoi sapere se la tua impresa è in grado di prevedere i mezzi liquidi esistenti con cui fronteggiare le uscite future, ti possiamo dare una mano. Hai dubbi su come avviare il Controllo di Gestione? Scrivilo nei commenti
18 Settembre 2019
Consulenza Tecnica d'ufficio e di parte Ctu e Ctp

Consulente tecnico d’ufficio e di parte

Attività di consulenza Tecnica di Parte – in questa pagina una spiegazione di come erogare una Ctp e una Ctu e di come ottenere il nostro preventivo gratuito Consulente tecnico d’ufficio – chi è Il consulente tecnico svolge la funzione di Assistente Giudice che lavora per lo stesso in una relazione strettamente fiduciaria all’interno dei rigidi e precisi poteri definiti dal Codice di procedura civile. Lo scopo del consulente tecnico d’ufficio è di rispondere in modo tempestivo e preciso alle domande che il giudice pone all’udienza per la nomina e di riportare i risultati nella perizia denominata consulenza tecnica d’ufficio. Consulenze tecniche d’ufficio – cosa sono Le consulenze tecniche (CTU o valutazioni) sono organizzate dal giudice nell’ambito di una procedura legale (civile o penale, sia per adulti che per minori) al fine di consentire l’acquisizione di informazioni importanti che guidano il giudice stesso a prendere le migliori decisioni nella process. I CTU sono molto utili per il giudice, poiché le questioni legali sono spesso complesse, ma soprattutto legate ad aree specifiche. Senza l’opinione di un esperto in quel particolare settore, quindi, la decisione del giudice non sarebbe abbastanza equa e precisa. Consulenza tecnica d’ufficio esplorativa Con l’ordinanza 26839/16 della sezione della Corte suprema di cassazione depositata il 22 dicembre 2016, la Corte è tornata per rispondere alla domanda relativa al margine di manovra del CTU nell’acquisizione di altri elementi, compresi i documentari, utili per l’esecuzione dell’incarico. L’attenzione in questo caso è al limite di un approccio troppo ampio adottato dal CTU, lo strumento per superare l’incapacità di soddisfare l’onere della prova trasformando la sua natura in un contenuto “puramente esplorativo”. Consulente tecnico di parte – chi è Il consulente tecnico di parte non è altro che un professionista indipendente, come regola generale che opera in uno specifico settore tecnico / scientifico, al quale una parte coinvolta, reale o potenziale, conferisce un incarico di esperti poiché considera il responsabile È esperta in un settore specifico. Tuttavia, non esistono indicazioni particolari, nel codice di procedura civile, con riferimento al CTP: a volte vengono nominati dipendenti di una Parte. In sostanza, se una persona è coinvolta in una causa pendente o intende intraprenderne una (il caso di consulenza tecnica preventiva), assegna una persona di sua fiducia (il consulente di parte di fatto) a Collaborare con il consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice nell’esecuzione della missione e formulare osservazioni a sostegno o critica del risultato che l’esperto del giudice avrà raggiunto. Consulenza tecnica di parte – cos’è La consulenza tecnica di parte (CTP) è una consulenza che è svolta da un professionista del settore a sostegno della tesi della persona responsabile della carica pendente. Scopo del C.T.P. è di supportare la tesi di parte vostra, in accordo con l’Ufficio legale, fornendo qualsiasi tipo di supporto e informazioni utili al consulente tecnico dell’Ufficio (C.T.U.) nominato dal giudice del caso, durante il principio di rotazione Nomina consulente tecnico di parte La nomina del CTP è l’atto con cui il difensore di una delle parti nomina ufficialmente il proprio consulente tecnico. L’effetto della nomina è che, a partire da quel momento, il CTP sarà parte integrante della procedura giudiziaria. Da quel momento, cioè, il consulente tecnico parziale avrà una serie di poteri; tra gli altri: partecipare alle operazioni di valutazione; proporre suggerimenti per sondaggi al CTU; proporre nuove domande al giudice; produrre report e report tecnici a supporto delle ragioni del difensore. Esempio dichiarazione di nomina consulente tencico CTP GIUDICE DI PACE/TRIBUNALE/CORTE DI APPELLO DI ______ Sezione ____ – Giudice Dott./Dott.ssa__________ R.G. n. _______/_____ – Udienza del ____/___/___ DICHIARAZIONE DI NOMINA DI CTP Il Sottoscritto Avv. _______________ (C.F.: ____________________), quale procuratore e difensore costituito di____________________ (C.F.: __________________), elettivamente domiciliato/a in ______, Via __________, n._________ (CAP: _________), nella causa pendente innanzi il/la Giudice di Pace/Tribunale/Corte di Appello Civile di _______, Sezione ______, Giudice Dott./Dott.ssa _______, R.G. n. ________/_____ contro __________________, in considerazione dell’ordinanza del Giudice Istruttore del ___________ con la quale ha sottoposto i quesiti peritali al nominato CTU, _______________, con studio in _________, Via __________, n.___ (CAP: ______) autorizzando la nomina dei Consulenti di Parte sino all’inizio delle operazioni peritali fissate per il giorno ___/____/ ___ ore ______, DICHIARA DI NOMINARE quale CTP di________________, il Dott./Dott.ssa___________ (nato/a a____, il___/___/___, C.F.:__________________) iscritto all’Ordine________ di________ al nr. _________ con studio in ________ (___), Via _________, n._____ (CAP:________), Tel.:________ e Fax: _________, email:_________ – PEC: ______________. __________, lì __________ (Avv. _____________________) Consulenza tecnica preventiva La valutazione tecnica preventiva per la conciliazione è la procedura prevista dall’art. 696 bis del codice di procedura civile e può essere necessario per valutare la determinazione dei crediti derivanti da un atto illegale o dall’esecuzione non corretta o inesatta degli obblighi contrattuali. Il consulente nominato dal giudice dopo l’appello presentato da una delle parti, prima di presentare la sua relazione, tenta di conciliare le parti. Se la conciliazione ha esito positivo, si forma un processo di conciliazione verbale e il giudice decreta che il processo verbale (che è esente dall’imposta di registro) ha un titolo richiesto. Nel caso in cui la conciliazione non abbia avuto esito positivo, entrambe le parti hanno il diritto di richiedere l’acquisizione della relazione presentata dal consulente sui documenti della successiva sentenza di merito.
13 Settembre 2019
controllo di gestione

Controllo di gestione – Preparare il piano aziendale

Controllo di gestione – in questa mini guida andreamo a spiegare il controllo gi gestione e come preparare un piano aziendale efficace controllo di gestione – Non puoi pensare di aprire un’azienda senza avere in mente una strategia efficace di lavoro. La prima cosa che devi fare infatti è disporre di un piano aziendale ben studiato. Affidati a professionisti del settore per capire come redigerlo. Disporre di personale altamente qualificato per il controllo di gestione Scegli attentamente i tuoi collaboratori. Le loro competenze professionali saranno il tuo biglietto da visita, ma non solo. Devi valutarne anche l’aspetto umano. Il team deve essere affiatato e tutti devono andare d’accordo. Le ostilità tra i colleghi non hanno mai fatto bene alle aziende. Scegliere il giusto commercialista per controllo di gestione Scegli il commercialista più adatto all’azienda per il controllo di gestione, valutando la sua esperienza nel ruolo e la specializzazione. Spesso osservare la clientela può essere un ottimo modo per capire di fronte a chi ci troviamo. Trovare buone gare d’appalto Nel controllo di gestione le gare d’appalto sono l’occasione per espandere i tuoi confini. Prendere lavori di diverso tipo può aiutare a costruirti una fama nel tuo settore. Mantenere il team aggiornato L’aggiornamento del team è fondamentale nel controllo di gestione, poiché è il cuore pulsante dell’azienda. Assicurati che siano sempre al passo con le ultime tecnologie, attraverso corsi di formazione e aggiornamento. Creare collegamenti con altre aziende partner Associarti con aziende simili alla tua ti aiuta a vedere cosa succede al di fuori delle tue quattro mura. In questo modo c’è uno scambio di lavoro e di conoscenze non indifferente. Organizzare e pianificare scadenze nel controllo di gestione aziendale per organizzarti al meglio nel controllo di gestione tieni bene a mente eventuali scadenze e consegne delle commesse su cui l’azienda sta lavorando. Non andare oltre queste tempistiche, in modo da consegnare sempre i lavori nei tempi prestabiliti e non incorrere in eventuali sanzioni. Fare pubbliche relazioni con i commerciali e il marketing Cerca di ampliare le tue conoscenze, fatti pubblicità magari anche utilizzando i social network. Oggi sono il principale veicolo per diffondere il nome della tua azienda. Garantire bonus nel controllo di gestione per il rendimento ai lavoratori I bonus sono delle gratificazioni per i lavoratori. Ogni tanto è giusto premiarli per il lavoro che stanno facendo per te. Ovviamente non bisogna esagerare. Essere sempre a disposizione dei dipendenti Per qualsiasi problematica, i tuoi dipendenti devono sapere che sei a loro disposizione. Se si crea qualche difficoltà interna, aiutali a risolverla. In molti si chiedono, in una sorta di interrogativo perpetuo, quale sia la reale utilità del piano di business. Ecco, in questo articolo cercheremo di spiegarti a cosa serve e quali sono le sue reali applicazioni all’interno del vasto e variegato mondo della finanza. A cosa serve il Piano di business nel controllo di gestione Prima di tutto, il piano di business (o business plan) è un documento con il quale l’imprenditore, o colui che aspira a diventare tale, mette su carta le sue intenzioni riguardo alle scelte da compiere, in che modo metterle in atto ed in quale lasso di tempo. Oltre ai parametri appena accennati, un punto che non può assolutamente mancare sono le risorse economiche da impiegare, con un business plan che deve quindi prevedere anche la mole finanziaria da sostenere. Una volta elencati tutti questi aspetti, un quadro chiaro e preciso viene profilato, nel quale è possibile stabilire quali sono i punti di forza ed i punti critici della decisione che ci si sta accingendo a compiere, con impresse quelle che sono le condizioni economiche e di mercato vigenti. Controllo di gestione e verifica dei punti cretici nel Piano di business Contrariamente a ciò che si potrebbe erroneamente credere, il business plan serve anche a conoscere ed a sondare quelle che sono le potenzialità delle imprese concorrenti, così come i loro punti deboli. Una estesa e concettualmente errata corrente di pensiero considera il piano di business una attestazione tanto inutile quanto controproducente, in un mercato del quale ormai tutti ne conoscono le dinamiche e le fluttuazioni. Tuttavia, oltre che una funzione puramente informativa, un business plan rappresenta anche un ottimo metodo per mostrare il proprio modello ad un qualsivoglia istituto di credito.
13 Settembre 2019
commercialista

Commercialista – Chi è e cosa fa il commercialista

Commercialista – in questa guida andreamo a percorrere la professione del commercialista e andremo a capire chi è e di cosa si occupa Il compito primario del Dottore Commercialista è quello di redigere redditi e bilanci d’azienda, come di cittadini privati; quando, poi, questo professionista riveste anche la mansione di consulente fiscale per i propri clienti, allora è detto tax advisor. Ai Dottori Commercialisti sono riconosciute competenze tecniche che permettono loro di amministrare e liquidare aziende, patrimoni e singoli beni; posseggono gli strumenti adatti per esprimere perizie e consulenze tecniche, ispezioni e revisioni amministrative. E’ loro compito anche verificare l’attendibilità dei bilanci e di ogni altro documento contabile di imprese e di enti pubblici e privati, come i regolamenti e le liquidazioni di avarie. Spesso, infine, i commercialisti svolgono le funzioni di sindaco e di revisore in società commerciali, enti non commerciali ed enti pubblici. Concretamente, la maggior parte di queste attività riguarda la consulenza fiscale. La redazione, il passaggio (oggi, soprattutto, per via telematica, attraverso la trasmissione dei vari F24) di moduli per e dall’Agenzia delle Entrate compone il resto del lavoro. Quando scegliere il commercialista Anche se all’inizio la tua situazione finanziaria può sembrarti abbastanza gestibile autonomamente, devi pensare che prima o poi arriverà il momento in cui dovrai rivolgerti a un professionista del mestiere. Perciò, per non trovarti impreparato, inizia a ragionare da subito sulla persona che fa per te. Potrebbe essere più difficile rivolgerti a un commercialista in corso d’opera. Non soffermarsi solo al costo commercialista La prima cosa che andrai a vedere sarà sicuramente il compenso economico richiesto dal commercialista. Questo però non è l’unico fattore che devi tener conto. Infatti ci sono ben altre cose da osservare. Ad esempio è importante capire il tipo di assistenza che ti fornisce, come anche il livello di preparazione ed esperienza che possiede. Valutare più di un preventivo commercialista Non fermarti al primo commercialista consultato solo perché magari è un conoscente. L’amicizia è una cosa, il lavoro un’altra. Al contrario, cerca di consultare più commercialisti diversi per avere un confronto adeguato. Analizzare la reperibilità del commercialista Un commercialista deve essere reperibile al massimo. Questo è un elemento fondamentale nella scelta del perfetto professionista in materie finanziarie. Puoi provare a fare delle prove, a vedere se ti risponde al telefono e in che tempi magari replica alle tue email. Devi poter essere sicuro di contare su di lui nel momento del bisogno. Scegliere un commercialista competente nel tuo ambito E’ importante che il commercialista sia in grado di seguirti nella tua attività. Ognuno, infatti,  è specializzato in una o più categorie di contribuenti. In questo modo sarai certo di essere in buone mani. Quando si deve affidare la contabilità della propria impresa a un professionista bisogna cercare il più bravo. Ma quali caratteristiche deve avere? Sono certamente punti di forza la cura del cliente, la professionalità e la creatività. Prestare attenzione alla clientela del commercialista significa saper soddisfare le sue esigenze, senza mai sottovalutare alcun aspetto e attribuire importanza a ogni persona che si rivolge al commercialista. per valutare un commercialista, possiamo informarci su quale sia la sua clientela. In questo modo capiremo subito di fronte a chi ci troviamo. Studi con un gran numero di clienti sono sicuramente sintomo di affidabilità e compentenza.
13 Settembre 2019
consulenza aziendale

