Società cooperativa

Società cooperativa

12 Dicembre 2019
Cooperative a mutualità prevalente: foglio excel per il calcolo dell`IRES

Cooperative a mutualità prevalente: foglio excel calcolo IRES

Il foglio di calcolo Excel determina l`IRES relativa al periodo di imposta 2015 e seguenti dovuta dalle cooperative a mutualità prevalente Anche quest`anno la determinazione dell`IRES per le società cooperative richiede un percorso complesso, interessato da diversi provvedimenti di legge emanati nel tempo. E` on line Cooperative a mutualità prevalente: versione 2016 (IRES di competenza 2015): la versione aggiornata del foglio di calcolo che tanto successo ha riscosso negli anni passati per la semplicità d`uso e la precisione dei risultati. Il foglio di calcolo Excel determina l`IRES relativa al periodo di imposta 2015 dovuta dalle cooperative a mutualità prevalente (di consumo, di produzione e lavoro, agricole, sociali). La determinazione delle imposte avviene con il metodo dell`imputazione di eventuali ristorni a conto economico. Gestisce anche la deduzione ACE e l`utilizzo di eventuali perdite pregresse riportabili. Scarica Qui –> Prospetto calcolo ires cooperative
17 Novembre 2019
Come aprire una cooperativa sociale

Cooperativa sociale: definizione e costituzione

Le cooperative sociali sono molto attrattive sia dal punto di vista del fine mutualistico che ne giustificano la natura non lucrativa Le cooperative sociali sono molto attrattive sia dal punto di vista del fine mutualistico che ne giustificano la natura non lucrativa, sia dal punto di vista dei regimi tributari e delle agevolazioni fiscali che consentono di usufruire di particolari benefici, che, diversamente, altre categorie di cooperative, avrebbero usufruito in misura ridotta. Facciamo un breve escursus per capire quali sono le condizioni, le tempistiche e le modalità di costituzione. Definizione e requisiti di una cooperativa sociale Affinché si  costituisca  una cooperativa sociale occorrono  9 soci fondatori, siano essi persone giuridiche che fisiche, diversamente se il numero non si raggiunge è possibile comunque fondare una società cooperativa ma  piccola, composta da un minimo di tre soci ad un massimo di otto. Successivamente per poter avere valore legale, la cooperativa dovrà essere costituita attraverso atto pubblico. Occorrerà pertanto recarsi da un notaio e compilare quindi l’atto costitutivo. Esso dovrà contenere al suo interno tutte le informazioni anagrafiche dei soci, gli scopi e le peculiarità della cooperativa ed altre informazioni di circostanza richieste dall’atto. Modalità di costituzione La cooperativa va redatta per atto pubblico. Dunque, se hai intenzione di costituirla, oltre al possesso dei requisiti, devi recarti dal notaio, che dovrà compilare l’atto costitutivo con tutte le informazioni anagrafiche dei soci, le finalità, l’oggetto sociale. Entro 20 giorni dalla redazione dell’Atto Costitutivo, si dovrà scrivere lo Statuto, che dovrà contenere la denominazione di Cooperativa Sociale;  il capitale sociale; la durata della società; nonché le modalità di svolgimento delle assemblee; il ruolo che ciascun socio avrà all’interno della cooperativa e le condizioni per l’ammissione e l’esclusione dei soci stessi dalla cooperativa sociale. Adempimenti del notaio Il notaio dovrà depositare  l’Atto Costitutivo entro 20 giorni nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio, nella cui circoscrizione ha sede sociale la cooperativa secondo quanto stabilito dall’art.2523 del codice civile. La cooperativa sociale deve essere iscritta nel registro delle imprese contemporaneamente al deposito dell’atto costitutivo. L’ufficio delle imprese dopo aver verificato la regolarità formale della documentazione, iscrive la cooperativa nel registro. Se il notaio chiede l’iscrizione nel registro delle imprese di un atto costitutivo nel quale risultano inesistenti le condizioni richieste, stabilite dall’art.2329 del codice civile, egli stesso è soggetto a una sanzione amministrativa. Solo con l’iscrizione nel registro la cooperativa acquista la personalità giuridica e viene ad esistenza, e può porre in essere tutti gli atti propri della cooperativa . Infatti l’iscrizione nel registro delle imprese ha valore