Business Plan
20 Ottobre 2019
Business model canvas

Business model canvas – Strategie, consigli ed esempio

il business model canvas è modello creato dall’azienda che traccia il flusso strategico di vendita e funzionamento dello scopo sociale Business model canvas – Definizione Il Business model canvas è modello creato dall’azienda che traccia il flusso strategico di vendita e funzionamento dello scopo sociale Il Business Model Canvas è un modello strutturato, che ti consente di realizzare un progetto graficamente intuitivo e semplice da interpretare, che ti dà un’idea immediata di quali sono i punti chiave su cui ti dovrai concentrare per riuscire ad avviare la tua attività. Un grafico molto veloce, che a colpo d’occhio può darti un’idea visiva di fattori di rischio, pro e contro della tua attività. Realizzarlo da solo, però non è facile ed immediato. Cosa puoi fare dunque? Come fare il business model canvas Se vuoi quindi impostare un business model canvas di successo, inizia da tre domande fondamentali: 1) Chi sei 2) Qual’è la tua attività di punta 3) A quale target di clienti vuoi rivolgerti Secondo la definizione di Alexader Osterwalder, che ha scritto un libro considerato chiave nella comprensione di un business model canvas, esso è la definizione dei processi che governano il modo in cui un’azienda crea valore e lo distribuisce. Se quindi hai sempre avuto delle idee brillanti e hai voglia di trasformarle in un progetto imprenditoriale, dovrai prima dedicarti allo studio del modello di Business che fa per te. Sviluppo business model canvas Come già detto in precedenza, dopo aver stabilito il segmento a cui vuoi rivolgerti e la nicchia di mercato in cui vuoi inserirti, ci sono una serie di domande che dovresti porti al fine di impostare un modello di Business, come sottolineato dal sito Marketimpresa della Banca BNL, che tratta temi specifici sulla creazione di startup ed aziende innovative: 1) Che valore aggiunto puoi dare ai tuoi clienti? 2) Attraverso quali mezzi? 3) Di che risorse umane hai bisogno? 4) Quali sono gli incassi che ti aspetti? 5) Quali sono i costi che dovrai sostenere? 6) E i fornitori che possono aiutarti ad erogare il servizio? Esempio di business model canvas Come raccontato in un interessantissimo articolo de “Il Sole 24 Ore”, un’idea di marketing molto semplice, come aiutare la ripresa di un settore in crisi, come quello agroalimentare, diventa un progetto “Fico”. Fico è il più grande parco agroalimentare d’Italia, che fa dell’eccellenza della cucina della nostra Terra il suo punto forte e prevede di registrare dai 4 ai 6 milioni di visitatori l’anno. In questo caso i punti di forza sono stati la partneship strategica con Eataly, il puntare su un grandissimo progetto consegnato in tempi relativamente brevi e l’ampia gamma di prodotti offerti ai visitatori. Se l’obiettivo di Fico era sfondare, ci è riuscito benissimo! Strategie di business model canvas Partendo sul modello descritto da”Il Sole 24 Ore”, puoi iniziare a definire una Business Model Canvas, ovvero un grafico che ti permetta di definire i fattori chiave, come ad esempio: 1) I clienti a cui vuoi rivolgere la tua attività 2) L’offerta che vuoi dare 3) Le infrastrutture che vuoi dedicare 4) Le relazioni con il pubblico, quindi i mezzi ed i canali di comunicazione, i social ed il marketing tramite la pubblicità 5) Le attività chiave che riguardano la produzione del bene o l’erogazione del servizio 6) La struttura dei costi e dei ricavi. Consigli sul business model canvas Come hai visto nell’articolo, per perseguire la strada dell’innovazione e per realizzare le tue idee brillanti è consigliabile strutturare un Business Model canvas che rispetti la struttura che ti abbiamo esposto precedentemente. Sul modello di Fico e di moltissime altre realtà italiane ed internazionali, quindi, elaborare un buon progetto di partenza potrà aiutarti ad iniziare con il piede giusto. Spesso però, focalizzare da solo i punti su cui concentrarsi non è semplice: può essere utile rivolgersi a qualcuno che conosce la materia meglio di te e che ti aiuti ad individuare gli aspetti su cui puntare per far crescere il tuo business. Se vuoi imparare tutti i segreti del marketing strategico e diventare un imprenditore di successo, cosa aspetti dunque a richiedere una consulenza specializzata per la realizzazione del business model canvas per la tua azienda?
23 Settembre 2019
crowdfunding

Il crowdfunding – significato, equity e piattaforme

Il crowdfunding – in questo articolo andreamo ad illustrare il significato, la parte di equity, le piattaforme e i siti di crowdfunding Un concetto nuovo di reperire finanziamenti o di investire in chiave assolutamente moderna e tecnologica: il crowdfunding; uno strumento disciplinato dal Testo Unico della Finanza all’articolo 50 quinquies sulla gestione di portali per la raccolta di capitale per le start-up innovative ed all’articolo 100 ter sulle offerte attraverso portali per la raccolta di capitali. Crowdfunding significato Il crowdfunding è un sistema che prevede il finanziamento di un progetto con contributi relativamente modesti da un folto gruppo di persone, piuttosto che cercare ingenti somme da un piccolo numero di investitori. Equity crowdfunding In sostanza, l’equity crowdfunding raccoglie capitali dalla massa attraverso la vendita di titoli (azioni, titoli convertibili, debito, quote di reddito e altro) in una società privata (che non è quotata in borsa). Crowdfunding traduzione Il nome è composto dal sostantivo “crowd” che in inglese significa “massa, folla” e “funding” ovvero “finanziamento”. Ecco quindi definito come “finanziamento dalla folla”. Crowdfunding italia In Italia questo nuovo sistema di finanziamento è spopolato sicuramente tardivamente rispetto altri Paesi ma ad oggi sono tante le piattaforme attive e che realizzano molti progetti. Consob crowdfunding L’Italia è però il primo Paese ad essersi dotato di una normativa specifica per l’equity crowdfunding attraverso il Decreto Crescita Bis ed il Regolamento per le Start-Up innovative e le modalità di finanziamento ad opera della CONSOB, Commissione nazionale per le società e la Borsa. Scarica qui il regolamento consob crowdfunding Crowdfunding come funziona Con il crowdfunding tanti soggetti immettono liquidità in un progetto o in una impresa a fronte di un impegno, da parte del beneficiario, di ripagare tale sforzo. Progetto crowdfunding Un progetto di crowdfunding generalmente ha carattere molto innovativo ed è pensato per un’ampia diffusione essendo qualcosa che inevitabilmente sfrutta la tecnologia del web per diffondersi. visualizza qui alcuni progetti di spicco su crowdfundme.it Campagna crowdfunding Una campagna crowdfunding serve a far conoscere il progetto per gli intenti che ha e per le caratteristiche pensate dall’ideatore che in prima persona lo promuove ed inevitabilmente promuove anche se stesso in quanto questa determinata categoria di investitori ricerca anche empatia nella selezione del progetto che intendono finanziare. Crowdfunding piattaforma Per il crowdfunding esistono tante piattaforme con caratteristiche simili o diametralmente oppose a seconda di come sia gestito il rapporto sia con l’investitore sia con l’imprenditore. Piattaforme crowdfunding italiane Sono già tante le piattaforme attive in Italia, tra le più note certamente vanno seganalte De Rev, Eppela, Musicraiser e Ginger. Piattaforme crowdfunding – siti Chiaramente lo scenario è molto più ampio se si considerano tutte le piattaforme attive al mondo, alcune di esse fautrici di progetti milionari. Crowdfunding kickstarter Kickstarter è un gigante di questo mercato, probabilmente la piattaforma più importante oggi per fare crowdfunding presentando progetti con una durata temporale definita ed un obiettivo economico da perseguire. Crowdfunding indiegogo Un altro colosso del crowdfunding è Indiegogo che permette di scegliere tra un obiettivo “bloccato” o uno “flessibile” a seconda del tipo di progetto e dell’ambizione del proponente. Donation crowdfunding Il donation crowdfunding, come l’equity, ha l’obiettivo di finanziare un progetto. La sostanziale differenza è che trattasi di una donazione senza un meccanismo di ricompensa come partecipazione del risultato o altro previsto invece dall’equity. Crowdfunding for real estate – immobiliare Anche il settore immobiliare ha saputo dotarsi di un sistema di finanziamento collettivo, infatti le piattaforme di crowdfunding del real estate permettono di investire in progetti immobiliari divenendone soci a tutti gli effetti. Eppela crowdfunding Eppela è tra le maggiori piattaforme italiane di crowdfunding che vanta numeri importanti come un volume di offerte di quasi 30 milioni per oltre 6000 progetti finanziati con un tasso di successo delle campagne del 65%. Ginger crowdfunding La piattaforma Ginger è un perfetto esempio di servizio di crowdfunding di tipo territoriale, infatti è pensato per la regione Emilia Romagna ed offre anche consulenze manageriali ed assistenza. Crowdfunding calcio Anche il mondo del calcio si è aperto a questa possibilità di finanziamento ed in Italia si è avuto già un esempio con il Frosinone ed il Pescara ad opera della piattaforma “Tifosy” creata da ex-calciatori di Juventus e Chelsea, Vialli e Zanetton. Crowdfunding europe Il mercato europeo del crowdfunding ha facilitato i piccoli investitori nel diversificare i loro portafogli e acquisire la proprietà in start-up in forte crescita. Crowdfunding musicale Il settore della musica consente al crowfunding di esprimersi in moltissimi modi differenti, infatti puoi trovare piattaforme per finanziare progetti artistici come LP, album ma anche video musicali o progetti diversi come live tour e sperimentazione. Crowdfunding startup Certamente il finanziamento collettivo è pensato soprattutto per le Start-Up, ovvero quelle realtà imprenditoriali che sono in fare iniziale se non embrionale del proprio business e sono alla ricerca di fondi per continuare la progettazione del proprio prodotto o avviarne la realizzazione e diffusione. Xiaomi crowdfunding Il colosso cinese della tecnologia, Xiaomi, ha fondato una piattaforma propria di crowdfunding chiamata YouPin, un servizio per sfruttare la popolarità dell’azienda per proporre i propri prodotti ad un vasto pubblico. Crowdfunding libri Molti sono i libri che parlano di crowdfunding e che si presentano anche come manuali. Se si cerca il meglio ecco una buona lista di libri che consigliamo sul crowdfunding Step By Step Crowdfunding disponibile su Amazon anche per i Kindle. Come finanziare una start-up innovativaG. Bartolomei, A. Marcozzi 2015Corporate finance G. Tardivo, R. Schiesari, N. Miglietta 2012 Crowdfunding e personal fundraising: la nuova … A. M. Siccardi, V. Vitali 2018 Crowdfunding e Regolamentazioni. La Tassazione … I. Cultera 2015 Crowdfunding. Dai sogni ai soldi. Come finanziare … F. Troisi, A. Giusti 2014 Crowdfunding. Il finanziamento della folla, o … G. Quaranta 2016 Crowdfunding. La via collaborativa all’imprenditorialità I. Pais, P. Peretti, C. Spinelli 2014 Crowdfunding: esame della disciplina e ruolo … G. Quaranta 2017 Dall’espansione allo sviluppo. Una storia economica … P. Massa, G. Bracco, A. Guenzi, J. A. Davis, … 2011 Diventare imprenditori innovativi (Formato cartaceo) AA. VV. 2015 Equity crowdfunding. Uno sguardo al mercato italiano G. Quaranta 2018 Finanza d’impresa e sistemi finanziari. Un profilo … M. Fornasari 2008 Il Codice civile e leggi collegate 2017 G. De Nova 2017 Il crowdfunding G. Quaranta 2017 Il crowdfunding in Italia. Una regolamentazione … U. Piattelli 2013 In Search of Liberty: The Story of the Statue … J. B. Bell, R. I. Abrams 1984 Istituzioni e mercati finanziari F. S. Mishkin, S. E. Eakins, G. Forestieri 2012   Crowdfunding rewards Il meccanismo di rewards è alla base del crowdfunding. Le ricompense sono la forma di guadagno che più attira gli investitori che intendano “scommettere” piccole cifre a sostegno di un progetto. Crowdfunding civico Questa particolare forma di crowdfunding punta al finanziamento attraverso un processo di responsabilizzazione dei cittadini. Il crowdfunding civico è una innovazione che ha trovato spazio in tante realtà italiane come i borghi e le comunità interne. Conclusioni Come hai potuto notare, il crowdfunding ha tantissime espressioni in tutti i settori ed in tutte le tipologie di business. Per orientarti meglio scegli una nostra consulenza per non commettere errori e far decollare la tua idea di business.
3 Settembre 2019
Business Plan Esempio Strategia di Marketing

