Società consortile

Società consortile

14 Dicembre 2019
Conoscere L’associazione temporanea di imprese (Ati)

Associazione temporanea d’impresa (Ati)

Ati: L’unione di due o più imprese finalizzate a uno scopo comune è una forma giuridica molto diffusa e utilizzata anche in Italia. Associazione temporanea d’impresa Introduzione la creazione delle ATI Nascita di un Associazione temporanea di Impresa L’unione di due o più imprese finalizzate a uno scopo comune è una forma giuridica molto diffusa e utilizzata anche in Italia. La collaborazione è temporanea ed è prevista per la realizzazione di un progetto preciso come potrebbe essere la partecipazione a un bando pubblico, a una appalto o a un progetto. Prende il nome di associazione temporanea di Impresa o anche ATI. Definizione e normativa di un ATI L’Associazione Temporanea di Impresa o anche più comunemente conosciuta come Ati, è un raggruppamento di due o più imprese che avviene in maniera temporaneo finalizzato al raggiungimento di un obbiettivo comune. La sua formazione è stata sancita dal 1977 e regolarizzata in ultimo dall’art 34 del d.lgs n 103/2006 che prevede la realizzazione di un associazione di imprese individuali, società commerciali, cooperative, consorzi tra cooperative e consorzi tra imprese artigiane. Perché crearne una I vantaggi delle associazioni temporanea di impresa Perché delle società dovrebbero raggrupparsi per il raggiungimento di un fine comune? La risposta è semplice. Per partecipare per esempio a un bando pubblico, in cui sono richieste determinate specializzazioni, non sempre presenti in un unica società. Con l’associzione le singole specializzazioni si sommano tra loro permettendo quindi di raggiungere i requisiti necessarie per l’accesso al bando. Per esempio immaginiamo l’assegnazione per la costruzione di un infrastruttura. Per partecipare si creerà un ATI, con presente all’interno aziende edili, aziende specializzate nella progettazione e tecnologia, aziende per la sicurezza. Tipologie di Associazione I ruoli all’interno di un associazione di impresa Le ATI prevedono che un gruppo di imprese che verranno definite mandanti a una società che prende il nome di mandataria o anche capo gruppo la quale avrà il compito di presentare le relative richieste per la partecipazione al banco o al progetto. In base alla tipologia di rapporto che si instaura tra la società capogruppo e le società mandanti l’Ati può essere di tipo, verticale, orizzontale o misto. Le differenze riguardano quindi i ruoli che assumono i mandanti e il mandatario nella realizzazione del progetto. Costituzione dell’ATI Come creare un associazione di impresa La creazione deve avvenire con atto pubblico, quindi innanzi a un notaio, con la presentazione di un atto costitutivo e uno statuto che prevede la creazione di un Associazione Temporanea di Impresa finalizzata alla realizzazione di uno specifico fine. Quindi per poterla creare sarà necessario, in primo luogo stabilire quale delle società dovrà svolgere il ruolo di capo gruppo. Il secondo aspetto fondamentale è quello di identificare l’oggetto che ha determinato la costituzione dell’ATI, quindi ad esempio la partecipazione a un bando pubblico. Le ATI inoltre hanno una costituzione limitatane tempo, dato che si estinguono nel momento in cui termina l’attività per cui è stata necessaria la collaborazione. Conclusioni Le ATI sono una forma giuridica che prevede molti vantaggi soprattutto per le piccole e medie imprese. Prevedono inoltre un costo ridotto nella loro creazione rispetto a quello che potrebbe essere la costituzione di una nuova associazione o un consorzio.
30 Novembre 2019
Consorzio - cos è, definizione e significato

Consorzio – Cos è, definizione e significato

Il consorzio offre alle PMI italiane un’ottima possibilità di competere nel mondo del business. Ecco, pertanto, Cos è un consorzio, la definizione e significato Consorzio – Collaborare è meglio che competere nel mondo del business. Per questo motivo, sono sempre di più le realtà imprenditoriali che decidono di allearsi per concorrere al meglio con i leder di mercato. Il consorzio offre alle PMI italiane (ma non solo) un’ottima possibilità su questo tema. Ecco, pertanto, una panoramica a 360 gradi sull’argomento Definizione di consorzio Quando si parla di consorzio, la disciplina del contratto associativo fa riferimento ad un´organizzazione comune, costituita da diversi imprenditori che risultano impegnati nello svolgimento di diversi fasi d´impresa. Il celebre motto “l´unione fa la forza”, di fatto, vale ancor di più nel mondo del business. In un sistema economico, oggigiorno decisamente instabile ed imprevedibile, certi obiettivi che risultano difficoltosi da raggiungere per l´imprenditore che decide di agire da solo, non lo sono nel momento in cui diverse imprese decidono di cooperare per un fine comune, mettendo a disposizione manodopera, risorse e soprattutto know-how. Il tutto condividendo in modo unanime una strategia d´impresa. Consorzi: tipologie Sostanzialmente, sono due le tipologie di consorzio che la disciplina identifica: consorzio interno e consorzio esterno. Quali sono le differenze? Nel caso del consorzio con attività interna, trattasi di un´associazione fra imprenditori, il cui scopo primario verte sulla disciplina e sulla regolamentazione dei rapporti con tutti i vari consorziati. Tutte le aziende che aderiscono al consorzio devono attenersi al rispetto di specifici compiti e di determinati obblighi che verranno costantemente monitorati nella piena osservanza dell´organizzazione comune. Di converso, nel caso del consorzio con attività esterna, è più facile interagire con terze parti. Per questo motivo, si tende a creare un ufficio comune. Le realtà aziendali facenti parte di un consorzio esterno non sono dotate di personalità giuridica. Tuttavia, la loro iscrizione presso l´ufficio del registro delle imprese locali è obbligatoria. Non è, però, questa l´unica classificazione relativa alle tipologie di consorzio. A tal proposito, vale la pena soffermarsi sui consorzi anticoncorrenziali, sui consorzi di coordinamento e sui consorzi di servizio. Nello specifico, l´istituzione dei consorzi anticoncorrenziali è ultimata con l’intento primario di ridurre al minimo la concorrenza reciproca sul mercato fra imprenditori, protagonisti nello stesso settore. I consorzi di coordinamento vengono messi in piedi al fine di favorire la cooperazione tra imprese che agiscono nello stesso settore e che sono intenzionate a contenere le spese di gestione. Le PMI sono solite operare in questa modalità per competere al meglio contro “colossi” di settore. Infine, i consorzi di servizio hanno come fine principale quello di portare a termine servizi comuni che avvantaggino le aziende consorziate. Come si costituisce un consorzio I passaggi per la costituzione di un consorzio sono il deposito dell´atto presso il Registro delle Imprese, la creazione di un fondo consortile (ossia i contributi delle aziende consorziate ed i beni acquistati con questi), la nomina degli agenti di commercio e gli adempimenti agli obblighi fiscali. Consorzi: disciplina di legge In un consorzio, le parti devono essere due o più di due (articolo 2602 del Codice Civile) ed avere un’organizzazione comune. Spunti utili sull’argomento, li si trovano all’interno del “Libro V, titolo X, capo II, articolo 2602 e successivi del Codice civile”. La Legge 21.05.1981 pone l’accento sulla normativa di agevolazione e sul sostegno per i consorzi composti da imprese minori. Società, consorzio e società consortile Consorzio e società consortile rappresentano ottime forme per il coordinamento e la gestione di strategie e delle azioni comuni a varie imprese, orientate allo svolgimento di un´attività commerciale. Ne consegue, di fatto, che le società ricoprono il ruolo di socio sia nel consorzio che nella società consortile. Ad esempio, diverse società agricole possono avviare un consorzio, dotandosi di un unico brand, in modo da mettere in commercio i loro prodotti. Gestione di un consorzio o società consortile A differenza del consorzio, la società consortile persegue il vantaggio delle società aderenti e può essere costituita da varie forme, come ad esempio la società di capitali o ancora di persone. Inoltre, nella società consortile non risulta previsa la divisione degli utili. Lo scioglimento del consorzio In riferimento allo scioglimento del consorzio, occorre evidenziare che questo ha luogo solamente se a deliberarlo è una maggioranza superiore ai 3/4 o nella casistica in cui a richiederlo sia una delle imprese consorziate, tenendo conto che la divisione non arrechi danno all´intera struttura. Decorso stabilito per la sua durata, conseguimento o mancato conseguimento dell´oggetto, decisione presa all´unanimità dai soggetti aderenti e provvedimento dell´autorità governativa sono le situazioni maggiormente frequenti circa lo scioglimento di un consorzio. h3 Variazione delle persone dei consorziati Nelle condizioni di legge, questa casistica si dimostra assai frequente. Chiaramente va messa nero su bianco nel contratto di consorzio con tanto di eventuale definizione dei ruoli. Obblighi consortili Gli obblighi consortili possono essere positivi o negativi: nel primo caso, consistono nel contrarre con o mediante il consorzio; nel secondo caso, vertono sull’astensione dal contrarre con aziende che mettono a disposizione lo stesso servizio proposto dal consorzio. Qualora nel contratto non si facciano riferimenti espliciti su questo tema, non vi è alcun obbligo a gravare sui consorziati. Contributi consortili I contributi consortili possono essere iniziali o successivi: i primi permettono al consorzio di disporre di un solido patrimonio, mentre i secondo possono essere versati ad intervalli periodici e si chiamano contributi consortili ordinari oppure una tantum, essendo di natura straordinaria. Organi consortili Gli organi consortili vengono definiti dagli articoli 2608 e 2808 del Codice Civile: a fronte di un certo livello di autonomia, le parti pagano lo scotto di notevoli incertezze. Ad esempio, in Italia si preferisce optare per S.p.A e srl, in quanto società di capitali che vanno incontro ad una normativa decisamente rigida ma più completa e con massima certezza in termini giuridici. L’organizzazione è di tipo corporativo, incentrata sulla ripartizione dei poteri fra un organo di tipo assembleare ed uno di natura amministrativa. Contratto di consorzio Gli obblighi reciproci a cui gli imprenditori decidono di sottoporsi, aderendo al consorzio, vanno definito per iscritto tramite contratto: questo documento è noto come contratto di consorzio. In Coclusione Il consorzio è la soluzione concreta per numerose realtà imprenditoriali, contraddistinte da piccole e medie dimensioni, di allearsi al fine di contenere le spese, di competere al meglio in un mercato soggetto a repentini cambiamenti, di raggiungere insieme obiettivi comuni ambiziosi, impossibili da ottenere autonomamente. Chiedici una consulenza
25 Novembre 2019
Tutti i Vantaggi dell’associazione consortile

