Ricerca e Sviluppo

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28 Settembre 2019
il Credito d’imposta

Credito d’imposta ricerca e sviluppo R&S

Credito d’imposta: Approfondimento sul credito d’imposta aziendale per capire come fare a meno di pagare le tasse con l’innovazione e la ricerca e sviluppo Credito d’imposta: In questa guida andremo ad approfondire la tematica sul credito d’imposta aziendale cos’ì da permettere, ad imprenditori ed aziende, di capire come fare a meno di pagare le tasse o abbatterne una buona percentuale Definizione di credito d’imposta Cos’è il Credito d’Imposta? Un Credito d’Imposta è definito un credito che vantiamo nei confronti dello Stato e che può essere utilizzato per compensare eventuali debiti o può essere rimborsato attraverso apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate. Non si deve pensare che nelle spese di R&S rientrino solo quelle immediate, relative per esempio a un proprio laboratorio. Con inconsueta modernità, il legislatore non ha di fatto posto limiti all’ambito delle spese di ricerca, che così: oltre a comprendere sia lo sviluppo industriale sia la ricerca sperimentale arrivano a comprendere per esempio contratti stipulati con enti universitari o di ricerca, assunzione mirata di personale altamente specializzato, i costi annuali di ammortamento delle attrezzature di laboratorio, ecc.: qualsiasi cosa o persona direttamente collegata alla R&S di un’impresa. Non rientrano nella definizione di R&S quelle attività di semplice modifica di prodotti o di processi produttivi, anche quando portino un miglioramento. Sono invece compresi i costi per l’attività di ricerca svolta da professionisti incaricati dall’impresa, ma che svolgano la loro attività in piena autonomia da questa. Nello specifico è un Credito nei confronti dello stato si può generare per diversi motivi: quando si versano delle imposte di un importo superiore a quello dovuto; quando si versano delle imposte su un reddito esente; quando nell’anno precedente è stato versato un importo delle imposte in acconto superiore al reddito effettivamente generato nell’anno successivo e cioè di competenza, questo è il caso più comune in cui si genera un Credito d’Imposta; quando si produce reddito sia in Italia che in qualche paese estero; quando effettui particolari acquisti, previsti dalla normativa fiscale, che danno diritto ad una particolare agevolazione fiscale; altri casi previsti dalla normativa in materia fiscale. A cosa serve il credito d’imposta Come già accennato in precedenza il Credito d’imposta serve a ridurre i debiti nei confronti dello Stato in quanto vengono utilizzati in compensazione in sede di calcolo delle imposte sui redditi. Secondo la normativa fiscale in vigore il credito d’Imposta viene utilizzato anche per incentivare lo sviluppo di un determinato settore come la Ricerca e Sviluppo o per incentivare la produttività di Aziende collocate in una determinata area geografica (approfondiremo questo concetto nei paragrafi successivi). A chi è rivolto il credito d’imposta Il Credito d’Imposta è rivolto a tutti i contribuenti, persone fisiche e aziende, che producono reddito sul territorio nazionale. Però l’attuale normativa in materia fiscale rivolge maggiore attenzione alle aziende che presentano determinate caratteristiche come ad esempio la collocazione geografica, tipi di investimenti effettuati come nel caso di beni strumentali e dimensione dell’azienda. Come fruire del credito d’imposta Un credito d’Imposta può essere segnalato dichiarato in sede di dichiarazione dei redditi o in altri casi deve essere autorizzato dall’Agenzia delle Entrate. In questo ultimo caso per fruire del Credito d’Imposta il contribuente deve presentare all’Agenzia delle Entrate un apposita richiesta indicando le caratteristiche degli investimenti effettuati e soggetti ad agevolazione. Come registrare il credito d’imposta La richiesta del Credito d’Imposta deve essere inoltrata telematicamente con l’ausilio di un Commercialista o personalmente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate e l’autorizzazione o meno della richiesta da parte dell’ente in questione avviene tramite rilascio di ricevuta telematica accessibile dalla sezione Ricevute dopo aver effettuato l’autenticazione con le proprie credenziali dei Servizi Telematici Come specificato dall’Agenzia delle Entrate Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito d’imposta. Vantaggi e svantaggi credito d’imposta VANTAGGI: Un vantaggio evidente del credito d’Imposta lo si riscontra maggiormente nella sua capacità di abbattere le imposte in quanto viene utilizzato in compensazione con i debiti verso il fisco. SVANTAGGI: Uno svantaggio del credito d’imposta può essere riscontrato nella mancanza di disponibilità liquida del nostro credito. La strada giusta L’Italia è sempre stato un paese creatore di innovazione, basti pensare a grandi aziende come Olivetti o Telettra. E questo a dispetto della classe dirigente, spesso miope e indifferente ai mutamenti del mondo produttivo. Il credito d’imposta R&S è un primo passo verso la giusta direzione, cui dovrà seguire però una serie di agevolazioni fiscali anche in ambito produttivo, così da evitare che i risultati della ricerca non vadano poi a vantaggio di aziende estere, come spesso accade.
8 Settembre 2019
Come registrare un marchio

