Come funzionano le Ristrutturazioni Edilizie e i Bonus Mobili | Societaria
Ristrutturazioni Edilizie e Bonus Mobili: Ecco come funzionano

Ristrutturazioni Edilizie e Bonus Mobili: Ecco come funzionano

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Ristrutturazioni Edilizie e Bonus Mobili: Come funzionano? Per andare incontro alle esigenze dei cittadini, delle famiglie e delle giovani coppie sono state introdotte negli ultimi anni misure a favore degli interventi di ristrutturazione edilizia, bonus mobili, risparmio energetico e tante altre. Nello specifico oggi tratteremo le tematiche inerenti al bonus mobili e alle ristrutturazioni edilizie.

Requisiti normativi bonus mobili

Per il 2018 è stabilito che per beneficiare del bonus mobili  per gli arredi e i grandi elettrodomestici nuovi acquistati per arredare l’immobile ristrutturato, i lavori di ristrutturazione edilizia o di manutenzione dell’immobile devono essere iniziati prima dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici.

La data di avvio potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl che indica la data di inizio dei lavori, qualora essa sia obbligatoria.

Per i lavori per i quali non sono necessarie comunicazioni o titoli abitativi, occorre una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà come previsto dall’articolo 47 del Dpr 445/2000 e come prescritto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

La Legge di Bilancio 2018 stabilisce che si potrà beneficiare della detrazione Irpef del 50% entro il limite di spesa di 10.000 euro anche per acquisti di mobili o elettrodomestici effettuati a partire dal 1° gennaio 2018.

Per quanto riguarda gli acquisti di arredi è importante che nel 2018 è necessario aver realizzato un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio 2017.

La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

L’importo massimo di 10.000 euro si riferisce a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

Detrazione Irpef del 50% per la spesa di acquisto di mobili ed elettrodomestici

La detrazione IRPEF spetta sia per la manutenzione straordinaria, avente ad oggetto restauro e risanamento conservativo,  sia per la ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti.

Ad esempio se viene dichiarato lo stato di emergenza per un immobile danneggiato da eventi calamitosi, quali terremoti, frane, alluvioni, allora l’immobile è oggetto di ricostruzione e ripristino.

Oppure se il fabbricato è oggetto di risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia ad opera di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile.

Rientra nel bonus mobili anche la manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia su parti comuni del condominio, esempio come guardiole oppure l’appartamento del portiere.

Casi di esclusione dall’agevolazione

I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti privati, come la sostituzione di infissi esterni, il rifacimento di intonaci interni, la tinteggiatura di pareti e soffitti, la sostituzione di pavimenti sono esclusi dal bonus.

Non sono agevolabili nemmeno gli acquisti di porte, di pavimentazioni esempio il parquet, di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Non è possibile detrarre le spese sostenute per  l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per la propria unità immobiliare.

Tipologie di lavori che danno diritto al bonus mobili

Il bonus mobili 2018 può essere richiesto, per i singoli appartamenti o parti condominiali, nel caso di lavori delle seguenti tipologie:

Manutenzione straordinaria: installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione dei servizi igienici, sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso, rifacimento di scale e rampe, realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate, costruzione di scale interne, sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare.

Ristrutturazione edilizia: modifica della facciata, realizzazione di una mansarda o di un balcone, trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, apertura di nuove porte e finestre, costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

Restauro e risanamento conservativo: adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio.

Parti comuni di edifici condominiali per le quali spetta il bonus mobili

Per le parti comuni di edifici condominiali il bonus mobili spetta anche in caso di lavori di manutenzione ordinaria quali tinteggiatura pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci, sostituzione tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni, riparazione o sostituzione di cancelli o portoni, riparazione delle grondaie, riparazione delle mura di cinta.

 

Tipologie di elettrodomestici per i quali usufruire del Bonus mobili 2018

La detrazione spetta per l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici  nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ e A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.

Gli elettrodomestici quali frigoriferi, asciugatrici, ventilatori elettrici, congelatori, stufe elettriche, apparecchi di cottura, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento che non prevedono l’obbligo dell’etichetta energetica possono comunque essere ammessi al beneficio, in quanto per queste tipologie di immobili non è obbligatoria l’etichetta energetica.