Consorzio: Vantaggi e Svantaggi

In economia, il consorzio viene identificato come associazione tra più soggetti economici finalizzata al coordinamento e allo scopo In economia, il consorzio viene identificato come associazione tra più soggetti economici finalizzata al coordinamento ed alla regolamentazione di attività comunemente condivise. L’associazione consortile solitamente è utilizzata da persone fisiche, imprese e cooperative che prediligono l’unione delle forze economiche e la condivisione dei costi previsti dalle strategie imprenditoriali, per conseguire un obiettivo prefissato. Il consorzio e i suoi vantaggi I vantaggi economici dell’associazione consortile sono evidenti: con il consorzio si possono intraprendere strategie di più ampio respiro anche su contesti di mercato extra-nazionali, si condividono le esperienze ed i costi strategici, come soggetto ‘super partes’ si acquisisce maggior credibilità nel mercato e maggior potere contrattuale nelle relazioni con le Associazioni di categoria, Istituzioni e stakeholders di settore. Svantaggi Condividere le strategie in una associazione consortile può tradursi in una cessione parziale della tua decisione aziendale. il consorzio necessariamente comporta una condivisione dei punti di vista degli altri associati e non sempre è facile imprimere il proprio orientamento imprenditoriale con altri attori economici. Altro aspetto riguarda la presenza indiretta sul mercato di consumo finale: non è la mia azienda ed il mio brand che si affacciano sul mercato di riferimento, ma è l’insegna del consorzio. Quando e perché scegliere la forma consortile La scelta è legata all’orientamento imprenditoriale che la tua attività vuole tenere, se si vuole entrare in un mercato nuovo con alto livello concorrenziale è preferibile affidarsi a chi ha già esperienza nel settore, ricercando una collaborazione con operatori economici già presenti per fare sistema. Può essere una scelta opportuna anche per chi è già operante nel settore, ma sta progressivamente perdendo credibilità presso il mercato finale. In ogni caso l’associazione consortile è una forma utile per chi ha risorse finanziarie limitate ed è disposto a condividere costi e strategie pur di raggiungere l’obiettivo. Tipologie ed aspetti tecnici L’associazione consortile prevede la definizione di obblighi e compiti da attribuire alle attività consorziate. Un motivo per la quale si costituisce un consorzio può essere quello anticoncorrenziale in cui si ricerca una solida filiera interna per proteggere dalla concorrenza reciproca, i consorziati che vi hanno preso parte. Il consorzio può essere costituito per svolgere servizi comuni a vantaggio dei consorziati (tipico dei consorzi tra Enti Pubblici) oppure per coordinare attività strategiche comuni per conseguire un obiettivo parzialmente o totalmente utile. Conclusioni Il consorzio è giuridicamente una forma associativa facilmente realizzabile, è sufficiente informarsi sui costi e comprendere i reali svantaggi per studiare un business plan mirato ed efficace. Se non riesci ad entrare in un determinato mercato o ritieni di non avere strumenti finanziari adeguati alla definizione del tuo nuovo obiettivo, perché non valutare l’ipotesi del consorzio?
6 Novembre 2019
durc

Durc: che cos’è, quale procedura online e richiesta all’inps

Durc – in questa mini guida sul durc andremo a capire che cos’è, qual’è la procedura online e quella di richiesta inps Nel mondo del lavoro le regole sono tante così come tanti sono gli adempimenti e le pratiche che la burocrazia impone agli operatori economici ed ai privati per scambiarsi beni e servizi. Molte di queste regole hanno la funzione di controllo e di garanzia per chi sul mercato chiede o offre. Un elemento fondamentale che serve a garantire la regolarità di un operatore commerciale nei confronti degli enti previdenziali è il DURC. In questo articolo troverai informazioni essenziali per capire cos’è il DURC, perché è necessario per la tua impresa e come puoi ottenerlo. Durc cos’è Precisamente, con l’acronimo DURC si intende il Documento Unico di Regolarità Contributiva, ovvero una certificazione che dimostra la regolarità nel versamento dei contributi INPS ed INAIL di un determinato operatore commerciale. Talvolta è necessario per quelle ditte che intendano aggiudicarsi un appalto pubblico per i quali è ovviamente richiesto un DURC positivo. DICHIARAZIONE PER LA PARTECIPAZIONE AD APPALTI PUBBLICI modelli e moduli excel doc Normativa durc Il rilascio di questa certificazione è diretta conseguenza di una convenzione stipulata dalle Casse Edili e da INPS ed INAIL secondo quanto disposto dalla Legge numero 266 del 2002 ed il successivo Decreto Legislativo numero 276 del 2003. Da quel momento la regolarità contributiva è necessaria per l’assegnazione di determinati lavori pubblici a committenti privati. Richiesta durc È possibile richiedere il DURC agli enti che lo rilasciano, ovvero l’INPS, l’INAIL e le Casse Edili oltre che gli altri enti di assicurazione obbligatoria a patto che abbiano stipulato la convenzione con INPS ed INAIL. Può essere richiesto dalle imprese e da enti pubblici e privati. Durc online La procedura per ottenere il DURC è molto semplice e veloce, basta collegarsi ai siti internet di INPS o INAIL o Cassa Edile, accreditarsi ed accedere ai servizi per effettuare la richiesta online ed ottenere il documento immediatamente. qui il sito inail per fare la richiesta durc online Validità durc – scadenza È importante sapere che come ogni documento che fotografa una data situazione in un preciso momento, il DURC non può avere una durata illimitata, infatti la validità del documento è fissata a 120 giorni. Autocertificazione durc – modello dichiarazione sostitutiva Limitatamente ai contratti di fornitura con la PA per importi fino a 20.000 euro, è possibile produrre un’autocertificazione a mezzo PEC ai sensi dell’articolo 46, primo comma, del Testo Unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica numero 445 del 2000. autocertificazione regolarità durc in pdf autocertificazione regolarità durc modello doc Durc irregolare La documentazione ottenuta a seguito della richiesta potrà avere un esito positivo (quindi posizione contributiva regolare) o un esito negativo nel caso di irregolarità. È possibile che, quindi, ci siano irregolarità nella contribuzione così come è possibile che il sistema non sia ancora aggiornato. Durc irregolare cosa fare Per poter regolarizzare la propria posizione ed ottenere un DURC idoneo è necessario ottemperare ai propri obblighi nei confronti delle casse previdenziali oppure, nel caso in cui si trattasse di mancato aggiornamento, è opportuno contattare l’ente al quale si è fatta la richiesta per effettuare un sollecito. Durc inail Per effettuare la richiesta di DURC all’INAIL bisogna connettersi con la sezione del sito dedicata ed accedervi tramite le credenziali fornite dall’ente mentre per le amministrazioni aggiudicatrici ed i concessionari e gestori di pubblici servizi possono valere le stesse credenziali del portale SportelloUnicoPrevidenziale.it. Inps durc La richiesta del DURC tramite il sito INPS è altrettanto semplice e la si completa una volta effettuato l’accesso tramite PIN, SPID (identità digitale) o CNS. L’esito verrà comunque inoltrato sulla casella PEC. Sportello durc Prima del mese di luglio del 2015, il DURC era possibile ottenerlo tramite lo Sportello Unico Previdenziale, ora questo servizio non è più attivo per l’inoltro di nuove richieste ma resta disponibile soltanto per la consultazione. Modello durc Qualora fosse necessario l’autocertificazione, attraverso l’apposito modello il richiedente dichiara la propria anagrafica con gli indirizzi di sede legale ed operative e le varie matricole riferite alle posizioni previdenziali INPS ed INAIL ed altre casse previdenziali specificando che non vi sono inadempienze per ciascuna di esse. Durc ditta individuale Anche le ditte individuali possono ottenere il DURC anche se non hanno dipendenti. Chiaramente sarà necessario segnalare all’ente al quale si fa richiesta che non vi siano dipendenti, in questo modo l’ente potrà procedere con al produzione della certificazione. In caso contrario mancherebbe il presupposto per consentire all’ente di certificare la regolarità della ditta. Durc professionisti Come per le ditte individuali, anche i professionisti possono ottenere il DURC ma sempre dopo aver segnalato all’ente l’eventuale assenza di dipendenti, in questo modo l’ente produrrà la certificazione senza problemi. Durc autotrasportatori Il committente che intenda stipulare un contratto di trasporto con un’impresa autotrasportatrice dovrà assolvere all’obbligo di certificare la regolarità contributiva dell’impresa stessa. Il servizio è reso sempre da INPS ed INAIL. Durc inarcassa Anche la cassa di previdenza dedicata agli ingegneri e gli architetti liberi professionisti consente di ottenere il certificato di regolarità contributiva DURC. È sufficiente collegarsi alla piattaforma messa a disposizione da Inarcassa ed inserire i dati anagrafici con il codice CIG, si riceverà l’esito tramite PEC. Quando non serve il durc Non si è obbligati all’ottenimento del DURC in caso di forniture non soggette a procedure negoziali e di piccola entità affidate per procedura diretta secondo quanto stabilito dal Ministero del Lavoro con la nota 10 del 2009 Circolare inail Durc di seguito le circolari inail sul durc durc Circolare n 48 del 14 dicembre 2016 durc allegato circolare 1 durc allegato circolare 2 Conclusioni Come è facile intuire, anche la materia degli appalti, seppur specifica, richiede ampie conoscenze delle dinamiche che la muovono. Per ottenere una pianificazione sempre puntuale per ogni esigenza ti consigliamo di affidarti alla nostra consulenza per essere guidato passo dopo passo anche nelle procedure necessarie alla corretta gestione amministrativa di una gara d’appalto.
1 Novembre 2019
Ritardo Pagamento F24: Come Risolvere