come fare un business plan

Business Plan: Ecco un’esempio di strategia di marketing applicata al business plan aziendale, si tratta di una specie di carta d’identità dell’impresa Nella scrittura del Business plan Vengono Illustrati L’impresa, Il Prodotto O Servizio, Le Tecniche Di Produzione, Le Strategie Di Vendita, Il Mercato Di Riferimento, La Gestione Delle Risorse(Umane, Strumentali, Finanziarie). Si Chiude Questa Presentazione Con La Sintesi Dell’aspetto Economico-Finanziario, Cioè La Parte Numerica. In Questa Seconda Parte, Si Forniscono Dati Riguardo Gli Investimenti E Il Bilancio. Descrizione dell’azienda nel Business plan Si deve spiegare come è nata l’organizzazione, quale sia lo stato attuale, le competenze e quindi il background che viene messo a disposizione dal team di lavoro. Prodotti e servizi nel Business plan A questo punto bisogna spiegare molto bene che cosa si intenda vendere ai consumatori o alle aziende a cui ci si rivolge. Del resto il risultato del lavoro dell’impresa è la creazione di ciò che si vuole immettere sul mercato, quindi bisogna chiarirlo ai finanziatori e ai partner, così che possano valutare la proposta consapevolmente. Impostare un business plan Nell’impostare un business plan di questo importante documento può avvalersi dell’aiuto di alcune persone, anche esterne e dotate di specifiche competenze che saranno in grado di redarlo nel miglior modo possibile. Esso potrebbe essere un commercialista, magari di fiducia che ci aiuta nella sua redazione e che ci guida, passo dopo passo, nella sua piena riuscita. Gli elementi che devono essere presenti all’interno del documento sono differenti e molteplici. La denominazione d’azienda per impostare un business plan Questi devono essere delineati nella loro interezza ed individuate le varie risorse da utilizzare per perseguirli tutti. Occorre, poi, elencare i punti di forza dell’azienda, ma anche quelli che si ritengono più deboli. In questo modo si sarà più incentivati a superare questi ostacoli e a superarli attraverso l’utilizzo di diverse risorse. Un ottimo business plan deve contenere anche la struttura finanziaria dell’azienda, il capitale sociale presente e tutti i mezzi finanziari che l’impresa utilizza. Riportare i Mezzi di produzione nell’impostare un business plan Ci deve essere un elenco dei fattori di produzione impiegati, come il capitale, il lavoro e tutti gli altri presenti all’interno dell’azienda. Nell’impostare un business plan è fondamentale perché al suo interno abbiamo l’elaborazione della strategia di marketing dell’azienda. Fondamentale per l’impresa perché determina la sua strategia di mercato. Proprio per questo motivo è necessario che l’azienda si avvalga dell’aiuto di personale competente. La strategia di mercato è importante, in quanto determina gli ambiti entro i quali l’azienda estende i suoi prodotti. Più il mercato è ampio e più l’azienda sarà in grado di vendere i suoi prodotti all’interno del mercato.
30 Agosto 2019
Consulenza Marketing

Marketing – definizione e consulenza web

Marketing – mi occupo di consulenza web marketing ormai da tanti anni, qui troverai un piccola guida sul mio lavoro di consulenza marketing Marketing definizione Il marketing è un processo che, basato su una serie di obiettivi aziendali a medio e lungo termine e attraverso una fase preliminare di diagnosi della domanda e della concorrenza, arriva a identificare le esigenze dei clienti attuali per soddisfarli, con un vantaggio reciproco per i clienti e per l’acquisto. Guerrilla marketing Il guerrilla marketing è una forma di marketing non convenzionale che utilizza strumenti a basso costo per massimizzare i risultati. Tra le definizioni più comunemente accettate di guerrilla marketing c’è quella che considera “un insieme di modi non convenzionali per raggiungere obiettivi tradizionali”. Cos’è il guerilla marketing? Il guerrilla marketing, come è ormai comunemente noto, fa parte di una strategia efficace attenta e mirata Marketing strategico La pianificazione strategica delle attività è fondamentale per tutti i soggetti che operano nel mondo degli affari. Il marketing strategico, in particolare, è una programmazione ad ampio raggio. Di fatto, ogni azienda deve pianificare obiettivi a lungo termine che tengano conto della redditività complessiva e del suo portafoglio di prodotti / servizi, al fine di massimizzare il fatturato e raggiungere risultati di successo. Piano di marketing e Strategie di marketing Come creare un piano di marketing: passo e struttura 1) premessa generale e indice: missione aziendale, vantaggio competitivo (o proposta di vendita singola USP) e obiettivi (obiettivo da raggiungere) 2) Analisi della situazione attuale: Studio di mercato di fattori esogeni (ambiente politico, economico, tecnologico e culturale). Chiediti che tipo di utenti sono, che tipo di vacanze hanno, costruisci il buyer persona, analizza le abitudini attraverso istituti di ricerca come istat, statista e marketer piano di marketing delle persone Analisi del ciclo di vita dell’azienda e del prodotto: l’azienda è in fase di maturità e sviluppo? A seconda del ciclo di vita, puoi capire come entrare nel mercato e dove posizionarti. Su questo fronte, è utile analizzare l’attrattiva del mercato e capire, secondo il ciclo di vita, come potrebbe essere la tua strategia di ingresso. piano di marketing del ciclo di vita analisi della concorrenza e vantaggio competitivo (USP): capire chi sono i concorrenti e studiare tutti i loro movimenti. Basandoti su di loro, ne approfitti, cosa hai e non hai? Quanto investi in SEO, quali annunci utilizzi? Quanti mi piacciono nei social network? Un buon strumento è un germoglio veloce, ma alla fine dell’articolo troverai la collezione completa piano di marketing della concorrenza Analisi SWOT (opportunità, minacce, vantaggi, svantaggi) da fare dopo l’analisi della concorrenza. piano di marketing swot Analisi dei prezzi di mercato (domanda e offerta): usando le tecniche di web scraping puoi capire i prezzi di mercato del prodotto / servizio che offri. Attraverso ricerche di mercato, puoi capire quanto gli utenti sono disposti a pagare per quel bene. Un buon strumento che puoi usare si chiama convextra prezzi del piano di marketing stagionalità e tendenze: tramite strumenti di google come google trend e google analytics, identificare periodi morti e periodi attivi per coordinare l’implementazione di particolari tattiche (ad esempio, promozione o vendite) piano di tendenza del marketing analisi del comportamento di acquisto, valutazione dell’attrattiva del mercato (prodotti sostitutivi, fidelizzazione della clientela …) e percorso del cliente (ecco un buon strumento) acquistare un piano di marketing comportamentale 3) Strategia di marketing: segmentazione, targeting e posizionamento, questi sono i concetti di base per la sua applicazione (se non li ricordi puoi consultare questo articolo). Collega gli obiettivi, i canali, i KPI di controllo, gli obiettivi da raggiungere e la segmentazione per l’analisi con il modello Avnish Kaushik del modello di misurazione di Web Analytics. Qui troverai informazioni dettagliate sui concetti principali: segmentazione, obiettivo e posizionamento. piano di strategia di marketing 4) Pianificazione delle attività (piano di marketing): scegliere e calibrare la combinazione di leve di marketing / marketing (lo sapevate che siamo passati da 4P, ovvero posizionamento dei prezzi dei prodotti e promozione nel cosumatore 4C, convenienza e comunicazione dei costi? E, in effetti , con e-commerce per 6C, contenuti e community – approfondimento) piano di marketing 5) Sviluppo delle relazioni con i clienti e piano di comunicazione (interno ed esterno). Il marketing e la comunicazione hanno obiettivi e canali diversi. Tienili diversi. La comunicazione interna è la politica relativa ai processi interni, la comunicazione esterna include tono di voce, moderazione delle controversie, posizionamento delle immagini, ecc. 6) Attribuzione delle attività ai dirigenti eletti 7) Previsione del conto economico o del budget: definire gli indicatori chiave di prestazione, l’obiettivo da raggiungere, il punto di pareggio (BEP) e il CPA necessari per capire quanto investire. 8) Controlli dell’implementazione: scegliere come misurare i risultati utilizzando KPI e creare un programma fisso per l’analisi. Web e Digital marketing Il web marketing è fondamentalmente un insieme di strumenti applicati a una strategia per far crescere gli obiettivi di business di un’azienda, prima di tutto la vendita dei suoi prodotti e / o servizi. Attraverso il web marketing, infatti, è possibile identificare in quali canali investire tempo e risorse, capire quali sono le campagne di comunicazione che verranno realizzate per trasformare i propri utenti in clienti fedeli e molto altro. Marketing contents Senza contenuti interessanti che possano attirare l’attenzione del pubblico, è inutile iniziare questa attività. Per questo il marketing contents si colloca nel creare qualcosa di valore che attiri l’attenzione e attiri è una condizione necessaria ma non sufficiente per avere successo in un nuovo marketing senza interruzioni. Email marketing L’email marketing è lo strumento pubblicitario più potente disponibile su Internet, attraverso il quale è possibile entrare e mantenere contatti con potenziali clienti, amici, fan, colleghi, ecc. Social marketing Il social media marketing è un potente strumento disponibile per aziende e organizzazioni di tutte le dimensioni per trovare e connettersi con clienti / utenti regolari o potenziali. Gli specialisti del marketing creano pagine Facebook e account aziendali su Twitter, Instagram, Pinterest e altri importanti social network. Marketing territoriale Con il marketing territoriale ci riferiamo a quell’insieme di attività il cui scopo specifico è la definizione di progetti, programmi e strategie volte a garantire lo sviluppo di un distretto territoriale a lungo termine. Marketing diretto Rispetto agli altri tipi di comunicazione di marketing, il marketing diretto consente di stabilire una relazione diretta e duratura con l’obiettivo, personalizzando i messaggi in base alle esigenze e alle caratteristiche specifiche del singolo cliente e alla fase del ciclo di vita del cliente. Consulente web marketing In particolare mi occupo da sempre di consulenza marketing. Offro metodi, strumenti e strategie di  consulenza web marketing e, poiché voglio essere molto esigente, mi piace definirmi “il consulente marketing“.
21 Agosto 2019
modello business plan