Consulenza aziendale – Cosa fa il Consulente aziendale

Consulenza aziendale – in questa mini guida andremo a percorrere la professione e scopriremo cosa fa concretamente il consulente aziendale Per scegliere adeguatamente una società di consulenza aziendale è opportuno valutare con attenzione la strategia aziendali che quest’ultima intende adottare per realizzare gli obiettivi aziendali prefissati. Inoltre una società di consulenza aziendale, dovrà necessariamente essere all’altezza di effettuare mirati piani di marketing aziendale al fine di conquistare nuovi clienti, che incrementeranno il business dell’impresa Cos’è il Check-Up consulenza aziendale Il Check up aziendale è un’importante operazione che ogni imprenditore deve effettuare peridicamente, per valutare al meglio lo stato organizzativo aziendale. Dopo aver preso in considerazione le eventuali criticità, il titolare dovrà sviluppare al meglio i rimedi necessari per riorganizzare l’attività aziendale Come si diventa consulente aziendale Per diventare consulente aziendale non esiste una scuola specifica, ma è opportuno possedere specifiche competenze aziendali in ambito economico e manageriale. Gli aspiranti consulenti dovranno inoltre avere un buon grado di percezione delle future dinamiche dei mercati in cui la società opera. i requisiti del consulente aziendale I consulenti aziendali dovranno gestire i piani aziendali e i costi di bilancio al fine di migliorare il funzionamento dell’impresa. Essi dovranno inoltre elaborare nuove strategie di contabilità, di consulenza  aziendale economica e di risoluzione dei problemi al fine di pianificare al meglio la gestione dell’azienda. Quali Skills e competenze ha il consulente aziendale Per quanto riguarda skills e competenze, i consulenti dovranno possedere competenze e attitudini personali al fine di agire in modo professionale. Essi dovranno saper comunicare con i dipendenti e con gli altri collaboratori, dovranno essere inoltre intraprendenti, flessibili e utilizzare l’innovazione allo scopo di risolvere le problematiche aziendali. Quanto guadagna un consulente aziendale Non è facile stabilire con precisione quanto guadagna un consulente aziendale, ma si può affermare con certezza che un neolaureato potrà godere di uno stipendio mensile che va dai 2000 ai 2500 euro mensili. trovare il consulente aziendale di fiducia Per trovare un consulente aziendale di fiducia occorrerà valutare al meglio il servizio proposto, anche in base alle risorse economiche dispinibili. È consigliabile scegliere un professionista con pregressa esperienza nel settore in cui è richiesta la consulenza aziendale. Inoltre è opportuno non farsi raggirare da persone che utilizzano frasi fatte o che propongono compravendite troppo frequenti. Come si struttura una buona Consulenza Aziendale (check-list) Comprendere come organizzare strategicamente le risorse umane Come distribuire le mansioni aziendali equamente Imparare a motivare il personale Come applicare il time management e far svolgere tutte le attività a un collaboratore. Come correggere i problemi aziendali e produrre opportunità Imparare a identificare i problemi aziendali che generano situazioni negative. Come strutturare buone soluzioni ai problemi aziendali Come capire se il percorso di crescita aziendale funziona Gestire al meglio l’area commerciale aziendale per aumentare le vendite Come scegliere a chi affidare la responsabilità in un gruppo Come trovare nuovi clienti e fornitori convenienti Come migliorare il margine di vendita di un prodotto Come strutturare nuove opportunità e trovare il modo giusto per crescere Come diventare leder di un gruppo e portarlo verso la crescita aziendale Come affrontare i disaccordi interni Cosa gestire collaboratori e soci che vanno controcorrente
13 Settembre 2019
consulenza del lavoro

Consulenza del lavoro – Cosa fa il consulente del lavoro

Consulenza del lavoro – in questa mini guida andrea a percorrere la professione e scopriremo chi è e cosa fa il consulente del lavoro Il Consulente del lavoro è un professionista abilitato e iscritto nell’apposito albo, che si occupa di consulenza giuridico-economica, prestata nei confronti di aziende e imprese. Compiti e funzioni del consulente del lavoro Il contenuto professionale della prestazione offerta dal consulente del lavoro, attiene l’area di gestione del personale dal punto di vista amministrativo. Ciò significa che l’ambito professionale comprende: la gestione del rapporto di lavoro, in tutti gli aspetti contabili, contrattuali, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali e sociali; la consulenza aziendale; l’assistenza e la rappresentanza del datore di lavoro, in caso di vertenze e in sede stragiudizionale; gli adempimenti fiscali, relativi al rapporto di lavoro da gestire. La principale funzione consiste nell’elaborazione delle buste paga e in tutti gli adempimenti conseguenti, oltre a quelli relativi all’avvio, alla gestione e alla cessazione dei rapporti di lavoro. Requisiti del consulente del lavoro Per esercitare le funzioni di consulente del lavoro, è richiesto dal 2007 un titolo di studio bene preciso:la laurea. Successivamente è anche necessario svolgere un periodo di praticantato della durata di 18 mesi e, al termine, superare un esame di stato che fornisce il titolo per essere iscritti nell’albo professionale. Incompatibilità consulenza del lavoro Svolgere la professione di consulente del lavoro è incompatibile con la qualifica di impiegati di enti pubblici, di dipendenti degli istituti di patronato, di appartenenti ad organizzazioni sindacali, di giornalisti professionisti, di notai ed esattori di tributi. Competenze esclusive del consulente del lavoro Nel nostro ordinamento non sono previste competenze esclusive del consulente del lavoro, perché per la legge italiana esistono anche altri soggetti autorizzati alla tenuta dei libri contabili obbligatori in materia di lavoro. Questi soggetti sono i ragionieri, i dottori commercialisti, gli esperti contabili e gli avvocati. Come diventare consulente del lavoro: laurea, tirocinio ed esame di stato Laurea del consulente del lavoro Il titolo di studio che deve possedere l’aspirante consulente del lavoro è la laurea: triennale o quinquennale in Giurisprudenza, Economia o Scienze Politiche; il diploma universitario o la laurea triennale in Consulenza del Lavoro o la laurea quadriennale in Giurisprudenza, in Scienze Economiche e Commerciali o in Scienze Politiche. Il praticantato del consulente del lavoro Il futuro consulente dovrà svolgere un periodo di pratica professionale della durata di 18 mesi, presso un consulente del lavoro iscritto all’albo. L’esame di stato del consulente del lavoro Al termine del praticantato si potrà sostenere l’esame di stato, composto da due prove scritte e una prova orale. Le materie oggetto della prova sono: diritto del lavoro, legislazione sociale, diritto tributario, elementi di diritto privato, pubblico e penale e nozioni generali di ragioneria. Iscrizione all’albo e formazione obbligatoria Al superamento dell’esame finale, si acquista il diritto di essere iscritti nell’albo professionale con l’obbligo della formazione continua, di solito annuale. Consulenti del lavoro: dalla crisi all’aumento dei guadagni Dopo un calo di guadagni registrati nel 2014, oggi la professione di consulente del lavoro torna a rendere. Quanto guadagna un consulente del lavoro dipendente In questo caso i guadagni sono inferiori, rispetto ad un autonomo, ma sono pressochè garantiti in misura fissa. La cifra all’anno si aggira intorno ai 25.000 euro lordi. Quanto guadagna un consulente del lavoro con studio personale All’anno il guadagno medio di questa tipologia professionale si colloca tra i 45.000 e i 50.000 euro lordi. I guadagni sono più considerevoli, ma il fattore rischio è maggiore. Inoltre il guadagno dipenderà dal numero di clienti e dalla fiducia che si riuscirà ad ispirare. Si può arrivare anche agli 80.000 euro lordi annuali.
13 Settembre 2019
consulenza finanziaria

Consulenza Finanziaria – Cosa fa il consulente finanziario

Consulenza Finanziaria – in questa mini guida andremo a percorrere la professione e capiremo in concreto cosa fa il consulente finanziario Definizione di consulente finanziario Si può definire consulente finanziario uno specialista in finanza e in tutti gli ambiti giuridici e fiscali ad essa associati, con particolare indirizzamento verso i servizi di investimento e gestione dei capitali facenti capo a istituzioni, società o privati. Come tutelare gli investitori con la consulenza finanziaria L’attività che svolge un Financial Advisor è basata anche sull’assistenza che riesce a dare al cliente nella gestione dei capitali, proponendo strategie d’investimento che siano adeguate alle sue esigenze e rispettino le valutazioni di rischio fatte con il cliente stesso, in modo da tutelarlo senza esporlo a pericoli eccessivi. Quali dei costi associati all’investimento Come ricorda AcomeA SGR(secondo classificato come Miglior Gestore Fondi italiani nella categoria Small dal Sole24Ore) va posta molta attenzione sui costi di gestione degli investimenti infatti, sopratutto su quelli a lungo termine, questi possono raggiungere valori altissimi cancellando, di fatto, il valore dell’investimento. Che cosa prevede la pianificazione finanziaria del consulente finanziario Partendo dal concetto di pianificazione finanziaria ovvero da quel processo di analisi dei bisogni del cliente e delle sue aspettative di vita, si va a schedularne risparmi e consumi. Come previsto anche dallo standard ISO 22222 per essere efficace questa pianificazione deve almeno comprendere questi quattro paragrafi Come capire se ho bisogno di un consulente finanziario La possibilità di investire e far fruttare il capitale ha sicuramente bisogno di alta professionalità quindi, a fronte di questa necessità, rivolgersi ad un consulente risulta indispensabile. Come diventare consulente finanziario Per diventarlo occorre un diploma, laurea in campo economico e superare un test per poter iscriversi all’albo unico dei consulenti finanziari. Che qualifiche ha il consulente finanziario? Essere in possesso di requisiti di onorabilità e professionalità come previsto dalle direttive CONSOB. Normativa sulla consulenza finanziaria Ci sono numerose normative che regolamentano laconsulenza finanziaria, in particolare segnaliamo la direttiva MiFID che pone le basi per il mercato finanziario integrato dell’ Unione Europea. Quale supporto da il consulente finanziario Esso supporta l’investitore in tutte le fasi: l’analisi, le proposte, gli investimenti, il monitoraggio ed il report dei risultati ottenuti. L’evoluzione della consulenza finanziaria in Italia Nel 2007 l’Italia ha recepito la MiFID anche per ciò che riguarda i test di appropiatezza; inoltre nel 2009 ha stabilito il dovere da parte del promotore di informare sempre dei rischi il cliente. Come possono fidarsi i risparmiatori dei consulenti finanziari Un risparmiatore deve scegliere attentamente a chi affidare il proprio patrimonio, valutandone storia professionale e affidabilità. Checklist di domande da fare al vostro consulente finanziario – E’ iscritto all’albo? – Da quanto tempo lavora in questo campo? – Propone prodotti limitati o spazia su tutti i prodotti di mercato?
13 Settembre 2019
consulenza fiscale

Consulenza Fiscale – Cosa fa il consulente fiscale

Consulenza Fiscale – In questa mini guida andreamo a percorrere la professione e capiremo in concreto cosa fa il consulente fiscale Per definire la consulenza fiscale del commercialista roma bisogna prima di tutto aver chiaro cosa si intenda per consulenza; questo termine deriva dall’inglese consulting e prevede l’attività di una persona competente, ovvero il consulente, per avere assistenza in una data materia. Nello specifico il consulente è competente in materia fiscale ovvero in tutte quelle tematiche che riguardano gli adempimenti che un cittadino o una azienda devono versare allo stato o alle amministrazioni pubbliche locali. Requisiti della consulenza fiscale Diciamo subito che per fare il consulente fiscale (detto anche tax advisors) non è richiesta nessuna certificazione formale quale diploma o corso di laurea. E’ vero anche però, che solitamente lo diventa chi ha almeno un diploma in campo scientifico (tipicamente diploma di ragioniere) o una laurea in economia (meglio se economia e commercio o economia aziendale) o in giurisprudenza. Come detto, non essendo indispensabile la qualifica, non è raro trovare professionisti che non abbiano le sopraindicate qualifiche ma provengano da esperienze lavorative nel campo delle imposte (è il caso ad esempio di ex dipendenti delle Agenzie delle Entrate). Consulenza Fiscale nel mondo Per un consulente fiscale che ambisce ad operare anche all’estero è fondamentale conseguire una certificazione internazionale; Andiamo qui di seguito a farne una breve carrellata. Consulente fiscale accreditato (ATA) L’ Accredited Tax Advisor (ATA) è la più ambita tra le certificazioni tra i consulenti fiscali tra i requisiti per ottenerla ci sono almeno tre anni di esperienza lavorativa nel campo fiscale. La qualifica di consulente fiscale CPA e requisiti d’esame La qualifica di Certified Public Accountant (CPA), richiede i seguenti requisiti: formazione con 150 ore di corso in un semestre; almeno un anno di lavoro; il superamento di quattro esami. Limitazioni CPA Per diventare CPA è necessario sostenere l’esame in America ed i requisiti variano a seconda dello Stato in cui si sostiene, in https://www.thiswaytocpa.com/exam-licensure/state-requirements/ si possono verificare. Certificazioni britanniche ICAEW, AAT, ACCA e CIMA Le certificazioni rilasciate da istituiti di contabilità britannici, hanno validità nei paesi con sistemi di common law ovvero con ordinamento giuridico di impostazione britannica. Rispetto al CPA sono più semplici da conseguire. Lavorare in Consulenza fiscale Formazione richiesta al professionista fiscale. Come detto inizialmente non è richiesta nessuna certificazione formale è comunque apprezzata la presenza di una certificazione internazionale. Iscrizione all’albo: è ancora obbligatoria per la consulenza fiscale L’iscrizione all’albo per la consulenza fiscale risulta essere ancora obbligatoria come decisa nella sentenza 10100 del 2011 la Cassazione. E’ quindi punibile penalmente chi esercita abusivamente la proffessione. Consulenza fiscale e tributaria a confronto Fiscale e tributaria sono consulenze che spesso si accavallano tra loro ma che si dividono nella sostanza: la prima indirizza il contribuente nelle scelte operative in base all’attività che svolge, mentre la seconda a più un carattere giuridico su situazioni createsi nei confronti del contribuente (ad esempio fermi amministrativi o cartelle esattoriali) Aggiornamento consulenza fiscale L’evoluzione continua delle leggi in materia fiscale, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, necessita che il consulente debba tenere aggiornato il cliente sulle modifiche apportare e ad esaminarne i problemi relativi alla loro applicazione. Il metodo per fornire questo servizio può essere l’invio periodico di newsletter oppure organizzare incontri personalizzati per spiegare le nuove norme e le possibili loro applicazioni.
9 Settembre 2019
commercialista