Come Risolvere il Ritardo Pagamento F24

Modello F24 che cos’è e a cosa serve? L ‘F24 è un modello messo a disposizione dal Ministero delle finanze, che viene utilizzato in Italia Definizione di Modello F24 L ‘F24 è un modello messo a disposizione dal Ministero delle finanze, che viene utilizzato in Italia per il pagamento di gran parte delle imposte dirette e indiretta da parte di tutti i contribuenti, sia che siano muniti di Partita Iva oppure no. Attraverso ciò i cittadini e le aziende possono versare nei confronti dello Stato, dei Comuni o delle Ragioni, le somme dovute per il pagamento delle imposte e dei contributi. Quante tipologie di modello F24 esistono Per semplificare la compilazione l’Agenzia delle Entrate negli ultimi anni ha messo a disposizione quattro tipologie differenti di modello che sono: il modello F24 base utilizzato per la maggioranza dei pagamenti, il modello F24 accise utilizzato per il versamento delle accise e per i contributi legati al monopolio di Stato, il modello F24 semplificato utilizzato per il pagamento di imposte regionali e di enti locali, come ad esempio l’Imu e la Tasi ed infine il modello F24 elide utilizzato esclusivamente per il pagamento delle imposte di registro legate ai contratti di locazione. Modello F24:come si compila Il modello F24, proprio perché può essere utilizzato per pagare diverte tipologie di imposte è composto da diverse sezioni, alcune delle quali sono da compilare obbligatoriamente, mentre altre vanno redatte solo in base alla tipologia di versamento che dobbiamo effettuare. Le parti di compilazione obbligatoria riguardano la sezione relativa ai dati relativi al contribuente che deve effettuare il versamento, quella relativa al codice tributo ossia al codice identificare dell’imposta che si deve pagare, l’indicazione dell’anno e del periodo di riferimento. Le altri sezioni relative ai tributi regionali, locali e contributi va compilata a seconda del tipo di versamento da effettuare. F24 in ravvedimento operoso Il pagamento del Modello F24 nel caso delle persone fisiche può essere pagato in qualsiasi sportello di istituti bancari, postali o attraverso la propria home banking con la compilazione on line direttamente dal proprio conto. Nel caso dei soggetti muniti di Partita Iva il pagamento invece può avvenire solo on line. Alcune volte può capitare che per distrazione o per motivi legati ad una mancanza di liquidità finanziaria, il modello non venga pagato nei termini di scadenza, che variano a seconda del tributo che si deve pagare. Clicca qui per calcolare il ravvedimento operoso  Cosa si può fare per rimediare In questi casi per risolvere il problema si può procedere con un operazione specifica che si chiama ravvedimento operoso, regolamentata nella disciplina civilistica e fiscale italiana dall’art. 14 della legge del 29/12/1990 n 408 e successive modifiche. Questo procedimento consente al contribuente di regolarizzazione la posizione di pagamento attraverso l’applicazione di sanzioni e interessi calcolato sull’importo del mancato pagamento, sulla base dei numeri di giorni di ritardo. Nelle operazioni di ravvedimento operoso, oltre al codice tributo dell’imposta da pagare, nella sezione codici tributi, dovranno essere indicati anche i rispettivi codici relativi all’indicazione delle sanzioni e interessi per ravvedimento, come previsto dall’ art. 1, comma 637, lettera b), n. 1.1 della Legge n. 190/2014 della circolare del Ministero delle Finanze n. 184/E del 13.07.1998. Questa operazione di regolarizzazione è possibile per tutti i tipi di imposte ad eccezione dei contributi relative alle casse di Previdenza sociali. Per capire meglio facciamo un esempio pratico Supponiamo che il contribuente non abbia provveduto a pagare la somma di € 300,00 per il versamento del saldo dell’Irpef con scadenza prevista al 30/06/2017, e vuole regolarizzare il tutto con il pagamento del modello F24 in ravvedimento operoso alla data del 16/02/2018. In questo caso dovrà compilare un modello F24 inserendo nella sezione tributi i seguenti codici: 4001(codice tributo saldo Irpef) con importo di € 300,00 1989 (codice tributo interessi moratori) con importo di € 0,19 8901 (codice tributo sanzioni dovute) con importo di € 11,25 per un importo complessivo di € 311,44. In questo caso, considerato che i giorni di ritardo del pagamento sono pari a 231, si parla di ravvedimento lungo in cui viene applicata una percentuale di sanzione pari al 3,75% , in quanto si va oltre i 90 giorni dalla scadenza effettiva. L’Agenzia delle Entrate, come previsto dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 recante disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell’articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n.662 e successive modifiche, riconosce due tipologie di ravvedimenti operosi, il ravvedimento breve e quello lungo; Il primo comprende i versamenti regolarizzati entro trenta giorni dalla data di scadenza primaria, il secondo invece tutti quelli che vanno oltre i trenta giorni. Ovviamente le percentuali di sanzioni ed interessi variano a seconda che si rientri nel primo o nel secondo caso.
24 Ottobre 2019
Inizio attività: Tutti gli adempimenti compresa cessione

Inizio attività: tutti gli adempimenti

Mini guida di tutti gli adempimenti necessari ad effettuare un inizio attività o cessione aziendale per farti un’idea di cosa si deve fare passo-passo Ecco a te una mini guida di tutti gli adempimenti necessari ad effettuare un inizio attività o effettuare una cessione di un’attività commerciale. In poche parole cercherò di spiegarti le cose nel modo più semplice possibile, in modo che tu possa farti un’idea di cosa si deve fare passo-passo per creare o per cessare la tua impresa. Questo articolo si rivolge a tutti gli imprenditori, o aspiranti tali, quindi se non fai parte di questa categoria, questo articolo non fa al caso tuo. Il testo è diviso in due parti, nella prima parte ti parlerò degli adempimenti di cui ti dovrai occupare per l’inizio attività commerciale, mentre nella seconda parte ti parlerò degli adempimenti che dovrai redigere quando dovrai cedere la tua attività commerciale Dichiarazione di inizio attività Ti sto scrivendo queste righe perché solitamente c’è molta confusione su queste pratiche, e occorre fare un po’ di chiarezza sull’argomento. I costi di questi adempimenti non sono tanto monetari, quanto di tempo, energia e attenzioni. Se non vuoi perdere il tuo prezioso tempo e rischiare di sbagliare clamorosamente nonostante questa guida, ti consiglio di contattarmi in modo da risolvere per bene i tuoi problemi. Sappi che ci sono diverse tipologie di pratiche, che variano a seconda del tipo di azienda con cui hai a che fare, ma che non verrano trattate in questo articolo perché solo una mia consulenza può fare chiarezza. Ti verranno anche spiegati anche diversi aspetti pratici e concreti, con cui potrai se lo vorrai e se ti assumi il rischio di sbagliare, agire da solo. Partiamo dalla prima parte di questo articolo. Adempimenti segnalazione inizio attività Per prima cosa dovrai preparare la “comunicazione unica per la nascita dell’impresa”, grazie alla quale tutti gli adempimenti vengono avviati appunto, come dice il nome, in un’unica procedura. Sappi, che esiste un servizio informatico dal nome di “ComUnica”, grazie a cui potrai inviare la comunicazione unica al Registro Imprese della camera di commercio, e a cui dovrai allegare le richiesta del codice fiscale, della partita IVA, ,iscrizione Inail e l’iscrizione Inps. Dopo questa richiesta le amministrazioni ti comunicheranno, appunto il codice fiscale e la partita IVA ed altri dati sensibili. Devi sapere inoltre, che esitono determinati requisiti per presentare la domanda d’iscrizione al registro delle imprese, ed inizio attività, questi sono: possedere una PEC (posta elettronica certificata) per l’invio delle comunizioni, un dispositivo di firma digitale ed un contratto con la camera di commercio, che ti consente di accedere al servizio di spedizione delle pratiche telematiche. Passiamo adesso ad un altro punto punto importante per l’avvio di un’impresa, ovvero la predisposizione delle pratiche Preparazione pratiche dichiarazione inizio attività A questo punto di chiederai, come fare a preparare le pratiche di cui ti ho appena parlato? Per predisporre queste pratiche, per fortuna esistono delle applicazioni particolari che ti consentono di fare tutto in maniera digitale. Queste sono: 1) Comunica Starweb, che serve per la domanda di iscrizione di imprese individuali ed artigiane, inoltre questa applicazione serve per presentare quando è prevista in base al tipo di attività che svolgi, la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) secondo ciò che dice il D.P.R 160/2010 2) La seconda applicazione si chiama Comunica Impresa, e la devi utilizzare, se vuoi iscrivere al registro delle imprese una società di capitali, di persone o una cooperativa. Bisogna inoltre dire che l’argomento è complesso e le cose da fare cambiano a seconda del tipo di società che vuoi aprire, ti invito quindi a contattarmi nel caso in cui tu voglia essere sicuro di non fare errori che potrebbe compromettere l’inizio della tua attività e far saltare i tuoi progetti di vita. Passiamo adesso agli adempimenti di cessione attività. Adempimenti per cessione dell’attività Per quanto riguarda gli adempimenti per la cessione dell’attività commerciale esistono una serie di adempimenti sia fiscali che burocratici che ti consentiranno di svolgere le pratiche per cessare la tua attività commerciale. Infatti, dovrai preparare la comunicazione di chiusura della tua partita IVA, la chiusura del modello SCIA, e la chiusura della posizione Inps e Inail. Inoltre devi sapere che ci sono delle differenze di procedure, nel caso in cui tu voglia cedere un’attività indiduale, una società, una sas o un snc. Anche in questo caso ti inviatiamo a contattarci nel caso in cui tu voglia risolvere il tuo problema in modo efficace e professionale. Conclusioni inizio attività In breve ti ho parlato della comunicazione unica e delle pratiche per redigerla, poi nella seconda parte di parlato dei documenti che dovrai preparare per la cessione della tua attività commerciale. Spero che questa breve guida ti abbia chiarito un po’ le idee su quali siano le pratiche da preparare se vuoi effettuare un Inizio attività o cedere la tua attività commerciale al prossimo articolo!
8 Ottobre 2019
Costituzione consorzio una breve guida

