Come avviare il Controllo di Gestione | Societaria

Come avviare il Controllo di Gestione

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Il controllo di gestione è uno strumento aziendale che consente di verificare se gli obiettivi prefissati dall’azienda sono stati raggiunti.

Esso si concretizza con i processi di pianificazione, si fanno stime e previsioni su quello che sarà l’andamento aziendale, ponendo obiettivi precisi e budget, ossia processi di azione, che se necessari andranno rimodulati individuando tutte le risorse necessarie per realizzarlo.

Inoltre il controllo di gestione non è un elemento a sè stante, ma fa parte di un processo  articolato in più fasi, è un elemento integrante. 

Pianificazione finanziaria per avviare il controllo di gestione?

Per attuare il controllo di gestione occorre predisporre il piano finanziario che mette in evidenza le relazioni tra gli impieghi di capitale e le risorse disponibili nel periodo considerato .

Occorre verificare se il piano economico e il piano degli investimenti sotto il profilo finanziario si possono realizzare, individuando anche la compatibilità tra gli impieghi di capitale e le fonti finanziarie.

Infatti la composizione delle fonti ci aiuta a capire se l’azienda è solida e stabile, se dobbiamo sostenere costi per l’acquisizione delle risorse all’esterno in quanto non siamo in grado di farvi fronte con le risorse finanziarie  interne.

La costruzione di un piano finanziario ci consente di  identificare il fabbisogno finanziario e, di definire un programma di reperimento mezzi o di adeguati impieghi.

Solo se conosciamo in anticipo le esigenze di cassa possiamo gestire al meglio le risorse a disposizione dell’azienda e individuare  forme di finanziamento che non compromettono il ciclo vitale dell’azienda.  Per fare ciò occorre determinare gli investimenti in capitale fisso e in capitale circolante.

Piano degli investimenti in capitale fisso ai fini del controllo di gestione è utile?

Il piano degli investimenti ci consente di prevedere le risorse finanziarie di cui si ha bisogno per investire in capitale fisso nell’impresa.

Per esempio se l’azienda decide di acquistare un nuovo macchinario il cui investimento è pari a 15.000,00 mila euro occorre capire come questo flusso in uscita si ripartisce in vari anni , alla fine di ogni anno, se ne aggiunge un altro  in virtù delle migliorie  che si prevede di apportare l’anno successivo.

Inoltre se l’azienda decide di sostituire alcuni impianti per il valore di 2.500 questo costo si ripartisce tra i tre anni.

Il totale dei mezzi finanziari è il fabbisogno lordo, pari a 17.500,00  che però non prende in considerazione  le operazioni di disinvestimento, si pensi che l’azienda voglia cedere sia il macchinario che l’impianto e che dalla vendita realizza 5.000,00 euro di cui la metà li percepisce nel primo anno, la restante nel secondo anno, tali flussi in entrata rettificati determinano il fabbisogno netto, pari a 12.500,00

VociAmmontareN1N2N3N4
Nuovo macchinario

 

15.000,006.500,002.875,003.750,001.875,00
Sostituzione Impianto2.500,001.500,00500,00500,00
Fabbisogno lordo17.500,008.500,004.000,003.000,002.000,00
-Disinvestimenti5.000,002.500,002.500,00
Fabbisogno netto12.500,005.000,001.000,005.500,001.000,00

 

Il fabbisogno lordo per il primo anno è previsto pari a 8.500,00 potendo anche usufruire di dilazioni di pagamento pari a 9.000,00 , mentre il fabbisogno netto è pari a   5.000,00 in funzione della dismissione di 5.000,00 di cui si stima l’incasso solo del 50% nel primo anno .

Piano degli investimenti in capitale circolante 

Il fabbisogno finanziario derivante dagli investimenti in capitale circolante dipende dai crediti previsti e dalle scorte in materie prime e prodotti finiti, dalle dilazioni di pagamento che l’impresa ottiene dai propri fornitori per l’acquisto dei fattori produttivi e, infine, dalla dilazione che l’azienda concede ai clienti.

Per poter stabilire se l’azienda ha un buon piano di investimenti in capitale circolante occorre vedere cosa succede nel processo che va dall’acquisizione dei fattori produttivi alla vendita dei prodotti finiti, perché quanto più l’azienda concede dilazione di pagamento ai propri clienti tanto più il fabbisogno in circolante aumenta.

Diversamente quanto più l’azienda acquista  a debito e, ottiene una dilazione dai fornitori per poter pagare i suoi acquisti, tanto minore sarà il fabbisogno.

Il piano finanziario per essere approvato e rappresentare un adeguato strumento di pianificazione  deve risultare in pareggio.

Budget di cassa utile strumento per il controllo di gestione

Il budget di cassa raccoglie utili informazioni circa le entrate e le uscite che si prevede nei mesi o nei trimestri, perché l’impresa potrebbe trovarsi in difficoltà se non ha disponibilità liquide per far fronte a eventuali uscite di cassa.

