Come effettuare la liquidazione coatta amministrativa | Societaria

Come effettuare la liquidazione coatta amministrativa

Come  determinare  il procedimento di liquidazione coatta amministrativa

Come determinare il procedimento di liquidazione coatta amministrativa

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La procedura di liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale avente natura amministrativa, la cui finalità è quella di liquidare il patrimonio di determinate società, considerate di particolare interesse perché si tratta di società pubbliche o di società che hanno una importanza prestigiosa per la loro valenza nel tessuto socio-economico, si pensi, infatti, alle imprese di assicurazione, alle banche, alle società cooperative, alle società di intermediazione mobiliare, alle imprese di investimento, alle società fiduciarie e a quelle di revisione.

Condizioni determinanti per attivare la procedura di liquidazione coatta amministrativa 

liquidazione coatta amministrativa

Si ricorre alla procedura di  liquidazione coatta amministrativa quando si verificano irregolarità nel corso della gestione aziendale,  quando  si incorre in violazioni di legge, qualora ricorrano motivi di interesse pubblico.  Alla luce di ciò si evince che la liquidazione coatta amministrativa non ha tra i suoi presupposti il verificarsi dello stato di insolvenza aziendale.

E’ definita una procedura amministrativa perché nel momento in cui si attiva il procedimento di liquidazione coatta amministrativa, l’imprenditore viene sostituito in tutte le sue funzioni di gestione, amministrazione e di disposizione del patrimonio aziendale da un ufficio pubblico amministrativo che monitora l’andamento aziendale e non da un ufficiale giudiziario, come accade nel fallimento.

Accertamento stato di insolvenza presupposto per la liquidazione coatta amministrativa

Lo stato di insolvenza è inteso come difficoltà dell’imprenditore ad adempiere ai suoi obblighi nei confronti dei creditori. La legge fallimentare prevede che in seguito al ricorso presentato da parte di uno o più creditori, il Tribunale del luogo dove ha sede l’impresa  accerti lo stato di insolvenza.

stato di insolvenza nella liquidazione coatta amministrativa

L’art. 195 L.F. oggetto di riforma delle procedure concorsuali del 2006, ha previsto che per le procedure iniziate dopo il 16 luglio 2006, la domanda di accertamento possa essere presentata anche dall’autorità che ha la vigilanza sull’impresa o dall’impresa stessa. Se l’accertamento è anteriore al provvedimento di liquidazione, la sentenza deve essere comunicata all’autorità amministrativa competente entro tre giorni. Qualora l’accertamento giudiziale sia successivo al provvedimento di liquidazione e lo stato di insolvenza era esistente al tempo in cui è stata ordinata la liquidazione senza la dichiarazione di accertamento ex art. 195 L.F., il Tribunale accerta tale stato con sentenza.

Finalità della liquidazione coatta amministrativa

La liquidazione coatta amministrativa mira a sottrarre dal fallimento le aziende che sono investite da tale procedura. Però, in virtù, di un principio di preclusione previsto dall’ art. 196 L.F , qualora  sia stata attivata una procedura non è possibile sottoporre l’azienda ad un’altra di altra natura.

Una sentenza della Cassazione, Sez. Un. Del 23-07-1969, n. 2781, stabilisce che la liquidazione coatta amministrativa è un procedimento forzoso concorsuale simile al fallimento e che interessa la totalità del patrimonio dell’azienda, con l’obiettivo di soddisfare tutti i creditori in virtù del principio della par condicio creditorum.

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Fasi del procedimento di liquidazione coatta amministrativa

Il procedimento di liquidazione coatta amministrativa si articola nelle seguenti fasi:

  1. Emanazione del provvedimento di liquidazione;
  2. Accertamento del passivo;
  3. Liquidazione dell’attivo;
  4. Riparto finale del ricavato

La liquidazione coatta amministrativa viene  disposta con decreto  disposto dalla Pubblica Amministrazione e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro dieci giorni dalla sua emanazione, tale decreto viene iscritto nel Registro delle Imprese. Successivamente la Pubblica Amministrazione provvede a nominare anche il Commissario Liquidatore  e il Comitato di Sorveglianza.

Accertamento del Passivo e Funzione del Commissario liquidatore nella procedura di Liquidazione  Coatta  Amministrativa

commissario liquidatore nella liquidazione coatta amministrativa

Il Commissario Liquidatore può essere sia un organo individuale che collegiale, che in virtù della sua carica di pubblico ufficiale  svolge i suoi compiti sotto il monitoraggio dell’autorità amministrativa di vigilanza. Il Commissario liquidatore si occupa di amministrare i beni e tutto il patrimonio dell’imprenditore e della sua azienda e di liquidare l’attività economica.