Costituzione consorzio: una breve guida

Costituzione consorzio: Il consorzio è una società capace di aggregare tante imprese per la persecuzione di uno scopo comune. Breve guida Costituzione consorzio – L’idea di una forma di aggregazione rappresenta oggi una grande sfida che tutte le imprese dovrebbero prendere in considerazione per approdare a nuovi mercati e cogliere le opportunità che questi possono offrire, ideare e sviluppare soluzioni innovative nella produzione, mettere a disposizione servizi performanti e far conoscere all’estero i prodotti di eccellenza, anche tramite nuovi strumenti di comunicazione e di vendita. In questo senso uno strumento utile atto a raggiungere tali finalità. Può essere rappresentata dalla costituzione di un consorzio, che le fonti di diritto individuano come un istituto giuridico che disciplina un’unione volontaria tra imprese, che organizza e coordina i progetti comuni per l’esecuzione di particolari attività di impresa. Siamo difronte quindi ad un contratto al quale gli imprenditori, faranno riferimento per organizzare i loro processi produttivi, come ad esempio creare servizi abbassando i costi o distribuire merci in modo più efficiente e veloce. Il codice civile detta una disciplina comune per tutti i consorzi (artt. 2603/2611 c.c.) e una dedicata ai soli consorzi con attività esterna per effetto dei rapporti che questi intrattengono con i terzi (artt. 2612/2615 ter c.c.) Atto notarile per costituzione consorzio Il contratto di consorzio, ai sensi dell’articolo 2603, deve essere effettuato per iscritto sotto pena di nullità e, deve indicare: l’oggetto e la durata del consorzio, la sede dell’ufficio eventualmente costituito, gli obblighi assunti e i contributi dovuti dai consorziati, le attribuzioni e i poteri degli organi consortili anche in ordine alla rappresentanza in giudizio, le condizioni di ammissione dei nuovi consorziati, i casi di recesso e di esclusione e le sanzioni per l’inadempimento degli obblighi dei consorziati. Quando l’organizzazione consortile ha una funzione solo interna non sono richiesti particolari obblighi in fase di costituzione; diversamente, nel caso si stia costituendo un consorzio con attività esterna tra imprenditori, entro il termine di trenta giorni occorre depositare l’atto presso il Registro delle Imprese. Al Registro delle Imprese vengono iscritti solamente i consorzi con attività esterna; tali sono quei consorzi nel cui contratto costitutivo è contemplato un ufficio predisposto a svolgere una attività con i terzi. A tal riguardo il Legislatore con l’art. 11- bis del D.L. collegato alla Legge di Bilancio 2018 (D.L. n. 148/2017) aveva apportato delle rilevanti novità in relazione alla firma digitale ed ha successivamente abrogato la disposizione. Si ritiene pertanto necessario formalizzare l’atto costitutivo con la presenza del notaio infatti, in molti casi il registro delle imprese competente non accetta l’iscrizione di un consorzio se non costituito per atto pubblico. Fiscalità dei consorzi tra imprese e costituzione Fermo restando gli obblighi fiscali a cui un consorzio deve adempiere per poter esercitare la propria attività commerciale, ai sensi dell’art. 7 della legge 240/81 gli eventuali utili conseguiti dai consorzi e delle società consortili costituiti tra le imprese, se reinvestiti entro il secondo esercizio successivo a quello in cui sono stati conseguiti, non sono soggetti ad imposizione. A tal riguardo, gli utili vengono trascritti in bilancio in un fondo del passivo, comunque vincolato alla realizzazione di investimenti o di iniziative inerenti lo scopo del consorzio. In tema di agevolazioni è doveroso evidenziare che i corrispettivi percepiti dal consorzio a seguito di un attività svolta dallo stesso nei confronti di terzi, ma effettuata per conto di uno o più consorziati non concorre a formare il reddito imponibile del consorzio stesso, ma confluirà invece nel reddito imponibile del singolo consorziato (Circ. Min. 9/888 del 30/5/1986). Regime Iva del riaddebito dei costi sostenuti dal consorzio nella costituzione Qualora il consorzio non riceve e neanche esegue direttamente le prestazioni di servizi, ma comunque le ripartisce pro-quota fra i consorziati, in quella occasione ogni singola impresa consorziata fatturerà con Iva al consorzio la propria attività effettuata e, successivamente il consorzio emetterà nei confronti del cliente una fattura riepilogativa comprensiva di Iva, addebitandogli quindi il totale delle attività effettuate dai singoli associati. Versarmento IVA consorzio Nel momento in cui i consorzi effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi, nell’esercizio di attività commerciali, sono assoggettati all’imposta sul valore aggiunto. E’ da precisare comunque che alcune operazioni sono considerate non commerciali, come ad esempio, ai sensi dell’art. 4, comma 5 DPR 633/72, non sono considerate mutualistiche le prestazioni effettuate alle imprese consorziate, da parte di consorzi, di garanzie mutualistiche e di servizi concernenti il controllo qualitativo dei prodotti, compresa l’applicazione di marchi di qualità. Inoltre non sono commerciali, anche alcuni precisi tipi di attività di cui all’art. 1 comma 1 bis DL 125/89 (attività svolte da consorzi di bonifica, di irrigazione e di miglioramento fondiario). Stante ciò le operazioni effettuate dal consorzio che opera solo nei confronti dei consorziati, si considerano fatte nell’esercizio di attività commerciali, e quindi assoggettate ad Iva solo le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ai consorziati effettuate a fronte di pagamento di corrispettivi specifici. Chi può partecipare alla costituzione consorzio Possozo partecipare al consorzio unicamente gli imprenditori, individuati sia come persone fisiche che persone giuridiche. Ogni impresa partecipante al consorzio mantiene la propria identità, ma alcune fasi del ciclo produttivo che va dall’acquisto delle materie prime alla realizzazione del prodotto finito, sono disciplinate dalle regole del consorzio. Costituzione consorzio: Scopi consortili Consorzi interni e consorzi con attività esterna In conclusione, possiamo sintetizzare che le Società consortili sono società caratterizzate dal fatto di svolgere la propria attività perseguendo scopi consortili e si distinguono in consorzi con sola attività interna, che limitano la propria attività alla disciplina dei rapporti interni tra i consorziati, in esecuzione degli obblighi assunti e, i consorzi con attività anche esterna che invece, svolgono attività anche con soggetti terzi quindi, estranei al consorzio. Se sei interessato ad approfondire l’argomento chiedi pure una consulenza online
3 Ottobre 2019
fideiussione