modello business plan

modello business plan, in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona il business plan modello Cos’è il modello business plan In poche parole il modello business plan riguarda tutta la pianificazione strategica dell’azienda. Nel dettaglio, il documento analizza il contesto dov’è inserita l’impresa, i concorrenti, le strategia ed il mercato, e allo stesso tempo definisce la vision aziendale e gli obiettivi anche attraverso la quantificazione del budget. Il modello business plan prevede e descrive come accedere a fonti di finanziamento, ed effettua un excursus sulla fattibilità economica e finanziaria di un’attività già esistente oppure di un nuovo esercizio. Inoltre il piano contiene anche l’assetto organizzativo specificando compiti e responsabilità del personale che lavora nell’azienda. Da non dimenticare che il business plan parla sia del breve periodo, proiettando la ditta nell’attualità o nel prossimo futuro, sia del lungo periodo, trattando appunto della fattibilità finanziaria in un arco di tempo più lungo. Il modello business plan come documento dinamico Il modello business plan è dunque un documento fondamentale per un’azienda, ed è perciò importante rivolgersi ad un commercialista fidato che sappia effettuare rilievi ed analizzare il piano. Il modello business planredatto correttamente permette di valutare i punti di forza e di debolezza dell’iniziativa imprenditoriale grazie ad una caratteristica fondamentale: la dinamicità. Il documento è tutt’altro che statico e assoluto, ma facilmente adattabile alle svolte che avvengono man mano sia all’interno (produzione, obiettivi, personale) sia all’esterno (nuovo contesto ambientale, cambio delle normative, arrivo di nuovi investitori). Come utilizzare il modello business plan Ciò ne deriva che il modello business plan può diventare obsoleto ed è perciò importante tenerlo sempre aggiornato, svilupparlo ed utilizzarlo in maniera corretta. Il documento può diventare una sorta di bussola dell’azienda, quindi merita l’inserimento di nuovi dati e stime ogniqualvolta ce n’è bisogno. Come già accennato, infatti, il modello business plan diventa una vetrina dell’azienda quando, all’esterno, è esaminato dai finanziatori e quando lo si presenta per provare ad ottenere fondi pubblici e crediti bancari. Descrizione e piano finanziario nel modello business plan Il modello business plan è composto generalmente da due grandi macro aree, tre se si considera anche l’introduzione. Ques’ultima è costituita dal cosiddetto Executive Summary, ovvero un riassunto del piano. Le parti principali, però, sono la descrizione in ogni suo aspetto dell’azienda, come una vera e propria fotografia, e la parte economico-finanziaria per sostenibilità e finanziamenti. Se si ha un’idea di impresa in mente, prima di muoversi bisogna capire come si fa un business plan, perché anche l’idea di successo deve essere adeguatamente pianificata per poter essere realizzata. Stendere il progetto significa mettere nero su bianco la strategia da seguire e nel mentre si chiariranno le idee su tutti gli aspetti da affrontare per lanciare il proprio business in modo vincente. Inserire contenuti specifici del modello di business Va comunque presa in grande considerazione la forma, perché la prima impressione conta molto. Prima di addentrarsi nei contenuti del business plan, chi legge osserva la grafica, l’impaginazione, la correttezza della lingua scritta e il modo con cui sono sistemati gli allegati. Per fare un esempio su come si fa un business plan: i dati statistici sono essenziali per avere un adeguato supporto alle analisi riportate, specialmente se fanno capire che l’idea di business diventa una innovativa e irrinunciabile soluzione. Perche’ scrivere un modello business plan Sintesi Delle Finalita’ E Degli Utilizzi Principali Del Business Plan. Pur Non Essendo Obbligatorio, Esso È Comunque Fondamentale Perché Ha Diverse Funzioni. Gli Utilizzatori Possono Essere Sia Interni Che Esterni All’azienda. Quando Viene Redatto In Fase Iniziale, Questo Documento Riveste Un’importanza Strategica Perché Viene Richiesto Dagli Eventuali Finanziatori, Siano Essi Istituti Di Credito, Enti Pubblici O Società Finanziarie. Questi Si Atterranno A Quanto Esposto Nella Prima Parte, Per Esaminare La Credibilita’ Sul Piano Tecnico-Operativo Dell’idea E L’eventuale Attrattiva Di Mercato Del Prodotto. Nella Seconda Parte, Valuteranno La Redditivita’ E Solvibilita’ Finanziaria Ed Economica Dell’azienda. Quindi, Esporre In Maniera Sapiente Il Business Plan, È Fondamentale Per Avere Opportunita’ Di Finanziamento Adeguate. Come Accennato All’inizio Di Questo Paragrafo, Il Piano D ‘Impresa Può Essere D’aiuto Anche All’interno Dell’azienda. Ad Esso Farà Riferimento L’imprenditore, Per La Pianificazione Strategica Dei Vari Settori Nel Medio Periodo E Verificarne Periodicamente L’andamento. I vantaggi del Business plan sono decisamente importanti e molteplici, sia per chi deve avviare un’attività ed è in cerca di finanziamenti, sia per chi è già all’interno di un’azienda, dove un Business plan è già stato redatto ed esiste. Il Business plan infatti contiene informazioni preziose sulla strategia dell’impresa, la sua cosiddetta “mission”, e su tantissimi altri aspetti di fondamentale importanza per il suo buon funzionamento. Ma vediamo più nel dettagli quali posso essere i vantaggi di un Business plan ben redatto. Sommario esecutivo del modello business plan una breve descrizione del prodotto o del servizio offerto, delle opportunità di mercato, dei vantaggi sulla concorrenza, delle proiezioni finanziarie con l’indicazione delle spese e dei profitti previsti, del piano strategico e del marketing nel Business plan. Si devono toccare i diversi aspetti trattati in maniera più ampia ne documento. Road map modello business plan le tappe del percorso e la gestione dei rischi, ovvero la descrizione della strategia, della strada da fare, della tempistica per il raggiungimento dei traguardi a breve e lungo termine. Deve essere specificato anche come si intendono affrontare i possibili ostacoli, anche quelli provenienti dalla competizione con altre imprese. Si dovranno prevedere gli intoppi che si possono verificare e avere una soluzione pronta.
21 Agosto 2019
Definizione business plan

Definizione business plan

Definizione business plan: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona il business plan in definizione Definizione di business plan Il Business plan è uno strumento strategico, che funge da bigliettino da visita quando ci presentiamo in un istituto di credito al fine di ottenere un finanziamento a sostegno della nostra idea imprenditoriale. Come tutti i bigliettini da visita deve essere efficace, sintetico e deve riportare le notizie importanti al fine di essere ricordati e di distinguerci dagli altri. Dunque i nostri dati  devono essere organizzati in modo originale e personalizzato. Pronti ai cambiamenti con un Business plan Quando si avvia un’impresa si va incontro all’evoluzione del mercato, a ostacoli, inconvenienti e intoppi di vario genere, compresa la necessità dei consumatori di nuovi prodotti. Meglio saper cavalcare l’onda, ma bisogna essere preparati per questo pianificano con un business plan Struttura per fare un Business plan Si deve stabilire se acquistare i locali in cui svolgere l’attività, se prenderli in affitto oppure lavorare online, crescendo passo a passo. Serve un capitale iniziale, bisogna fare i conti con le spese, in cui rientrano anche i beni utili a lavorare e il personale da assumere. Nel caso si opti per un prestito finalizzato alla creazione di un fondo per l’avvio dell’attività, è bene considerare il costo per la restituzione e quindi l’impegno che si prende con l’istituto di credito nel business plan. Descrizione del Business Plan uno schema chiaro e conciso sulle intenzioni imprenditoriali permette una rapida valutazione del Business Plan . Occorre descrivere sinteticamente le principali qualità della proposta. Soggetti in presentazione del Business Plan occorre individuare le figure che si occuperanno dello sviluppo del piano di business. Meglio aggiungere sempre un breve curriculum che sottolinei le competenze specifiche dell’ imprenditore e dei suoi collaboratori. Inutile aggiungere che saranno presi maggiormente in considerazione professionisti inerenti alla materia presentata. La parte descrittiva del business plan Nella parte descrittiva del business plan va presentata in maniera immediata ed intuitiva l’azienda. In questo senso vanno esposti il progetto, le iniziative, la vision totale dell’impresa. È importante racchiudere il tutto in una forma che porti alla corretta comprensione da parte del lettore che, ricordiamolo, può essere anche un cliente o un investitore o un Ente al quale l’azienda si rivolge al momento della partecipazione di un bando. Ai piani strategici ed operativi vanno affiancati le analisi del mercato e della concorrenza e la descrizione dei prodotti o dei servizi offerti. Per riassumere, nella parte descrittiva del business plan è bene rispettare quattro punti: l’esposizione del business e del contesto ambientale; le strategie e dove si colloca l’azienda nel settore; il piano operativo con elementi di produzione e di marketing (il cosiddetto piano d’azione e come metterlo in pratica); la struttura societaria, ovvero le risorse umane ed il management (e quindi il personale necessario per mettere in atto la produzione). Da chi è letto il business plan Prima di tutto la redazione del documento serve proprio a chi lo fa. Oltre alla redazione, bisogna occuparsi della lettura. Infatti il compito è utile a chi lo esegue. a cosa, chi e perché serve capire come si fa un business plan l’analisi di mercato con le prospettive della soluzione offerta; la forma giuridica e il modello organizzativo con il team imprenditoriale; i prodotti o servizi da vendere; le strategie di marketing e un’accurata analisi economica e finanziaria. Scrivere un Business plan: Il Business Plan È Un Documento Relativo All’azienda Che Potremmo Definire Come Una Sorta Di Vademecum. Esso Infatti, Illustra Le Caratteristiche Di Un Progetto Imprenditoriale E Ne Dimostra La Sua Fattibilità Sia A Livello Tecnico – Produttivo, Sia Economico -Finanziario. Può Essere Redatto Sia In Fase Di Start Up Che Nel Corso Di Piena Attivita’ Aziendale Con Peculiarità Ovviamente Diverse.
21 Agosto 2019
Finalità business plan