di pubblicità dichiarativa, tutto ciò che è iscritto nel registro delle imprese si intende pubblicamente dichiarato e, pertanto, si presume conosciuto o conoscibile da tutti. La richiesta dell’attribuzione partita iva va fatta telematicamente con i canali messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. La comunicazione presso il Repertorio per le notizie Economico-Amministrative (REA) deve essere effettuata non oltre il trentesimo giorno dall’inizio dell’attività della cooperativa. Cosicché si potrà provvedere anche all’iscrizione nell’anagrafe delle Onlus. La registrazione Onlus all’Agenzia delle Entrate permetterà  di poter beneficiare delle agevolazioni fiscali per le Cooperative. Come si costituisce per gli immigrati Per le cooperative sociali ex legge n. 381/1991 e i relativi consorzi è richiesta l’iscrizione all’Albo regionale delle cooperative sociali precisando l’oggetto sociale che si intende perseguire e la generalità di persone che rappresentano legalmente la cooperativa. Occorre dimostrare di essere in possesso del requisito di capacità economico-finanziaria (art. 41 D. Lgs. 163/2006) Infatti il soggetto che partecipa al bando pubblico deve produrre due referenze bancarie o di intermediari autorizzati ai sensi del decreto legislativo 1.9.1993, n. 385 attestanti la solidità economica e finanziaria del soggetto partecipante. Deve, inoltre, dimostrare di possedere i requisiti tecnico-professionale ed organizzativi, infatti deve provare di avere esperienza nell’ultimo triennio nell’espletamento di servizi in ambito SPRAR o in progetti di accoglienza destinati ai richiedenti protezione internazionale o nella gestione dell’Emergenza Nord Africa o Mare Nostrum oppure nei servizi di accoglienza, ospitalità e integrazione della persona. I partecipanti dovranno indicare anche la tipologia di struttura che vogliono  utilizzare, se essa è residenziale e di proprietà oppure alberghiera, infatti lo Stato a seconda della tipologia di accoglienza stabilirà se erogare un fitto per un albergo o il pagamento di 35 euro al giorno ad una struttura di proprietà, che serviranno a coprire le spese per preparare pasti almeno 3 al giorno, per l’acquisto di lenzuola, coperte, cuscini, federe, sapone, shampoo, dentifricio e tutto ciò che è necessario per assicurare l’igiene personale e condizioni di vita dignitose, oltre alla pulizia della struttura e il servizio lavanderia. La Cooperativa deve indicare la modalità con cui intende assicurare l’erogazione della completa fornitura di beni e dei servizi per l’integrazione. Da chi sono autorizzate E’ la Prefettura che indice un bando per gli appalti destinati alla ricerca di strutture idonee ad accogliere profughi e richiedenti asilo. L’appalto è annuale ma è rinnovabile per tre anni. Nel bando vengono stabiliti il numero dei posti disponibili e il massimo della copertura finanziaria. Al bando possono partecipare tutte le cooperative sociali in possesso dei certificati antimafia, e che dimostrano di avere all’interno delle proprie strutture personale specializzato, quali psicologi, mediatori linguistici, un servizio di trasporto per accompagnare gli immigrati presso le Questure per adempiere alle pratiche amministrative, come il rinnovo del permesso di soggiorno. Il compito dei mediatori linguistici è quello di  informare gli immigrati  sulle regole di comportamento da tenere sia in pubblico che nella struttura. All’interno delle strutture devono essere allestiti presidi medici sanitari in grado di offrire cure ambulatoriali e un primo soccorso. Il soggetto partecipante, nel nostro caso la cooperativa che vince l’appalto deve stipulare una polizza assicurativa per eventuali danni arrecati alle persone e alle cose, in quanto è la cooperativa stessa ad essere responsabile e a risarcire gli eventuali danni arrecati. I migranti possono essere impiegati in attività di lavori socialmente utili o come volontari, possono dedicarsi a lavoretti stabiliti in accordo con il comune dove ha sede la cooperativa. Si pensi ai lavori di pulizia e al taglio erbe delle cunette sulle strade comunali. Non possono ricevere alcuna retribuzione in cambio. Quale disciplina fiscale agevolata Alle cooperative sociali ed ai loro consorzi  si applica il