Fideiussione: Il significato, che cos’è e come funzionano le fideiussioni

Fideiussione: in questo articolo andreamo ad esplorare la fideiussione nel suo significato, che cos’è, i costi e come funziona e il contratto Oggi parliamo della fideiussione, analizzando ogni singolo aspetto che riguarda questo contratto, affinché sia possibile avere ben chiara la situazione in merito a questo particolare tipo di rapporto con banche e assicurazioni. Fideiussione significato Art 1936 Codice Civile Il significato di fideiussione è molto semplice: questo è un rapporto dove il garante, definito fideiussore, si occupa di far fronte a un debito che viene acceso da parte di un soggetto che necessita di una somma di denaro per soddisfare le proprie esigenze. MODELLO DI POLIZZA FIDEIUSSORIA PER RATEAZIONE modelli e moduli excel doc Fideiussione cos’è Art 1936 Codice Civile La fideiussione è quindi un contratto che viene instaurato tra le tre figure, ovvero debitore, ente bancario e garante, nel quale vengono inseriti tutti i termini grazie ai quali i vari soggetti sono a conoscenza dei svariati termini che riguarda il rapporto contrattuale che li lega. Come funziona la fideiussione La fideiussione funziona in modo molto semplice: quando un debitore, che potrebbe essere un cattivo pagatore, richiede un prestito ma non ha una garanzia solida come potrebbe essere lo stipendio, richiede al garante fideiussore, di inserirsi nel rapporto tra lui e la banca, garantendo l’estinzione del debito, utilizzando interamente il suo patrimonio, qualora il debitore non riuscisse a far fronte al medesimo. Fideiussione codice civile Art 1936 e 1950 Codice Civile  A parlare della fideiussione è l’articolo 1936 del Codice Civile che spiega che il fideiussore è colui che garantisce l’adempimento del debito nei confronti del creditore per il debitore, anche se questo non ne ha coscienza secondo quanto riportato nell’articolo 1950: quest’ultimo è leggermente controverso dato che la fideiussione è un contratto quindi è a conoscenza di avere quel debito. Costo fideiussione Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria ha un costo pari all’1% sulla somma di denaro, che rappresenta la commissione che deve essere pagata alla banca. Inoltre vi sono gli interessi pari al 3%, i quali ricadono sul debito acceso da parte del richiedente di un prestito. Revoca e recesso fideiussione Art 1955 Codice Civile Questi due atti, che permettono al fideiussore di uscire dal contratto pur trovandosi costretto ad adempire al debito contratto dal richiedente, possono essere messi in pratica nel momento in cui lo stesso debitore adotta un comportamento, accidentale o intenzionale, che ha l’obiettivo di danneggiare il garante. Questo deve dimostrare l’esistenza dei fatti per poter uscire dal contratto senza ripercussioni negative. Escussione fideiussione Art 1957 Codice Civile L’escussione è una clausola che prevede che il creditore sia totalmente tutelato nel caso di mancato pagamento da parte del debitore: ciò significa che il garante dovrà effettuare il pagamento senza che possa opporsi. Prescrizione fideiussione Art 1957 Codice Civile Generalmente la prescrizione serve per mettere in chiaro quali siano le responsabilità che deve avere il garante nei confronti del finanziatore, prevenendo quindi debiti eccessivi complessi da restituire e che possono avere un impatto negativo sul reddito del garante. Svincolo fideiussione Art 1957 Codice Civile Lo svincolo della fideiussione avviene al termine del rapporto che lega il garante al creditore del richiedente e serve per evitare che il finanziatore possa richiedere al fideiussore ulteriori pagamenti nei confronti di nuovi debiti del richiedente. Fideiussione bancaria o assicurativa Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria è quella che prevede che la banca copra il debito del richiedente mentre, quella assicurativa, vede presente nel contratto un’agenzia assicurativa che stipula una polizza nella quale si impegna a far fronte al debito del richiedente. Quest’ultimo tipo di contratto è molto diffuso nell’ambito immobiliare, dove la compagnia assicurativa copre l’eventuale mancato pagamento di affitti di locazione. Fideiussione bancaria Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria è quella che prevede che il richiedente sfrutti la sua banca come garante: in questo caso non vi sono terzi soggetti fisici ma solo giuridici e la banca potrà applicare svariate clausole per tutelarsi nei confronti del debitore. Fideiussione bancaria a prima richiesta Art 1957 Codice Civile La fideiussione bancaria a prima richiesta è la clausola di escussione che viene attivata nel momento in cui il garante è un ente bancario. Chi riveste il ruolo di creditore obbligherà la paga a effettuare il pagamento del debito senza che la banca possa opporsi: spetterà poi all’ente rifarsi sul suo cliente per ottenere indietro la somma di denaro versata nei confronti del debitore. Fideiussione finanziaria Art 1936 Codice Civile Questa fideiussione viene richiesta agli enti finanziari e a differenza di quella bancaria, non vi è l’immobilizzazione del denaro o dei beni del garante e del richiedente, cosa che invece accade con quella bancaria. Testo fideiussione bancaria Art 1936 Codice Civile Il testo della fideiussione bancaria è il documento nel quale vengono riportati nel dettaglio tutti i termine dell’accordo preso da parte del richiedente, con la banca che renderà noti quali sono i suoi adempimenti nel caso in cui il richiedente non dovesse riuscire a far fronte ai suoi debiti. Fac simile fideiussione bancaria AG.E.A. Agenzia per le erogazioni in Agricoltura Via Palestro, 81 00185 ROMA Fidejussione n. _____(obbligatorio) Premesso che la ditta__________________ ___________________________________________________________ con sede in__________________ ___________________________________________________________ Via________________________ ___________________________________________________________con domanda del _____________ ___intende effettuare l’ammasso privato di tonnellate________________di _________________________ ____per la durata di giorni______________alle condizioni stabilite dai regolamenti CE nn. 826/2008 e 68/2011 e dalla disciplina nazionale – che a garanzia dell’adempimento delle condizioni e delle modalità di esecuzione di detto ammasso la ditta deve prestare cauzione mediante atto di fideiussione pari al 20% dell’importo richiesto e cioè € __________________________(in lettere)__________________________________________________ tutto ciò premesso: La BANCA…………………………………………..……Cod. Fiscale …………………………………….con sede in…………………………………………..iscritta nel Registro delle Imprese di……………………………… al numero………………………………(di seguito indicata come “fideiussore”) in persona del legale rappresentante pro tempore/procuratore speciale Sig………………………………………………………nato a…………………………………………..……… il……………..………………… dichiara di costituirsi, come in effetti si costituisce, fideiussore (oppure, nel caso di impresa ASSICURATRICE, con sede in …………………………………………………………………………….via………………………………………………….. in persona del Sig……………………………………….nella sua qualità di Agente………………………… autorizzata dal Ministero dell’Industria ad esercitare le assicurazioni nel Ramo Cauzioni ed inclusa nell’elenco di cui all’art. 1 lettera C della legge n. 384 del 10.06.1982 pubblicato sulla G.U. n……………………………………..…….del…………………………a cura dell’ISVAP) nell’interesse della ditta …………..…………………………………………………………. indicato/a in premessa, si obbliga nei confronti dell’AGEA, al versamento di un importo pari al 20% dell’aiuto, che ammonta ad €………………………………(in lettere…………………….) a garanzia dell’adempimento degli obblighi derivanti dall’accettazione della domanda di cui in premessa. CONDIZIONI DELLA FIDEIUSSIONE 1 ) L’avviso di pagamento della somma richiesta dall’Agea sarà comunicato dall’Agea medesima all’Ente garante e, contestualmente, al Contraente a mezzo raccomandata R.R.. L’Ente garante si obbliga a versare, sempre che il Contraente non abbia provveduto, entro 30 giorni dalla data di ricezione della suddetta comunicazione Agea, la somma richiesta. 2 ) Il pagamento dell’importo richiesto da AGEA sarà effettuato dalla Società a prima e semplice richiesta scritta, in modo automatico ed incondizionato, entro e non oltre il termine notificato nella richiesta stessa, senza possibilità per il Fideiussore di opporre all’AGEA alcuna eccezione, anche nell’eventualità di opposizione proposta dal Contraente o da altri soggetti comunque interessati ed anche nel caso che il Contraente nel frattempo sia stato dichiarato fallito o sottoposto a procedure concorsuali ovvero posto in liquidazione, ed anche nel caso di mancato pagamento dei premi o di rifiuto a prestare eventuali controgaranzie da parte del Contraente. 3 ) La presente garanzia viene rilasciata con espressa rinuncia al beneficio della preventiva escussione di cui all’art. 1944 cod. civ. e di quanto contemplato agli art. 1955 e 1957 cod. civ. volendo ed intendendo il fideiussore rimanere obbligato in solido con il Contraente fino all’estinzione del credito garantito, nonché con espressa rinuncia ad opporre eccezioni ai sensi degli artt. 1242 e 1247 cod. civ. per quanto riguarda crediti certi, liquidi ed esigibili che il Contraente abbia, a qualunque titolo, maturato nei confronti di AGEA. 4 ) La presente garanzia avrà durata di : – 10 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 90 giorni; – 11 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 120 giorni; – 12 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 150 giorni; Al termine di ciascun periodo la garanzia verrà a cessare, fatta salva la possibilità da parte di AGEA di richiedere una proroga per un ulteriore semestre. 5 ) In caso di controversie fra AGEA ed il Fideiussore, foro competente sarà esclusivamente quello di Roma. IL CONTRAENTE IL FIDEIUSSORE ______________________ _____________________________ Si intendono specificamente approvate per iscritto le clausole di cui alla lettera e) delle premesse e le clausole  di cui ai paragrafi 2, 3 4 e 5. IL CONTRAENTE IL FIDEIUSSORE _______________________ __________________________ Fideiussione assicurativa Art 1936 Codice Civile In questo caso la fideiussione viene richiesta a una compagnia di assicurazioni: le modalità sono identiche a quelle del contratto con la banca, anche se i tempi di erogazione e i vari vincoli tendono a essere maggiormente flessibili, avvantaggiando tutti e tre i soggetti legati da questo rapporto. Fideiussione assicurativa a prima richiesta Art 1957 Codice Civile Come nel caso della fideiussione bancaria a prima richiesta, anche in questo caso l’ente assicurativo si troverà a dover saldare il debito del richiedente senza potersi opporre. Fideiussione omnibus Art 1936 Codice Civile Questa fideiussione è caratterizzata da due vincoli, ovvero quello a prima richiesta, già analizzato precedentemente e quello estensivo che prevede che il garante faccia fronte a tutti i successivi debiti del richiedente. Fideiussione omnibus nullità Art 1936 Codice Civile La fideiussione omnibus è nulla quando il garante ha estinto completamente i debiti del richiedente ma su di lui gravano ancora interessi relativi a debiti inesistenti oppure quando manca la buona fede da parte del finanziatore nell’esecuzione e realizzazione del contratto. Fideiussione omnibus limitata Art 1941 Codice Civile Questa clausola limita, come suggerisce il nome stesso, gli adempimenti del garante, il quale sarà responsabile solo dei debiti attuali del richiedente e per la somma di denaro residua, evitando quindi pesante incisioni economiche sul patrimonio del garante. Fideiussione solidale Art 1944 Codice Civile La Fideiussione solidale è quella che prevede diversi garanti, che possono essere soggetti fisici o enti bancari, che suddividono il debito in parti uguali. Per esempio due banche possono decidere di dividere un debito di 10 mila euro per poi richiedere al debitore la restituzione della somma di denaro una volta che il debito principale viene estinto. Fideiussione specifica Art 1944 Codice Civile Questo contratto, invece, prevede che la banca o il garante fisico si impegnino a pagare solamente la parte restante del debito contratto dal richiedente. Fideiussione affitto – contratto locazione Art 1936, 1957 e 1958 Codice Civile Questo contratto prevede che coloro che affittano un locale, oppure un appartamento, richiedano alla banca oppure a una compagnia assicurativa di far fronte al pagamento delle rate del contratto di locazione o affitto nel momento in cui il richiedente non riesce a far fronte a tale costo. Fideiussione per visto turistico Questa fideiussione serve al cittadino straniero per poter entrare nel nostro Paese senza dover dimostrare al consolato le sue disponibilità economiche: generalmente questo contratto viene acceso quando gli stranieri vengono invitati da altri connazionali già residenti in Italia oppure per permessi di studio. Fideiussione immobili da costruire giurisprudenza Art 3 del d.lgs. 122/200 Questa è invece una garanzia per gli acquirenti che vogliono far costruire un nuovo immobile e li tutela nel caso in cui lo stesso non dovesse rispondere a tutte le proprie esigenze e non raggiunga il valore previsto dal contratto di realizzazione dello stesso immobile. Pertanto la fideiussione e un contratto facilmente accessibile ma che si presenta come leggermente rischioso per il garante.
26 Settembre 2019
Verifica partita iva

