Come versare l'inps per i Collaboratori familiari | Societaria

Come versare l’inps per i Collaboratori familiari

Come versare l’inps per i Collaboratori familiari

Come versare l’inps per i Collaboratori familiari

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A causa degli elevati costi che comporta assumere risorse umane, sono sempre di più le aziende siano esse commerciali, che artigiane o agricole, che ricorrono alle prestazioni lavorative dei propri familiari per farsi aiutare.

Vediamo insieme la normativa prevista per i collaboratori familiari, le modalità di versamento dei contributi e le cause di esclusione dei contributi.

Chi sono i collaboratori familiari?collaboratori familiari

I collaboratori familiari sono tutti coloro che svolgono il proprio lavoro all’interno di un’azienda commerciale, di una impresa artigiana, di un’azienda agricola, di un bar, di un negozio di abbigliamento, in cui il titolare è legato da rapporti di parentela con il collaboratore, sia esso il coniuge, o il papà, lo zio e il nipote.

Infatti l’INPS stabilisce che l’imprenditore artigiano, nello svolgimento del processo produttivo, può avvalersi di familiari coadiuvanti, ossia parenti entro il 3° grado ed affini entro il 2° grado.

Come stabilisce l’art. 74 c.c. la parentela è il vincolo tra le persone che discendono dallo stesso stipite.

Sono parenti in linea retta le persone di cui l’una discende dall’altra, padre e figlio, nonno e nipote.

In linea collaterale, invece, le persone che pur avendo in comune lo stesso stipite, non discendono l’una dall’altra, esempio, fratelli, zio e nipote.

Tra padre e figlio c’è parentela di primo grado, tra fratelli c’è parentela di secondo grado.

L’affinità è un vincolo che unisce un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge.

Sono affini i cognati in secondo grado, il suocero e la nuora in primo grado, perché per stabilire il grado di affinità si tiene conto del grado di parentela con cui l’affine è legato al coniuge.

Casi di esclusione dall’obbligo di versamento i contributi.

I contributi Inps non sono dovuti quando l’attività di lavoro è prestata dai collaboratori familiari in maniera del tutto occasionale, sporadica e non prevalente.

L’INPS fornisce delucidazioni in merito al concetto di prevalenza definendo tali tutte le attività che hanno natura imprenditoriali e che ricadono nell’ambito di applicazione di quanto stabilisce l’art. 2195 c.c., pertanto sono quelle attività economiche organizzate ed esercitate professionalmente dall’imprenditore al fine di produrre e scambiare beni e servizi, quali: attività industriali dirette a produrre beni o servizi; attività di trasporto per terra, per acqua o per aria, attività bancaria,  etc. e  sono obbligate all’iscrizione nel registro delle imprese.

Dunque, tutte le volte che il collaboratore familiare svolge attività da supporto, può farlo ma  non deve ricorrere il carattere della continuità, del vincolo di subordinazione che presuppone il rispetto di orari fissi e prestabiliti.

Né tanto meno il collaboratore familiare deve ricevere compensi in quanto presta il suo aiuto lavorativo perché legato da sentimenti affettivi e solidaristici, come ha chiarito la circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il 10/06/2013 con protocollo n. 37/0010478, contenente indicazioni operative per il personale ispettivo.

Il collaboratore può svolgere la propria prestazione lavorativa saltuariamente, in piena libertà e autonomia. Deve Prestare attenzione a non superare la soglia delle novanta giornate lavorative nell’anno solare, ossia le 720 ore annuali. Tuttavia qualora il collaboratore familiare si dedica all’attività occasionale solo nei ritagli di tempi e per qualche ora al giorno le 720 ore possono essere svolte anche in più di 90 giorni, come ha precisato la circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro il 15/03/2018.

Si pensi al familiare, ad un papà pensionato, che aiuta la propria figlia, per qualche ora il pomeriggio nel negozio, per consentirle di accompagnare il proprio bambino ad un corso di lingua inglese.

Oppure si pensi ad un giovane professionista assunto a tempo indeterminato in un’azienda e la sera trascorre qualche ora nell’ufficio dalla madre, titolare di un’azienda agricola e la aiuta a gestire l’archivio delle assunzioni online e dei contratti dei suoi dipendenti e a protocollare alcune pratiche.

 Esempio e modalità di procedura telematica.

Se vuoi avviare un’attività di calzolaio, che generalmente, comprende la riparazione di calzature e articoli in pelle, tale attività  rientra tra le attività artigiane ed è quindi regolamentata dalla legge 8 agosto 1985, n. 443 Legge quadro dell’artigianato, devi  entro 30 giorni dall’inizio dell’attività artigiana, presentare domanda di iscrizione all’Albo Imprese Artigiane.

In quanto la legge attribuisce, all’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, valore costitutivo, e conferisce all’impresa la qualifica artigiana anche ai fini previdenziali ed assistenziali.

Infatti l’impresa artigiana è tenuta a versare i propri contributi nonché quelli dei propri coadiutori familiari e non, mediante una  procedura telematica, chiamata COMUNICA.

E’ una semplice comunicazione, unica per tutti gli enti interessati, camera di commercio, agenzia delle entrate, Inps, Inail, con la quale si attribuisce alla nuova impresa il codice fiscale, la partita iva, l’iscrizione al registro delle imprese, e  la contribuzione Inps dovuta alle Gestioni Artigiani e Commercianti.

Viene messo a disposizione un cassetto previdenziale online con il quale l’artigiano o il commerciante comunica direttamente con l’INPS.

Può conoscere la propria situazione debitoria/creditoria;

la propria situazione assicurativa mediante l’estratto conto previdenziale;

può visualizzare l’elenco dei versamenti;

può conoscere la situazione delle iscrizioni a ruolo, estratto cartelle, avvisi bonari ricevuti.

può presentare un’istanza di dilazione amministrativa;

una riduzione contributiva; una richiesta di rimborso;

e tanti altri servizi disponibili sul sito dell’ inps. Il cassetto è stato anche  arricchito di una sezione definita comunicazione bidirezionale che consente una comunicazione ancora più diretta con l’Inps. I contributi previdenziali devono essere versati entro le scadenze mediante i modelli F24 disponibili online, già compilati con la matricola inps e l’importo a debito da versare.

Forma contrattuale per i collaboratori familiari

Non è previsto un contratto di lavoro tra le parti, una forma scritta dello stesso, perché la prestazione lavorativa occasionale si esplica con la manifestazione di volontà di voler aiutare nell’azienda di famiglia e per fatto concludente, nel momento stesso in cui si compie la prestazione.

Tuttavia onde evitare di insorgere in malintesi ti consiglio comunque di regolare il rapporto lavorativo, benché occasionale, mediante un patto scritto tra le parti tutte le volte in cui lavori in maniera abituale e prevalente rispetto alle altre attività lavorative e il titolare, che può essere tuo padre, tua madre, tuo zio, tuo nonno  ti versa i contributi obbligatori all’INPS.

Se hai intenzione di aprire un’attività e avvalerti di collaboratori familiari possiamo vedere insieme i casi specifici inerenti agli obblighi previdenziali INPS e assicurativi INAIL ai quali sei tenuto ad adempiere, in qualità di titolare.

Allo stesso modo se lavori già in un’azienda e vuoi lavorare anche nell’azienda di famiglia, valutiamo insieme la tipologia di prestazione lavorativa  più conveniente per te e per il tuo familiare titolare della stessa.     

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Come versare l’inps per i Collaboratori familiari ultima modifica: 2018-07-18T08:01:38+00:00 da Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali

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