Registrazione marchio – una mini guida

registrazione marchio – il marchio è il segno che identifica un prodotto o un servizio, importante la sua funzione per l’assoluta rilevanza registrazione marchio – Il marchio è il segno che identifica un prodotto, un servizio, quindi estremamente importante la sua funzione soprattutto per la rilevanza che ha nel successo di un’attività. Infatti, oltre alla funzione primaria di identificare “l’origine” di un prodotto o un servizio, il marchio è un bene che ha valore a sè. Registrare marchio è di importanza strategica, anche perchè è un bene che ha un valore che aumenterà con l’andare del tempo più o meno esponenzialmente (secondo il successo del prodotto o servizio). Perchè fare la registrazione marchio Lo scopo di registrare un marchio è quello di proteggerlo. Esistono diverse tipologie di registrazione marchio che si basano sui due criteri. Relativaemente alla territorialità, il marchio può essere registrato in Italia (quindi ha protezione solo in Italia) e poi singolarmente negli altri paesi. Si può anche optare per registrazioni uniche che comprendono diversi paesi come il Marchio Europeo (tutti i paesi UE) e il Marchio Internazionale che protegge in un numero considerevole di paesi a livello mondiale. Relativamente all’oggetto identificato, il marchio può essere collettivo che è poi un marchio di impresa e quindi identifica tutti i prodotti o i servizi dell’impresa. Il marchio può essere anche per un singolo prodotto o servizio quindi un impresa può registrare più marchi. Come registrare un marchio La domanda di registrazione marchio va presentata con la compilazione di un modulo e depositata in una qualsiasi Camera di Commercio oppure invita all’UBIM (Ufficio Italiano Marchi e Brevetti) per posta ordinaria o tramite il loro portale di servizi on line. Ci sono dei costi da sostenere tra marca da bollo per la domanda e diritti di segreteria della Camera di Commercio. Nel modulo di registrazione marchio bisogna indicare precisamente le classi di appartenenza del prodotto o servizio che identifica il marchio in quanto dopo la registrazione marchio il suo uso esclusivo è protetto solo per quelle classi. Inoltre prima della registrazione marchio vanno fatte tutta una serie di verifiche (tra cui la presistenza di un marchio simile e il rispetto delle prescrizioni di legge. E’ un operazione un pò complessa perchè bisogna fare attenzione a tutta una serie di particolari che poi permettano in seguito di proteggere un bene cosi importante per un’attività di impresa. Quindi sarebbe bene rivolgersi ad un consulente che può effettuare la registrazione del marchio tenendo conto di tutte le esigenze di chi ha la necessità di effettuare la registrazione marchio. Inoltre la consulenza è importante per fare in modo che dopo la registrazione il marchio sia ben protetto.
4 Settembre 2019
Normativa e legge di stabilità credito d’imposta