Verifica partita iva – cos’è, ricerca e vies

Verifica partita iva – in questo articolo andremo ad affrontare cos’è la partita iva e tutte le fasi di ricerca sia nazionale che comunitaria Verifica partita iva – Tutti sappiamo bene che nel mondo del lavoro, tra aziende e professionisti, è essenziale possedere una Partita IVA per permetterci di incassare i frutti del nostro lavoro in modo continuativo e che consenta allo Stato di monitorare ed effettuare il prelievo fiscale. Ma cos’è una Partita IVA? Come e perché verificarla? La Partita IVA La Partita IVA consente al sistema economico di svolgere le proprie funzioni in ottemperanza alle norme stabilite dallo Stato in materia fiscale per i soggetti definiti nel Codice Civile soprattutto al Libro V. Ogni soggetto economico, pertanto, sarà identificato oltre che con la ragione sociale anche con la Partita IVA. Cos’è la partita iva? Secondo il Decreto Ministeriale del 23 Dicembre del 1976 in materia di sistemi di codificazione dei soggetti da iscrivere all’anagrafe tributaria, la Partita IVA deve essere un codice ad 11 cifre numeriche (più 2 lettere alfabetiche anteposte ad indicare il Paese) che viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate per identificare un soggetto economico come una società di capitali, una società di persone ma anche enti no profit. Quando è obbligatoria? I soggetti che compiono una attività che sia rilevante ai fini del calcolo dell’imposta sul valore aggiunto, sono tenuti a munirsi di questo codice che rimarrà invariato per tutto l’arco temporale nel quale svolgeranno l’attività. Com’e’ costruita la partita iva Oltre le prime 2 lettere indicanti il Paese di provenienza del soggetto, vi sono i primi 7 numeri che identificano la ragione sociale nell’ambito di un distretto provinciale, le successive 3 cifre sono il codice Istati di appartenenza dello stesso soggetto mentre l’ultimo numero è detto “di controllo”, ovvero serve a verificare la correttezza del codice in base ad un dato algoritmo. Struttura delle partite iva italiana e comunitarie verifica per singolo stato In Italia la Partita IVA è costituita da un blocco di 11 cifre di cui l’ultima, come detto, di controllo. Un blocco ad 11 cifre è utilizzato anche da Croazia e Lettonia. Presso gli altri Paesi, però, vi sono altre tipologie di formalismi, ad esempio: l’Austria utilizza un blocco a 9 cifre come anche Cipro, Estonia, Germania, Grecia e Portogallo mentre la Finlandia ad ne utilizza 8. Vi sono Paesi che utilizzano blocchi alfanumerici come Francia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda ed Olanda. Partita iva vies Per Partita IVA VIES si intende una Partita IVA registrata in un sistema di scambio dati comunitario e che permette di effettuare transazioni commerciali fiscalmente valide tra i vari Paesi dell’Unione Europea con lo scopo di attuare una corretta fiscalità. Come effettuare la verifica partita iva Verificare la Partita IVA è una operazione semplice e utile, alla portata di tutti. Basterà essere in possesso del codice e sarà possibile risalire ai dati della ragione sociale ad esso collegata. Verifica partita iva comunitaria Per verificare le Partite IVA comunitarie sarà sufficiente collegarsi al sito dedicato della Commissione Europea. Attraverso questo portale sarà possibile capire se una Partita IVA risulta essere tra quelle intracomunitarie. Modalità verifica partita iva italiana La verifica della Partita IVA italiana si effettua inserendo il codice nel campo “Partita IVA” e, se corretta e rientrante nell’anagrafica tributaria, si potranno visualizzare diverse informazioni come lo stato di attività, la denominazione, la data di inizio attività ed altre indicazioni circa eventuale appartenenza ad un Gruppo IVA. Verifica partita iva applicazione Il campo di applicazione della verifica della Partita IVA è tutto incentrato sulla sicurezza che un operatore commerciale cerca per il proprio business e quindi sull’accuratezza delle informazioni che possiede. Verificare una Partita IVA significa avere un dato qualitativo importante per determinare l’affidabilità di un tuo cliente o fornitore. Verifica Partita IVA © www.avvocatoandreani.it   Cosa fare se non esiste la partita iva? Se l’esito della ricerca è negativo, potrebbe dipendere da una errata trascrizione del codice e quindi si consiglia di prestare attenzione a tutto il blocco numerico. Un esito negativo, però, può anche essere determinato dall’inesistenza di quel codice negli archivi governativi. Elenchi partite iva Gli elenchi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate sono costantemente aggiornati e resi pubblicamente consultabili dall’articolo 35 quater del DPR 633/72, pertanto vi è libero accesso su tutti i dati disponibili dall’anagrafica tributaria. Ricerca partita iva comunitaria La ricerca della Partita IVA comunitaria (VIES) viene effettuata sul portale della Commissione Europea selezionando lo Stato membro di appartenenza ed inserendo il codice. L’esito positivo determinerà se il soggetto economico ha partita IVA valida per le operazioni commerciali intracomunitarie e fornirà informazioni quali l’indirizzo della sede legale e la ragione sociale completa. AUSTRIA – Anno di adesione 1995  – Moneta Euro – Struttura della partita IVA U99999999 (1 blocco di 9 caratteri). Il primo carattere è sempre ‘U’. Verifica partita iva Austria BELGIO – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 0999999999 (1 blocco di 10 cifre). La prima cifra è sempre uno ‘0’. Verifica partita iva Belgio BULGARIA – Anno di adesione 2007 – Moneta Lev bulgaro – Struttura della partita IVA 999999999 o 9999999999 (1 blocco di 9 o 10 cifre). 9 cifre per le società e 10 cifre per le persone fisiche e gli stranieri. Verifica partita iva Bulgara CIPRO – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999A (1 blocco di 9 caratteri). L’ultimo carattere è una lettera. Verifica partita iva Cipro CROAZIA – Anno di adesione 2013 – Moneta Kuna Croata – Struttura della partita IVA 99999999999 (1 blocco di 11 cifre). Verifica partita iva Croazia DANIMARCA – Anno di adesione 1973 – Moneta Corona danese – Struttura della partita IVA 99999999 (4 blocchi di 2 cifre). Verifica partita iva Danimarca ESTONIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 9 cifre). Verifica partita iva Estonia FINLANDIA – Anno di adesione 1995 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica partita iva Finlandia FRANCIA – Membro fondatore  – Moneta Euro – Struttura della partita IVA XX999999999 (1 blocco di 2 caratteri alfanumerici da A a Z ovvero da 0 a 9, 1 blocco di 9 cifre). Verifica partita iva Francia GERMANIA – Membro fondatore – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 9 cifre). Verifica partita iva Germania GRAN BRETAGNA – Anno di adesione 1973 – Moneta Sterlina – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 3 cifre, 1 di 4 cifre ed 1 di 2 cifre) o 99999999999 (1 blocco di 12 cifre. Le ultime 3 identificano la filiale di una società) o GD999 o HA999 (1 blocco di 5 caratteri. GD = Government Departments. HA = Health Authorities.). Verifica partita iva Gran Bretagna GRECIA – Anno di adesione 1981 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 9 cifre). Verifica Partita iva Grecia IRLANDA – Anno di adesione 1973 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99X99999A o 9999999AA (1 blocco di 8 o 9 caratteri). Verifica Partita iva Irlanda ITALIA – Membro fondatore – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999999 (1 blocco di 11 cifre). Verifica Partita iva Italia LETTONIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999999 (1 blocco di 11 cifre). Verifica Partita iva Lettonia LITUANIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 o 999999999999 (1 blocco di 9 o 12 cifre). Verifica Partita iva Lituania LUSSEMBURGO –  Membro fondatore – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica Partita iva Lussemburgo MALTA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica Partita iva Malta OLANDA – Membro fondatore – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999B99 (1 blocco di 12 caratteri). La decima posizione è sempre una ‘B’. Verifica Partita iva Olanda POLONIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Sloti polacco – Struttura della partita IVA 9999999999 (1 blocco di 10 cifre). Verifica Partita iva Polonia PORTOGALLO – Anno di adesione 1986 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 9 cifre). Verifica Partita iva Portogallo REPUBBLICA CECA – Anno di adesione 2004 – Moneta Corona ceca – Struttura della partita IVA – 99999999 o 999999999 o 9999999999 (1 blocco di 8 o 9 o 10 cifre). Verifica Partita iva Repubblica Ceca ROMANIA – Anno di adesione 2007 – Moneta Leu rumeno – Struttura della partita IVA Da 99 a 9999999999 (1 blocco da un minimo di 2 cifre ad un massimo di 10 cifre). Verifica Partita iva Romania SLOVACCHIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 9999999999 (1 blocco di 10 cifre). Verifica Partita iva Slovacchia SLOVENIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica Partita iva slovenia SPAGNA – Anno di adesione 1986 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA X9999999X (1 blocco di 9 caratteri). Il primo e l’ultimo carattere possono essere alfabetici o numerici ma non possono essere entrambi numerici. Verifica Partita iva Spagna SVEZIA – Anno di adesione 1995 – Moneta Corona svedese – Struttura della partita IVA 999999999999 (1 blocco di 12 cifre). Verifica Partita iva Svezia UNGHERIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Fiorino ungherese – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica Partita iva Ungheria Ricerca partita iva da nome azienda La ricerca della Partita IVA dal nome dell’azienda è un servizio che l’Agenzia delle Entrate non offre a differenza di altri operatori. È però possibile effettuare questa ricerca tramite il sito del Registro delle Imprese. Ricerca partita iva da codice fiscale Differentemente dal possedere solo il nome dell’azienda, se si possiede il codice fiscale (ad esempio del titolare di una ditta individuale) non sarà possibile risalire alla Partita IVA essendo i due soggetti formalmente dissociati in tal senso. Ricerca partita iva da nome e cognome Esattamente come nel caso di possesso del solo codice fiscale, anche possedendo nome e cognome di un individuo non sarà possibile risalire ad una eventuale Partita IVA ad egli facente capo. Agenzia delle entrate verifica partita iva L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio per la verifica della Partita IVA e vi si accede attraverso il portale telematico alla sezione Servizi. Attraverso questo portale vi è anche un link che riporta al sito della Commissione Europea e che ti consentirà di fare anche la verifica della Partita IVA intracomunitaria (VIES). Definizine di iva L’ IVA è un’imposta indiretta istituita con D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Indiretta perchè questa imposta colpisce i nostri consumi. Va a diminuire la nostra ricchezza nel momento in cui utilizziamo i nostri soldi per acquistare un prodotto gravato dall’IVA. Quante volte troviamo esposto un prodotto con IVA inclusa, oppure IVA esclusa? Sicuramente tutte le volte che desideriamo acquistare ciò che ci piace. L’IVA, infatti colpisce il reddito di tutti i consumatori finali quando spendiamo. Meccanismo per la detrazione di imposta L’IVA si dice che è a “valore aggiunto” come recita l’art.1 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 a proposito di operazioni imponibili; in quanto ci si riferisce alla differenza tra il valore dei beni e servizi prodotti e venduti e il valore dei beni e servizi acquistati per realizzare il bene o servizio finale. Non rappresenta un costo per l’imprenditore perché attraverso il meccanismo della liquidazione dell’Iva, detrazione di imposta da imposta, può avere un credito IVA e riscuotere l’IVA, originata dalla differenza tra l’IVA sulle fatture emesse nel periodo di riferimento e l’IVA relativa alle fatture di acquisto, oppure può avere un debito verso l’Erario e versare l’IVA dovuta. Diverso è il caso del consumatore finale e i soggetti non titolari di partita IVA che non possono scaricarsi l’IVA dal prezzo d’acquisto dei prodotti, dunque per tlai soggetti rappresenta un onere a loro carico. Conclusioni Il mondo delle Partite IVA è molto vasto, non rischiare di perderti qualcosa e valuta l’acquisto di una nostra consulenza per essere seguito passo dopo passo tra tutte le procedure necessari per avviare e/o gestire il tuo business.
17 Settembre 2019
Consorzio: Tutti i tipi di società