business plan a cosa serve

business plan a cosa serve: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona e a cosa serve il business plan a cosa serve il business plan Il business plan deve rappresentare la fotografia di noi stessi, in quanto titolari, dell’azienda, dei soci, degli operai, degli impiegati, di tutte le risorse umane che si impegnano a vincere la sfida, ossia a realizzare quanto prefissato e, dei beni prodotti e servizi offerti. Deve fornire informazioni circa i clienti acquisiti e quelli che si intendono fidelizzare, definendo gli obiettivi e le strategie da perseguire per conquistare altri mercati. Inoltre, il business plan deve essere capace di  fornire una sorta di visura storica, al fine di rendere tracciabile il passato dell’azienda, ossia di sapere quali operazioni hanno interessato l’azienda sin dalla sua nascita, esempio se vi sono stati  incrementi di produttività e aumenti di fatturato che hanno determinato una crescente domanda da parte di clienti di un determinato prodotto, se vi sono stati investimenti significativi in nuovi macchinari, impianti industriali o fabbricati, e se per far fronte alla richiesta è stato  assunto nuovo personale con contratti a tempo indeterminato. Queste informazioni sono utili in quanto forniscono idee precise sulla solvibilità economico-finanziaria dell’azienda, ossia ci dicono, chiaramente, che l’azienda ha sempre adempiuto ai suoi obblighi e non versa in uno stato di difficoltà aziendale, dunque potrà onorare gli impegni assunti nei confronti degli istituti bancari per ottenere finanziamento e credito, nei confronti di investitori esterni o esteri, o enti pubblici, quali regioni, province, al fine di ottenere contributi e agevolazioni fiscali. Il business plan è uno strumento, utile e previsionale, con il quale  l’imprenditore può controllare se le linee direttive stabilite sono adeguate al perseguimento dei risultati nel medio-lungo termine al fine di orientare le decisioni all’interno dell’azienda stessa . Quali risorse inserire nel business plan È necessario presentare un progetto di business plannel quale sono elencati i costi, per fattori produttivi, da impiegare nella produzione  e definire quali di questi fattori produttivi  sono già nelle disponibilità materiali dell’azienda, in termini di lavoro, capitale e know-how e quale occorre acquisire. Occorre annotare nel business plan gli investimenti di spesa che si intendono sostenere per realizzare: opere murarie, per le quali devono essere riportate le caratteristiche costruttive dimensionali, allegando i computi metrici e individuando gli estremi che consentono l’identificazione di ciascuna opera nella planimetria generale. Quali costi sostenere per acquistare il suolo sul quale stabilire  la propria azienda. L’ammontare di spesa da investire per acquistare o affittare un fabbricato nel quale avviene di fatto la produzione e si esplica l’attività economica, il numero di impianti, attrezzature, macchinari e software che si presume di impiegare nell’attività . Infine il personale occorrente nella fase di inizio attività,  alla soddisfazione  dell’investimento,  fino all’esercizio successivo a quello di ultimazione del programma di spesa. Inoltre devono essere ripartite, le risorse finanziarie di cui abbiamo bisogno per il nostro investimento e  di quelle che già abbiamo in nostro possesso, in fonti interne e fonti esterne. Le prime sono rappresentate dall’apporto di capitale proprio e afferiscono al capitale sociale, agli utili e ai prestiti dei soci. Le seconde, fonti esterne, si riferiscono alle risorse finanziarie acquisite presso terzi, il capitale di debito, quali, finanziamento commerciale; debiti verso banche e istituti finanziari;  fondi pubblici ed agevolazioni finanziarie e/o fiscali. Cosa serve per realizzare un business plan efficace Ovviamente dovrà riportare in copertina il nome, l’indirizzo e la ragione sociale dell’azienda, oltre ai dati personali dell’imprenditore. Il secondo elemento dovrà riguardare la descrizione del progetto, ovvero l’idea di quello che si vuole realizzare, con una descrizione dettagliata dei prodotti o dei servizi che l’azienda è destinata a fornire.Un’analisi dei materiali necessari, delle fasi di lavorazione e dei costi potranno fornire una facile individuazione dei punti di forza e di quelli critici.
21 Agosto 2019
Finanza business plan