comma 2° dell’art. 6 della Legge 112/2002 che ha limitato la deducibilità dalla base imponibile dell’IRES e da quella dell’IRAP dei ristorni attribuiti ai soci dalle cooperative sociali in un modo diverso da quello dell’aumento gratuito del capitale sociale ed ha introdotto la tassabilità in capo ai soli soci del rimborso del capitale sociale che rappresenta il ristorno che è stato attribuito ai soci stessi. Anche le cooperative sociali ed i loro consorzi possono distribuire l’utile di esercizio mediante un aumento gratuito del capitale sociale, ai sensi dell’art. 7 della Legge 59/1992. In tal caso si possono superare i limiti di valore delle azioni o delle quote fissati dall’art. 2525 c.c., purché nei limiti della variazione annuale dell’indice Istat dei prezzi al consumo. Tale  quota di utili non concorre a formare il reddito imponibile della cooperativa ai fini IRES. Il rimborso del capitale sociale è invece soggetto all’IRPEF se i soci sono persone fisiche od all’IRES se sono società di capitali, cooperative od enti non commerciali nel periodo di imposta in cui il rimborso viene effettuato. Agevolazioni fiscali per le ONLUS La qualifica di ONLUS consente ad una cooperativa sociale di godere di una serie di agevolazioni fiscali previste dal Dlgs 460/1997. Da  la possibilità di essere destinatarie di erogazioni liberali per le quali il donatore gode di una detrazione o di una deduzione dall’IRPEF pari al 19% di quanto versato fino ad un massimo di 2066 Euro. La detrazione IRPEF è consentita se il versamento di tali erogazioni è effettuato tramite banca od ufficio postale o con gli altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del Decreto Legislativo n° 241 del 1997, quali carte di credito, di debito e prepagate, gli assegni bancari e quelli circolari (art. 15, lettera i – bis, TUIR). Se l’erogatore è, invece, una società di capitali o cooperativa o consorzio od un ente di diverso tipo, che ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali esso ha diritto ad una deduzione dal reddito imponibile IRES, Imposta sul Reddito delle Società, pari nel massimo all’importo maggiore fra 2066 Euro ed il 2% del reddito d’impresa dichiarato Precisiamo che, anche se le cooperative sociali sono considerate ex lege ONLUS, ad esse non si applica l’esenzione dall’IRES prevista per le ONLUS dall’art. 12 del Dlgs 460/1997, oggi riportata nell’art. 150 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) in quanto tale norma esclude “le società cooperative” e, di conseguenza, le cooperative sociali. Per quanto riguarda l’IRAP, Imposta Regionale sulle Attività Produttive, in virtù del potere di autonomia riconosciuto alle Regioni, queste hanno la possibilità di decidere la riduzione o l’esenzione di una imposta di cui sono titolari proprio le Regioni, prevista dall’art. 21 del Dlgs 460/1997. Alcune Regioni, infatti, hanno stabilito con loro leggi le aliquote agevolate per tutte le ONLUS, altre Regioni le hanno stabilite solo per le cooperative sociali, altre ancora hanno deliberato addirittura la esenzione totale. Il regime tributario agevolato L’art. 14, 1° comma, lettera b), del Dlgs 460/1997 ha modificato alcuni  numeri 15, 19, 20 e 27 – ter dell’art. 10 del DPR 633/1972 relativo alle operazioni esenti dall’IVA, includendo nell’esenzione totale dell’IVA le prestazioni socio sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, di persone detenute, di donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo rese da ONLUS sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto. Abbiamo visto come la normativa giuridica e la disciplina fiscale è a favore delle cooperative sociali in generale, ma soprattutto di quelle con la qualifica di ONLUS. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una proliferazione di cooperative sociali per gli immigrati che ha favorito anche numerose forme occupazionali. Oltre a quella per gli immigrati, sono cresciute anche le case di riposo per gli anziani organizzate sotto forma di cooperative, o, ancora quelle per l’assistenza agli ammalati. Se sei interessato ad aprirne una ti ho fornito, in questa guida, tutti gli strumenti e gli input per farti un’idea chiara degli adempimenti amministrativi e fiscali a cui sei tenuto, dei requisiti e delle esenzioni. Hai dubbi su Come aprire una cooperativa sociale? scrivilo nei commenti