Mobili e arredi rientranti nel bonus mobili 2018

Rientrano nel bonus mobili 2018 la seguente tipologia di mobili e arredi: librerie, scrivanie, tavoli, letti, materassi, armadi, cassettiere, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, apparecchi di illuminazione; che rappresentano  un necessario arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.
Anche le spese di trasporto e di imballaggio dei beni acquistati possono essere detratti purché i pagamenti risultino da bonifico, da carte di credito o carte di debito.

Esempio di ripartizione del costo nella propria dichiarazione fiscale

Il bonus mobili può essere richiesto per un importo massimo di 10.000 euro di spesa; le agevolazioni consistono in una detrazione del 50% del costo sostenuto, da ripartire in 10 rate  che verranno rimborsate in 10 anni dall’agenzia delle entrate, infatti per poter beneficiare dello sconto fiscale sarà necessario inserire le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, nel modello 730 o nel modello Redditi persone fisiche.

Esempio nel modello 730 è presente l’apposita sezione III C dedicata alle spese per l’arredo degli immobili e iva per acquisto abitazione classe energetica A e B in cui sono presenti due righi.

Il rigo E57 in cui vanno inserite le spese sostenute per l’arredo di immobili ristrutturati in cui va riportato il numero della rata e la spesa dell’arredo dell’immobile.

E rigo E58 in cui vanno inserite le spese per l’arredo immobili sostenute dalle giovani coppie che hanno meno di 35 anni di età e va inserita la spesa sostenuta nel 2016. Sul sito dell’agenzia delle entrate sono spiegate le modalità di compilazione. www.agenziaentrate.gov

Infatti, alle giovani coppie è riconosciuta una detrazione del 50 per cento delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale.

La detrazione non compete per l’acquisto di grandi elettrodomestici.

Inoltre la detrazione per l’arredo degli immobili giovani coppie  non è nemmeno cumulabile con il bonus arredo immobili ristrutturati al rigo E57  e pertanto non è consentito fruire di entrambe le agevolazioni per l’arredo della medesima unità abitativa.

Il limite dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, e le sue pertinenze, che rientrano nelle seguenti categorie catastali C/2 per cantine o solai, C/6 box auto,  C/7 tettoie  e la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Modalità di  pagamento per richiedere il bonus mobili

La detrazione sugli acquisti di mobili è riconosciuta solo se i pagamenti sono effettuati con bonifico, carta di debito o carta di credito. Non danno diritto alle detrazioni gli acquisti pagati con assegni e in contanti.

La circolare n. 7/2016 dell’Agenzia delle Entrate, stabilisce che il pagamento se è disposto con bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare quello  appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia perché è soggetto a ritenuta dell’8% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori.

Qualora il pagamento venga fatto con carte di credito o carte di debito la data di pagamento è individuata nel giorno in  cui è avvenuta la transazione, indicata nella ricevuta, e non nel giorno di addebito sul conto corrente.

Documenti da conservare

E’ necessario conservare la ricevuta del bonifico, la ricevuta di avvenuta transazione per i pagamenti con carta di credito o di debito, la documentazione di addebito sul conto corrente, le fatture di acquisto dei beni e dei servizi con la descrizione degli stessi.

Tipologia di interventi rientranti nella ristrutturazione edilizia art. 3 comma 1, del DPR 380/2001  – lettere C e D

Gli interventi di ristrutturazione edilizia mirano  a trasformare un fabbricato attraverso la messa a punto di un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.

Oggetto  di ristrutturazione edilizia sono: la demolizione e ricostruzione immobile con la stessa volumetria dell’immobile preesistente, modifica della facciata, realizzazione di una mansarda o di un balcone, trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, apertura di nuove porte e finestre, costruzione dei servizi igienici con ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che la detrazione fiscale non spetta per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una nuova costruzione.

Se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento rappresenta sempre una “nuova costruzione”.