Commercialista: Definizione e riferimenti

Con il titolo di commercialista, si indica un professionista laureato in discipline economiche e legali, scopri la professione! Con il titolo di Dottore commercialista, in Italia si indica un professionista laureato in discipline economiche e legali, iscritto ad un ordine professionale, con competenze in materia di ragioneria, contabilità, fisco, diritto commerciale, diritto tributario e diritto del lavoro. Definizione di commercialista Dottore commercialista e Ragioniere commercialista (titolo molto diffuso fino alla fine degli anni ’80, ma che ormai si sta perdendo), nel nostro Paese possono vantare la stessa preparazione di un qualsiasi esperto contabile; Il primo, però, dispone di una laurea magistrale in economia e commercio o una licenza di pari grado e valore. Il Dottore commercialista e il Ragioniere commercialista devono superare un apposito esame di abilitazione, dopo un periodo di tirocinio, per l’esercizio della libera professione. Il lavoro del commercialista La gestione delle istanze e delle esigenze della clientela prevede una grande attenzione e quindi un servizio elevato. Al fine di essere efficaci, seguiamo una regola: affidare a ogni collaboratore un numero massimo di pratiche di cui occuparsi. Una volta raggiunta la quantità limite, il consulente non potrà più prendere altri clienti, così da assicurare il giusto tempo e impegno a ogni persona seguita. A beneficiare di tale metodo di lavoro sarà la tua azienda, perché dando a noi le tue pratiche, noi ti metteremo a disposizione un consulente che potrà svolgere il compito ottenendo un’elevata qualità e impiegando meno tempo. Se diventerai nostro cliente, potrai renderti conto dei vantaggi. Oggi districarsi tra le diverse normative fiscali, che cambiano con una certa frequenza, è un’impresa ardua, specialmente se si gestisce un’azienda. Bisogna avere a che fare con la contabilità, con i rapporti di lavoro, l’amministrazione, le tasse e le imposte. Questo comporta il rischio di commettere errori e di pagarli cari, in termini economici. Avere un consulente, un professionista che conosca bene la materia e che possa fornire il giusto supporto, occupandosi della predisposizione della documentazione a norma di legge è indispensabile, ma non basta avere un commercialista, ce ne vuole uno bravo. Infatti il suo compito non è esclusivamente quello della compilazione dei moduli e dello svolgimento dei calcoli, ma deve soprattutto trovare le soluzioni ai problemi, riuscire a massimizzare i benefici per il cliente e ridurre l’impatto fiscale. Il commercialista aiuta la clientela, diventa un suo valido alleato per superare ogni difficoltà legata alla gestione fiscale dell’azienda o personale. Commercialista come figura di riferimento Sempre più frequentemente, visto l’importanza dei compiti che questo professionista svolge, è essenziale che il Dottore Commercialista sia una vera figura di fiducia, sia per gli enti pubblici, che per i soggetti privati Entrambe le parti, infatti, affidano tutti questi incarichi a soggetti iscritti all’albo di categoria. Le norme che regolamentano l’iscrizione sono severe, atte a salvaguardare il cliente dalle truffe: purtroppo, infatti i raggiri sono all’ordine del giorno, ma severe, qualora vengano scoperti sono anche le punizioni. E’ bene ricordare come verificare se un consulente può fregiarsi o meno del titolo di Dottore Commercialista: è sufficiente rivolgersi alla segreteria dell’ordine, oppure accedere all’apposita pagina del sito nazionale per avere ogni informazione a riguardo. La scelta del commercialista è una delle imprese più ardue, ma anche la più importante. Se sei un privato, un titolare di azienda, un dipendente, o un libero professionista a partita Iva, il commercialista è la figura che ti accompagnerà per tutta la tua vita lavorativa. Non è consigliabile il fai da te, le dichiarazioni dei redditi autoprodotte o le consulenze sui siti web, perché economia e finanzia sono discipline molto labili. Ci sono moltissime sfumature che spesso i non addetti ai lavori non riescono a captare. Per questo motivo, non devi assolutamente sottovalutare questo aspetto. Quando dire: mi serve un commercialista Perché avere un bravo commercialista? Il professionista è utile in ogni fase della vita dell’impresa, a partire dalla costituzione. Ci si rivolge a lui per preparare la dichiarazione dei redditi, per stendere i bilanci e anche per scegliere le fonti di finanziamento. Sono questi i compiti che tu affidi al professionista ed è per questo che la sua affidabilità, la sua preparazione, la sua professionalità e l’attenzione che ti dedica acquisiscono una grande importanza. Tu vorrai sicuramente essere in regola con le leggi vigenti in materia fiscale e quindi ti serve un bravo commercialista che possa aiutarti con i diversi adempimenti. L’esperto si aggiorna periodicamente sulle variazioni e sulle novità e quindi agisce in modo da evitare i pericoli di incorrere nelle dannose sanzioni da parte delle autorità competenti. Le sue conoscenze in materia fiscale consentono di operare nel modo corretto, di rispettare le scadenze, di pagare il dovuto al Fisco e di mettere ordine e regolarità alla tenuta contabile di registri e documenti. Devi poterti fidare, anche perché al commercialista metti in mano parte della gestione della tua azienda e del tuo patrimonio personale. La scelta del bravo commercialista Definendo le ragioni per cui ti devi rivolgere a un bravo commercialista, sarà chiaro che l’unica strada è quella di individuare il professionista migliore. Noi siamo tra gli studi più apprezzati e quello più scelto perché mettiamo a disposizione consulenti che si prendono cura del cliente con molta attenzione, ascoltando le sue esigenze, individuando le soluzioni più convenienti ai vari problemi posti. Inoltre, grazie a un lavoro di valutazione delle diverse situazioni, si possono fornire al cliente i vantaggi del caso, limitando la spesa fiscale. Va altresì evidenziato che ognuno dei nostri consulenti segue un numero limitato di pratiche, così da assicurare impegno e rapidità nella risposta a ogni cliente. I commercialisti fanno parte della categoria più odiata ma nello stesso tempo amata da parte delle aziende. Questi professionisti consentono alle imprese il regolare svolgimento del loro lavoro, poiché si occupano della parte burocratica e fiscale. Quando si sceglie il commercialista è importante però essere a conoscenza di alcune informazioni. Vediamo quali sono. la parcella del commercialista Per non incorrere in brutte sorprese, è preferibile sapere fin da subito quanto dovremo corrispondere al nostro commercialista. Chiediamo quindi fin da subito a quanto ammontano le spese relative alla sua parcella. In questo modo saremo preparati al momento del pagamento. Tempi di attesa Cerchiamo di capire di fronte a chi ci troviamo. Il commercialista deve essere tendenzialmente disponibile in ogni momento per un eventuale chiarimento in materia finanziaria e fiscale. Dobbiamo sapere di poter contare su di lui, senza aspettare inutilmente giorni prima di una sua risposta. Specializzazione commercialista Per scegliere il commercialista che fa per noi, informiamoci sulla sua specializzazione. La materia fiscale è immensa e comprende moltissimi rami. A seconda del campo della nostra azienda, valutiamo di affidarci ad un commercialista competente per le nostre esigenze finanziarie. Iscrizione all’albo dei commercialisti Assicuriamoci che il nostro commercialista sia iscritto all’albo. Molti si improvvisano professionisti, ma in realtà non lo sono. Questa è una tutela nei nostri confronti imprescindibile. Compiti del commercialista Un commercialista ha dei compiti specifici. Dobbiamo conoscere attentamente quali sono, per non avere sorprese nel momento critico. Chiediamo quali sono le situazioni di sua competenza. Tempi contributivi Dobbiamo avere chiare le scadenze di tasse e contributi. In questo modo avremo il tempo necessario per non pagare in ritardo. Teniamoci in contatto con il commercialista, che ci informerà della tempistica. Effettiva esperienza nel ruolo di commercialista Un commercialista adatto alla nostra esigenza dovrà essere abbastanza competente nel nostro ambito. Un’esperienza concreta nel ruolo è una garanzia per noi che decidiamo di affidarci completamente. Periodi di chiusura dello studio commercialista Informiamoci su chiusure per ferie e festività dello studio di commercialista. In questo modo potremo essere al corrente di quali sono i momenti in cui non potremo contare sul suo aiuto. Oneri e onori Non solo onori quindi al commercialista che si occupa della nostra situazione fiscale. Probabilmente la sua parcella non sarà affatto bassa, ma dobbiamo anche capire quali sono le sue effettive responsabilità nel caso in cui si verifichino dei problemi.
30 Agosto 2019
Consulenza Marketing

Marketing – definizione e consulenza web

Marketing – mi occupo di consulenza web marketing ormai da tanti anni, qui troverai un piccola guida sul mio lavoro di consulenza marketing Marketing definizione Il marketing è un processo che, basato su una serie di obiettivi aziendali a medio e lungo termine e attraverso una fase preliminare di diagnosi della domanda e della concorrenza, arriva a identificare le esigenze dei clienti attuali per soddisfarli, con un vantaggio reciproco per i clienti e per l’acquisto. Guerrilla marketing Il guerrilla marketing è una forma di marketing non convenzionale che utilizza strumenti a basso costo per massimizzare i risultati. Tra le definizioni più comunemente accettate di guerrilla marketing c’è quella che considera “un insieme di modi non convenzionali per raggiungere obiettivi tradizionali”. Cos’è il guerilla marketing? Il guerrilla marketing, come è ormai comunemente noto, fa parte di una strategia efficace attenta e mirata Marketing strategico La pianificazione strategica delle attività è fondamentale per tutti i soggetti che operano nel mondo degli affari. Il marketing strategico, in particolare, è una programmazione ad ampio raggio. Di fatto, ogni azienda deve pianificare obiettivi a lungo termine che tengano conto della redditività complessiva e del suo portafoglio di prodotti / servizi, al fine di massimizzare il fatturato e raggiungere risultati di successo. Piano di marketing e Strategie di marketing Come creare un piano di marketing: passo e struttura 1) premessa generale e indice: missione aziendale, vantaggio competitivo (o proposta di vendita singola USP) e obiettivi (obiettivo da raggiungere) 2) Analisi della situazione attuale: Studio di mercato di fattori esogeni (ambiente politico, economico, tecnologico e culturale). Chiediti che tipo di utenti sono, che tipo di vacanze hanno, costruisci il buyer persona, analizza le abitudini attraverso istituti di ricerca come istat, statista e marketer piano di marketing delle persone Analisi del ciclo di vita dell’azienda e del prodotto: l’azienda è in fase di maturità e sviluppo? A seconda del ciclo di vita, puoi capire come entrare nel mercato e dove posizionarti. Su questo fronte, è utile analizzare l’attrattiva del mercato e capire, secondo il ciclo di vita, come potrebbe essere la tua strategia di ingresso. piano di marketing del ciclo di vita analisi della concorrenza e vantaggio competitivo (USP): capire chi sono i concorrenti e studiare tutti i loro movimenti. Basandoti su di loro, ne approfitti, cosa hai e non hai? Quanto investi in SEO, quali annunci utilizzi? Quanti mi piacciono nei social network? Un buon strumento è un germoglio veloce, ma alla fine dell’articolo troverai la collezione completa piano di marketing della concorrenza Analisi SWOT (opportunità, minacce, vantaggi, svantaggi) da fare dopo l’analisi della concorrenza. piano di marketing swot Analisi dei prezzi di mercato (domanda e offerta): usando le tecniche di web scraping puoi capire i prezzi di mercato del prodotto / servizio che offri. Attraverso ricerche di mercato, puoi capire quanto gli utenti sono disposti a pagare per quel bene. Un buon strumento che puoi usare si chiama convextra prezzi del piano di marketing stagionalità e tendenze: tramite strumenti di google come google trend e google analytics, identificare periodi morti e periodi attivi per coordinare l’implementazione di particolari tattiche (ad esempio, promozione o vendite) piano di tendenza del marketing analisi del comportamento di acquisto, valutazione dell’attrattiva del mercato (prodotti sostitutivi, fidelizzazione della clientela …) e percorso del cliente (ecco un buon strumento) acquistare un piano di marketing comportamentale 3) Strategia di marketing: segmentazione, targeting e posizionamento, questi sono i concetti di base per la sua applicazione (se non li ricordi puoi consultare questo articolo). Collega gli obiettivi, i canali, i KPI di controllo, gli obiettivi da raggiungere e la segmentazione per l’analisi con il modello Avnish Kaushik del modello di misurazione di Web Analytics. Qui troverai informazioni dettagliate sui concetti principali: segmentazione, obiettivo e posizionamento. piano di strategia di marketing 4) Pianificazione delle attività (piano di marketing): scegliere e calibrare la combinazione di leve di marketing / marketing (lo sapevate che siamo passati da 4P, ovvero posizionamento dei prezzi dei prodotti e promozione nel cosumatore 4C, convenienza e comunicazione dei costi? E, in effetti , con e-commerce per 6C, contenuti e community – approfondimento) piano di marketing 5) Sviluppo delle relazioni con i clienti e piano di comunicazione (interno ed esterno). Il marketing e la comunicazione hanno obiettivi e canali diversi. Tienili diversi. La comunicazione interna è la politica relativa ai processi interni, la comunicazione esterna include tono di voce, moderazione delle controversie, posizionamento delle immagini, ecc. 6) Attribuzione delle attività ai dirigenti eletti 7) Previsione del conto economico o del budget: definire gli indicatori chiave di prestazione, l’obiettivo da raggiungere, il punto di pareggio (BEP) e il CPA necessari per capire quanto investire. 8) Controlli dell’implementazione: scegliere come misurare i risultati utilizzando KPI e creare un programma fisso per l’analisi. Web e Digital marketing Il web marketing è fondamentalmente un insieme di strumenti applicati a una strategia per far crescere gli obiettivi di business di un’azienda, prima di tutto la vendita dei suoi prodotti e / o servizi. Attraverso il web marketing, infatti, è possibile identificare in quali canali investire tempo e risorse, capire quali sono le campagne di comunicazione che verranno realizzate per trasformare i propri utenti in clienti fedeli e molto altro. Marketing contents Senza contenuti interessanti che possano attirare l’attenzione del pubblico, è inutile iniziare questa attività. Per questo il marketing contents si colloca nel creare qualcosa di valore che attiri l’attenzione e attiri è una condizione necessaria ma non sufficiente per avere successo in un nuovo marketing senza interruzioni. Email marketing L’email marketing è lo strumento pubblicitario più potente disponibile su Internet, attraverso il quale è possibile entrare e mantenere contatti con potenziali clienti, amici, fan, colleghi, ecc. Social marketing Il social media marketing è un potente strumento disponibile per aziende e organizzazioni di tutte le dimensioni per trovare e connettersi con clienti / utenti regolari o potenziali. Gli specialisti del marketing creano pagine Facebook e account aziendali su Twitter, Instagram, Pinterest e altri importanti social network. Marketing territoriale Con il marketing territoriale ci riferiamo a quell’insieme di attività il cui scopo specifico è la definizione di progetti, programmi e strategie volte a garantire lo sviluppo di un distretto territoriale a lungo termine. Marketing diretto Rispetto agli altri tipi di comunicazione di marketing, il marketing diretto consente di stabilire una relazione diretta e duratura con l’obiettivo, personalizzando i messaggi in base alle esigenze e alle caratteristiche specifiche del singolo cliente e alla fase del ciclo di vita del cliente. Consulente web marketing In particolare mi occupo da sempre di consulenza marketing. Offro metodi, strumenti e strategie di  consulenza web marketing e, poiché voglio essere molto esigente, mi piace definirmi “il consulente marketing“.
28 Agosto 2019
Business Coach - coaching aziendale