business plan: finanziamento

business plan – finanziamento: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona il finanziamento business plan la parte finanziaria del Business plan illustrare costi, potenziali ricavi e finanziamenti necessari, indicando come e dove si reperiranno. In questo articolo vedremo alcune considerazioni su come strutturare il lancio di un impresa con un piano strategico e il Business plan La redazione di un piano strategico o Business plan per i propri affari, o per la brillante idea imprenditoriale che potrà cambiare radicalmente la nostra vita, non può essere affidata a sedicenti espertoni o inesperti improvvisati. Al contrario è di vitale importanza per la riuscita di ogni azione mirata all’ottenimento di un potenziale successo, circondarsi non solo dei pareri ma dell’esperienza che solo un professionista navigato del settore può garantire. Valutazioni finanziare dell’imprenditore attraverso il business plan Occorre redigere  il business plan quale elemento caratterizzante ai fini della valutazione circa la fattibilità economico-finanziaria di un’iniziativa di investimento, sia che essa rappresenti l’inizio di una nuova attività, in fase di startup, sia che costituisca ampliamento della stessa. L’imprenditore dovrà valutare se la sua idea possa essere attrattiva,  prendendo come punto di riferimento un mercato preciso in cui vuole operare, a tal fine deve condurre delle indagini, fare degli studi, fare ricerca. Deve capire come potrebbe essere percepito il prodotto, che intende immettere su un nuovo mercato, o un nuovo servizio che  voglia offrire ai clienti, suoi potenziali acquirenti e, se lo stesso è capace di soddisfare i bisogni di tutti i consumatori o di alcuni, mediante una procedura specifica definita segmentazione della domanda. Successivamente dovrà stabilire le modalità di produzione del bene o servizio. Occorre quantificare la domanda corrente e prevederne, in base a stime, la sua evoluzione , la sua crescita futura. Deve stabilire il prezzo al quale offrire  il bene tenendo in considerazione la concorrenza e il lato dell’offerta , gli eventuali concorrenti già presenti  nel  mercato selezionato, se producono lo stesso bene o offrono lo stesso servizio e a quale prezzo, e  i potenziali concorrenti futuri. Deve infine  presentare il suo progetto  a finanziatori esterni, istituti di credito, amministrazioni sovranazionali, nazionali e locali che dovranno esprimersi sull’efficacia del progetto per concedere finanziamenti o contributi. Piano economico-finanziario strategico Al fine di elaborare un piano economico-finanziario strategico occorre definire il nostro fabbisogno finanziario corrente, composto da capitale circolante, ossia da disponibilità liquide, crediti v/clienti e tutto ciò che è liquidità per far fronte nel breve termine a esigenze immediate, finanziato  con  passività a breve, diversamente dal fabbisogno consolidato costituito da tutto ciò che deve essere impiegato nel ciclo produttivo per più anni, ossia l’attivo immobilizzato,  quali impianti macchinari, attrezzature, veicoli. Affinché il piano sia ottimale e in perfetto equilibrio è necessario che le disponibilità liquide utilizzate per costruire la struttura aziendale siano superiori alle spese sostenute in fattori produttivi pluriennali. Pertanto è necessario che si realizza la seguente ipotesi: attività correnti > attività immobilizzate; Allo stesso modo è considerato piano strategico se il capitale proprio, detto anche patrimonio netto, dato dalla differenza tra le attività e le passività e di tutte le risorse interne che l’azienda dispone per potersi autofinanziare, ricorrendo a mezzi propri, è superiore  alle passività consolidate e alle passività correnti. L’equilibrio finanziario è determinato anche dal capitale circolante netto positivo, rappresentato dalle attività correnti e le passività  correnti, infatti se dagli elementi che compongono l’attivo corrente, quali crediti verso clienti, magazzino prodotti finiti, in lavorazione e materie prime, anticipi a fornitori e dagli elementi che compongono il passivo corrente, quali, debiti verso fornitori, debiti verso dipendenti, debiti tributari, emerge una differenza positiva, l’azienda dimostra di essere in equilibrio e di riuscire a far fronte agli impegni senza utilizzare le fonti di finanziamento interno, cosicché da destinare le risorse liquide ad altre attività. Pertanto le attività correnti sono costituite da crediti che si prevede di incassare nel breve periodo e le altre attività per le quali si prevede il realizzo nel breve termine (entro 12 mesi). Le passività correnti sono quelle per  cui si prevede l’estinzione nel nello stesso lasso di tempo. Se il capitale circolante netto è negativo significa che il finanziamento di attività immobilizzate , esempio l’acquisto dei fattori produttivi, quali macchinari, veicoli, impianti, ect sta avvenendo con fonti a breve termine, dunque stiamo svuotando  la nostra cassa. In questo caso il capitale circolante netto assume valore negativo e si verifica uno squilibrio finanziario. L’impresa non è in grado di far fronte ai propri impegni di pagamento. Quindi sarà necessario procedere ad incrementare le attività correnti e a ridurre le passività correnti. Allo stesso modo, l’acquisto di impianti, di macchinari, di veicoli e di altri fattori produttivi destinati ad un uso pluriennale all’interno dell’azienda, dovrebbe essere effettuato con capitale di debito di lungo periodo o con capitale proprio. Dopo aver analizzato tutti gli adempimenti, avrai sicuramente capito che i modelli di business plan sono tanti e si differenziano da caso a caso, ora per  consentirci  di consigliarti al meglio sulla strategia, da usare e mettere in pratica, per la tua attività, sia essa una nuova che una già esistente, devi mettere in pratica un buon marketing che ti consente di posizionare il tuo prodotto, di stabilire la politica di prezzi da seguire, di scegliere i canali distributivi e costruire la tua rete di vendita, nonché di adottare una politica finanziaria e commerciale  al fine di conseguire un vantaggio competitivo consolidato. Inoltre il piano economico-finanziario strategico è un elemento chiave per acquisire credibilità e convincere la banca o altri istituti a favorirti una linea di credito privilegiata pertanto è necessario sfruttare al massimo le sue potenzialità rendendolo appetibile agli occhi dei finanziatori . Possiamo aiutarti ad elaborarlo, iniziando ad analizzare tutti gli aspetti, partendo proprio dalla tua attività, dalla tua azienda o dalla tua idea progettuale.   Hai acnora dubbi su come rendere appetibile il Business plan per il finanziamento bancario? scrivilo nei commenti Il business plan esempio è quel documento che racchiude tutte le aree di attività dell’azienda. In pratica si tratta di una specie di carta d’identità dell’impresa, che contiene gli obiettivi che si vogliono raggiungere e le Strategia di Marketing che si intendono adottare. Piano finanziario nella strategia di business plan marketing Il business plan esempio dovrà poi contenere un piano di finanziamento, con la previsione dei costi di gestione e l’individuazione delle fonti di finanziamento iniziali, se necessarie, e dell’eventuale prospetto di rimborso. Un altro fattore molto importante all’interno di un business plan esempio è costituito dai risultati di una precedente indagine di mercato. Una volta individuato il target di pubblico e la presenza di concorrenza nel settore, l’imprenditore potrà definire il miglior sistema di distribuzione del proprio prodotto e la reale fattibilità del progetto. Una volta effettuata l’indagine di mercato ed aver compreso quali siano le reali possibilità di riuscita del progetto, l’imprenditore potrà dipingere il profilo del suo consumatore ideale. come fare un business plan: La strategia del business  All’interno del business plan strategico, oltre che i dettagli sul prodotto, dev’esserci anche una strategia commerciale di vendita e pubblicizzazione, ovvero quello che viene identificato dalla parola marketing. Il marketing è quel complesso di azioni che segue la produzione e la commercializzazione del prodotto e si occupa di diffusione pubblicitaria del prodotto stesso. Il miglior prodotto del mondo, insomma, non viene acquistato da nessuno se nessuno sa che quel prodotto esiste. Le strategie di come fare un business plan marketing sono diverse e complesse, ma tutte mirano alla fidelizzazione. Una volta che un cliente è stato portato ad acquistare quel prodotto, lo scopo dell’azienda è renderlo un cliente abituale, che acquista sempre quel tipo di prodotto e non si rivolge a competitor. Nell’ambito del piano di marketing, questo si traduce normalmente in facilitazioni esplicite per i clienti affezionati, che possono spesso godere di sconti o promozioni personalizzate. Come trovare i finanziamenti con un Business plan Servono capitali per investire nell’avvio e anche nella crescita, nella produzione e nel marketing. Ci vuole uno studio sui potenziali guadagni e sulle strade da seguire per trovare sostegno economico. Ogni progetto che si rispetti non può non possedere un adeguato Business Plan. In cosa consiste questo termine? Si tratta di un documento che riporta tutte le caratteristiche progettuali imprenditoriali indispensabili quando si vuole ottenere un finanziamento. Si può capire, quindi, l’estrema importanza che riveste questa preparazione allo sviluppo di una qualsiasi attività che richieda un investimento di capitale. Piano economico di fattibilità del Business Plan chiedendo un finanziamento è necessario anche presentare una lista approssimativa delle spese (quindi dell’ammontare del finanziamento) nonché un piano di rientro e di ammortizzazione delle spese stesse. Qualsiasi banca o società finanziaria richiederà una dettagliata documentazione. Investimenti, bilancio e la parte economico-finanziaria nel business plan Per quanto concerne la parte economico-finanziaria, questa è inerente agli investimenti e al bilancio societario. Per semplificare possiamo dire che in questa parte va tradotto numericamente tutto ciò che è stato esposto nella parte descrittiva. Ampio spazio perciò a prospetti, anch’essi intuitivi e di facile lettura, che guidino il lettore per mano fino alla fine. Attenzione però: il business plan è uno strumento di grande efficacia, ma è bene che i dati numerici siano veritieri in un determinato momento storico e che rispecchino fedelmente quanto è riportato nella prima parte del documento. Solo così l’azienda avrà a disposizione un ottimo biglietto da visita e sarà capace di attrarre investitori. Due in questo caso i punti da tenere bene a mente e da esporre: i finanziamenti e gli schemi economico-finanziari. Il primo punto riguarda le risorse che l’impresa ha intenzione di attivare per una crescita costanze della stessa oppure per riorganizzarla. Sono, insomma, le fonti di copertura. Il secondo punto comprende proiezioni sui risultati del periodo di riferimento, la valutazione della redditività ed eventualmente il fabbisogno di capitale. Gli imprenditori di un’azienda devono rendersi conto dell’andamento del mercato attraverso l’analisi di mercato approfondita. Per questo motivo, prima di qualsiasi investimento o promozione del prodotto è bene effettuare un’analisi del mercato. Pianificare nel Business plan la chiarezza sugli investimenti Si passa così alla parte economico-finanziaria, più schematica, contenenti i numeri dell’azienda e con prospetti per puntare ancora sulla chiarezza. Si parte con la situazione attuale e si procede con le previsioni nel breve e lungo periodo, per poi passare alle fonti di copertura. Queste ultime sono importanti per capire dove ha intenzione di andare l’azienda e quanto lontano: a quali investimenti si sta pensando? E come si ha in mente di portarli a termine? Questa parte del pianificare nel Business plan si chiude solitamente con i flussi di cassa e con altri due documenti: lo stato patrimoniale ed il conto economico. Quando si decide di avviare una propria impresa, ci si deve occupare della pianificazione, di fare un programma delle azioni da intraprendere, insieme a un preciso studio del mercato e del territorio su cui insiste. Business plan come strumento di pianificazione finanziaria Il Business plan non è importante solo per ottenere un finanziamento ma è un documento che dovrebbe guidare l’azienda nelle proprie attività quasi quotidiane. Attraverso un costante confronto con questo documento, i manager possono controllare se l’azienda sta procedendo rispettando la strategia e gli obiettivi che si era prefissata. Si potranno così pianificare meglio le priorità, e seguirle in un ordine più definito, controllando date e scadenze. Da non sottovalutare anche l’eventuale confronto dei dati finanziari con quelli stabiliti nel piano che consentiranno di prendere tutte le misure necessarie affinché non ci discosti troppo da esse. Insomma il Business plan può fungere da promemoria dei punti più importanti che l’azienda deve seguire per mantenersi coerente con le strategie intraprese. La redazione del business plan è fondamentale per qualsiasi startup, serve in primis al a chi lo redige e poi a eventuali finanziatori e partners utili allo sviluppo dell’idea imprenditoriale. Per avere successo si devono curare la forma e i contenuti ed è per questo che si deve seguire uno schema preciso. Per agevolare i futuri imprenditori c’è un sistema ben strutturato di creare un Business plan in 7 passaggi Si tratta di una scaletta da riportare nel documento, mettendo i contenuti a ogni voce indicata nel modello. Si tratta dei punti essenziali per spiegare la propria proposta e per avere una chiara via da seguire per compiere ogni passaggio necessario alla creazione dell’impresa e al raggiungimento del successo.    
21 Agosto 2019
Strategia business plan

Strategia business plan

strategia business plan – in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona la strategia del business plan Strategia di business plan marketing e come creare un business plan efficace Più il business plan sarà dettagliato e maggiori saranno le garanzie di non incorrere in eventuali pericoli nell’individuare i problemi da affrontare e gli strumenti necessari per realizzare gli obiettivi prefissati. Un buon business plan esempio servirà quindi non solo per agevolare i rapporti con gli istituti di credito, ma anche e soprattutto all’imprenditore per aumentare le sue probabilità di successo. Definire la Strategia di Marketing Business Plan L’indagine infatti potrà dargli l’idea di quali siano le caratteristiche e le esigenze del futuro potenziale cliente. A questo punto occorrerà definire un’adeguata strategia di marketing basata sulle quattro P: prodotto, prezzo, punto vendita e promozione. Il prodotto dovrà presentare caratteristiche che siano in linea con i reali bisogni del cliente. Il prezzo dipenderà dalla valutazione soggettiva aziendale e terrà conto dei costi necessari e del segmento di mercato in cui intende posizionarsi. Il punto vendita dovrà racchiudere i vari canali che si intende utilizzare per la distribuzione del prodotto. Potrà trattarsi esclusivamente di negozi tradizionali, di soli e-commerce oppure di una combinazione tra i due. La promozione dovrà invece includere tutte le azioni che intendiamo mettere in atto per far conoscere il nostro prodotto sul mercato. come fare un business plan: Il business plan strategico è quel documento che sta alla base di qualsiasi piano di business e di marketing. Quando si decide di vendere un prodotto, infatti, bisogna capire su quale mercato venderlo, come strutturare il prodotto per renderlo accattivante a molti, e soprattutto pubblicizzarlo il più possibile per raggiungere tutti i potenziali acquirenti. All’inizio del business plan strategico dev’esserci una descrizione del prodotto e delle sue caratteristiche ma anche un’analisi di mercato che possa individuare dove e come vendere il prodotto. I mercati, infatti, si differenziano per posizione geografica, tipo di moneta usata o acquirenti. come fare un business plan: diffusione nel social network Bisogna anche diffondere il prodotto su tutti i canali possibili, inclusi i social network. Grazie alla pubblicità integrata su ogni mezzo di comunicazione, una buona campagna di marketing riesce a raggiungere la maggioranza di utenti interessati a quel prodotto, cercando di trasformare una buona parte di essi in clienti reali. Quando si decide di mettersi in proprio la creazione d’impresa richiede pianificazione e strategia. Ecco 6 buoni motivi per fare un Business plan Programmare le mosse e conoscere bene il contesto in cui ci si muove sono condizioni essenziali per poter aprire un’azienda evitando errori che finirebbero per portare al fallimento. Obiettivi e strategie per fare un Business plan Per gestire un’attività commerciale vincente, bisogna chiarire le finalità, avere dei traguardi da raggiungere, distinguendo tra gli obiettivi di breve e lungo periodo, in modo da individuare anche tappe intermedie e tempistiche prestabilite. Ciò servirà a capire cosa si vuole ottenere, decidendo le strategie per fare un Business plan Sarà utile confrontarsi su questo aspetto con familiari e amici fidati, perché potranno dare un immediato feedback. Si possono affrontare gli ostacoli con maggiore serenità.   Business Plan Marketing diffusione e notorietà del progetto sono indispensabili alla sua riuscita. In questa voce occorre esporre il metodo con cui verrà pubblicizzata l’idea. Monitorare i competitor nell’analisi di mercato Bisogna innanzitutto monitorare i competitor diretti, per cercare di capire le loro strategie ed implementarle per soffiare loro clienti. In secondo luogo, bisogna anche servirsi degli strumenti informatici di analisi. Un’analisi di mercato che si rispetti ha bisogno dell’aiuto di piattaforme come Google Trends, che grazie agli algoritmi del motore di ricerca individua le stringhe di keywords più cercate in un dato periodo di tempo. Se si vuole sapere, ad esempio, dove un prodotto come quello che si propone è stato più richiesto nell’ultimo anno, basta impostare i filtri di Google Trends e scoprire in quali zone e su quali mercati è opportuno concentrarsi per una vendita efficace. Come creare una strategia business plan con analisi di mercato Dopo aver analizzato il mercato, occorre che i vertici dell’azienda preparino un business plan. Questo documento sintetizza la concretizzazione commerciale della business idea, cioè dell’idea che sta alla base del prodotto o del servizio che si vuole vendere. Grazie al business plan si pianifica innanzitutto la spesa che questo investimento comporterà, e si cercano di comprendere i reali guadagni che si possono ottenere. All’interno del business plan dev’essere contenuta una relazione dettagliata sui dati raccolti durante la fase di analisi di mercato, al fine di tentare di dimostrare una possibile curva positiva dell’investimento se esso viene fatto nei mercati individuati come fertili. All’interno del business plan dev’essere anche contenuto uno studio di fattibilità dell’investimento, perché i finanziatori vogliono sapere quanto costa realizzare questo tipo di vendita sui mercati selezionati.
21 Agosto 2019
Analisi business plan

