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Break Even Point: cos’è, definizioni e managment

Break Even Point: cos’è, definizioni e managment

Break Even Point: cos’è, definizioni e managment

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Il Break Even Point è il punto di pareggio detto anche punto di rottura.

E’ un punto in cui i ricavi totali previsti per la vendita di un prodotto eguagliano i costi previsti per produrlo, ovvero quante unità produrre per arrivare a coprire i costi della produzione.

In corrispondenza di questo punto di rottura o di equilibrio le quantità prodotte di un bene sono esattamente uguali alle quantità vendute dello stesso bene, pertanto i ricavi totali presunti saranno uguali ai costi totali presunti.

Presupposti del Break Even Point

Il punto di equilibrio o Break Even Point si realizza se sono soddisfatti i seguenti presupposti: il volume di produzione deve essere uguale al volume delle vendite, i costi variabili devono essere proporzionali, i costi fissi devono essere costanti nonostante il variare della quantità prodotta complessiva, il prezzo di vendita unitario deve essere fisso.

Esempi di costi fissi

I costi sono definiti fissi se restano costanti entro un intervallo di tempo definito relevant range e non variano al variare delle quantità prodotte e vendute.

Si pensi all’affitto dei locali, ai costi di riscaldamento, ai costi di pulizia, alla vigilanza, alla pubblicità, agli ammortamenti, agli stipendi per il personale, che un imprenditore piccolo o grande che sia sostiene, indipendentemente dal volume d’affari e dalla produzione.

Infatti l’imprenditore potrebbe anche attraversare periodi di forte crisi in cui a fronte di una adeguata ed equa produzione non riesce a realizzare grandi volumi di vendita con la conseguenza che a stento riesce a fronteggiare le spese e ad adempiere a tutti gli impegni assunti con i fornitori. Spese e impegni fissi che è obbligato ad onorare.

Esempi di costi variabili

I costi variabili invece variano al variare dei livelli di attività. Si pensi ai costi sostenuti per l’acquisto di materie prime, costi per la manodopera diretta, costi per lavorazioni esterne, provvigioni pagate ad agenti e rappresentanti di commercio.

In questo caso l’imprenditore può decidere se acquistare o meno e se sostenere tali costi, in quanto ha più autonomia, perché tali spese si riferiscono alla produzione di un bene in senso stretto per il quale se non vi è richiesta da parte del mercato l’imprenditore non affronta le spese di materie prime, non si approvvigiona e non si indebita nei confronti dei fornitori, allo stesso modo non ha bisogno di dipendenti che lavorano alla produzione del suo bene, né di chi promuove il suo bene sul mercato, quali agenti e rappresentanti.

L’insieme di questi costi fissi e costi variabili che fanno parte di uno specifico Conto Economico determinano il margine di contribuzione, ossia la misura in cui le vendite sono in grado di coprire tutti i costi fissi.

Cos’è il relevant range?

È un indicatore che misura la velocità di movimento di prezzo di un prodotto, ossia la differenza tra il prezzo di mercato più alto e quello più basso all’interno di un determinato periodo di tempo.

Un vasto range di prezzo in un determinato mercato, indica alta volatilità in un dato periodo.

Se si opera a lungo in un mercato con un determinato range di prezzo, il limite più alto e quello più basso possono essere assunti come solide aree di supporto e resistenza.

Rappresentazione grafica

Il Break Even Point può essere rappresentato graficamente.

Poniamo sull’asse delle ascisse le quantità prodotte del bene P, che sta per pomodoro e vendute dello stesso bene, su quello delle ordinate l’ammontare dei costi sostenuti per produrre i pomodori e dei ricavi incassati dalle vendite e rappresentiamo il tutto con delle rette.

La retta dei ricavi totali parte dall’origine degli assi, in corrispondenza del quale il volume è zero e il ricavo è zero perché ancora non abbiamo iniziato la nostra produzione, man mano che iniziamo a produrre e vendere i pomodori la retta si inclina in proporzione al prezzo unitario del pomodoro.

I costi fissi sono rappresentati da una retta parallela all’asse delle ascisse perché non variano al variare delle quantità prodotte e vendute, invece i costi totali, somma dei costi variabili e dei costi fissi, sono rappresentati da una retta che ha per intercetta, sull’asse delle ordinate, l’ammontare dei costi fissi e la cui pendenza dipende dal tasso di crescita dei costi variabili al variare delle quantità prodotte e vendute.

 

Il punto in cui si incrociano, o meglio si intersecano la retta dei ricavi totali e la retta dei costi totali rappresenta il volume minimo di produzione-vendita al di sotto del quale entriamo nell’area della perdita e al di sopra del quale, si hanno margini crescenti di utile, ossia di guadagno, fino a raggiungere il massimo guadagno in corrispondenza del massimo volume di produzione e vendita.

Le aziende industriali, produttrici di pomodori presentano costi fissi elevati in corrispondenza dei quali il punto di equilibrio è più elevato.

Margine di sicurezza

Un indice molto importante da tenere in considerazione è il margine di sicurezza che indica di quanto possono contrarsi le vendite attuali prima che l’impresa inizi a realizzare perdite.

Di quanto l’impresa può sopportare una contrazione dei ricavi di vendita attuali prima di entrare nell’area delle perdite.

Ovviamente si deve verificare una riduzione fisica di produzione del bene prodotto a prescindere dalla riduzione del prezzo unitario di vendita, il quale, pur contraendo il fatturato, potrebbe non comportare alcuna riduzione nei volumi prodotti e venduti e, di conseguenza, a nessuna riduzione dei costi variabili, portando in questo caso a variare la retta dei ricavi, a spostare il punto di pareggio e a far perdere di significato il margine di sicurezza.

In conclusione il margine di sicurezza evidenzia la capacità di resistenza dell’impresa di fronte ad un calo della domanda.

Il margine di sicurezza è legato alla dimensione delle vendite di equilibrio quanto più queste sono basse tanto più il BEP cade in prossimità dell’origine degli assi e quindi tanto più ampio può essere il margine di sicurezza ed elevata la potenzialità economica strutturale dell’impresa.

Il Break Even Point è un valido e affidabile strumento operativo per prevedere i profitti in funzione del livello produttivo, anche, perché rispetto alle rappresentazioni statiche date dalla normale contabilità, introduce un elemento più dinamico nella rappresentazione delle componenti di reddito.

Ancora dubbi sul Break Even Point? scrivilo nei commenti

Break Even Point: cos’è, definizioni e managment ultima modifica: 2018-06-26T09:01:57+02:00 da Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali

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