Normativa e legge di stabilità credito d’imposta ricerca e sviluppo

In questo articolo riepiloghiamo la normativa della legge di stabilità credito d’imposta ricerca e sviluppo Con la Legge di Stabilità, legge n. 208 del 30 dicembre 2015, il governo ha introdotto dei benefici fiscali sottoforma di Credito d’Imposta al fine di agevolare alcuni settori o alcune aree geografiche come il mezzogiorno che sarà descritto nei paragrafi successivi. Normativa sui dividendi e credito d’imposta Un dividendo è la parte di Utile che viene divisa e distribuita tra i soci di una azienda. Con il D.M. n. 160 del 26.5.2017, è stata aumentata la quota imponibile tassabile di dividenti derivanti dalla vendita di partecipazioni qualificate percepiti da persone fisiche, da società di persone e da enti non commerciali. Con l’aumento di tali dividenti e della sua tassazione è stata però aumentata anche l’ammontare del Credito d’Imposta. Normativa sulla minusvalenza e credito d’imposta Una Minusvalenza consiste nella perdita di valore di titoli azionari. In base alla normativa Italiana una Minusvalenza può essere convertito in Credito d’Imposta da utilizzare entro quattro anni da quando la perdita è stata generata. Normativa sul credito d’imposta iva Altro Credito d’Imposta può essere considerato dal Credito Iva generato per esempio da un versamento in eccedenza dell’imposta. Per tale credito può essere richiesto il rimborso all’Aganzia delle Entrate o utilizzato in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi e cioè se vantiamo un credito IVA nei confronti del fisco, tale credito può essere sottratto dalle nostre imposte.
4 Settembre 2019
Agevolazioni credito d’imposta r&s

Agevolazioni credito d’imposta ricerca e sviluppo r&s

In questo articolo riportiamo tutte le agevolazioni credito d’imposta ricerca e sviluppo r&s e come usufruirne per la propria azienda Questa volta il legislatore si è mostrato di vedute particolarmente ampie, accordando il credito d’imposta ricerca e sviluppo anche a imprese che operano sul territorio nazionale ma che abbiano ricevuto incarichi da imprese o entità non commerciali con sede nell’Unione Europea, in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Unico Europeo (UE più Norvegia, Islanda e Liechtenstein) o comunque in Paesi che consentono un libero scambio di informazioni, come previsto dal DM 4/9/1996. Infine, anche le organizzazioni appartenenti a imprese non residenti in Italia che però vi abbiano attività stabile possono accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo Agevolazioni del credito d’imposta Lo strumento del credito d’imposta R&S risulta anche particolarmente semplice da utilizzare -possiamo parlare di una agevolazione dell’agevolazione. Infatti il credito maturato può essere inserito direttamente nella dichiarazione dei redditi senza autorizzazione preventiva e non concorre alla formazione del reddito imponibile. Inoltre può essere cumulato con altre opportunità, come la Nuova Abatini (finanziamenti agevolati per l’acquisto di macchinari e impianti), gli incentivi agli investimenti delle start up, il Fondo Centrale di Garanzia, ecc. Poiché esiste l’obbligo di documentazione contabile certificata relativamente alle spese da porre in credito d’imposta, anche le spese di certificazione fino a 5.000 euro e in determinate condizioni relative alle spese in credito d’imposta R&S possono essere aggiunte a quelle che beneficiano di tale agevolazione.
4 Settembre 2019
Requisiti credito d’imposta r&s