analisi di mercato business plan

analisi di mercato business plan: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona l’analisi di mercato del business plan Analisi su come si fa un business plan per capire come si fa un business plan richiede analisi e impegno, ma anche la massima chiarezza nell’esposizione e la completezza delle informazioni, perché qualcuno dovrà verificare la validità del progetto e sostenerlo. Al di là del tipo di attività che si intende aprire, il modello da seguire in relazione alla tipologia di informazioni da fornire è sempre lo stesso. come fare un business plan: Analisi di mercato Si può vendere questo prodotto sul mercato giovanile o è un prodotto per adulti? È per persone poco o molto scolarizzate? È per acquirenti di nicchia o di massa? All’interno del business plan strategico dev’esserci anche un piano di realizzabilità, che analizza nel dettaglio i costi per le aziende produttrici di quel servizio, il numero di operai da impiegare, il numero di pezzi o di lotti da realizzare. Infine, non possono mancare le previsioni su quanto sarà redditizio quel tipo di commercializzazione: queste previsioni vanno rispettate il più possibile, se non addirittura superate, altrimenti l’intuizione si sarà rivelata fallimentare. Insomma, il business plan strategico è un documento strategico dal momento in cui evidenzia tutti i passaggi da seguire per commercializzare un prodotto al massimo, creando un utile elevato per l’azienda al netto delle spese di produzione. Analisi del Business Plan e obbiettivi di mercato questa è una voce molto importante in quanto si analizza la potenzialità del prodotto, la sua capacità di penetrare il mercato e di essere concorrenziale. Una buona relazione su questa voce può essere molto convincente. L’analisi di mercato e il piano marketing Business plan Bisogna spiegare la situazione del mercato, le necessità dei consumatori o delle aziende, le lacune, le potenzialità, ovvero si deve far capire come si inserisce nel contesto dato dal mercato la propria impresa. Con queste indicazioni si struttura il piano di comunicazione, prevedendo un marketing capace di attirare l’attenzione e di convincere. Si devono spiegare quali sono le azioni da adottare e i mezzi più idonei da usare.
21 Agosto 2019
Business plan progetto

Business plan progetto

business plan progetto: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona il progetto di business plan Politiche sociali e partnership nel progetto di business plan I lavoratori vanno resi partecipi degli obiettivi da raggiungere, perché vengano responsabilizzati maggiormente e si possa attuare il lavoro di squadra. Al tempo stesso si deve pianificare la collaborazione con professionisti e aziende che possano aiutare lo sviluppo dell’idea e fornire il necessario supporto tecnico. progetto di Business Plan Operativo vengono descritti con chiarezza i tempi, i modi e i luoghi dell’impresa. Si tratta del fulcro del Business Plan: spieghiamo in pratica cosa vogliamo fare, dove vogliamo localizzarci e quanto tempo occorre. Alcune voci possono sovrapporsi con altri paragrafi ovviamente. Impatto del Business Plan sezione, questa, estremamente sensibile. Non trascurate mai l’impatto sull’ambiente, oggigiorno bisogna fare i conti spesso con questa voce soprattutto se i progetti interessano zone ampie di campagna o vicine a centri abitati. Queste sono alcune delle caratteristiche di un Business Plan e possiamo osservare come sia estremamente articolato. Ecco perché, a meno che non siate esperti del settore, è sempre meglio, lo ripetiamo, rivolgersi a un buon professionista. Il successo dell’obbiettivo finale (finanziamento) è strettamente connesso ad una precisa e convincente compilazione di questo documento. Il business plan o documento di pianificazione di un’azienda è strutturato essenzialmente in due macro aree: l’area descrittiva e l’area economico-finanziaria. Il piano fotografa la realtà dell’impresa e la imprime sia nel contesto ambientale sia nel momento storico e, allo stesso tempo, la proietta nel breve e nel lungo periodo attraverso analisi di fattibilità dal punto di vista economico-finanziario. Il progetto spiegato semplice attraverso il business plan Per pianificare nel Business plan, ovvero il documento che sintetizza un progetto imprenditoriale bisogna introdurre in modo vincente l’impresa e suddividere chiaramente le parti che compongono il documento (parte descrittiva e parte economico-finanziaria) permette di porre le basi per futuri investimenti e per delineare cosa fa la società, per chi e con quali obiettivi. L’arte di saper pianificare nel Business plan sta proprio nel fatto che il documento potrà essere visionato dai clienti, dai probabili futuri imprenditori e dagli enti con cui l’azienda viene a contatto per la partecipazione a bandi e a gare d’appalto. Per questo è fondamentale avere sempre a disposizione un business plan aggiornato e ben strutturato e per gli stessi motivi esso dovrebbe essere elaborato da un commercialista fidato con competenze sia descrittive sia analitiche.
21 Agosto 2019
Business plan la vendita

Business plan: la vendita

Business plan, la vendita – in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona la vendita nel Business plan Vendita e Business plan Infatti i servizi o i prodotti che vengono proposti dalla nuova impresa devono essere acquistati, quindi ci vuole una strategia basata sul mercato reale e sui target group dei compratori da raggiungere. Caratteristiche di un piano marketing e di vendita nell’analisi di mercato Ciò che non deve mancare mai all’interno del business plan è anche il piano marketing. Dopo aver acceso i riflettori sul progetto, infatti, bisogna anche pianificare un marketing efficace e in grado di fidelizzare il maggior numero possibile di utenti. Nel piano marketing devono rientrare tutte le promozioni pubblicitarie che si intendono fare. Si può quindi parlare di pubblicità classica, come quella sui mezzi d’informazione cartacei o in televisione, ma anche di pubblicità social o sui motori di ricerca, tramite i banner e tramite le campagne di Facebook o di Instagram. Presentare l’azienda, inserirla in un contesto, analizzare e schematizzare i dati economico-finanziari, guardare al futuro: per fare tutto ciò si ha bisogno di pianificare nel Business plan Il Business Plan per la vendita si compone di diverse parti da redigere il più accuratamente possibile, per questo motivo spesso è necessario rivolgersi a professionisti del settore.
21 Agosto 2019
Rischio business plan

Rischio business plan

Rischio business plan : in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona il Rischio business plan Rischio e guadagno Business Plan si tratta di un altro punto fondamentale da non estromettere mai. Chiunque si esponga con un investimento deve essere chiaramente avvertito sia del presunto guadagno che dell’entità del rischio. Definizione degli obiettivi business plan Si definiscono gli obiettivi, chiarendo con precisione dove si vuole arrivare, cosa si vuole fare e chi si desidera raggiungere. Si pensa alle eventuali partnership, si stabiliscono dei tempi e si fanno i conti con le spese, i potenziali guadagni e i finanziamenti ottenibili da investitori, sovvenzioni e prestiti. Insomma, il business plan diventa la concretezza del sogno. Grazie al documento si mette nero su bianco che cosa si andrà a fare e il perché. Dividere la scrittura del business plan in Due Macro Aree La Prima, Descrittiva (O Qualitativa) La Seconda, Economico-Finanziaria (O Quantitativa). Si Presentano Sommariamente L’impresa E La Finalità Che Si Intende Realizzare Tramite L’esercizio Della Stessa.Per La Parte Descrittiva Si Inizia Con Un Executive Summary, Una Specie Di Riassunto Di Tutto Il Documento. Viene Fatta Una Panoramica Sintetica (Ma Allo Stesso Tempo Dai Toni Accattivanti) Di Tutto Ciò Che Riguarda L’azienda Nel Momento Presente E Su Un Piano Prospettico Di Media – Lunga Durata (Circa 3-5 Anni). Gestione e organizzazione aziendale nel Business plan Bisogna spiegare chi comporrà l’amministrazione e la direzione dell’impresa, quali saranno i vari ruoli e come si intende operare.
21 Agosto 2019
Chi legge il business plan

Chi legge il business plan

Chi legge il business plan: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona e Chi legge il business plan Chi legge il Business Plan Tutti i soggetti che rientrano in queste categorie saranno i lettori del business plan. Ci saranno i rappresentanti degli istituti di credito, i business angel e le istituzioni che assegnano contributi alle startup a prendere in mano il progetto e vorranno trovare gli elementi di maggiore interesse per riuscire a comprendere la validità del piano per concedere il denaro. Se si deciderà di far conoscere ai lavoratori gli obiettivi, in modo da creare una vera e propria squadra di lavoro per raggiungere i traguardi prestabiliti insieme, con l’impegno di tutti. Questi sono alcuni dei lettori del business plan, ma ce ne sono altri. Se si desidera stabilire delle partnership con professionisti e altre aziende, al fine di avere un maggiore apporto tecnico finalizzato alla crescita dell’azienda. Saranno proprio loro a leggere il business plan per comprendere quanto convenga loro collaborare e far parte, con modalità da definire, della squadra. Il Feedback del business plan Potrebbe essere opportuno far leggere il piano anche a familiari e amici fidati, perché sono i primi a dare un feedback onesto, così nell’eventualità si apportano modifiche. Ma da chi è letto il business plan, al di fuori di chi lo scrive e delle persone che ha intorno? Tutto dipende da chi si vuole coinvolgere. Il documento serve a cercare finanziamenti, a coinvolgere gli eventuali dipendenti da assumere, a trovare partner commerciali e professionisti che supporteranno tecnicamente il progetto imprenditoriale.
21 Agosto 2019
Lancio aziendale con il business plan