Coach significato

La professione di Business Coach è molto importante è ambita per l’organigramma e l’abitat dei nostri clienti. Scopri come operiamo Coach significato: Perché Business Coach – coaching aziendale? Il coaching aziendale è il coaching rivolto alle risorse umane delle aziende. I due principi fondamentali su cui si basa sono: la consapevolezza e la responsabilità. Consapevolezza significa percepire a cosa le persone fanno riferimento nella realtà. La responsabilità è presa in carico delle loro funzioni, con una chiara definizione delle aspettative e scopi. Questo nuovo modo di gestione delle persone è la naturale evoluzione dei cambiamenti sociali ed economici degli ultimi anni. Si passa infatti dalla vecchia organizzazione fordista-taylorista, vecchia di un centenario, al nuovo modello più moderno e rispondente alle mutevoli esigenze del contesto economico mondiale: il coaching aziendale. Chi è il business Coach? definizione e significato E’ un modo altamente personalizzato ” action learning ” per imparare ad affrontare e superare le sfide di tutti i giorni. Insieme, ci si mette d’accordo su un piano di sviluppo che come un’obiettivo a ritmo, seguiremo i tempi e gli obiettivi prefissi. Serve per migliorare l’abilità e i comportamenti attraverso l’esperienza quotidiana attraverso l’utilizzo di una attività di sostegno individuale e programmi specifici. L’approccio metodologico del business Coach La Coaching mira a rendere la persona consapevole delle risorse a sua disposizione, i veri punti di forza, le competenze e migliorare il proprio stile relazionale e di leadership, concordando di volta in volta piani di azione da seguire. Il Coach aiuta il cliente per sviluppare le modifiche rese necessarie dalla analisi della realtà ed i risultati che si ottengono. In particolare, il cliente migliorerà la consapevolezza (dei suoi punti di forza, del suo talento, della resistenza, delle aree da sviluppare), senso di responsabilità, e la motivazione al cambiamento. Lo fa utilizzando le domande. domande strutturate in modo da facilitare risposte creative, efficaci e completamente sfruttando maturità e clienti competenze. L’allora Coaching è un programma assolutamente su misura. Attraverso l’uso sapiente delle domande, il coach aiuta il cliente a prendere coscienza dei propri mezzi, per sviluppare strategie efficaci, e per trovare la soluzione ai problemi operativi o comportamentali. Coaching un percorso efficace, rispetto alla formazione in aula, produrrà 89% in più in termini di obiettivi raggiunti (fonte: americana Management Association). I vantaggi del business Coach Coaching, come uno strumento di sviluppo, accelera il progresso della persona, perché aiuta ad orchestrare e pianificare lo sviluppo delle loro capacità per ottenere risultati significativi e specifici e misurabili nel tempo I vantaggi più spesso che ne derivano dalla coaching sono: l’acquisizione di autonomia e coscienza, che si esprime nell’uso della loro capacità di autonoma e di impostazione del lavoro; maggiore coinvolgimento della persona; maggiore chiarezza e senso di decisione alta concentrazione sugli obiettivi una maggiore attenzione allo sviluppo di gruppi e individui più proattivo una padronanza nell’uso della leadership situazionale una resilienza maggiore una intelligenza emotiva consapevole un miglioramento della sua motivazione, essendo il coaching segnato azione; • una maggiore responsabilità, perché le azioni hanno scelte e perseguita dalla • Sviluppo delle persone con il business Coach Lo sviluppo delle persone può avvenire anche all’interno dell’organizzazione. Ma solo un approccio sistematico in grado di garantire uno sviluppo ordinato, capacità critiche veloce e costante per l’organizzazione e la cultura aziendale. Per garantire che questo approccio sistematico diventa realtà è necessario che i leader agiscono concretamente considerando istruire una priorità. E ‘importante considerare i prossimi 3 punti: Il cambiamento è inevitabile Anche le organizzazioni di maggior successo subiscono un grosso rischio se pensano di poter riposare sugli allori. l’eccellenza di oggi non garantisce nulla circa il successo di domani. Le persone hanno bisogno di imparare e adattarsi molto rapidamente Le personali competenze diventano obsolete in fretta come la tecnologia. Per affrontare con successo la sfida del cambiamento continuo, le organizzazioni hanno bisogno di persone che sono in grado di imparare e adattarsi molto rapidamente. L’esperienza e data dal capire quando è tempo di essere “aiutati” da nuove strategie per promuovere l’apprendimento. La gente vuole crescere Una delle poche cose che motiva le persone nelle organizzazioni è la migliore opportunità per imparare e crescere nel lavoro. Le persone che si sentono sottodimensionate potrebbero decidere di andare a lavorare altrove. Per evitare tale concorrenza è utile e necessario investire nel loro sviluppo. Perché rivolgersi ad un business Coach? • per raggiungere i tuoi obiettivi individuali di miglioramento grazie al supporto personalizzato del coaching; • per diventare un manager efficace nel sostenere i dipendenti e / o partner che vogliono crescere. Corso di business Coach aziendale a Roma Per aumentare le prestazioni lavorative facendo leva su motivazione obiettivi delle aziende è ora del business coaching. Queste brevi sessioni di due ore al massimo, durante il qualeun coach lavora con il cliente in modo personalizzato. No chiacchiere generiche, ma concentrarsi sugli obiettivi. Ogni sessione di coaching ha un obiettivo specifico da mirare. Questo meccanismo consente di motivare e preparare da una parte e dall’altra la potente prestazione delle organizzazioni che adottano questo modello. Il business coaching finale è la soluzione per i grandi cambiamenti che le aziende sono ritenuti responsabili ed è fornito principalmente dalla sede di Roma. Comunicare in business Coach La formazione aziendale è spesso confuso con consulenza generica. Niente di più sbagliato. La consulenza ha come oggetto la prestazione di conoscenza o di problem solving. Coaching funziona con la gente, ed ha l’obiettivo di ottenere il meglio dalle persone. A differenza di consultazione del Business coaching si prevede di creare un percorso di crescita e di miglioramento delle prestazioni. E ‘un po’ quello che succede nello sport. Ogni atleta ha il suo preparatore atletico. Lo stesso principio vale per business coaching, che da un nuovo modo di lavorare in azienda.
27 Agosto 2019
Chi siamo

Consulenza aziendale – Lo studio

Società di Consulenza aziendale e commerciale e studio di consulenza aziendale a Roma – Contattaci per un preventivo gratuito Chi Siamo Lo Studio nasce dall’intuizione ed esperienza di Commercialisti ed Esperti in Consulenza Strategica con l’ambiziosa Mission di affiancare Società e Imprenditori, mirando all’eccellenza consulenziale, tenendo saldo il  concetto di boutique amministrativa di alta qualità I nostri servizi di consulenza a Roma Offriamo servizi professionali specialistici e personalizzati alle imprese, agli standard più elevati per la consulenza strategica per operazioni societarie, il controllo di gestione, il Fisco, la consulenza Aziendale e Legale, del Lavoro e Amministrazione delle Risorse Umane L’ampliamento della gamma di servizi insieme alla crescita dimensionale e professionale hanno prodotto come effetto una sempre più stretta interazione e collaborazione con i clienti, costruita sulle reali necessità di ciascuno di essi. L’aggregazione dei vari professionisti risponde, infatti, all’obiettivo di fornire alle imprese soluzioni interdisciplinari integrate e personalizzate ed un riferimento professionale completo oggi indispensabile per chi si misura in un contesto concorrenziale sempre più complesso. Approfondimenti trasversali delle differenti problematiche, pluralità di accesso alle fonti informative, innovazione tecnologica e procedure di intervento dinamiche sono il risultato delle sinergie sviluppate in oltre 15 anni di attività. La nostra esperienza aziendale al vostro Servizio L’expertise del nostro pool di Consulenti in Strategie per operazioni complesse societarie, arricchita da profonde competenze sulla fiscalità delle imprese, diritto societario e tributario permette di fornire soluzioni che tengano conto della molteplicità degli elementi che costituiscono la vita di un’azienda e del suo potenziale sviluppo economico. Grazie all’esperienza acquisita nel corso degli anni siamo diventati una struttura flessibile capace di interpretare un modo di fare impresa che molte aziende hanno iniziato a sperimentare già da diverso tempo con l’outsourcing ed il facility management il Dr. Andrea Raffaele Corporate Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali e di Riorganizzazione e Change Management, maturata in prestigiose aziende anche multinazionali leader nei loro settori. Ha gestito con successo situazioni complesse, anche in momenti di crisi aziendale, ricoprendo ad Interim anche i ruoli di MD e HR Director. Ha anche migliorato la struttura dei controlli interni e Implementato nuovi sistemi di reporting e controllo di gestione contribuendo significativamente al raggiungimento dei risultati aziendali. Oltre alla Laurea in Economia, Finanza e diritto per il Managment Aziendale e la Laurea specializzata in Economia Finanziaria al Politecnico di Lugano, ha ottenuto l’abilitazione come Consulente Tecnico d’Ufficio del Tibunale di Roma già Ausiliario del Giudice da questi nominato che agisce quale supporto tecnico nella celebrazione del processo, e come Tributarista qualificato mirato a dargli gli aggiornamenti legislativi oltre che operativi adeguati alla consulenza fiscale, tributaria e societaria. Effettua stabilmente corsi di formazione professionali e master mirati a dargli ulteriori aggiornamenti legislativi nella materia, aumentare la professionalità e dare maggiore qualità al servizio prestato ai clienti E’ una persona tenace ed affidabile che si distingue per la propria creatività, abituata a lavorare in un ambiente dinamico finalizzato al raggiungimento costante degli obiettivi. E’ caratterizzato da una spiccata leadership, attitudine al team work ed autonomia operativa unita ad una notevole capacità di analisi, programmazione e organizzazione del lavoro Se vuoi entrare in contatto direttamente con me, anche solo per chiedere un consiglio informale, inviami una email a raffaele@commercialistadiroma.com Perchè questo il blog di Consulenza Aziendale Abbiamo da sempre l’ambiziosa Mission di affiancare Società e Imprenditori mirando all’eccellenza consulenziale e tenendo saldo il  concetto di boutique amministrativa di alta qualità Il nostro obiettivo è divulgare il nostro know-how e supportare l’imprenditore nelle decisioni aziendali più importanti, offrendo sempre consigli personalizzati per ottimizzare l’organizzazione e il funzionamento dell’azienda, aiutando l’azienda a definire la strategia di businesspiù appropriata per soddisfare le esigenze e raggiungere i propri obiettivi. Aggiorniamo costantemente le guide sulla gestione d’impresa che potranno tornarti utili nelle problematiche Societarie quotidiane Preziosi consigli ti aspettano. Inizia subito a leggere e mettere in pratica tutte le risorse a tua disposizione: Centinaia di guide societarie pratiche, opinioni ed esperienze accessibili direttamente dal nostro blog Offriamo servizi mirati, rapidi e professionali Ti garantiamo l’assistenza in ogni fase aziendale o dubbio Con noi come alleati hai sicuramente la qualità come Certezza!
26 Agosto 2019
Ricorso tributario