15 Novembre 2019
Cooperativa multiservizi: come aprirne una

Cooperativa multiservizi: Come aprirla

Cooperativa multiservizi: Lo spirito e la funzione della cooperativa è esplicitato nell’art. 45 della Costituzione, infatti “la Repubblica riconosce alla cooperativa la funzione sociale, Come aprirla Lo spirito e la funzione della cooperativa è esplicitato nell’art. 45 della Costituzione, infatti “la Repubblica  riconosce alla cooperativa la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”. Perché costituire una cooperativa multiservizi L’anima della cooperativa è lo scopo mutualistico, ossia realizzare l’obiettivo di offrire ai soci, le persone che in gruppo si sono unite per dare vita a una cooperativa, non per perseguire il fine ultimo di dividere gli utili, condizioni economiche e lavorative migliori e più vantaggiose di quelle che avrebbero ottenuto sul mercato. Aprire una cooperativa significa dare vita ad un’attività economica o imprenditoriale, qualsiasi sia il settore, che ha come base uno scopo mutualistico, che consente e favorisce una integrazione per le future generazione nel tessuto sociale. La Cooperativa  garantisce  ai propri soci sicurezza lavorativa e solidità economica, nonché vantaggi e, al tempo stesso, rafforza il valore umano dell’impresa importando in essa i principi di solidarietà socialmente utili alla comunità. Questa forma giuridica di esercizio di un’attività è particolarmente incentivata dalla legge, infatti gode di varie forme di finanziamento a livello nazionale e locale, oltre ad alcune agevolazioni fiscali. In che modo si costituisce una cooperativa Secondo quanto stabilisce l’art. 2511 del c.c. e l’art.2512 del c.c. le società cooperative sono società a capitale variabile che perseguono lo scopo mutualistico e sono iscritte presso un apposito albo delle società cooperative. Esse si dividono in:  società cooperative di consumo, quando svolgono la loro attività prevalentemente a favore dei soci, consumatori o utenti di beni o servizi; in cooperative di lavoro, quando per svolgere la loro attività si avvalgono prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci; in cooperative di produzione, quando nello svolgere la loro attività si avvalgono prevalentemente dell’apporto di beni e servizi da parte dei soci. Il capitale è variabile perché per la cooperativa non è previsto un valore minimo di capitale sociale, la quota sociale minima per ogni socio è di 25 euro fino ad un massimo di 500 euro a quota per una partecipazione massima  di 100.000 euro. Dunque si evince l’ampia autonomia, riconosciuta a ciascun socio, di poter disporre dell’importo della propria quota senza dover rinunciare a prender parte alla società perché magari la sua quota non raggiunge la somiglia minima prevista dalla legge. Tuttavia il capitale iniziale deve essere tale da coprire le spese notarili per redigere lo statuto, i costi per  gli adempimenti legati all’Iscrizione della società cooperativa nel Registro delle Imprese, affinché acquisti  personalità giuridica e gli oneri dovuti per l’Iscrizione della cooperativa nell’ apposito Albo Nazionale delle Cooperative tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico. A queste si aggiungono  le spese della consulenza di un dottore commercialista che ci consiglia nella redazione di un giusto regolamento e del business plan per verificare la fattibilità del progetto. L’attribuzione del codice fiscale e della Partita Iva all’Agenzia delle Entrate, la Comunicazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate e alla Camera di Commercio. Quale forma giuridica assume una cooperativa La cooperativa  è un’impresa costituita da almeno 3 soci fino ad un massimo di 8 qualora  sia composta solo da persone fisiche. Può assumere la forma della S.r.l. o della S.p.A. ma è indispensabile che i soci siano almeno 9, sia persone fisiche che giuridiche;  inoltre le persone non devono esercitare, con una propria impresa, attività identiche o affini a quella della cooperativa. Il profilo societario prevede una strutturazione incentrata sull’Assemblea dei Soci che rappresenta l’organo sovrano,  i cui soci esprimono il loro