Ecco il rischio del lavoratore che ruba i beni aziendali | Societaria

Ecco il rischio del lavoratore che ruba i beni aziendali

Ecco il rischio del lavoratore che ruba i beni aziendali

Ecco il rischio del lavoratore che ruba i beni aziendali

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Il furto del patrimonio aziendale è sempre stato una delle violazioni più frequenti che hanno portato al licenziamento del lavoratore.

Disciplina del licenziamento sul Furto all’impresa

Questo tipo di licenziamento, chiamato licenziamento disciplinare, sfugge alle regole generali per la protezione dei lavoratori in caso di licenziamento.

Il datore di lavoro può, infatti, licenziare il dipendente che ha rubato, senza doverglielo notificare, senza dover pagare alcun compenso sostitutivo e senza timore di una contestazione da parte del lavoratore.

Questo perché, nell’ipotesi in cui il lavoratore viene sorpreso a rubare denaro o beni dell’azienda, al di là dei profili di responsabilità penale, prima di tutto si perde la fiducia che regola il rapporto di lavoro.

Una grave violazione del dovere di lealtà

È bene ricordare, infatti, che tale condotta costituisce una grave violazione del dovere di lealtà che il dipendente è tenuto a rispettare nel rapporto di lavoro.

Quindi, oltre ai profili strettamente economici relativi al furto stesso, ciò che è rilevante e giustifica il licenziamento è la mancanza di affidabilità del lavoratore agli occhi del datore di lavoro.

Nonostante, quindi, il licenziamento è l’ultima risorsa delle sanzioni reali che possono essere imposte al lavoratore, nel caso in questione (cioè il furto di cose dalla proprietà del datore di lavoro) si può concludere che è un licenziamento giustificato e proporzionato all’atto.

Tuttavia, nella realtà degli eventi, così come nelle aule di tribunale, abbiamo discusso il profilo quantitativo del furto.

Vale a dire: il cassiere della banca che ruba centinaia di migliaia di euro può essere paragonato a chi ruba una mela al supermercato?

Furto di beni aziendali e peso del fatto

In linea di principio, i due comportamenti di rubare una mela e il furto di una grande quantità di denaro sono identici e, quindi, dovrebbero avere le stesse conseguenze sia in termini di rilevanza penale che in termini di licenziamento del lavoratore.

Tuttavia, da un punto di vista criminale, abbiamo il principio di una natura tenue del fatto che il sistema legale non ha interesse a punire un fatto che – sebbene costituisca un crimine – ha un carico offensivo scarso.

Infatti, per il sistema legale non è economicamente conveniente punire un dipendente del supermercato che a sua volta ruba un pacchetto di biscotti dallo scaffale o mangia un panino destinato alla vendita.

Ciò significa che l’atto stesso rimane criminalmente illegale, ma il sistema ritiene inutile punirlo.

Chiarimenti se il furto giustifica il licenziamento disciplinare

Alla luce di questa osservazione, quindi, dobbiamo chiarire se il furto, anche nei casi in cui non sia penalmente rilevante, è adeguato a giustificare un licenziamento disciplinare.

Recentemente, l’appello ha affermato che è legittimo licenziare un lavoratore che sottrae beni posseduti dalla società, indipendentemente dalle caratteristiche e dal valore dello stesso.

Pertanto, ne consegue che il licenziamento è legittimo anche se il furto in azienda, a causa della sua fragilità, non è punito penalmente. Per capire questo, dobbiamo sempre considerare la profonda distinzione tra i profili criminali e civili che derivano dal comportamento del lavoratore.

Il tribunale civile può fare una diversa qualificazione dei fatti

Le sentenze civili (o di lavoro) e penali, infatti, sono procedure autonome e il tribunale civile può fare una diversa qualificazione dei fatti di quello compiuto dal giudice criminale.

Ne consegue che in caso di furto della proprietà della società, anche se il lavoratore è stato in grado di evitare un procedimento penale e la sua condanna della piccolezza dei danni causati al datore di lavoro, difficilmente potrà sfuggire al licenziamento.

Ecco il rischio del lavoratore che ruba i beni aziendali ultima modifica: 2018-01-03T11:00:59+00:00 da Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali

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