Ricorso tributario – Ricorsi in tribunale

Il ricorso fiscale e un’attività svolta dai migliori Consulenti Fiscali della boutique d’eccellenza di societaria.it – fai subito ricorso tributario L’art.12, comma 2 della legge n.448/2001 (Legge finanziaria 2002) ha ampliato la competenza delle commissioni tributarie. Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2002, appartengono alla giurisdizione delle commissioni tributarie tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, compresi quelli regionali, provinciali e comunali e per il Servizio sanitario nazionale, le sovrimposte e le addizionali, le sanzioni amministrative comunque irrogate dagli uffici finanziari , gli interessi ed ogni altro onere accessorio. Alle commissioni è attribuita, infine, la competenza a giudicare su varie controversie di natura catastale come quelle concernenti, ad esempio, l’intestazione, la delimitazione l’estensione, il calassamento dei terreni e l’attribuzione della rendita. Restano escluse dalla giurisdizione delle commissioni soltanto le controversie riguardanti gli atti dell’esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento o dell’avviso di intimazione ad adempiere all’obbligo risultante dal ruolo. Bollo, concessioni governative, canone Rai Il Ricorso tributario Per alcuni tributi “minori” (come l’imposta di bollo e la tassa di concessione governativa) non è previsto Il Ricorso tributario alle Commissioni ma occorre instaurare un contenzioso amministrativo presso la direzione regionale delle entrate (o l’ufficio delle entrate, se istituito), oppure rivolgersi al giudice civile. Le opposizioni alle ingiunzioni dell’URAR in materia di abbonamenti alla RAI-TV devono essere presentate presso il Tribunale di Torino entro 30 giorni dalla notifica e con l’assistenza di un avvocato (procedura che ovviamente rende più difficile per gli utenti la presentazione delle opposizioni). Gli atti impugnabili nel Ricorso tributario online Gli atti contro i quali è possibile ricorrere sono: l’avviso di accertamento l’avviso di liquidazione il provvedimento che irroga le sanzioni il ruolo e la cartella di pagamento l’avviso di mora gli atti relativi ad alcune operazioni catastali il rifiuto, espresso o tacito, alla restituzione di tributi, sanzioni, interessi o altri accessori non dovuti i provvedimenti che negano la spettanza di agevolazioni nonché i provvedimenti di rigetto delle domande di definizione agevolata dei rapporti tributari ogni altro atto espressamente indicato dalla legge come autonomamente impugnabile. Il termine per ricorrere per Il Ricorso tributario è di 60 giorni dalla notifica dell’atto. Se è stato notificato un avviso di accertamento e il contribuente presenta la domanda di concordato, i termini per ricorrere sono sospesi per 90 giorni a decorrere dalla data di presentazione della domanda. Per agevolare il contribuente, la legge prevede che tutti gli atti impugnabili debbano contenere le seguenti indicazioni: termine entro il quale Il Ricorso tributario va proposto Commissione tributaria competente procedure da seguire. Assistenza tecnica nel Ricorso tributario online Per le controversie aventi ad oggetto tributi di valore superiore a 5 milioni è indispensabile l’assistenza di un difensore abilitato. Per valore si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni (se si tratta solo di sanzioni, il valore è dato dalla somma di queste). Attenzione: Qualunque sia il loro valore, l’assistenza tecnica non è richiesta per le controversie aventi ad oggetto le iscrizioni a ruolo effettuate a seguito della liquidazione della dichiarazione dei redditi da parte dei Centri di Servizio. Il presidente della commissione (o della sezione) o il collegio possono ordinare alla parte di munirsi dell’assistenza tecnica, anche nei casi in cui questa non è obbligatoria. Per le cause già pendenti davanti alle vecchie Commissioni tributarie l’assistenza tecnica non è obbligatoria ma può essere disposta dalla Commissione. Anche quando non è obbligatoria l’assistenza tecnica, il contribuente deve comunque fare attenzione alla complessità degli adempimenti previsti dalla nuova procedura (con la quale il contenzioso tributario viene di fatto ad essere assimilato al giudizio civile), e al rischio che la vertenza subisca un esito negativo a causa di una loro non esatta applicazione. Assistenza gratuita Ricorso tributario online Ai non abbienti è assicurata l’assistenza gratuita; alla Commissione per il gratuito patrocinio, istituita presso ogni Commissione tributaria, è affidata la verifica del possesso delle condizioni richieste (che potranno anche essere autocertificate). Come si compila Il Ricorso tributario Gli elementi essenziali nel Ricorso tributario Il Ricorso tributario deve essere redatto in carta da bollo e contenere una serie di indicazioni: la Commissione tributaria ( a indirizzi )a cui ci si rivolge; il nome, il cognome (o la ragione sociale o la denominazione) del ricorrente (e, quando c’è, del suo legale rappresentante); la residenza (o la sede legale o il domicilio eletto); il codice fiscale; l’ufficio (o l’ente locale o il concessionario della riscossione) nei cui confronti è proposto; gli estremi dell’atto impugnato (avviso di accertamento, provvedimento di irrogazione sanzioni, ecc.); l’oggetto della domanda (ad es., la richiesta di annullamento dell’atto); i motivi di fatto e di diritto idonei a provare la sua fondatezza; la sottoscrizione del ricorrente; la sottoscrizione del difensore, quando è presente, con l’indicazione dell’incarico conferito. La mancata indicazione di uno o più degli elementi sopra indicati comporta l’inammissibilità del Ricorso tributario. Tuttavia, non può essere dichiarato inammissibile Il Ricorso tributario che manca dell’indicazione del solo codice fiscale. Come si presenta Il Ricorso tributario Il Ricorso tributario deve essere proposto direttamente alla controparte (Ufficio del ministero delle finanze, Ente locale, Concessionario della riscossione) utilizzando, alternativamente, una delle seguenti modalità: notifica a mezzo Ufficiale Giudiziario da effettuare osservando le disposizioni del codice di procedura civile; invio a mezzo servizio postale con plico raccomandato, senza busta, con avviso di ricevimento; consegna diretta all’ufficio finanziario (o all’Ente locale) che ha emesso l’atto contro il quale si ricorre. In tal caso l’impiegato addetto alla ricezione provvede al rilascio di ricevuta. Nel caso di consegna diretta all’Ufficio o invio per posta, deve essere consegnato o spedito l’originale del ricorso in bollo, conservandone copia in carta semplice per la successiva costituzione in giudizio. Nel caso, invece, di notifica, devono essere consegnati all’ufficiale giudiziario 2 originali del Ricorso tributario, entrambi in bollo (uno rimarrà alla controparte, l’altro sarà restituito al ricorrente con apposta la “relata di notifica”). Centri di servizio per Ricorso tributario È soggetta a regole particolari la procedura per i ricorsi contro le iscrizioni a ruolo effettuate a seguito della liquidazione della dichiarazione dei redditi da parte dei Centri di Servizio. In questi casi Il Ricorso tributario, in bollo, deve essere intestato alla Commissione tributaria provinciale “tramite il Centro di servizio” (v. schema) e inviato allo stesso Centro di servizio a mezzo posta, con plico raccomandato senza busta, entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento. In caso di mancata risposta dopo almeno 6 mesi (e non oltre due anni) dalla presentazione del Ricorso tributario, il contribuente deve depositare presso la Segreteria della Commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’Ufficio delle imposte dirette competente (o l’Ufficio delle entrate, ( a indirizzi ) se istituito) il fascicolo di parte contenente: la copia del Ricorso tributario in carta libera, dichiarata conforme all’originale la fotocopia della ricevuta della spedizione del Ricorso tributario la fotocopia della cartella di pagamento; altri eventuali documenti a sostegno del Ricorso tributario. È possibile chiedere – oltre alla sospensione amministrativa ai Centri di servizio – la sospensione alla Commissione provinciale anche prima che siano trascorsi sei mesi dalla presentazione del Ricorso tributario, depositando anticipatamente i documenti sopra indicati. Quando proporre Il Ricorso tributario Il Ricorso tributario deve essere proposto, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla data di notificazione dell’atto (avviso di liquidazione o di accertamento, cartella di pagamento, ecc.). Può accadere che l’atto di imposizione vero e proprio manchi (come, ad esempio, nel caso di una domanda di rimborso a cui l’Amministrazione non ha dato risposta). In questi casi occorre attendere che si formi il c.d. “silenzio-rifiuto”, e cioè che siano trascorsi almeno 90 giorni dalla presentazione della domanda. A partire dal 91° giorno, e fino a quando il diritto non si prescrive (termine che può variare, secondo i casi, dai 48 mesi ai 10 anni) è possibile proporre Il Ricorso tributario I termini per la proposizione del Ricorso tributario sono sospesi nel periodo feriale dal 1° agosto al 15 settembre. La condanna alle spese nel Ricorso tributario Con la sentenza che definisce il giudizio la Commissione potrà anche condannare la parte perdente al pagamento delle spese (o, a seconda dei casi, dichiararle compensate in tutto o in parte). Sospensione dell’atto impugnato Se dall’atto impugnato può derivargli un danno grave e irreparabile, il ricorrente può chiedere alla Commissione provinciale la sospensione della sua esecuzione. La richiesta motivata può essere inserita nel Ricorso tributario o proposta con atto separato (che va notificato alle altre parti e depositato presso la segreteria della Commissione). Quando la sospensione è richiesta in materia di sanzioni tributarie non penali: il giudice deve necessariamente concederla se il contribuente produce un’idonea garanzia, anche a mezzo fideiussione bancaria o assicurativa; può essere proposta istanza anche dinanzi alla Commissione tributaria regionale. Dopo la presentazione occorre la costituzione in giudizio Nei 30 giorni successivi alla proposizione del Ricorso tributario il ricorrente deve “costituirsi in giudizio”. Questo adempimento è di fondamentale importanza in quanto la sua omissione o, anche, la semplice tardività comporta l’inammissibilità del Ricorso tributario. Una inammissibilità rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio e pronunciabile anche se la parte avversa si è costituita. La costituzione in giudizio si effettua depositando presso la segreteria della Commissione il fascicolo di parte contenente: l’originale del Ricorso tributario notificato a mezzo ufficiale giudiziario; se la presentazione è avvenuta per consegna diretta o a mezzo posta, si deposita una copia del Ricorso tributario dichiarata conforme all’originale insieme alla copia della ricevuta di consegna o di spedizione l’originale o la fotocopia dell’atto impugnato e dei documenti eventualmente prodotti, elencati nel Ricorso tributario. Se sorgono contestazioni, il giudice può ordinare l’esibizione in originale di tutti gli atti e documenti. Anche l’Ufficio deve costituirsi L’obbligo di costituzione in giudizio riguarda anche la parte nei cui confronti Il Ricorso tributario è proposto, che deve depositare le proprie controdeduzioni. Tale adempimento è di estrema importanza in quanto tramite esso il ricorrente viene messo in condizioni di conoscere la strategia adottata dalla controparte. Nelle controdeduzioni la parte resistente è, infatti, tenuta ad esporre le sue difese e a prendere posizione sui motivi del Ricorso tributario, indicando le prove di cui intende avvalersi e proponendo eventuali eccezioni processuali e di merito. La parte resistente è tenuta a costituirsi in giudizio entro il termine (non perentorio) di 60 giorni dalla proposizione del Ricorso tributario. Unica eccezione è data dai ricorsi proposti ai Centri di Servizio per i quali la costituzione in giudizio avviene entro 60 giorni dalla richiesta di trasmissione del Ricorso tributario (da parte della segreteria della Commissione Tributaria Provinciale) che fa seguito al deposito del ricorso da parte del contribuente. Le regole per il deposito dei documenti Il processo tributario è un processo prevalentemente documentale: non è quindi ammessa la possibilità di avvalersi degli altri mezzi di prova ordinariamente riconosciuti come, ad esempio, il giuramento e la prova testimoniale. Per essere utilizzati nel processo, i documenti devono essere elencati negli atti di parte cui sono allegati (ad esempio, nel Ricorso tributario). È comunque ammesso produrli anche separatamente; in tal caso è però necessario preparare una apposita nota (chiamata “Nota di deposito documenti”), firmarla e depositarla in segreteria (in originale e in tante copie in carta semplice per quante sono le altre parti). I “motivi” e il divieto delle “memorie integrative” Uno degli elementi essenziali del Ricorso tributario – prescritto a pena di inammissibilità – è costituito dai “motivi”, ossia dalla dettagliata esposizione delle proprie ragioni. L’esposizione dei motivi che sono a base del Ricorso tributario costituisce un elemento di estrema importanza in quanto i motivi non potranno essere integrati in atti successivi. Fa eccezione il caso in cui l’integrazione sia resa necessaria dal successivo deposito di documenti ad opera delle altre parti o per ordine della commissione. In questi casi l’integrazione è ammessa entro il termine di 60 giorni decorrenti dalla data in cui l’interessato ha notizia del deposito. Esempio: ricorro chiedendo l’annullamento dell’atto per violazione dell’obbligo di motivazione imposto dall’art. 42, comma 3°, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. Se è stata già fissata l’udienza di trattazione l’interessato deve dichiarare a pena d’inammissibilità, non oltre la trattazione in camera di consiglio o la discussione in udienza pubblica, che intende proporre motivi aggiunti. Dopo tale adempimento la trattazione o l’udienza devono essere rinviate ad altra data per consentire il deposito della memoria. L’integrazione dei motivi si effettua mediante un atto che deve avere, per quanto applicabili, i requisiti prescritti per Il Ricorso tributario . È invece possibile depositare, anche successivamente al Ricorso tributario, documenti e memorie illustrative (atti che senza ampliare l’ambito della controversia si limitano ad illustrare in maniera più approfondita i motivi già esposti nel Ricorso tributario). Nel caso di trattazione della controversia in camera di consiglio è possibile anche la presentazione di “brevi repliche”, con le quali si propongono ulteriori contestazioni alle argomentazioni esposte nelle memorie. Il deposito delle memorie, dei documenti e delle repliche va effettuato entro precisi termini: fino a 20 giorni liberi prima della data di trattazione, per i documenti; fino a 10 giorni liberi prima della data di trattazione, per le memorie; fino a 5 giorni liberi prima della data di trattazione in camera di consiglio, per le brevi repliche. Trattazione del Ricorso tributario online e notifica della sentenza La controversia è trattata di norma in “Camera di consiglio” (senza la presenza delle parti); se una delle parti vuole che Il Ricorso tributario  sia discusso in udienza pubblica deve farne richiesta alla Commissione con istanza da depositare in segreteria e da notificare alle altre parti costituite. L’istanza di pubblica udienza può anche essere proposta contestualmente al Ricorso tributario o ad altri atti processuali. Alla segreteria della Commissione spetta il compito di comunicare alle parti costituite il dispositivo della sentenza. Alla notifica della sentenza possono invece provvedere le parti (sarà la parte che vi ha interesse a notificare la sentenza alle altre). La parte che ha provveduto alla notifica dovrà depositare nella segreteria della Commissione l’originale (o copia autentica) della sentenza notificata. Pagamenti e rimborsi di Ricorso tributario online Le norme processuali prevedono meccanismi di pagamento dei tributi e di rimborso delle somme non dovute più favorevoli al contribuente. Pertanto, anche in deroga a quanto previsto dalle singole leggi d’imposta, nei casi in cui è prevista la riscossione frazionata i tributi devono essere pagati: per due terzi, dopo la sentenza della commissione tributaria provinciale che respinge Il Ricorso tributario ; per l’ammontare risultante dalla sentenza della commissione tributaria provinciale, e comunque non oltre i due terzi, se la stessa accoglie parzialmente Il Ricorso tributario ; per il residuo ammontare determinato dalla commissione tributaria regionale. Per le ipotesi indicate nelle precedenti lettere a), b) e c) gli importi da versare vanno in ogni caso diminuiti di quanto già corrisposto. Se Il Ricorso tributario viene accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della commissione tributaria provinciale, con i relativi interessi previsti dalle leggi fiscali, deve essere rimborsato d’ufficio entro novanta giorni dalla notificazione della sentenza. Le imposte suppletive devono essere corrisposte dopo l’ultima sentenza non impugnata o impugnabile solo con ricorso in cassazione. Nel caso di proposizione di un Ricorso tributario contro il rifiuto o il silenzio-rifiuto a provvedere ad un rimborso, se la Commissione condanna l’ufficio al pagamento di somme, e solo se la relativa sentenza è passata in giudicato, la segreteria della Commissione che l’ha emessa, a richiesta dell’interessato, rilascia copia spedita in forma esecutiva a norma dell’art. 475 del C.p.c. La sentenza delle Commissioni Tributarie Provinciale e Regionale spedita in forma esecutiva è titolo per le azioni esecutive previste dallo stesso C.p.c.. Come ci muoviamo con l’Autotutela e i ricorsi in ctp: Fermo restando che La legge di stabilità n. 228/2012, ha introdotto l’annullamento in autotutela delle c.d. “cartelle pazze” che stabilisce quanto segue: il contribuente, raggiunto da una cartella illegittima, possa chiedere in autotutela la sospensione della riscossione nonché l’annullamento in via amministrativa delle partite iscritte a ruolo. Nella legge è previsto anche un termine perentorio per ottenere lo sgravio in autotutela ovvero 220 giorni (cfr. comma 540 l. n. 228/2012) che in caso di rigetto, al trentesimo giorno sarà ormai già prescritto il termine a disposizione del cittadino per presentare Ricorso tributario, e se anche dopo i 220 giorni l’istanza di autotutela restasse priva di risposta, Secondo la legge la cartella esattoriale sarà da considerarsi nulla. In teoria Equitalia ha il diritto / dovere di ricevere un elenco di crediti (“ruolo”) certi, liquidi ed esigibili validamente nei confronti del debitore per effettuare una verifica specifica ed emettere una risposta all’istanza presentata dal contribuente che la porti a concludere se detti crediti non siano decaduti o prescritti In pratica, però, l’annullamento in autotutela da parte dell’agenzia della riscossione, non ha quasi mai l’esito sperato. Infatti, nonostante il deposito delle istanze in autotutela Equiltalia procede quasi sempre con azioni esecutive per la riscossione delle poste iscritte a ruolo. Quindi, per prudenza sarebbe comunque opportuno intraprendere l’azione giudiziaria (Ricorso tributario) per ottenere una sentenza che non lasci strascichi e pendenze insolute…ma come detto in precedenza i termini per poter presentare Ricorso tributario saranno ormai scaduti! È vero che l’agente della riscossione non è competente per l’annullamento delle poste iscritte a ruolo che competono esclusivamente all’ente creditore (quale Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, ecc.), Ma la legge sul punto è chiara, infatti, prevede che: il comma 539della l. n. 228/2012, uno specifico obbligo del concessionario di trasmettere entro dieci giorni all’ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata, al fine di avere conferma dell’esistenza delle ragioni indicate e ottenere, “in caso affermativo la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi”, il comma 540, in caso di mancato invio da parte dell’ente creditore della comunicazione prevista dal comma precedente e di “mancata trasmissione dei conseguenti flussi informativi al concessionario della riscossione,trascorso inutilmente il termine di duecentoventi giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite di cui al comma 537 SONO ANNULLATE DI DIRITTO e quest’ultimo è considerato automaticamente discaricato dei relativi ruoli”. Come la presentiamo l’istanza di autotutela nel Ricorso tributario online: Istanza di autotutela va presentata entro novanta giorni dalla notifica della cartella esattoriale. Si può presentare presso lo sportello, inviare mediante raccomandata oppure attraverso il sito con allegati questi documenti: la cartella di pagamento che vogliamo contestare; il documento in virtù del quale riteniamo che la cartella sia illegittima (ad esempio se la cartella fosse originata da una multa potrà trattarsi della sentenza di annullamento o della ricevuta di avvenuto pagamento); un nostro documento d’identità. Per inoltrare la domanda è poi disponibile un modulo da compilare on line, che allego alla presente, in cui sono richieste le nostre informazioni anagrafiche e gli estremi della cartella esattoriale. In ogni caso nel merito noi preferiamo presentarLa c/o gli sportelli o inviando la raccomandata con ricevuta di ritorno, onde evitare problematiche, perché come ben si sa il sito di equitalia non funziona mai a meraviglia In ogni caso, l’istanza di autotutela richiede comunque che il contribuente sia in grado di valutare la legittimità del proprio presunto debito, per poi lasciare che l’ente creditore faccia da giudice di sé stesso e possa autonomamente decidere dell’esito della vertenza, implicando che il contribuente faccia frattanto spirare i termini per presentare opposizione innanzi all’autorità giudiziaria (cosa che avrebbe potuto fare fin da principio avvalendosi tempestivamente dell’ausilio del proprio difensore di fiducia) pertanto noi consigliamo sempre o quasi, dipendentemente dal debito dovuto, di presentare Ricorso tributario c/o la Ctp effettuando un preciso controllo degli avvisi di accertamento (cartelle) o del completo estratto di ruolo, in alternativa se si vuole procedere con l’istanza di autotutela possiamo procedere attendendo una risposta dall’ente entro i 220 giorni, che in caso di mancata risposta ci avvaliamo del silenzio assenso la quale le cartelle SONO ANNULLATE DI DIRITTO,  altrimenti procediamo con il ricorso in Ctp impugnando l’estratto di ruolo di riferimento. Attenti a chi vi fidate! Gli atti contro cui è possibile ricorrere nel Ricorso tributario online sono: atti relativi ad alcune operazioni catastali l’avviso di liquidazione l’avviso di mora il ruolo e la cartella di pagamento l’avviso di accertamento il rifiuto, espresso o tacito, alla restituzione di tributi, sanzioni, interessi o altri accessori non dovuti il provvedimento che irroga le sanzioni i provvedimenti che negano la spettanza di agevolazioni nonché i provvedimenti di rigetto delle domande di definizione agevolata dei rapporti tributari ogni altro atto espressamente indicato dalla legge come autonomamente impugnabile. Il termine per ricorrere nel Ricorso tributario puoi verificarlo nella pagina Verifica termine per impugnare gli atti Per agevolare il contribuente, la legge prevede che tutti gli atti impugnabili debbano contenere le seguenti indicazioni: Commissione tributaria competente termine entro il quale Il Ricorso tributario va proposto procedure da seguire Costi Ricorso tributario online Controlla il costo qui per Istanza di autotutela e accertamento con adesione e Ricorso Tributario, Conciliazione e Mediazione (mediazione obbligatoria : Link Studio Andreani per calcolo parcelle La tariffa comprende: spese di cancelleria e carta; spese postali; formazione fascicolo; colloqui telefonici con il cliente e terze parti; esame e studio della pratica; redazione ricorso deposito ricorso e documenti; Cosa la tariffa non comprende: marche da bollo (solo per richieste documenti); contributo unificato Iva e contributo previdenziale 4%. notifica sentenza; spese di viaggio per la pubblica udienza (su Milano non sono richieste spese di viaggio); richieste copie autentiche; atto di deposito sentenza. Moduli Ricorso CONTRATTO PER LA CESSIONE DEL CREDITO TRIBUTARIO FINALE DELLA PROCEDURA modelli e moduli excel doc EQUITALIA S.p.A. richiesta erogazione rimborso modelli e moduli excel doc INTERPELLO EX ART. 11, L. 2122000 modelli e moduli excel doc ISTANZA AL GARANTE DEL CONTRIBUENTE modelli e moduli excel doc ISTANZA DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE DOPO L’EMISSIONE DI UN AVVISO DI ACCERTAMENTO modelli e moduli excel doc ISTANZA DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE PRIMA DELL’EMISSIONE DI UN AVVISO DI ACCERTAMENTO modelli e moduli excel doc ISTANZA DI ACCERTAMENTO CONTINENZA CAUSE TRIBUTARIE modelli e moduli excel doc ISTANZA DI AUTOTUTELA modelli e moduli excel doc ISTANZA DI CANCELLAZIONE DELLA S.N.C. modelli e moduli excel doc ISTANZA DI DISAPPLICAZIONE DELLE NORME TRIBUTARIE EX ART. 37-BIS, COMMA 8, D.P.R. 6001973 modelli e moduli excel doc ISTANZA DI RATEAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO DITTE INDIVIDUALI REG SEMP. modelli e moduli excel doc ISTANZA DI RATEAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO modelli e moduli excel doc ISTANZA DI RATEAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO modelli e moduli excel doc ISTANZA DI RATEAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO società – modelli e moduli excel doc ISTANZA DI RATEAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO, persone fisiche da 5.000 a 50.000 modelli e moduli excel doc ISTANZA DI RATEAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO, modelli e moduli excel doc ISTANZA DI RETTIFICA DATI MOD. 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26 Agosto 2019
Anatocismo Bancario