giudizio secondo il principio una testa, un voto e non in base alle quote di capitale possedute . Tuttavia nelle cooperative di lavoro c’è la possibilità per i soci finanziatori di esprimere più voti fino ad un massimo di 1/3 dei voti dell’assemblea, dunque si calcolano sulle presenze effettive. Altro organo della compagine sociale è il Consiglio di Amministrazione o L’amministratore unico eletto dall’Assemblea, che si occupa della gestione ordinaria, e di decidere in forma collegiale sull’ammissione di nuovi soci, sul recesso e l’esclusione del socio, nonché le decisioni che incidono sul rapporto mutualistico. Infine, abbiamo il Collegio Sindacale che svolge un ruolo di controllo contabile. Questa figura è obbligatoria  solo se si superano alcuni limiti dimensionali o di fatturato. Caratteristiche della cooperativa multiservizi La cooperativa è tenuta ogni anno a destinare almeno il 30% degli utili netti a riserva indivisibile volto alla patrimonializzazione dell’impresa, per questo motivo il patrimonio è indivisibile e non può dunque essere utilizzato per fini diversi a quelli cui è destinato. Il 3% dei propri utili vengono reinvestiti nell’impresa ad un fondo mutualistico per soddisfare la sua finalità di  promozione dell’impresa e di ottemperare allo scopo del modello cooperativo. Solo parte degli utili sono divisi tra i soci. Tali utili messi a riserva indivisibili non concorrono al calcolo delle imposte perché non distribuibili tra i soci. Le cooperative devono rispettare tutti i contratti collettivi nazionali e tutte le norme in tema di contratti, lavoro e previdenza, infatti l’art. 30 della legge 20 maggio 1970, n. 300 prevede che al socio lavoratore venga riconosciuto un trattamento economico complessivo proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro prestato e comunque non inferiore ai minimi previsti, dalla contrattazione collettiva nazionale del settore o della categoria affine. Sono soggette alla vigilanza cooperativa perché la cooperativa ha natura non speculativa e deve rispettare il rapporto mutualistico. In che modo sono ripartiti i ristorni  Innanzitutto dobbiamo chiarire bene il concetto di ristorno. Che cos’è il ristorno? Il ristorno è la restituzione ai soci di una parte del prezzo investito per acquisire servizi, oppure è l’aumento dei compensi ai soci in virtù dei conferimenti, ossia degli apporti di beni e servizi effettuati, o ancora è la maggiorazione retributiva per le loro prestazioni lavorative. L’art. 2545-sexies del codice civile stabilisce i criteri di ripartizione dei ristorni, il riporto in bilancio dei dati relativi all’attività svolta con i soci, distinguendo le diverse gestioni mutualistiche, le deliberazioni dell’ assemblea in merito alla ripartizione degli stessi con un aumento proporzionale delle quote, con l’emissione di nuove azione o di strumenti finanziari. Tipologie di  cooperative Cooperative di produzione e lavoro: svolgono varie attività  di produzione o di servizi. La peculiarità  è che i soci sono sia  lavoratori che  imprenditori. Ciò garantisce  autonomia lavorativa pur offrendo la certezza di un lavoro stabile e un salario. Inoltre, le cooperative di produzione e lavoro godono di una detassazione riguardante IRPEG e IRAP; Cooperative sociali: oltre a ricercare occasioni di lavoro per i soci hanno un cosiddetto “scopo mutualistico esterno”, perseguono finalità solidaristiche nei confronti della collettività e del territorio in cui operano; svolgono la propria attività sia con gli Enti pubblici che privati nel settore dell’assistenza, dei servizi di supporto in ambito scolastico-educativo o di mediazione culturale, e comunque in tutte quelle attività dove gli utenti vivono situazioni di disagio e/o svantaggio, pensiamo agli anziani, ai degenti, agli handicappati, alle persone con problemi psichiatrici o di tossicodipendenza e ai minori a rischio. Cooperative agricole: sono incentrate prevalentemente sulla coltivazione della terra, loro fonte di ricchezza, in quanto rappresenta il loro sostentamento economico ma si occupano anche di acquisti e servizi di raccolta, di conservazione e trasformazione dei prodotti agricoli e di allevamento di bestiame Cooperative culturali, turistiche e sportive: organizzano, gestiscono