Dopo aver stimato le vendite che si presume di realizzare dobbiamo determinare i tempi, ossia entro quanti giorni prevediamo di incassare i nostri soldi?

Se la vendita avviene in contanti allora l’incasso è immediato, se la vendita avviene a credito allora bisogna stimare le precedenti vendite tenendo cura di adattarle alle mutate condizioni ambientali e gestionali.

Altre entrate derivano da disinvestimenti, nuovi investimenti, royalties, dividendi e interessi.

Successivamente occorre prevedere i pagamenti, i quali dipendono dal piano di produzione che si intende realizzare e, dalle vendite.

L’azienda, infatti, decide di produrre un dato bene in funzione della sua domanda e, di conseguenza dalla sua vendita. In questo caso i costi di gestione scorte sono più bassi.

Diversamente, l’azienda può decidere di mantenerne costante, nel tempo, la produzione, in questo caso la produzione è più efficiente.

A questo punto è possibile determinare delle stime in merito alle uscite per gli acquisti di materie prime, di manodopera e spese generali, nuovi investimenti e rimborsi finanziari.

Qualora si configura un budget di cassa negativo per coprire il fabbisogno dovremmo utilizzare linee di credito in essere; posticipare i pagamenti ai fornitori, tenendo conto dei costi aggiuntivi che ne conseguono; sollecitare il recupero di crediti esigibili e non ancora incassati;  rinviare gli investimenti approvati e pronti per essere eseguiti; ricorrere a nuovi finanziamenti.

 Esempio pratico di controllo di gestione

Supponiamo un’azienda che compra pomodori, dal suo fornitore, al fine di produrre salsa per la passata, i pelati, la polpa, il concentrato decide di immetterli nella distribuzione-vendita presso i supermercati, i negozi, le grandi catene di ipermercati ect.

L’azienda prevede di realizzare 3.150.000,00 euro di ricavi  per la vendita di n. 450 mila bottiglie di passata  e  450  mila barattoli di pelati  al prezzo di 3,50.

L’azienda ha sostenuto 400 mila euro di costi per  acquistare n. 80.000 mila cassette di pomodori al prezzo di 5 euro ciascuna.

BUDGET
Ricavi delle vendite3.150.000,00Euro
n. Prodotti finiti900.000,00Pz
Prezzo medio di vendita3,50Euro
Costi di acquisto400.000,00Euro
Materie prime80.000,00Pz
Prezzo medio di acquisto5,00Euro

 

Consuntivo
Ricavi delle vendite3.325.000,00Euro
n. Prodotti finiti950.000,00Pz
Prezzo medio di vendita3,50Euro
Costi di acquisto450.000,00Euro
Materie prime90.000,00Pz
Prezzo medio di acquisto5,00Euro
Rimanenze iniziali12.000,00Pz
Rimanenze finali13.500,00Pz

Dal confronto dei due prospetti si evince un aumento dei ricavi, a fine esercizio rispetto a quelli precedenti, pari a 175.000,00 euro, allo stesso modo aumentano i costi per l’acquisto di materie prime, ossia di cassette di pomodori, che passano da 400 mila a 450 mila euro, tuttavia è presente un’anomalia economica in quanto il prezzo medio di acquisto è rimasto invariato pari a 5,00 euro.

Inoltre notiamo come i ricavi rispetto ai costi sostenuti per l’acquisto della materia prima aumentano ma di poco  rispetto ai costi che, misura un aumento maggiore.

Questo significa che sono state acquistate più cassette di pomodori rispetto alle quantità lavorate e vendute, dunque si realizzano sprechi di materie prime in fase di lavorazione e ciò comporta un aumento delle scorte di magazzino.

Dal confronto tra il budget e il consuntivo si evincono delle differenze che possono essere favorevoli o meno per l’azienda e, che devono essere analizzate al fine di eliminare la causa che ne determina lo scostamento.

Come hai notato il controllo di gestione è un perfetto strumento di analisi ed è il risultato di una stretta interazione tra le varie aree della gestione aziendale, produzione, marketing e organizzazione e, sarà tanto più valido quanto più sono precise le informazioni di cui si dispone per la sua redazione.

Il budget di tesoreria o di cassa dipende per le entrate dal budget delle vendite e, per le uscite dal budget degli approvvigionamenti e dal budget dei costi (costi del personale, commerciali ect.  

Il passaggio dai ricavi e costi contenuti nei budget settoriali, alle entrate e uscite del budget di tesoreria richiede che si tenga conto delle modalità e dei tempi di riscossione e pagamenti.

Se hai bisogno di essere aiutato nella stesura del budget di cassa o tesoreria e vuoi sapere se la tua impresa è in grado di prevedere i mezzi liquidi esistenti con cui fronteggiare le uscite future, ti possiamo dare una mano.

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Come avviare il Controllo di Gestione ultima modifica: 2018-07-13T09:01:04+00:00 da Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali

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