Modalità di pagamento

Per avere l’agevolazione non è necessario effettuare i pagamenti mediante bonifico, ma il contribuente deve essere in possesso dell’atto di acquisto, o del preliminare di vendita registrato, da cui risulti la data di ultimazione dei lavori e che si tratta di immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato. Inoltre  il contribuente dovrà chiedere all’impresa di costruzione che ha realizzato i lavori una dichiarazione che certifica le condizioni richieste per avere l’agevolazione.

Gli importi versati a titolo id acconto usufruiscono dell’agevolazione solo se  alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi sono stati registrati il preliminare di acquisto o il rogito.

Detrazione ristrutturazione edilizia come calcolarla?

la detrazione è pari al 50% e spetta su un importo massimo di spesa di 96.000 euro e va sempre ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione del 50 su un importo forfettario, il 25% del prezzo di vendita che risulta dall’atto di acquisto o di assegnazione. Il prezzo comprende anche l’Iva addebitata all’acquirente.

ESEMPIO

Un contribuente acquista un’abitazione nel 2018 al prezzo di 300.000 euro.

Il costo forfettario di ristrutturazione del 25% calcolato su 300.000 euro è pari a 75.000 euro.

La detrazione del 50% di 75.000 euro è pari a 37.500 euro.

La detrazione, spetta, oltre al proprietario, anche al nudo proprietario e al titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile, quale uso, usufrutto, abitazione.

Nella propria dichiarazione dei redditi, modello 730 va compilato la sezione III A spese per interventi di recupero edilizio e misure antisismiche.

Nel rigo E41 va inserito l’anno, il codice fiscale, il numero di rata, l’importo, il n. d’ordine Immobile.

Nella sezione III B al rigo E51 vanno inseriti i dati catastali che permettono di identificare l’immobile  e altri dati per fruire della detrazione esempio estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (ad esempio, contratto di affitto), se i lavori sono effettuati dal detentore; sul sito dell’agenzia delle entrate sono spiegate le modalità di compilazione rigo per rigo  www.agenziaentrate.gov

Esempio di Detrazione IRPEF trasmessa all’erede

L’ Agenzia delle Entrate con la circolare 7/e del 04 aprile 2017 stabilisce che in caso di morte del de cuius, ossia il proprietario dell’ immobile, l’erede, esempio il figlio, il coniuge, non perde il diritto al riconoscimento della detrazione IRPEF sull’immobile ristrutturato, sulle restanti rate a condizione che l’erede ne disponga materialmente non solo nell’anno di accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale si vuole usufruire delle residue rate di detrazione.

L’erede non può beneficiare della detrazione per gli anni in cui ha concesso in locazione o dato in comodato l’immobile, perché non detiene la disponibilità materiale dell’immobile, in questo caso l’agevolazione è sospesa, fino al termine di conclusione del contratto di locazione o comodato, quando riprende la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

In presenza di più eredi, la detrazione spetta a ciascuno pro-quota; se l’immobile viene utilizzato come abitazione, la detrazione spetta all’erede che utilizza l’immobile, ossia a colui che effettivamente ci abita; se il coniuge superstite ha rinunciato all’eredità, ma ha conservato il diritto di abitazione, non può usufruire delle detrazioni, perché venuta meno la condizione di erede; infine se l’immobile è locato, la detrazione viene persa e quindi non trasmessa all’erede.

E’ opportuno osservare tutti gli adempimenti fiscali e normativi al fine di usufruire delle agevolazioni di cui si ha diritto, occorre prestare attenzione alle circolari dell’ agenzia delle entrate e alla legge di stabilità 2018.

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 11/E del 21 maggio 2014, Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 14 maggio 2014, Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 29/E del 18 settembre 2013,  Dl 4 giugno 2013, n. 63 – art. 16, comma 2 (introduzione della detrazione).

Legge 205/2017 – legge di bilancio 2018 – art. 1, comma 3, lett. b (proroga dell’agevolazione al 31 dicembre 2018),  Dpr 917/1986 – Testo unico delle imposte sui redditi – art. 16-bis (detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici) – art. 15 (detrazioni per oneri).

Come funzionano le Ristrutturazioni Edilizie e i Bonus Mobili ultima modifica: 2018-06-25T08:01:49+00:00 da Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali

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