Lancio aziendale con il business plan

Lancio aziendale con il business plan: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona il Lancio aziendale con il business plan Premesse per fare il lancio di un impresa innanzitutto il perchè di una scelta di mercato anzichè un’altra, quindi motivazioni,spinte che ci inducono ad imbatterci magari in un progetto che sappiamo essere ardito e ambizioso, anzichè relegarci alle comode idee da divano che ci vengono propinate dalla televisione o dai social network, rapide la cui attuazione potrebbe essere messa in atto anche da un bimbo, tanto il loro meccanismo è semplice, ma che poi chissà com’è si traducono in colossali bolle di sapone. Tralasciando tutte queste considerazioni preliminari, e appurata la nostra incrollabile volontà di far parte della schiera di quelli che hanno avuto successo, siamo davvero in grado di prevedere e mettere a preventivo ogni cosa? Riusciamo a gestire la moltitudine di adempimenti a cui saremo sottoposti dal momento in cui lo start up prenderà vita? Sapere leggi e norme per il lancio di un impresa Bene, se la nostra è una risposta positiva e coscienziosa, saremo altrettanto consci che un percorso imprenditoriale non può espletarsi nella più totale anarchia di pensiero. Tutt’altro, dovremo affidare in parte le sorti del nostro destino alla scelta delle persone giuste da aver al nostro fianco durante lo sperato longevo percorso che ci attende dietro l’angolo. Gli esperti per fare il lancio di un impresa Fra tutti, la figura di un esperto in materie economiche come un commercialista, soggetto indispensabile durante la stesura o revisione di un accurato business plan, spicca su tutte,poichè, l’accuratezza nell’individuarlo fra tanti come il più adatto alle nostre esigenze, è la chiave di volta dell’ingresso in porto della nostra nave, o in prospetti temporali futuristici, della nostra flotta. In economia una micro idea può diventare un macro sistema, ne sono esempi eclatanti tutti quei brand che hanno adottato metodologie semplici come il network marketing, e sviluppandole hanno fatto delle loro piccole aziende, holding di caratura globale. In un mondo economico come quello odierno caratterizzato da forti contrasti ma anche da notevoli e continui ammodernamenti di pensiero e azione, sarebbe una condotta folle presumere di avere il pieno e indiscriminato controllo di una mission aziendale senza avvalersi di figure valenti e appropriate. E lo stesso dicasi per gli embrioni di tutte le idee che siamo capaci generare: Se non ci fosse la guida appropriata non verrebbero mai al mondo! Sapere come impostare un business plan è particolarmente importante. Il business plan è documento economico e finanziario, utilizzato dagli imprenditori. I fattori base del business plan sono quello dell’individuazione delle linee guide strategiche, pianificazione patrimoniale ed economica. Inoltre, serve ad individuare i vari obiettivi dell’impresa.
21 Agosto 2019
Consulenza business plan

Consulenza business plan

Consulenza business plan: in questo articolo andremo a capire le basi di come funziona la Consulenza business plan Consulenza business plan – elaborare un business plan Saper pianificare nel Business plan significa anche capire da dove partire. Come prima cosa è necessario inserire l’introduzione, e quindi una sintesi del core business e degli obiettivi futuri, per poi passare alla parte descrittiva vera e propria con i dati dell’azienda. A quel punto va descritto il progetto. Si badi bene: non è tanto importante essere tecnicamente minuziosi quanto essere particolarmente chiari nell’esposizione. Il lettore alla fine di questa parte dovrà avere bene a mente cosa fa l’azienda. Altrettanto importante è il passo successivo, ovvero l’analisi del mercato e della concorrenza. L’analisi dev’essere quanto più accurata possibile prendendo in considerazione non solo le normative che regolano il settore di riferimento ma anche uno studio sui consumatori compresi i gusti e le estrazioni socio–economiche. Allo stesso tempo vanno analizzati i comportamenti dei concorrenti. Fatto questo c’è da inserire la strategia di marketing, dunque stilare un piano operativo con prezzi del prodotto o del servizio, e poi le campagne di comunicazione ed advertising. Ultimo passo della parte descrittiva è un excursus su storia e forma giuridica dell’azienda: ruoli, mansioni, risorse umane, tipologie di contratto e così via. Perchè affidarsi a consulenti business plan È fondamentale, perciò, affidarsi ad un commercialista fidato che sappia prima cogliere in pieno tutti gli aspetti del core business e che sappia analizzare i fatti dell’impresa esponendoli in maniera chiara ed includendo studi di settori, e poi effettuando un excursus sugli investimenti, sul bilancio e così via. Importanza del Progetto di consulenza business plan La validità del progetto è importante, per questo bisogna compilare le varie parti del piano in maniera precisa e dettagliata, ma soprattutto chiara. La comprensione e la presenza di tutte le informazioni sono i due punti chiave, quindi quando si inizia la redazione, non bisogna perdere di vista i due elementi su cui puntare, in modo da essere vincenti agli occhi di coloro che leggeranno il business plan. Linee strategiche, progetto ed iniziative, scopo, pianificazione finanziaria: sono tutti elementi che compongono il modello business plan di un’azienda, detto anche piano economico-finanziario. Si tratta di un documento che definisce e riepiloga l’identità di un’impresa e che ha due funzioni fondamentali: internamente, informa e guida chi è chiamato a prendere decisioni; esternamente, presenta e convince gli operatori in merito alla credibilità del core business. Completare il business plan in modo convincente Gli obiettivi di fatturato possono essere raggiunti con le strategie di comunicazioni individuate? Sono presenti nel bilancio i costi in modo completo e quindi gli investimenti necessari? La struttura è ben calibrata rispetto agli obiettivi di sviluppo? Si possono fare altri quesiti del genere, ma quelli riportati danno l’idea di cosa si aspetta il potenziale finanziatore o partner del progetto imprenditoriale. Si deve altresì prevedere e inserire, su come si fa un business plan, un controllo mensile della situazione economia per i primi dodici mesi di lavoro. Si dovranno confrontare la realtà con le previsioni, così da correggere il tiro se serve e mantenere un certo livello di liquidità e di investimenti. Per comprendere come si fa un business plan bisogna prendere come riferimento il business model canvas, che è semplificato e schematizzato per far comprendere quali siano i punti essenziali di un piano imprenditoriale. Bisogna indicare la mission dell’azienda, per chiarire cosa si vuole fare, con una vision ben definita. Va inserito l’accordo di riservatezza per evitare che si diffondano notizie sull’idea, poi ci vogliono un sommario esecutivo; una dettagliata descrizione della proposta di business Consulenza business plan e finanziamenti: fonti di finanziamento Il Business plan è il documento più importante quando si vuole avviare un’attività, una cosiddetta Start-up, e si è alla ricerca di fonti di finanziamento. I vantaggi di avere un documento che spieghi nel dettaglio le caratteristiche della futura impresa, dalle strategie, alla descrizione dei propri prodotti, all’analisi della propria sostenibilità, del mercato di riferimento, della concorrenza fino agli investimenti richiesti ed alle stime di cash-flow, permettono ai potenziali finanziatori di fare un’analisi veloce della bontà del progetto proposto aumentando quindi le possibilità che esso venga scelto e riceva i necessari sostegni finanziari. Più il documento sarà chiaro e dettagliato maggiori saranno le possibilità di convincere i potenziali sponsor delle possibilità di successo della vostra idea imprenditoriale. E’ molto importante quindi affidarsi a dei seri ed esperti professionisti per redigere un Business plan che abbia un grande impatto.
15 Agosto 2019
Come fare un’analisi SWOT

Come fare analisi swot

L’analisi swot serve a individuare le strategie da mettere in atto per rendere attrattivo il tuo modello di business e il tuo lavoro L’analisi swot serve a individuare le  strategie ottimali da mettere in atto per rendere attrattivi i tuoi articoli, il tuo blog, il lavoro online e in genere un po’ tutti i lavori,  anche in presenza di una spietata concorrenza. Serve ad individuare, attravero un’analisi di mercato, i fattori chiave che accrescono l’interesse del pubblico intorno ad un determinato argomento. Aiuta a capire e ad analizzare l’ambiente che ci circonda, i suoi cambiamenti da quali fattori sono determinati, come si evolvono le condizioni di mercato al variare di decisioni economiche, politiche e finanziarie. Bisogna focalizzare l’attenzione, nell’analisi di mercato, su punti di riferimento stabili e elementi variabili. Vediamo come costruire un’ analisi SWOT vincente. i 7 segreti dell’analisi SWOT di successo Individua una nicchia di mercato Proponi il tuo prodotto/servizio con elementi di novità rispetto a quelli già esistenti Offri una soluzione al problema o fornisci un’idea capace di innovare Studia come soddisfare e aiutare le persone con il tuo servizio/prodotto Analizza i Punti di forza e Punti di debolezza del tuo progetto Elenca le Opportunità e le Minacce Organizza e pianifica Come presentare un’analisi swot vincente Prima di presentare un progetto, occorre elaborarlo tante volte nella propria mente, non solo, bisogna costruirlo a tavolino, come un disegno, bisogna prendere un album da disegno con una matita, dei colori, una gomma e fare uno schizzo, una bozza per tenere memoria di quella determinata ispirazione in quel preciso istante. L’analisi swot, ci aiuta in questo perché ci consente di analizzare il nostro progetto da una prospettiva singolare e non comune, che va a dimostrare non solo i punti di forza e le opportunità che una nostra idea può riscuotere in un determinato mercato, ma analizza anche i punti di debolezza e le minacce che può andare incontro la nostra idea. Nicchia di mercato nell’analisi swot Molte informazioni ci arrivano proprio dal mercato in cui vogliamo investire e dalla nicchia di potenziali clienti che vogliamo conquistare, dunque per capire cosa può essere utile in un territorio bisogna vivere su quel determinato territorio, svolgere delle piccole interviste, parlare con le persone del luogo e con chi ha attività commerciali, insomma fare un po’ di ricerche.    Qualità e caratteristiche dei servizi nell’analisi swot Verificare se il prodotto, che abbiamo pensato di produrre o di vendere e, il servizio, che intendiamo offrire è già presente in quel territorio, quasi sicuramente, a quali prezzi è venduto o offerto, come possiamo migliorare il prodotto o il servizio esistente, apportando migliorie e elementi di novità al nostro che vogliamo immettere sul mercato. Quali caratteristiche deve avere il nostro servizio/prodotto rispetto a uno già esistente per essere preferito e gradito dai potenziali clienti. Analisi swot e i punti di debolezza L’analisi swot consente di ridurre al minimo il rischio di fallimento a cui l’imprenditore è esposto quando non conosce bene il proprio mercato o quando pur conoscendolo non riesce a far decollare il suo business per fattori esterni condizionati da variabili costanti per un lungo lasso  di tempo. Si pensi alle ripercussioni che specifiche scelte politiche possono avere sull’economia, sul mercato del lavoro, sulla reputazione e la solvibilità finanziaria agli occhi di investitori esteri, di come può incidere il peso di certe scelte sui prezzi dei prodotti al consumo o sui servizi garantiti alla collettività, di quanto i tagli ai servizi prioritari hanno condizionato le scelte dei cittadini nel reperire fonti alternative altrove. A ciò si aggiunge la scarsa fidelizzazione del cliente, la poca presenza sul mercato, poca conoscenza del marketing, prodotti offerti poco richiesti. Le minacce provengono dalla concorrenza aggressiva. Analisi swot e i Punti di forza L’imprenditore dopo aver fatto le sue indagini e le sue ricerche accurate riesce a creare condizioni che garantiscono la soddisfazione del cliente tenendo conto delle sue aspettative e dei suoi gusti. L’imprenditore crea relazioni, contatti sociali, empatia, curando il cliente con gentilezza, con cortesia, con pazienza e perseveranza. Crea una rete di vendita organizzata che consente la consegna puntuale del prodotto o servizio di qualità, affermando sempre di più la sua presenza sul territorio, cosicché da essere riconoscibile come diverso dagli altri. Proprio nei momenti di crisi possono nascere nuovo opportunità in altri settori, occorre saper sfruttare il momento sfavorevole per alcuni settori per trarne vantaggio. Pertanto se da un lato c’è chi perde, dall’altro lato c’è chi vince. Bisogna capire a cosa aspiriamo noi per trovare il lato positivo anche nei momenti meno favorevoli. Pensiamo ai tanti franchising  nati in seguito alla liberalizzazione nei settori prima di monopolio dello Stato, sostitutivi di poste, enel energia, ferrovie dello stato, che hanno saputo sfruttare la carenza dei servizi offerti e si sono imposti riuscendo ad ottenere ottimi riscontri. Voglio segnalare un sito molto esaustivo che parla dell’analisi SWOT e di come possa essere utilizzata all’interno del proprio business plan, infatti è importante inserirla nel piano di marketing partendo proprio dall’elaborazione di un piano editoriale, con esempi pratici e articoli correlati molto interessanti www.mysocialweb.it Inoltre segnalo due dei nostri articoli  inerenti  al business plan e al controllo di gestione  in cui troverete utili spunti. Se avete dei dubbi scriveteci nei commenti cosicché possiamo aiutarvi a mettere a punto la vostra analisi SWOT analizzando la vostra idea.
6 Agosto 2019
Prestiti a fondo perduto