Il Commissario liquidatore provvede all’accertamento del passivo, diciamo che avviene quasi in maniera automatica come conseguenza successiva alla sua nomina, tant’è che non occorre una domanda di ammissione al concorso da parte  dei creditori.

In questa fase il Commissario Liquidatore analizza i documenti contabili dell’impresa, nonché tutte le scritture contabili dalle quali si evince la situazione analitica, i movimenti economici e finanziarie e tutte  le operazioni contabili quotidiane. In questa fase di accertamento si apre una fase giurisdizionale che ha carattere amministrativo in cui si verificano le somme spettanti ai creditori, i diritti di creditori opponenti e le ragioni del debitore.

Successivamente il commissario liquidatore procede a formare lo stato passivo, deposita l’elenco dei crediti ammessi e di quelli respinti nella cancelleria del luogo dove ha sede l’impresa e ne da comunicazione ai creditori.

Liquidazione dell’attivo nella procedure di Liquidazione  Coatta  Amministrativa

 Al Commissario Liquidatore spetta anche la fase della liquidazione dell’attivo, che  si concretizza con la vendita in blocco di beni mobili e immobili. Vendita autorizzata dall’autorità di vigilanza e dal comitato di sorveglianza. In questa fase il Commissario liquidatore provvede a trasformare i crediti, i beni e i diritti in disponibilità liquide. Le somme ricavate dalla vendita dei beni saranno utilizzate per soddisfare le pretese dei creditori e saranno suddivise a seconda della rilevanza del credito.

Compiti del Comitato di Sorveglianza nella procedura di liquidazione coatta amministrativa 

comitato di sorveglianza nella liquidazione coatta amministrativa

Il Comitato di Sorveglianza è un organo collegiale i cui membri sono scelti tra i creditori, in quanto persone specializzate nel settore esercitato dall’azienda; questo organo svolge funzioni di controllo e consultive

Ripartizione finale del ricavato: chiusura procedura liquidazione coatta amministrativa

La procedura di liquidazione coatta amministrativa si chiude con  la ripartizione finale del ricavato della vendita secondo le procedure previste dall’ art. 110 e 111 del CAPO VII sulla ripartizione dell’attivo al TITOLO II del fallimento che  prevede la soddisfazione per prima dei crediti prededucibili, successivamente dei crediti ammessi con prelazione sulle cose vendute e infine il pagamento dei creditori chirografari.

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Modalità del concordato a chiusura della procedura di liquidazione coatta amministrativa 

Secondo l’art. 214 della Legge Fallimentare la liquidazione coatta amministrativa si può chiudere anche attraverso concordato, infatti, il concordato è stato uniformato al concordato fallimentare per mezzo del decreto correttivo alla riforma D.Lgs. 169/2007, che ha ammesso ex novo la possibilità di presentare la proposta, anche ai creditori o ad un terzo, oltre che all’imprenditore in liquidazione.

La proposta deve essere autorizzata dall’autorità di vigilanza, sentito il parere del commissario liquidatore e del comitato di sorveglianza. Il concordato deve prevedere i contenuti della proposta, il giudizio di omologazione, gli effetti del concordato su tutti i creditori anteriori all’apertura della procedura, pur non ammessi al passivo. I creditori possono presentare opposizione al concordato ma non è soggetto alla loro approvazione.

Il Tribunale, invece, può decidere di accogliere o respingere le proposte di concordato con decreto, avverso il quale si può ricorrere in Corte d’appello.

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In conclusione possiamo dire che gli effetti della liquidazione coatta amministrativa portano a far cessare l’attività dell’impresa coinvolta, che nella maggior parte dei casi al termine della procedura si estingue.

Inoltre il provvedimento di liquidazione non causa alcuna limitazione delle capacità personali dell’imprenditore  sottoposto alla procedura, come accade alla corrispondenza del fallito e all’obbligo di residenza previsti dagli artt. 48 e 49 L.F. , queste limitazioni sono state ridotte grazie alla riforma delle procedure concorsuali  (D.Lgs. 5/2006)

Il legislatore ha prospettato infine due distinte soluzioni a chiusura della procedura di liquidazione coatta amministrativa, la prima consente di ripartire l’attivo liquidato in ordine di importanza dei crediti vantati; la seconda prospetta la soluzione del concordato che consente ai creditori di prendervi parte e presentare le loro richieste.

Contattaci e per ogni eventuale domanda scrivi nei commenti i tuoi dubbi.

Come effettuare la liquidazione coatta amministrativa ultima modifica: 2018-08-20T10:51:31+00:00 da Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali

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