Consorzio: Tutti i tipi di società

Il Consorzio è una forma associativa con la quale più imprenditori decidono di unirsi per realizzare una finalità in comune. Questa forma associativa presuppone un contratto e si fonda sulla volontà delle parti di voler costituire un consorzio per svolgere determinate attività di impresa. Questa forma contrattuale può essere assunta sia da enti privati che da enti pubblici. Disciplina giuridica del consorzio L’art. 2602 del codice civile dispone che il consorzio è un contratto mediante il quale altri imprenditori stabiliscono un’aggregazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive società. La modalità volontaria e libera di associarsi viene superata dal disposto dell’art. 2616 c.c. che prevede con provvedimento dell’autorità governativa la costituzione di consorzi obbligatori fra esercenti lo stesso ramo o rami similari di attività economica quando la costituzione degli stessi risponde alle esigenze  dell’organizzazione della produzione. Infatti i consorzi costituiti volontariamente possono essere trasformati in obbligatori. Forma contrattuale e durata del consorzio Benché sia previsto da una volontà di tipo associativo il Consorzio deve assumere la forma contrattuale scritta, nella quale devono essere annotati: oggetto secondo quanto riportato dagli art.2606 c.c, 2611 c.c. ; durata valido per dieci anni, in mancanza di diversa determinazione; Sede dell’ufficio eventualmente stabilita; obblighi assunti e contributi dovuti dai membri del consorzio; Attribuzioni e poteri degli organi del consorzio, in relazione alla rappresentanza nei tribunali., infatti secondo quanto stabilisce l’art. 2608 c.c. la responsabilità verso i consorziati di coloro che sono preposti al consorzio viene regolata seguendo le norme prescritte a proposito del mandato; condizioni di ammissione dei nuovi consorziati; le sanzioni per l’inadempimento degli obblighi dei consorziati; I Consorziati devono consentire controlli o ispezioni agli organi competenti e individuati nel contratto. Il Consorzio, infatti, è sottoposto alla vigilanza dell’autorità governativa, in quanto, qualora l’attività perseguita dal Consorzio non è in conformità con gli scopi per i quali è stata stabilita, l’autorità governativa può sciogliere i corpi del consorzio e affidare la gestione a un commissario governativo, oppure può ordinare lo scioglimento del Consorzio stesso. Tipologie di consorzio La disciplina sul Consorzio prevede  due tipologie di consorzi: un consorzio interno e un consorzio con attività esterna. Le modalità, le funzioni, le competenze, sono diverse in entrambi i Consorzi. Vediamo insieme, nel dettaglio cosa prevedono. Consorzio interno è il tipico Consorzio costituito in forma volontaria e nasce da un’aggregazione di più imprenditori con un fine comune, che dettano regole interne e che gli stessi consorziati vigilano affinché siano rispettate da tutti. La struttura organizzativa di ogni consorzio si fonda, sulla presenza dell’assemblea, ossia un organo con funzioni deliberative composto da tutti i consorziati e da un organo direttivo con funzioni esecutive e gestorie. Per le variazioni nel contratto è richiesto il consenso di tutti i consorziati,  mentre per le delibere di attuazione dell’oggetto del consorzio è sufficiente la maggioranza. Consorzio con attività esterna e estratto di contratto L’estratto del contratto del consorzio deve contenere tutti gli elementi che consentono l’identificazione del Consorzio, in dettaglio: Il nome, oggetto e sede del Consorzio; Il cognome e il nome dei membri del consorzio; La durata del consorzio; Le persone a cui sono assegnati la presidenza, la direzione e la rappresentanza del Consorzio, nonché le rispettive attribuzioni; Il modo in cui è formato il fondo del consorzio e le regole relative alla liquidazione. Consorzio anticoncorrenziale Il Consorzio anticoncorrenziale viene istituito con la finalità di disciplinare e limitare la reciproca concorrenza sul mercato tra imprenditori che operano nello stesso ramo di attività. Consorzio di coordinamento Il Consorzio di coordinamento è una forma di cooperazione reciproca in cui le aziende mirano a ridurre i costi di gestione delle singole imprese consorziate. In genere sono le PMI che ricorrono a tale tipologia di Consorzio al fine di essere più competitive sul mercato attraverso la riduzione delle spese generali. Fondo Consortile nei consorzi con attività esterna Così come dispone l’art. 2614 c.c.nei consorzi con attività esterna è previsto un fondo consortile, ossia patrimoniale, in quanto è costituito dai contributi dai membri del consorzio e dai beni acquistati con questi contributi. Questo fondo è un patrimonio distinto e indipendente rispetto alle attività dei singoli membri del consorzio. La sua finalità è quella  di consentire che i creditori del consorzio siano soddisfatti. A tale proposito vi sono disposizioni normative divergenti, infatti alcune stabiliscono che finché dura il Consorzio come previsto dall’art.2270 c.c in merito al creditore particolare del socio, il patrimonio è aggredibile dai creditori del consorzio. Altre, come la normativa stabilita nell’ art. 2305 c.c prevedono che il creditore particolare del socio , finché dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota del socio debitore.  L’art. 2614 in merito al fondo consortile stabilisce che per la durata del consorzio i consorziati non possono chiedere la divisione del fondo e i creditori particolari dei consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo stesso. Cause di scioglimento del consorzio Il consorzio può essere sciolto per diversi motivi che elenco di seguito. Come sappiamo se non è stabilito diversamente nel contratto, il Consorzio ha una durata pari a dieci anni. Dunque si scioglie per decorrenza del tempo previsto per la sua durata; Inoltre si scioglie perché l’oggetto per il quale  è stato costituito è stato raggiunto o perché è stato impossibile raggiungerlo. Allo stesso modo si scioglie perché i consorziati esprimono la volontà unanime di volerlo sciogliere; Altresì, viene sciolto per deliberazione dei consorziati qualora sussista una giusta causa, così come prevede l’art. 2606 c.c.  e infine per provvedimento dell’autorità governativa nei casi ammessi dalla legge o per altre cause previste nel contratto. In conclusione possiamo affermare con certezza che la società consortile è una delle forma preferite dagli imprenditori in quanto hanno la libertà di scegliere clausole statutarie e specifiche pattuizioni al fine di adattare la struttura societaria alla finalità consortile perseguita.  Infatti  le società consortili sono vere e proprie società totalmente assorbite alla disciplina del tipo societario scelto. La tipologia di Consorzio che bisogna scegliere dipende dal fine che si  vuole raggiungere. Infine sussiste una dualismo in tema di responsabilità verso i terzi, in quanto l’art. 2615 c.c. prevede che se le obbligazioni nei confronti dei terzi  sono assunte dai rappresentanti in nome del Consorzio, per le obbligazione risponde il consorzio e i terzi creditori  possono far valere i loro diritti solo sul fondo consortile. Questo rappresenta un rischio, in quanto non è prevista alcuna forma di controllo sulla consistenza del patrimonio consortile, sulla esposizione veritiera della situazione patrimoniale annuale redatta  dagli amministratori e sulla finalità del vincolo di destinazione del patrimonio consortile. Gli amministratori potrebbero andare incontro a sanzioni penali. A differenza degli obblighi assunti dagli organi consortili per conto dei singoli membri del consorzio, sia il consorzio che il fondo consorziale sono corresponsabili, in modo che terzi ricevano una maggiore protezione. Inoltre, in caso di insolvenza del consorzio, il debito dell’insolvente è diviso tra tutti gli altri membri del consorzio in proporzione alle loro azioni. Per queste obbligazioni il fondo consortile ha funzione di garanzia. Per  eventuali approfondimenti suggerisco di leggere i seguenti articoli https://www.dirittoprivatoinrete.it https://www.notariato.it https://www.laleggepertutti.it Se hai bisogno di aiuto nella scelta della tipologia di un Consorzio, rivolgiti   pure  a noi Se invece hai dei dubbi puoi scrivere le tue domande nei commenti e ti risponderemo
27 Agosto 2019
le tipologie di consorzio