e promuovono attività culturali, servizi turistici, impianti sportivi ed altre attività ricreative dedicate al tempo libero. Esempio di cooperativa multiservizi La cooperativa multiservizi è una cooperativa al cui interno si è organizzata per offrire più servizi. Infatti la Multiservizi, capogruppo, con sede a Trento, si occupa del settore delle pulizie,  alla disinfezione, al ripristino ambientale, alla manutenzione del verde fino all’assistenza della persona. Assolve anche alla funzione di cooperativa sociale infatti si occupa di reinserire nel mondo del lavoro le persone svantaggiate. Nel suo sito, http://gruppomultiservizi.it/, sono evidenziate tutte le attività e la collaborazione in essere con la Cooperativa LAGORAI di Borgo Valsugana. Essere soci di una cooperativa ha i suoi vantaggi in termini di ritorno degli investimenti, infatti, il ristorno è riconosciuto solo ai soci, ed è calcolato in proporzione alla quantità e qualità degli scambi avuti con la cooperativa;  può essere riattribuito in denaro, oppure mediante aumento di capitale sociale, o assegnazione di azioni. Inoltre per la società cooperativa il ristorno è deducibile nell’esercizio in base al quale è determinato. Dubbi su Come aprire una Cooperativa multiservizi? scrivilo nei commenti
8 Novembre 2019
Cooperativa di produzione e lavoro: come costituirne una

Cooperativa di produzione e lavoro: Come Costituirla

La cooperativa è una società nata per gestire in comune un’impresa al fine di fornire agli stessi soci, attraverso lo scopo mutualistico La cooperativa è una società nata per gestire in comune un’impresa  al fine di fornire agli stessi soci, attraverso lo scopo mutualistico, i  beni e i servizi  che giustificano il motivo della sua costituzione. Lo scopo mutualistico  consiste nel fornire ai soci beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni più favorevoli rispetto a quelle offerte dal mercato. Di favorire la qualificazione professionale dei soci e di contribuire al reinserimento lavorativo. Di promuovere e condividere i valori di solidarietà, libertà, uguaglianza, dignità umana. Nelle società mutualistiche i soci e i destinatari dell’attività sociale sono le stesse persone; in questo modo non esiste alcun intermediario e  il costo dei prodotti e dei servizi è inferiore perciò è possibile aumentare la retribuzione per le prestazioni lavorative offerte dagli stessi soci. Finalità e definizione Ciò che contraddistingue le società cooperative dalle società di capitali è il fine, mentre le società di capitali perseguono un fine di lucro e di ripartizione dell’utile tra i soci, alle società cooperative è precluso ciò per la loro stessa natura infatti tale tipologia di società mira ad offrire ai soci un vantaggio patrimoniale che può consistere o in un aumento della retribuzione o in un risparmio di spesa ne consegue che la distribuzione ai soci degli utili conseguiti è incompatibile con lo scopo mutualistico. Vantaggio mutualistico immediato o differito Il vantaggio immediato si ha quando la società  scambia un bene o un servizio con il socio a prezzi inferiori o a retribuzioni superiori a quella di mercato. Con il vantaggio differito, il cosiddetto ristorno, la società distribuisce o restituisce ai soci somme di denaro in occasione dell’approvazione del bilancio d’esercizio in proporzione ai rapporti intercorsi con la cooperativa. Tipologie di cooperative Le forme più diffuse di cooperative sono: Le cooperative di produzione e lavoro che operano nel settore dei trasporti, dell’edilizia, della ristorazione, delle pulizie e si contraddistinguono per la peculiarità del socio lavoratore. Infatti la cooperativa di produzione e lavoro è una società di lavoro composta da lavoratori, autonomi o  subordinati che si associano per fornire occasioni di lavoro ai membri dell’organizzazione. Il rapporto tra società e socio è duplice, da un lato abbiamo la natura associativa, dall’altro lato la natura lavorativa. Ogni cooperativa dovrà dotarsi di un regolamento interno, che sarà approvato dall’assemblea dei soci, con il quale saranno definite le tipologie di contratto di lavoro da applicare ai soci lavoratori. La L.142/2001 definisce che i soci lavoratori sono coloro i quali: partecipano alla