Anatocismo bancario e perizia econometrica

L’anatocismo bancario è un’attività svolta dai migliori anatocisti bancari della boutique d’eccellenza di societaria.it – richiedi la Perizia econometrica Anatocismo bancario – la preanalisi perizia econometrica Il termine anatocismo deriva dal greco anà (di nuovo) e tokòs (interesse) e sta ad indicare l’azione con cui si sommano gli interessi al capitale sul quale sono stati calcolati (capitalizzazione degli interessi), in modo che detti interessi producano a loro volta altri interessi In altre parole si tratta del cosiddetto calcolo degli interessi sugli interessi con la perizia econometrica. Da un punto di vista strettamente giuridico, in un’obbligazione pecuniaria l’utilizzo dell’anatocismo comporta, per il debitore, il pagamento non solo del capitale e degli interessi concordati, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già computati e già scaduti, comportando conseguentemente una crescita esponenziale del debito, soprattutto in presenza di tassi di interesse elevati. Documenti richiesti in caso di voler effettuare una verifica: Analisi su anatocismo bancario del Conto Corrente / Anticipi Contratto che riporti tutte le seguenti specifiche: Metodo di calcolo: debito medio o di maggior valore Anno iniziale di analisi Trimestre iniziale di analisi Numero di trimestri Rivaluta indebito: da richiedere solo se nel caso si desideri che l’indebito riscontrato venga rivalutato sulla base del tasso legale vigente tempo per tempo Prospetto di liquidazione delle competenze per i trimestri sottoposti ad analisi (dalla data di stipula alla data che si sottopone in analisi) Conto scalare (dalla data di stipula alla data che si sottopone in analisi) Analisi su anatocismo bancario dei Mutui Contratto che riporti tutte le seguenti specifiche: Tipo di mutuo: “ipotecario” e “chirografario” Tipo di tasso: è possibile scegliere fra “variabile” e “fisso”; Metodo di ammortamento: “Francese” o “Italiano” Data di stipula: è la data di sottoscrizione del contratto, utile per individuare la soglia di riferimento; Importo finanziato: è l’importo sulla base del quale viene sviluppato il piano di ammortamento Data di erogazione: è la data in cui la somma viene materialmente messa a disposizione del Cliente; Importo effettivamente erogato: l’importo che viene materialmente messo a disposizione del Cliente Altri costi contestuali all’erogazione: qualunque altro onere che venga addebitato contestualmente all’erogazione, diverso da quelli trattenuti di cui al punto precedente e che comunque non sia di natura fiscale; Tasso Nominale (T.A.N.) Numero di rate Frequenza rata: mensile, bimestrale,trimestrale, quadrimestrale, semestrale o annuale; Quoziente di frazionamento: è un indicatore che i contratti riportano che sovraintende al modo in cui gli interessi associati ad ogni rata vengono influenzati dalla durata diogni periodo es. a 360/360 (che è l’opzione più comune) 365/360 Scadenza prima rata: è il giorno in cui dovrà essere corrisposta la prima rata ordinaria Altre spese contestuali alle rate Maggiorazione di mora Clausola di salvaguarda su mora: se il contratto riporta tale clausola Piano di Ammortamento che riporti la data del rilascio del mutuo con l’importo realmente erogato e data delle rate con i pagamenti realmente effettuati dal cliente (dalla data di stipula alla data che si sottopone in analisi con la presenza l’ultima rata effettivamente pagata). Controllo anatocismo bancario dei leasing Contratto che riporti tutte le seguenti specifiche: Data di stipula Valore del bene Canone anticipato: “Maxicanone” Opzione di riacquisto: “prezzo di riscatto” Spese di istruttoria e simili Tasso Nominale (T.A.N.) Indicizzazione: “EURIBOR 3 m.l. 365”) Numero di canoni: canoni ordinari Frequenza canoni: mensile, bimestrale, trimestrale, quadrimestrale, semestrale o annuale; Scadenza primo canone Altre spese contestuali ai canoni Maggiorazione di mora Clausola di salvaguarda su mora: se il contratto riporta tale clausola Piano di Ammortamento che riporti la data del rilascio del leasing con l’importo realmente erogato e data delle rate con i pagamenti realmente effettuati dal cliente (dalla data di stipula alla data che si sottopone in analisi con la presenza l’ultima rata effettivamente pagata). Esempio di anatocismo bancario Supponiamo di richiedere ad una società finanziaria o ad un istituto di credito un prestito di 10.000 € da restituire in 1 anno al tasso fisso del 10% e che tale prestito venga erogato a partire dal 01/01/2007. Senza applicare l’anatocismo il calcolo nella perizia econometrica alla fine dell’anno sarebbe il seguente:   Da: A: Capitale: Tasso: Mesi: Interessi: Gen Dic € 10.000,00 10,00% 12 € 1.000,00 Totale Interessi: 1.000 €   Supponiamo ora che tale istituto di credito decida di applicare l’anatocismo semestrale e che gli interessi semestrali (in questo caso pari a 500 euro), vengano calcolati dopo i primi 6 mesi: Da: A: Capitale: Tasso: Mesi: Interessi: Gen Giu € 10.000,00 10,00% 6 € 500,00 Lug Dic € 10.500,00 10,00% 6 € 525,00 Totale Interessi: 1.025 € Con un aggravio di spesa evidenziato dalla perizia econometrica di 25,00 € Nella seconda riga dell’esempio, al capitale di 10.000 € sono stati aggiunti gli interessi maturati nei primi 6 mesi (500,00 €) per un totale di 10.500 €; di conseguenza il calcolo degli interessi nel secondo semestre dà un valore più alto (525,00 anziché 500,00) perché è cresciuto il capitale su cui calcolare gli interessi dei restanti 6 mesi. Inutile dire che l’aggravio di spesa sale ancora se si applica la capitalizzazione trimestrale (38 € circa): a questo proposito è possibile fare delle prove con l’apposita calcolatrice interessi; si tenga presente che, per semplicità, l’esempio calcola gli interessi sul numero dei mesi, mentre, per maggior correttezza, è necessario rapportare il tasso di interesse al numero effettivo dei giorni di ciascun periodo. Naturalmente si tratta solo di un esempio per spiegare meglio il concetto, ed è bene precisare che in ambito bancario l’anatocismo ha trovato applicazione soprattutto nell’ambito degli “scoperti” sul conto corrente (i c.d. “conti in rosso”), dove gli interessi passivi venivano addebitati sul conto ogni 3 mesi, andando così ad incrementare il capitale “in rosso” e producendo ulteriori interessi passivi da versare alla banca, oltre naturalmente ad aumentare il c.d. “massimo scoperto” su cui, come noto, la banca applica una “commissione” in percentuale a carico del cliente. Disciplina di riferimento sull’anatocismo bancario In Italia, la disciplina di riferimento è identificata dall’art. 1283 del codice civile, il quale prevede che, in assenza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziaria o per effetto di convenzione dopo la loro scadenza, nel caso si tratti di interessi dovuti almeno da sei mesi . La frase in mancanza di usi contrari significa che eventuali prassi possono derogare a questa norma, rendendo di fatto possibile la capitalizzazione sugli interessi. Questa incertezza ha consentito alle banche, nel corso degli anni,l’applicazione in pratica della cosiddetta capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi sui conti correnti in rosso (anatocismo bancario).  
26 Agosto 2019
Consulenza fiscale