Invitalia resto al sud

Invitalia resto al sud: Resto al Sud è un uno dei prestiti a fondo perduto, introdotto dal DL 91/2017, pensato appositamente per i giovani del sud in difficoltà Invitalia resto al sud è uno dei prestiti a fondo perduto, introdotto dal DL 91/2017, pensato e studiato appositamente per i giovani che hanno difficoltà ad inserirsi nel modo del lavoro, a causa della grave congiuntura economica che ha colpito il nostro Paese, negli ultimi anni e che penalizza alcune zone geografiche, soprattutto nel Mezzogiorno. Questa tipologia di finanziamento agevolato favorisce l’autoimpiego, contribuisce all’autodeterminazione del singolo definendone compiti e responsabilità e valorizza le risorse già presenti nel territorio donando loro nuova linfa. Requisiti di accesso a invitalia resto al sud Con la circolare n. 33/2017 emanata dal Dipartimento per le politiche di Coesione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri sono stati stabiliti i requisiti degli incentivi rivolti ai giovani. Per poter usufruire di questi, prestiti a fondo perduto, bisogna aver compiuto la maggiore età, ossia 18 anni e non aver superato i 35 anni di età per chi decidesse di iniziare una nuova attività o chi avesse già avviato un’impresa. Occorre essere residenti in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Non aver tratto vantaggio da altri contributi per autoimprenditorialità (self employment) negli ultimi 3 anni; non essere stati assunti con un contratto a tempo indeterminato per la durata dei prestiti a fondo perduto; non essere già titolari di un’altra attività di impresa attiva; non essere titolari di un rapporto di lavoro subordinato, a tempo indeterminato, per tutta la durata dei prestiti a fondo perduto; non essere titolari di attività professionali e commerciali. Come funziona invitalia resto al sud Tutti coloro che sono interessati a ricevere prestiti a fondo perduto, dopo aver verificato il possesso dei requisiti, potranno dal giorno 15 gennaio 2018, compilare la domanda telematicamente sul sito di Invitalia corredata dal proprio progetto imprenditoriale. E’ fondamentale inviare il progetto firmato digitalmente e seguito da un indirizzo di posta elettronica certificato (PEC) Successivamente il progetto presentato sarà esaminato. Qualora Invitalia si esprima positivamente, i giovani potranno accedere a due agevolazioni. E’ importante ricordare che non è prevista una data di scadenza per la presentazione delle domande, perché si terrà conto del loro arrivo in ordine cronologico. Le agevolazioni di invitalia resto al sud Contributo a fondo perduto che copre il 35% delle spese ammissibili concesso da Invitalia. Finanziamento bancario a tasso zero al 65% delle spese ammissibili, che va restituito in 8 anni. Concesso da una banca aderente alla convenzione tra Invitalia e ABI, e garantito per l’80% dal Fondo di garanzia per le PMI. E’ possibile ricevere fino a un massimo di 50.000 euro. Se il progetto è presentato da più persone è possibile richiedere 50.000 euro per ognuno, fino a un massimo di 200.000 euro. Invitalia resto al sud, quali spese ammissibili Tra le spese ammissibili rientrano le spese per la ristrutturazione di immobili che non devono superare il 30% della spesa totale; le spese destinate all’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature e software informatici; le spese per l’acquisto di materie prime, materiali di consumo, canoni di locazione e tute le garanzie assicurative, non devono superare il 20% del totale della spesa. Diversamente, sono escluse tutte le altre spese inerenti alle consulenze tecniche di periti, architetti, ingegneri in merito alla progettazione e alla consulenza del lavoro circa i costi dei dipendenti. Esempio pratico di prestiti a fondo perduto invitalia resto al sud Vi voglio parlare brevemente di due casi che mi stanno particolarmente a cuore perché vedono come protagonisti due imprenditori di successo accomunati da un’unica origine di provenienza la regione Puglia e lo stesso desiderio di rivincita. La prima startup vede al timone Maria Rita Costanza, già nota per il format tv Shark Tank, che con la collaborazione del marito ha fondato la Macnil, azienda di informatica, specializzata in sistemi di smart city, digital mobile marketing, telemedicina e geolocalizzazione, entrata a far parte del Gruppo Zucchetti. L’altro caso ha come protagonista il giovanissimo pugliese Gianluigi Parrotto, che ha creato Renewable, una startup innovativa che progetta e vende online pale eoliche da montare sui tetti delle case. Ha destato l’attenzione del gruppo americano Air che l’ha rilevata per 5 milioni e mezzo di euro. In conclusione, voglio precisare, che trattandosi di un bando pubblico, Invitalia ha a disposizione due mesi per valutare il merito e il possesso dei requisiti, perciò consiglio di preparare con cura il progetto e di farsi aiutare, in caso di dubbi, dagli esperti di enti accreditati con Invitalia. Puoi trovare l’elenco disponibile sul sito di Invitalia. resto al sud è l’incentivo introdotto dal Decreto Mezzogiorno che sostiene la creazione di nuove attività imprenditoriali per la produzione di beni e servizi avviati dai giovani nelle regioni meridionali. Il budget totale è di 1.250 milioni di euro. A chi è indirizzatoresto invitalia resto al sud I benefici di Resto al sud sono rivolti ai giovani tra i 18 ei 35 anni che: risiedono in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della richiesta di finanziamento; non hanno un rapporto di lavoro permanente durante l’intera durata del prestito; non hanno un’altra attività commerciale in funzione. Possono richiedere finanziamenti le aziende, incluse cooperative, singole società costituite dopo la data del 21 giugno 2017 e il gruppo di persone che si trovano entro 60 giorni (o 120 se vivono all’estero) dopo la valutazione positiva. Incentivo economico resto al sud Ogni richiedente di Resto al sud può ricevere un prestito massimo di 50 mila euro. Nel caso in cui la domanda provenga da più argomenti, già stabiliti o costituiti, il finanziamento massimo è pari a 200 mila euro. I progetti imprenditoriali possono avere un programma di spesa con un valore massimo di 200 mila euro. I benefici coprono il 100% delle spese e includono: contributo a fondo perduto è pari al 35% del programma di spesa; Finanziamento bancario, pari al 65% del programma di spesa, concesso da un istituto di credito che aderisce all’accordo tra Invitalia e ABI, garantito dal Fondo di garanzia per le PMI. Gli interessi sui prestiti sono coperti da un contributo in conto interessi. Il prestito bancario deve essere rimborsato in 8 anni, di cui 2 per rimborsi precedenti. Attività che possono essere finanziate con resto al sud interventi per la ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di immobili (massimo 30% del programma di spesa); impianti, attrezzature, nuovi macchinari; programmi per computer e servizi di TLC (tecnologia dell’informazione e telecomunicazioni); altre spese per avviare l’attività (materie prime, beni di consumo, servizi pubblici e affitti, tassi di leasing, garanzie assicurative fino ad un limite massimo del 20% del programma spese). Le spese di progettazione, le spese di consulenza e i costi relativi ai costi del personale non sono ammissibili. Come inviare la domanda di resto al sud Le domande per Resto al sud possono essere inviate a partire dal 15 gennaio 2018, esclusivamente online, attraverso la piattaforma web Invitalia. Devi registrarti sulla piattaforma dedicata all’agevolazione Resto al sud, avere una firma digitale e un indirizzo email certificato (PEC). L’applicazione consiste nel piano aziendale che sarà completato online e nella documentazione che verrà allegata, secondo i moduli sul sito. Le domande sono valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di spedizione da avviare dopo il 15 gennaio 2018. Aggiornamenti e dettagli su come richiedere i fondi verranno rese disponibili tramite il form di contatto Ricordiamo, inoltre, che sono stati messi a disposizione 1.250 milioni di euro dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, dunque affrettatevi, non perdete questa occasione, potrebbe essere quella giusta! Circolare 22 dicembre 2017, n. 33 Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017 DL 91/2017