Come si trasferisce la Residenza all'estero | Societaria

Come si trasferisce la Residenza all’estero

Come si trasferisce la Residenza all’estero

Come si trasferisce la Residenza all’estero

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Sono tanti e diversi i motivi che spingono a cambiare il proprio Paese di residenza e a trasferirsi all’estero.

Le ragioni principali sono da ricercare nelle migliori e diversificate opportunità lavorative.

La predisposizione caratteriale a essere un po’ nomade e a viaggiare di continuo, a conoscere, a sperimentare aiuta molto a superare il distacco dagli affetti familiari e dai legami affettivi.

Sia essa una scelta di vita o una breve esperienza è necessario seguire alcuni piccoli accorgimenti per non incorrere in controlli da parte delle agenzie fiscali che non sempre vedono di buon occhio il distacco dal proprio Paese.

Vediamo insieme i passi da seguire.

Perché si trasferisce la residenza all’estero?

Se lavori in un altro Paese, ma sei residente in Italia, i tuoi redditi prodotti all’estero saranno comunque soggetti a tassazione IRPEF o IRES a seconda della tipologia di attività, se sei lavoratore autonomo o dipendente, e saranno soggetti a tassazione secondo le norme previste dall’art. 3 del TUIR, del Testo Unico sulle Imposte di Reddito.

Inoltre come chiarisce la circolare  n. 304/E del 1997 e la risoluzione del Ministero delle finanze 14 ottobre 1988 anche se non sei presente fisicamente in Italia e la tua attività lavorativa si svolge all’estero il sussistere dei seguenti requisiti determinano il possesso della residenza fiscale in Italia:

  • il possesso di un’abitazione di proprietà;
  • la presenza una famiglia stabile;
  • il riconoscimento di introiti ovunque conseguiti;
  • possesso di titoli mobiliari;
  • essere titolare di cariche sociali;
  • partecipazioni a riunioni di lavoro in Italia, conclusione di affari mediante soggetti che operano nel territorio italiano.

E’ possibile trasferire la residenza all’estero?

Si è possibile trasferire la propria residenza all’estero osservando le seguenti procedure:  per essere considerato fiscalmente residente all’estero, un cittadino italiano per la maggior parte del periodo d’imposta non deve essere iscritto nell’anagrafe della popolazione residente e, allo stesso tempo, non deve essere domiciliato né residente nel territorio dello Stato.

Tuttavia sono tassati in Italia i suoi redditi qualora siano prodotti in Italia.

Tutti i cittadini italiani che risiedono fuori dal territorio nazionale per più di un anno devono richiedere al proprio Comune di residenza di essere cancellati dall’anagrafe della popolazione residente  per poi trasferirsi nell’anagrafe dei residenti all’estero (Aire).

Successivamente occorre trasferire effettivamente la sede principale degli affari e interessi nonché ladimora abitualenello Stato estero, per evitare la doppia tassazione del reddito.

L’iscrizione all’AIRE consente di esercitare il diritto di voto per corrispondenza in occasione id referendum abrogativi o elezioni politiche.

E’ possibile iscriversi all’AIRE presso il Consolato Italiano nello Stato di residenza, oppure presentandosi al proprio comune di residenza in Italia, esibendo un documento di identità valido.

La pratica può essere completata recandosi al Consolato italiano nello stato di residenza all’estero.

Il Consolato invierà al Comune di residenza in Italia la conferma di iscrizione.

Modalità di presentazione richiesta trasferimento all’estero

  • La dichiarazione di trasferimento all’estero può essere inoltrata tramite:
  •  e-mail al proprio comune di residenza;
  • telematicamente se la dichiarazione è firmata digitalmente e inviata tramite pec;
  • la copia della dichiarazione con la firma autografa e il documento di identità deve essere acquisita a mezzo scanner  e trasmessa tramite posta elettronica ordinaria;
  • tramite fax;
  • posta raccomandata all’ufficio AIRE del comune di residenza settore servizi al cittadino;
  • personalmente presso il proprio comune di residenza.

Svantaggi legati alla doppia Tassazione

In base all’all’art.4 l’accordo convenzionale OCSE  individua alcuni indicatori secondo i quali il soggetto è considerato fiscalmente residente  in uno Stato piuttosto che in un altro.

Qualora esista una Convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi per evitare che una persona fisica sia considerata residente in entrambi gli Stati è necessario che la persona sia residente nello Stato nel quale ha un’abitazione permanente.

Qualora non disponga di un abitazione stabile, è considerata residente nello Stato in cui ha il suo centro degli interessi vitali.

Se la persona non ha né l’abitazione, né il centro di interessi vitali, allora sarà considerata residente nello Stato in cui soggiorna abitualmente.

Se dovesse soggiornare abitualmente in entrambi gli Stati oppure non soggiornare in alcuno di essi, sarà considerata residente nello Stato in cui ha la nazionalità.

Se ha la nazionalità in entrambi gli Stati o non ha la nazionalità in alcuno di essi, saranno le autorità competenti degli Stati a risolvere la questione tramite un istituto chiamato procedura amichevole ex art. 5 del Modello OCSE.

Diversamente qualora non esista una Convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi il problema della doppia residenza si potrebbe risolvere facendo ricerche sul luogo in cui la persona ha i legami familiari, sul luogo in cui i figli vanno a scuola, sul luogo in cui si esercita un’attività professionale, ecc. e tutti gli altri elementi che fanno riscontrare la presenza fisica della persona in quel determinato territorio.

Consiglio di seguire la procedura indicata sul sito del comune di Milano, all’interno del sito sono presenti modelli e fac simile di domanda di trasferimento residenza all’estero, nonché le modalità di presentazione e le avvertenze da osservare durante la procedura.

Link Utili:

Inoltre se hai trasferito la residenza all’estero ed hai lasciato a vivere in Italia il coniuge oppure i figli,  se il nucleo familiare permane in Italia sarà difficile dimostrare al fisco che la tua residenza non è fittizia, perché la famiglia è considerata come il nucleo intorno al quale si muovono i tuoi interessi affari, legami, vita sociale.

Se hai trasferito all’estero la tua residenza non devi avere in Italia una casa con le utenze attive.

Non appena chiedi l’iscrizione all’AIRE l’amministrazione finanziaria di comune accordo con i vigili urbani fanno i controlli all’ultimo indirizzo di residenza in Italia.

Allo stesso modo devi chiudere la partita iva in Italia e, devi rinunciare alla carica di socio o di amministratore di società.

Per completezza di quanto detto sopra, segnalo un nostro articolo in cui abbiamo affrontato la tematica inerente al denaro contante  portato all’estero, la normativa antiriciclaggio, deroga al limite dell’uso dei 3000 euro in contanti, e tante altre argomentazioni, e il sito dell’agenzia delle dogane in cui è disponibile il modulo da compilare  se si vuole portare con sé oltre 10.000, 00 euro in contanti www.agenziadoganemonopoli.gov.it

ti suggerisco di leggere anche il nosro vecchio articolo qui –> Denaro contante: Come portarlo all’estero

Se vuoi avere più informazioni, oltre i casi summenzionati, inserisci la tua domanda nei commenti oppure contattaci direttamente, valuteremo il tuo caso specifico.   

Come si trasferisce la Residenza all’estero ultima modifica: 2018-07-30T11:01:45+00:00 da Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali

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