Consulenza fiscale – Attività del Consulente Fiscale

La Consulenza Fiscale è un’attività svolta dai migliori Consulenti Fiscali della boutique d’eccellenza di societaria.it – Contatta il Consulente Fiscale I servizi di consulenza fiscale Il commercialista roma fornisce una serie di servizi a privati o aziende che non riguardano solo le scadenze di tributi o la compilazione di dichiarazioni, ma quello che si instaura tra il cliente ed il consulente è un rapporto di fiducia necessario perché il servizio risulti efficiente. Qui di seguito andiamo ad elencare e descrivere brevemente i principali servizi che il consulente fiscale garantisce al suo cliente. Consulenza fiscale online Il commercialista roma va costituire il bilancio di esercizio tenendo conto dei principi contabili nazionali ed internazionali; Consulenza fiscale e contenzioso tributario Segue l’iter di atti giuridici (detto procedimento giurisdizionale) per le controversie in materia di tributi sorte tra il cliente e l’amministrazione finanziaria; Consulenza fiscale in operazioni straordinarie Queste operazioni riguardano le società che stanno subendo trasformazioni, scissioni, cessioni, fusioni o liquidazioni; in questo caso il consulente fiscale roma esamina le pratiche (sia dal punto di vista fiscale ma anche da quello civilistico e quello operativo) e da indicazioni sul riordinamento o sulla razionalizzazione dell’azienda; Consulenza fiscale internazionale Questo servizio è imprescindibile nel caso in cui il cliente, sia esso una società o un cittadino, abbia redditi, investimenti o attività in paesi esteri o, allo stesso modo, un cliente estero li abbia in Italia; infatti le norme fiscali internazionali possono, se non rispettate, causare problematiche di natura fiscale difficili da risolvere e con esborsi molto maggiori di quello che sarebbe stato dovuto; Consulenza fiscale dichiarazione dei redditi Questo servizio annuale con il quale il contribuente comunica al fisco le proprie entrate attraverso il modello 730; Consulenza fiscale successione Questo servizio, che deve essere presentato all’ agenzia delle entrate, sancisce il trasferimento del patrimonio da soggetti defunti ai suoi successori; Consulenza fiscale fatturazione elettronica E’ il nuovo servizio adottato dalle amministrazioni pubbliche di emettere, trasmettere e conservare le fatture atto ad eliminare lo spreco di carta ed i relativi costi di spedizione e di conservazione. Ulteriori skills della consulenza fiscale Oltre ai servizi richiesti sopracitati al consulente fiscale sono richieste altre abilità che ora andremo ad elencare. Consulenza fiscale in Project financing Con questo progetto comparso per la prima volta nella legge 415 del 1998 e successivamente modificato da vari decreti legislativi (il 163 del 2006, il 113 del 2007 e il 152/2008), si intende un finanziamento di un progetto da parte di privati per la realizzazione di opere pubbliche con ritorni finanziari come rimborso per l’investimento. Consulenza fiscale in Real Estate Il consulente finanziario si deve saper occupare anche del campo immobiliare non inteso solo come compra – vendita di immobili ma di tutto il possibile buisiness che gira attorno ad esso. Tassazione degli expatriates Questa particolare tassazione è fondamentale per quei lavoratori che lavorano all’estero per lunghi periodi ma mantengono la residenza fiscale nel nostro paese. Transfer pricing  I prezzi di trasferimento delle operazioni interne tra lo stesso gruppo. Indirect tax (IVA, IVA internazionale e dazi doganali) Le imposte indirette sono quelle tasse riscosse da un intermediario (ad esempio un negozio) dal consumatore. Sarà poi l’intermediario attraverso la propria denuncia dei redditi a restituire allo stato quanto dovuto. Queste formule spesso possono causare problemi ai flussi di cassa, sarà cura del consulente fiscale roma di non renderle “invisibili” con conseguenze che potrebbero risultare molto spiacevoli.
26 Agosto 2019
Consulenza finanziaria

Consulente finanziario – Attività di Consulenza finanziaria

La Consulenza Finanziaria, un’attività svolta dai migliori Consulenti Finanziari della boutique d’eccellenza di societaria.it Contatta il Consulente Finanziario Grazie alla profonda conoscenza del mondo bancario e dei suoi criteri valutativi, siamo in grado di massimizzare la capacità dell’impresa di dialogare con gli istituti di credito. Il nostro ruolo può essere assimilato a quello di un “traduttore”: l’impresa ci racconta la sua storia, i suoi obiettivi e la sua mission e noi la traduciamo nel linguaggio parlato dalle banche, dando un supporto in ogni fase del processo di finanziamento. La consulenza finanziaria offerta si concentra sull’analisi dei bilanci aziendali e del business, senza trascurare un approfondito studio del rating, dato fondamentale da conoscere per approcciarsi al mondo bancario. Lo scopo della nostra consulenza finanziaria è suggerire tutte quelle operazioni volte a facilitare l’erogazione di nuovi finanziamenti e finalizzate alla riduzione dei tassi applicati o delle garanzie richieste alle imprese. L’azienda non viene mai lasciata sola, dalla fase istruttoria alla delibera viene seguita dai nostri consulenti, in modo tale da lasciare l’imprenditore libero di fare impresa durante tutto l’iter procedurale. Oggi andremo ad analizzare una figura cardine della finanza, ovvero il Financial Advisor tradotto in italiano in consulente finanziario. Analisi degli obiettivi del consulente finanziario Il consulente finanziario individua e propone al cliente degli obbiettivi che ritiene siano adeguati alle sue possibilità. Analisi dell’ orizzonte temporale degli obiettivi consulenza finanziaria Sempre in un’ ottica di tutela del cliente, è buona norma che il promotore gli esponga il concetto di orizzonte temporale, ovvero quel periodo di tempo durante il quale il cliente rinuncia alla sua quota di capitale per investirla. Consulenza finanziaria e analisi dell’attività produttiva del cliente E’ fondamentale che il consulente finanziario conosca l’attività produttiva del cliente per poterne valutare le possibilità di sviluppo e rendita future. Consulente finanziario – analisi patrimoniale e liquidità finanziaria Il promotore valuta il patrimonio e la liquidità di cui dispone il cliente, questo risulta importante anche per aiutarlo a valutare i rischi che può prendersi. Le analisi del consulente finanziario nei mercati e rischi volatilità  L’analisi dei mercati finanziari nazionali ed internazionali sono alla base del lavoro del consulente finanziario, esso deve eseguirne un monitoraggio costante per capirne le dinamiche e cercare di anticiparne gli andamenti. Valutazione rischi dell’investimento del consulente finanziario Valutare i rischi significa capire la quota parte di patrimonio che il cliente è disposto a perdere se gli investimenti si rivelassero, anche solo temporaneamente, non positivi. Pianificazione assicurativa Questo processo è necessario per la tutela del cliente e del suo nucleo familiare rispetto ai rischi ai quali sono esposti. Pianificazione successoria In particolare l’attenzione deve soffermarsi sulla salute, sulla premorienza e sui beni reali(soprattutto quelli immobili). Ottimizzazione fiscale e dei costi di gestione L’ottimizzazione fiscale è l’analisi del patrimonio e della situazione finanziaria rapportata al regime fiscale nel quale si va ad operare; mentre i costi di gestione rappresentano l’analisi dei costi derivanti dai vari aspetti (ad esempio costo dei prodotti). Consulenza finanziaria e protezione previdenza L’obbiettivo è saper consigliare le soluzioni più consone per garantire un tenore di vita adeguato ed un futuro senza l’agoscia dell’incertezza.
26 Agosto 2019
Consulenza del lavoro