Consorzio – tutte le tipologie esistenti in italia

Un Consorzio nasce con il Contratto di Consorzio, come riporta l’articolo 2602 del Codice Civile dove più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune Consorzio – Che insieme sia meglio non è un segreto, ma un fatto ben noto per tutti. Lo è anche per le aziende che, associandosi, cercano di trarre un vantaggio per tutti. Viene trovata una finalità condivisa che permette a tutte le imprese consorziate di unire la manodopora, gli strumenti e le idee per il bene di tutti. Gli obiettivi di un Consorzio spesso sono quelli difficili da raggiungere da soli, ma realizzabili tutti insieme. Un Consorzio nasce con il Contratto di Consorzio, come riporta l’articolo 2602 del Codice Civile: “Con il contratto di consorzio più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese. Il contratto di cui al precedente comma è regolato dalle norme seguenti, salve le diverse disposizioni delle leggi speciali.” I requisiti del Contratto del Consorzio, invece, sono regolamentati dall’articolo 2603 de Codice Civile. Ma quali tipi di Consorzi esistono? Che finalità hanno? Tipologie di Consorzio: ecco quali La Legge italiana non prevede moltissime tipologie di Consorzio, che sono i seguenti: Consorzio anticoncorrenziale; Consorzio di coordinamento; Consorzio di servizio; Concorso artigiano; Consorzio agrario. Infine esiste anche un’alta tipologia di Consorzio, per giunta abbastanza nuova: il Fondo Consortile nei vari Consorzi con l’attività esterna. Vediamo nel dettaglio cosa rappresentano i vari Consorzi citati. Consorzi anticoncorrenziali Si tratta di una delle tipologie di Consorzio più diffusi in Italia. La sua finalità è prettamente disciplinare: questo Consorzio, difatti, serve a limitare la concorrenza tra i vari imprenditori che operano nello stesso settore del mercato. In un certo senso, questo Consorzio serve a evitare che il mercato stesso venga monopolizzato, ma ha anche finalità di controllo relativo all’attività dei vari imprenditori. In particolare esso osserva le azioni degli imprenditori e ne regola la funzionalità affinché la concorrenza non li porti a usare metodi irregolari. Consorzi di coordinamento A differenza del Consorzio anticoncorrenziale, quello di coordinamento non rappresenta un ente di controllo, bensì un Consorzio che l’aobiettivo di cooperazione reciproca tra le varie aziende che operano nello stesso settore del mercato per abbassare i costi di gestione delle imprese Consorziate in modo da offrire così dei vantaggi non solo agli imprenditori stessi, ma anche ai clienti. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di PMI che devono ricorrere al Consorzio di coordinamento per diventare più competitivi sul mercato. Un Consorzio di coordinamento che opera bene porterà presto le aziende a diminuire le spese generali utili per la gestione delle rispettive società. Al giorno d’oggi in Italia è possibile trovare vari Consorzi di coordinamento; ne nascono di nuovi praticamente ogni anno. Consorzi di servizio La finalità dei Consorzi di servizio è quella di svolgere dei servizi comuni a tutte le imprese consorziate. I vantaggi che derivano alla partecipazione a questo tipo di consorzi sono molteplici, in quanto l’azienda ha accesso a una vasta gamma di servizi che le aiutano a svilupparsi meglio e a offrire i propri servizi in una maniera decisamente più comoda e persino più veloce. Si tratta di una delle forme di Consorzi più popolari. I servizi offerti nell’interesse comune di tutte imprese consorziate vengono decisi all’inizio, esattamente come le modalità utili per accedere ai suddetti servizi. Tra questi spiccano gli acquisti collettivi: ovvero tutte le aziende consorziate eseguono un acquisto di gruppo spendendo di meno per l’acquisto. Lo stesso discorso riguarda anche la varia organizzazione dei servizi che devono necessariamente essere offerti unicamente nel pieno interesse delle aziende consorziate. Di questa tipologia fanno parte due sottotipologie di Consorzi di servizio: il Consorzio Artigiano e il Consorzio Agrario. Questi offrono dei servizi differenti, ma di base la funzionalità del Consorzio in sé resta praticamente la stessa. Vediamo in dettaglio queste due sottotipologie di Consorzio. Il Consorzio agrario Questo tipo di Consorzio è chiamato a offrire alle aziende consorziate alcuni propri servizi, tra cui, per esempio, l’approvvigionamento dei sementi e dei concimi, materie prime che vengono offerte alle aziende che ne hanno bisogno per sviluppare successivamente i propri prodotti. In tal caso i costi necessario per l’approvvigionamento vengono abbassati e le aziende consorziate possono accedere ai prodotti a un prezzo inferiore rispetto a quello che, normalmente viene offerto alle aziende non consorziate. Oltre a tutto ciò che riguarda l’approvvigionamento delle materie prime alle aziende, i Consorzi agrari possono occuparsi anche di vari lavori relativa all’ammodernamento alla messa in opera delle strutture che operano presso l’azienda consorziata, mettendo a disposizione dei titolari delle stesse i propri professionisti. La costituzione dei Consorzi agrari è regolamentata dall’articolo 2617 del Codice Civile: “Quando la legge prescrive l’ammasso di determinati prodotti agricoli, la gestione collettiva di questi è fatta per conto degli imprenditori interessati a mezzo di consorziobbligatori, secondo le disposizioni delle leggi speciali.” Il Consorzio artigiano Un discorso molto simile riguarda anche il Consorzio artigiano. Quest’ultimo viene composto unicamente da quelle aziende che hanno un particolare bisogno dei prodotti artigiani per svolgere il proprio lavoro. I servizi offerti dal Consorzio, dunque, possono essere i più vari e spaziare dall’approviggionamento degli oggetti artigiani alle aziende fino ai veri e propri interventi diretti da parte dei professionisti artigiani sulle strutture aziendali. Le tipologie di Consorzi esistenti, dunque, sono sufficienti per rispondere alle esigenze della maggior parte delle imprese fornendo a tutti gli interessati gli strumenti, la manodopera e i fondi perché tutte le aziende consorziate riescano a trarne vantaggio. Avete dei dubbi a proposito dei Consorzi? Allora non esitate a contattarci per una consulenza online, grazie alla quale potrete ottenere tutte le informazioni in materia dei Consorzi.