Come superare la crisi societaria | Societaria
Come superare la crisi societaria

Come superare la crisi societaria

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Sempre più spesso le aziende si trovano a fronteggiare periodi di crisi societaria a causa della congiuntura economica determinata dai ritardi nella riscossione dei pagamenti per i lavori eseguiti dalla società, oppure causata dalla mancanza di richieste di commissioni lavori, dunque contrazione della domanda per il settore di riferimento. Si può determinare la crisi anche a  causa del superamento, o meglio dell’obsolescenza, delle attrezzature tecnico-produttive, o, ancora può essere determinata da risorse umane inefficienti o strategie di mercato inefficienti.

Modalità di risanamento aziendale per la crisi societaria

crisi

Crisi Societaria

Innanzitutto occorre individuare le cause che hanno determinato la crisi;

Successivamente bisogna attivare le procedure per risanare la struttura societaria e garantire continuità aziendale.

Successivamente si procede ad un piano di risanamento aziendale e alla ristrutturazione del debito.

La legge fallimentare offre due possibilità per reagire alla crisi aziendale:

un accordo di ristrutturazione del debito con i creditori secondo quanto previsto dall’art. 182-bis della Legge Fallimentare e un piano di risanamento industriale , secondo quanto stabilito dall’art. 67, comma 3, lettera d, che consentono all’impresa di non pagare subito i creditori perché l’impresa non ha i mezzi finanziari immediati, però consentendo agli stessi di essere tutelati con garanzie certificate.

Art. 182-bis della Legge Fallimentare

Affinché si possa proporre l’accordo di ristrutturazione è necessario che ricorra lo stato di crisi, lo stato di insolvenza deve essere tale da evitare la dichiarazione di fallimento.

L’accordo di ristrutturazione per la crisi societaria è un patto stragiudiziale che un imprenditore in stato di crisi fa con il 60% dei creditori con il quale cerca di risolvere la crisi aziendale prima che essa sfoci nella dichiarazione di fallimento.

Questo accordo deve essere accompagnato da una relazione giurata da parte di un professionista, revisore legale dei conti, iscritto nell’apposito registro o dottore commercialista,  che attesti la veridicità delle notizie riportate inerenti ai dati contabili aziendali.

L’accordo di ristrutturazione è  indicato nei casi in cui l’impresa abbia un’esposizione significativa con le banche ma non con quello dei normali fornitori.

Infatti l’accordo di ristrutturazione dei debiti è un accordo stragiudiziale tra l’azienda e la maggior parte dei suoi creditori, che viene regolamentato dalla legge e che passa attraverso un procedimento di omologazione da parte del tribunale

Tale accordo prevede che i creditori, di solito le banche, sospendano qualsiasi azione legale nei confronti dell’azienda in crisi patrimoniale per un periodo di tempo concordato; inoltre le banche prevedono di applicare tassi di interesse più agevoli in quanto più bassi al fine di allungare la struttura finanziaria del debito.

Ci sono due requisiti indispensabili per ottenere l’omologa del tribunale: l’accordo deve essere firmato da creditori che rappresentano almeno il 60% dei debiti complessivi dell’azienda e inoltre si deve assicurare il pagamento degli altri creditori, che dovrà avvenire prima dell’ottenimento dell’omologa del tribunale e dovrà essere attestato da un professionista esterno.

L’aspetto rilevante per l’imprenditore è che una volta ottenuta l’omologa, tutti i pagamenti effettuati dall’azienda in esecuzione dell’accordo omologato sono esonerati dall’esercizio dell’azione revocatoria fallimentare.

Tempistiche entro le quali proporre l’accordo di ristrutturazione per la crisi societaria:

Per assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei è necessario che l’accordo venga presentato:

  • entro cento venti giorni dall’omologazione, nel caso di crediti già scaduti a quella data;
  • entro cento venti giorni dalla scadenza, nel caso di crediti non ancora scaduti alla data dell’omologazione.

Articoli 67 comma 3 lett. d della Legge Fallimentare

Il piano di risanamento aziendale, serve a garantire che gli atti, i pagamenti, le garanzie e i contratti di esecuzione siano eseguiti al fine di ristabilire l’equilibrio della situazione finanziaria e di escludere dall’azione revocatoria il bene del debitore. Il piano di risanamento deve essere redatto da un professionista abilitato dottore commercialista oppure revisore legale dei conti  iscritto nel registro dei revisori dei conti con i requisiti indicati dall’art. 28, lett. a) e b) ai sensi dell’art. 2501-bis, co. 4, Codice Civile.

La garanzia per i creditori sta appunto nella non revocabilità dei pagamenti anche in caso di fallimento, prevista dalla legge se l’azienda predispone un piano di risanamento finanziario certificato.

Nel piano di risanamento la scelta del professionista spetti all’imprenditore  e non al Presidente del Tribunale.

Il piano di risanamento può essere associato alla categoria dei piani strategici, industriali e finanziari della società  previsti dall’art. 2381 comma 3 codice civile, per i quali è prevista l’attribuzione allorgano di gestione  sia dell’adozione che  dell’esecuzione del piano.

Ruoli e caratteristiche del professionista che assevera il piano

Il professionista abilitato deve rispondere ai requisiti di terzietà e di indipendenza, non solo nei confronti dell’imprenditore ma anche nei confronti di altri soggetti coinvolti.

Il professionista non si deve trovare nelle situazioni di incompatibilità previste per i soggetti che svolgono attività di revisione contabile per le società quotate ai sensi dell’ art. 160 TUF Regolamento Consob adottato con delibera n. 11971.

Deve essere terzo rispetto ai creditori; rispetto a coloro che potrebbero beneficiare dell’attestazione del piano e rispetto al consulente che redige il piano.

Durata e forma del piano di risanamento

E’ importante redigere il piano secondo principi di continuità aziendale.

Il piano  generalmente deve essere redatto per periodi che vanno dai tre ai cinque anni, un lasso di tempo utile per esprimere al meglio le potenzialità e le opportunità di risanamento aziendale.

Deve assumere necessariamente la forma scritta, e deve recare una data certa affinché gli atti eseguiti per la sua attuazione siano sottratti all’azione revocatoria.

Indicatori di crisi finanziaria e patrimoniale

Gli indicatori che l’azienda utilizza per valutare il rischio di entrare in crisi sono i seguenti:

  • ROS;
  • ROI;
  • Variazione media del fatturato;
  • Rapporto tra mezzi propri e capitale investito;
  • Rapporto tra il capitale proprio e il capitale investito:
  • Rapporto tra risorse interne aziendali e credito finanziario ottenuto;
  • Gradi di copertura dei costi finanziari;
  • Capacità di generare cassa.

Ti consiglio di leggere la normativa, inerente, al piano di risanamento e, agli accordi di ristrutturazione, troverai informazioni utili sulle procedure attivabili ai seguenti link:

  1. www.studiocataldi.it
  2. www.laleggepertutti.it
  3. www.diritto.it

Se hai difficoltà a comprendere  gli indici possiamo aiutarti noi a stabilire le capacità finanziarie e patrimoniali della tua azienda.

Inoltre ti aiutiamo a scegliere il momento adeguato per proporre un accordo di ristrutturazione, per preparare una proposta ricca di argomentazioni, sostenuta da piani attendibili  e per persuadere i creditori ad accettare il piano di ristrutturazione presentato dalla tua impresa.

Cosa ne pensi? Scrivi subito nei commenti,  se hai dubbi o domande, oppure, contattaci direttamente per un’assistenza completa.

Come superare la crisi societaria ultima modifica: 2018-08-07T11:01:28+00:00 da Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali

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