Consulenza del lavoro attività del Consulente del lavoro

La Consulenza del lavoro online è un’attività svolta dal consulente del lavoro volto a risolvere le problematiche di politiche del lavoro aziendale e societario consulenza del lavoro in materia di gestione del rapporto di lavoro con elementi di internazionalità Il consulente del lavoro si occupa, ulteriormente, delle problematiche connesse alla gestione a livello internazionale del rapporto di lavoro. Può, infatti, essere necessario per il proprio cliente, instaurare un rapporto di lavoro con un soggetto residente all’estero. Oppure, può rivelarsi necessario inviare proprio personale all’estero. In tutti i casi di questo genere, il consulente del lavoro deve offrire assistenza al proprio cliente e supportare validamente la gestione del rapporto di lavoro “atipico” per differenti imposizioni contributive e fiscali. consulenza del lavoro in materia di gestione delle risorse umane Tipicamente il consulente del lavoro si occupa della gestione del personale, cosa bene diversa dalla gestione delle risorse umane. Può accadere che, solitamente le imprese medio-piccole assegnino la consulente del lavoro anche quest’incarico. Ciò comporta l’ampliamento delle funzioni svolte dal professionista, che non si limitato alla gestione, da ogni punto di vista del rapporto di lavoro, ma interessano ambiti differenti, normalmente di competenza del datore di lavoro. Queste ulteriori funzioni, riguardano: la negoziazione delle assunzioni, l’ottimizzazione delle politiche retributive, l’instaurazione o il miglioramento della comunicazione interna aziendale, lo studio di sistemi premianti del personale, l’assistenza nei rapporti con le organizzazioni sindacali, l’assistenza nella contrattazione di secondo livello, la predisposizione di piani formativi e di sviluppo delle carriere. il consulente del lavoro effettua l’inquadramento dell’azienda e dei suoi dipendenti Il consulente del lavoro provvede all’attivazione delle posizioni aziendali presso gli istituti previdenziali e assicurativi, sulla base dell’attività esercitata. Sulla base del contratto collettivo nazionale applicato provvede, ulteriormente, a determinare l’inquadramento di ciascun dipendente, con assegnazione di categoria e livello retributivo, sulla base delle mansioni effettive svolte e del titolo di studio. il consulente del lavoro Elabora paghe e contributi L’attività del consulente del lavoro è, principalmente, dedicata all’elaborazione delle paghe e dei contributi. Ciò significa che il consulente determina ogni mese le spettanze stipendiali o salariali dei dipendenti dell’azienda del proprio cliente, nel rispetto delle previsioni normative in materia di libro unico del lavoro. Gli adempimenti mensili comprendono anche la determinazione e il successivo versamento dei contributi previdenziali, a carico dei dipendenti e a carico dell’azienda. Gestione del procedimento disciplinare da parte del consulente del lavoro ll consulente del lavoro svolge, anche, il delicato compito di assistenza del datore di lavoro in tutti quei casi di procedimento disciplinare che colpisce il lavoratore. Il procedimento disciplinare si avvia per inadempienza o non rispetto di regole interne da parte del lavoratore e, nei casi più gravi, può concludersi con il licenziamento per giusta causa. Gestione inquadramenti previdenziali-assicurativi e del contenzioso con Enti di previdenza ed assistenza Si tratta della funzione esercitata per conto delle aziende, che consente un corretto inquadramento delle stesse, in modo da collocarle nel giusto settore di appartenenza. Dalla collocazione, discenderà l’applicazione dei relativi parametri previdenziali e assicurativi che determineranno un onere diverso a carico dell’azienda e dei dipendenti, rispetto ad altri. Si tratta, quindi, della matricola INPS, che qualifica dal punto di vista contributivo l’azienda e della posizione assicurativa territoriale. Quest’ultima è accompagnata da un profilo di rischio collegato a ciascuna mansione svolta in una determinata unità produttiva. Inquadramento contrattuale e redazione contratti di lavoro Il consulente del lavoro, a seconda dell’attività svolta dall’azienda e del settore di appartenenza, individua il ccnl che meglio aderisce al caso. Sulla base di questa scelta primaria, verranno elaborati i contratti e le lettere di assunzione per il personale che sarà assunto. I documenti contrattuali dovranno essere coerenti con le previsioni normative del caso. consulente del lavoro offre consulenza tecnica di ufficio o di parte Si tratta della consulenza tecnica fornita dall’esperto della materia, nell’ambito del processo civile. Può essere d’ufficio o di parte. consulente del lavoro offre consulenza tecnica in materia di lavoro E’ la consulenza specializzata, fornita dal consulente del lavoro, nell’ambito del processo in tema di lavoro. consulente del lavoro offre consulenza tecnica in sede di contenzioso Nel caso dovesse sorgere una controversia tra il datore di lavoro e il lavoratore, è il consulente del lavoro che se ne occupa, prestando assistenza in sede di contenzioso. Relazioni industriali e gestione di procedure di crisi aziendali Il consulente del lavoro è anche il soggetto specializzato nella tenuta delle relazioni tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Egli riveste un ruolo strategico anche nei casi di ristrutturazioni aziendali, che dovessero causare una riduzione di personale. In quest’ultimo caso, è molto utile verificare l’esistenza di strumenti che possano evitare o ridurre la disoccupazione. Altri servizi in area economica La consulenza dell’esperto in materia di lavoro è utile anche nell’area economica di un’azienda. Infatti potrebbe essere utilizzata per la riduzione dei costi, variabili d’impatto economico immediato. Area giuridica La consulenza giuridica accompagna l’attività professionale del consulente del lavoro, in ogni momento. Alla base, infatti, c’è l’interpretazione delle leggi in materia di lavoro e del contratto e la loro applicazione ai casi concreti. Asseco e consulente del lavoro E’ l’asseverazione, rilasciata dal consulente, che attesta la regolarità delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro e,contemporaneamente, promuove e diffonde la cultura della legalità. Consulenza pensionistica: il Fascicolo Previdenziale Il consulente si occupa di effettuare tutta una serie di verifiche della situazione contributiva del dipendente, attraverso il fascicolo previdenziale. La verifica svolge una sorta di check up per accertare l’esistenza eventuale di periodi scoperti, verificare la convenienza di istituire forme di previdenza complementari ed individuare la data di pensionamento o la possibile adesione a forme che anticipino l’uscita dal lavoro. consulente del lavoro e controversie di lavoro  Dirimere eventuali controversie tra datore di lavoro e lavoratore, è un’altro compito del consulente. Gli strumenti di cui dispone il consulente sono: la conciliazione e gli arbitrati. Internal Auditing Si tratta dell’insieme delle procedure svolte a livello interno, in posizione di indipendenza funzionale, che hanno come finalità quella di migliorare l’efficienza e l’efficacia delle procedure svolte, misurandone la bontà e individuando eventuali correttivi. Contattaci se pensi che possiamo aiutarti sulle politiche attive della tua Azienda.
26 Agosto 2019
Consulenza aziendale

Consulenza aziendale online – Le attività del Consulente Aziendale

La consulenza aziendale online, attività svolta dai migliori consulenti aziendali della boutique d’eccellenza di societaria.it Contatta il consulente aziendale l’obiettivo primario della consulenza aziendale del team di societaria.it è la crescita dei nostri clienti, attraverso la gestione delle risorse che allo sviluppo di strategie efficaci Cos’è e come funziona la consulenza aziendale la nostra organizzazione svolge una vasta gamma di servizi come: Consulenza Aziendale e Strategia aziendale Definizione degli obiettivi a medio e lungo termine Strategie di diversificazione Pianificazione degli investimenti Politica finanziaria e rapporti bancari Piani di ristrutturazione Piani di riconversione e risanamento Direzione per obiettivi Finanza agevolata Consulenza Aziendale nel Passaggio generazionale Preparazione del passaggio generazionale Individuazione ed aderenza al ruolo dei successori Processi di delega e formazione dei successori Controllo in fase di passaggio generazionale Aspetti legali e giuridici inerenti il passaggio generazionale Continuità di impresa per linee esterne Consulenza Aziendale e Strategia di comunicazione digitale Strategie di impostazione sito WEB Sviluppo progetti di Inbound Marketing Strategie di comunicazione Web Based Strategie di impostazione progetti ecommerce Studio e implementazione progetti Industria 4.0 Valutazione adeguatezza dei sistemi informatici alle necessità aziendali Consulenza Aziendale Internazionalizzazione e sviluppo dei mercati esteri Ricerca agenti e distributori Servizi di ricerca clientela direzionale Servizi di Temporary Export Manager Domiciliazione e assistenza legale/societaria Ricerca di personale diretto Politiche di acquisizione aziende estere Consulenza Aziendale in Marketing e Vendite Politica dei prezzi e analisi dei margini Strategia di Marchio Piani operativi di Marketing Strategia commerciale Creazione reti di vendita Gestione rete di vendita Raccolta ed analisi dati di vendita Metodologie CRM Consulenza Aziendale e Controllo di Gestione Metodologie di controllo economico Metodologie di controllo patrimoniale Analisi della redditività aziendale Budget aziendale Pianificazione di cassa Pianificazione finanziaria Analisi dei costi Sistemi di pianificazione e controllo Lay-out e logistica Gestione e lancio delle commesse Pogrammazione della produzione Miglioramento del lead time Controllo dell’efficienza produttiva Reporting di produzione Preventivi e consuntivi Fabbrica 4.0 / implementazione Organizzazione Aziendale e risorse umane Gestione del cambiamento organizzativo Valutazione e sviluppo delle risorse umane Analisi della motivazione e dell’aderenza al ruolo Formazione imprenditoriale e manageriale Assistenza nel passaggio generazionale Gestione di progetti complessi Razionalizzazione dei flussi informativi Sistemi di delega Certificazioni di Qualità e tecniche Controllo e Assicurazione della Qualità Sistemi Qualità UNI EN ISO 9000 Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14000/EMAS Sicurezza sui luoghi di lavoro Certificazione etica Modelli organizzativi D.Igs 231/01 Operazioni Straordinarie Valutazione aziendale Identificazione di possibili partner Italia e Estero Cessione e acquisto d’azienda Affiancamento nella fase operativa Valutazione alleanze Consulenza aziendale continuativa Le tipologie di consulenza aziendale possono essere in ambito di consulenza fiscale e tributaria, consulenza legale, consulenza amministrativa, consulenza del lavoro, consulenza commerciale, consulenza direzionale e consulenza strategica consulenza aziendale del lavoro Un’importante consulenza che spesso viene utilizzata nelle imprese è la consulenza del lavoro. Essa è praticata da liberi professionisti in materia giuridico-economica, capaci di gestire il personale per quanto riguarda gli adempimenti fiscali e per l’elaborazione delle buste paga. amministrazione del personale L’amministrazione del personale riguarda tutte quelle attività finalizzate a gestire al meglio le risorse umane dell’azienda. Chi si svolge questa mansione di occupa di effettuare le assunzioni, di pianificare le ferie, di autorizzare i permessi e di assolvere le pratiche relative agli infortuni. consulenza direzionale e pianificazione strategica La consulenza direzionale è l’insieme delle decisioni studiate per far sì che gli imprenditori riescano a realizzare gli obiettivi aziendali che si sono prefissati. La pianificazione strategica invece è data dall’insieme delle idee volte a migliorare la competitività dell’impresa sul mercato. consulenza aziendale e Pianificazione finanziaria Le consulenze finanziarie che hanno come oggetto la pianificazione finanziaria di un’azienda, hanno l’obiettivo di reperire e gestire le risorse finanziarie necessarie a soddisfare i piani di investimento studiati in precedenza. Consulenza fiscale, tributaria e contabile Le consulenze in ambito fiscale, tributario e contabile, sono indirizzate a rendere l’azienda conforme alle normative vigenti in ambito tributario e fiscale. Per quanto riguarda l’aspetto contabile è opportuno precisare che una buona gestione degli aspetti contabili e degli investimenti, è fondamentale per rendere un’azienda competitivasul mercato. Consulenza legale La consulenza legale è svolta da un giurista d’impresa, il quale ha il compito di tutelare gli interessi di natura legale dell’azienda Consulenza tecnica CTU e CTP Le consulenze tecniche CTU e CTP sono effettuate da esperti nell’ambito di procedimenti di tipo legale e civile. Questi professionisti possono essere nominati da un giudice (CTU) o di parte (CTP). Durante l’analisi dei documenti prodotti da questi tecnici il giudice avrà modo di formulare con maggior precisione la sentenza. Consulenza per Modelli Organizzativi – (D. Lgs.231/01) Il D.lg. 231/01 disciplina la responsabilità amministrativa delle aziende per i reati commessi da amministratori, dirigenti, dipendenti e collaboratori. L’azienda per non correre rischi di carattere legale deve dimostrare di aver preparato al meglio i propri dipendenti e di aver vigilato con attenzione sul loro operato.
21 Agosto 2019
Consulenza business plan

Consulenza business plan

Consulenza business plan: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona la Consulenza business plan Consulenza business plan – elaborare un business plan Saper pianificare nel Business plan significa anche capire da dove partire. Come prima cosa è necessario inserire l’introduzione, e quindi una sintesi del core business e degli obiettivi futuri, per poi passare alla parte descrittiva vera e propria con i dati dell’azienda. A quel punto va descritto il progetto. Si badi bene: non è tanto importante essere tecnicamente minuziosi quanto essere particolarmente chiari nell’esposizione. Il lettore alla fine di questa parte dovrà avere bene a mente cosa fa l’azienda. Altrettanto importante è il passo successivo, ovvero l’analisi del mercato e della concorrenza. L’analisi dev’essere quanto più accurata possibile prendendo in considerazione non solo le normative che regolano il settore di riferimento ma anche uno studio sui consumatori compresi i gusti e le estrazioni socio–economiche. Allo stesso tempo vanno analizzati i comportamenti dei concorrenti. Fatto questo c’è da inserire la strategia di marketing, dunque stilare un piano operativo con prezzi del prodotto o del servizio, e poi le campagne di comunicazione ed advertising. Ultimo passo della parte descrittiva è un excursus su storia e forma giuridica dell’azienda: ruoli, mansioni, risorse umane, tipologie di contratto e così via. Perchè affidarsi a consulenti business plan È fondamentale, perciò, affidarsi ad un commercialista fidato che sappia prima cogliere in pieno tutti gli aspetti del core business e che sappia analizzare i fatti dell’impresa esponendoli in maniera chiara ed includendo studi di settori, e poi effettuando un excursus sugli investimenti, sul bilancio e così via. Importanza del Progetto di consulenza business plan La validità del progetto è importante, per questo bisogna compilare le varie parti del piano in maniera precisa e dettagliata, ma soprattutto chiara. La comprensione e la presenza di tutte le informazioni sono i due punti chiave, quindi quando si inizia la redazione, non bisogna perdere di vista i due elementi su cui puntare, in modo da essere vincenti agli occhi di coloro che leggeranno il business plan. Linee strategiche, progetto ed iniziative, scopo, pianificazione finanziaria: sono tutti elementi che compongono il modello business plan di un’azienda, detto anche piano economico-finanziario. Si tratta di un documento che definisce e riepiloga l’identità di un’impresa e che ha due funzioni fondamentali: internamente, informa e guida chi è chiamato a prendere decisioni; esternamente, presenta e convince gli operatori in merito alla credibilità del core business. Completare il business plan in modo convincente Gli obiettivi di fatturato possono essere raggiunti con le strategie di comunicazioni individuate? Sono presenti nel bilancio i costi in modo completo e quindi gli investimenti necessari? La struttura è ben calibrata rispetto agli obiettivi di sviluppo? Si possono fare altri quesiti del genere, ma quelli riportati danno l’idea di cosa si aspetta il potenziale finanziatore o partner del progetto imprenditoriale. Si deve altresì prevedere e inserire, su come si fa un business plan, un controllo mensile della situazione economia per i primi dodici mesi di lavoro. Si dovranno confrontare la realtà con le previsioni, così da correggere il tiro se serve e mantenere un certo livello di liquidità e di investimenti. Per comprendere come si fa un business plan bisogna prendere come riferimento il business model canvas, che è semplificato e schematizzato per far comprendere quali siano i punti essenziali di un piano imprenditoriale. Bisogna indicare la mission dell’azienda, per chiarire cosa si vuole fare, con una vision ben definita. Va inserito l’accordo di riservatezza per evitare che si diffondano notizie sull’idea, poi ci vogliono un sommario esecutivo; una dettagliata descrizione della proposta di business Consulenza business plan e finanziamenti: fonti di finanziamento Il Business plan è il documento più importante quando si vuole avviare un’attività, una cosiddetta Start-up, e si è alla ricerca di fonti di finanziamento. I vantaggi di avere un documento che spieghi nel dettaglio le caratteristiche della futura impresa, dalle strategie, alla descrizione dei propri prodotti, all’analisi della propria sostenibilità, del mercato di riferimento, della concorrenza fino agli investimenti richiesti ed alle stime di cash-flow, permettono ai potenziali finanziatori di fare un’analisi veloce della bontà del progetto proposto aumentando quindi le possibilità che esso venga scelto e riceva i necessari sostegni finanziari. Più il documento sarà chiaro e dettagliato maggiori saranno le possibilità di convincere i potenziali sponsor delle possibilità di successo della vostra idea imprenditoriale. E’ molto importante quindi affidarsi a dei seri ed esperti professionisti per redigere un Business plan che abbia un grande impatto.