Requisiti credito d’imposta ricerca e sviluppo r&s

Mini guida sui requisiti credito d’imposta ricerca e sviluppo r&s che servono per poter usuifruire di questa agevolazione Quali sono i requisiti minimi di spesa nel credito d’imposta Possono accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo Che non richiede autorizzazione, ma può essere portato in detrazione direttamente in fase di dichiarazione dei redditi Le imprese che abbiano investito complessivamente almeno 30.000 euro nel periodo imponibile La soglia annuale massima di credito d’imposta ricerca e sviluppo è di venti milioni di euro. La documentazione contabile relativa alle spese R&S deve essere certificata, tuttavia anche i costi di certificazione, fino a 5.000 euro, beneficiano del credito d’imposta ricerca e sviluppo Fino al 2020 le imprese private (e, con limiti, le università) potranno godere di un credito di imposta del 50% sugli investimenti in Ricerca e sviluppo (R&S). Questa misura ha lo scopo di favorire l’innovazione e mantenere competitive le imprese italiane nel mercato internazionale. Vediamo i termini delle agevolazioni introdotte da questo strumento di incentivazione. Chi resta escluso Restano esclusi coloro che esercitano un’attività di lavoro autonomo, le imprese con attività di ricerca conto terzi commissionata da imprese residenti, gli enti non commerciali (per attività istituzionale) e i “soggetti sottoposti a procedure concorsuali non finalizzate alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica”.
4 Settembre 2019
Le aziende fanno Ricerca e sviluppo godono del credito d’imposta

Le aziende fanno ricerca e sviluppo godono del credito d’imposta

Come le aziende fanno ricerca e sviluppo godono del credito d’imposta e pagano meno tasse di tutte le altre nel mercato italiano Un particolare Credito d’Imposta è concesso alle imprese che investono in Ricerca e Sviluppo e cioè nell’innovazione tecnologica da utilizzare per migliorare i propri prodotti, crearne di nuovi, o migliorare i processi di produzione. Tale agevolazione è concessa senza tener conto delle dimensioni aziendali, dalla forma giuridica, dal settore di attività e dal regime contabile adottato, ma spetta per gli investimenti di minimo 30000 euro e massimo 5 milioni di euro. Tale Credito non è soggetta ad autorizzazione ma viene indicata in sede di dichiarazione dei redditi. Investimenti nel mezzogiorno con il credito d’imposta Con la Legge di Stabilità, legge n. 208 del 30 dicembre 2015, il governo ha introdotto un particolare Credito d’Imposta al fine di sviluppare l’area del Mezzogiorno d’Italia. Il Credito d’imposta in questione riguarda l’acquisto, effettuati dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2019, di Beni Strumentali destinati ad aziende che operano in Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia, Basilicata, Sardegna e Abruzzo. L’agevolazione credito d’imposta varia in base alle dimensioni dell’azienda e cioè 20% per le piccole imprese, 15% per le medie imprese, 10% per le grandi imprese, mentre la quota massima dell’investimentooggetto di agevolazione è di 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, 5 milioni per le medie imprese, 15 milioni per le grandi imprese. Inoltre la legge prevede specifici interventi a favore della Terra dei Fuochi e l’area di Bagnoli. Credito d’imposta e Investimenti pubblicitari incrementali Con il decreto legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, è stato introdotto un Credito d’Imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali, che investono in pubblicità su stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. “Per beneficiare dell’agevolazione credito d’imposta è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno precedente”. Credito d’Imposta per accise autotrasporti Il D.Lgs. 26/2007 e il D.P.R. 277/2000 hanno introdotto per gli esercenti l’attività di autotrasporto merci un beneficio sulla spesa di gasolio per uso “autotrazione”. r&sIl beneficio consiste nella restituzione di una percentuale calcolata sull’accise pagata dall’autotrasportatore e tale beneficio deve essere richiesto all’Agenzia delle dogane. credito d’imposta ricerca e sviluppo: Nel decreto attuativo del 2014 relativo alla legge sul credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo (R&S) è stato specificato quali aziende hanno diritto di accedere a tale strumento fiscale. Il credito d’imposta sarà concesso solo fino all’anno 2020. Quali aziende sono interessate al credito d’imposta ricerca e sviluppo Può godere del credito d’imposta ricerca e sviluppo un gran numero di tipologie d’imprese che investono in R&S. Non viene infatti posto alcun limite riguardo a forma giuridica, settore produttivo, dimensioni (anche in termini di fatturato) e regime contabile. Fatto particolarmente interessante, il credito d’imposta ricerca e sviluppo interessa anche consorzi e reti di imprese, e centri di ricerca come università o enti non commerciali comunque residenti in Italia cui siano state commissionate attività di R&S da entità non residenti.