gestione dell’impresa e alla formazione degli organi sociali; contribuiscono alla formazione del capitale sociale e partecipano al rischio di impresa, ai risultati economici e alle decisioni sulla loro destinazione; mettono a disposizione le proprie abilità professionali in relazione la tipo e all’attività svolta. Le cooperative di consumo forniscono ai soci i beni a condizioni migliori rispetto a quelle presenti sul mercato. L’acquisto viene fatto collettivamente. La società si assume il rischio imprenditoriale e le spese di distribuzione, evitando qualsiasi forma di intermediazione. Le cooperative agricole sono società alle quali i produttori agricoli conferiscono i loro prodotti, affinché questi siano conservati, trasformati e venduti. Le cooperative di credito esempio le BCC, Banche di Credito Cooperativo esercitano il credito a vantaggio dei soci, ai quali distribuiscono, in misura limitata, gli utili conseguiti, lontani però dal fine del mero guadagno. Le cooperative sociali sono cooperative di lavoro che consentono di gestire servizi socio sanitari ed  educativi o finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Le cooperative edilizie mirano a realizzare la costruzione di alloggi per i propri soci in un rapporto corretto tra qualità e prezzo. Disciplina giuridica della società cooperativa Le società cooperative a mutualità prevalente disciplinate  dall’art. 2512 del codice civile sono quelle che: Svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni o servizi. Si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività, delle prestazioni lavorative dei soci. Si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività, degli apporti di beni o servizi da parte dei soci. Affinché si possa parlare di prevalenza  l’art. 2513 del c.c. stabilisce che i ricavi dalle vendite e dalle prestazioni di servizi verso i soci devono essere superiori al 50% del totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni ai sensi dell’art.2425, 1 co., punto A1; il costo del lavoro dei soci deve essere superiore al 50% del totale del costo del lavoro di cui all’art. 2425, 1co., punto B9; il costo della produzione per servizi ricevuti dai soci deve essere superiore al 50% del totale di costi dei servizi di cui all’art. 2425, 1°co., punto B7, oppure al costo delle merci o materie prime acquistate o conferite, di cui all’art.2425, 1°co., punto B6. Inoltre le società  cooperative a mutualità prevalente devono prevedere nei propri statuti i seguenti requisiti non lucrativi: non devono distribuire i dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentano di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato; non sono possono distribuire riserve fra i soci cooperatori; non possono remunerare i soci cooperatori con gli strumenti finanziari sofferti in sottoscrizione in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi; in caso di scioglimento della società sono obbligati a devolvere l’intero patrimonio sociale ei dividendi maturati ai fondi mutualistici per la promozione e o sviluppo della cooperazione. La peculiarità della società cooperativa è il cosiddetto voto capitario in virtù del quale ad ogni socio  spetta di diritto  un solo voto in Assemblea, indipendentemente dal valore della propria quota di capitale sociale; tuttavia ai soci cooperatori persone giuridiche può essere attribuito anche un numero di voti superiore, massimo fino a cinque. Inoltre vige il principio di parità tra i soci, i quali dovranno esprimere un giudizio motivato sui motivi di ammissione o di rifiuto di ammissione di un nuovo socio secondo quanto stabilisce l’art. 2528 c.c. comma quattro. Altra caratteristica è il principio della porta aperta secondo il quale non è necessario modificare l’atto costitutivo quando vengono ammessi nuovi soci secondo quanto disciplinato dall’art. 2524 c.c. comma secondo; la modifica dell’atto costitutivo invece è prevista quando si decide di aumentare il capitale sociale secondo le forme previste dall’art. 2438 c.c. Costituzione La società cooperativa si deve costituire per atto pubblico, deve essere iscritta nel registro delle imprese affinché acquisti personalità giuridica, diversamente sarebbe una società irregolare. La particolarità di questa società sta nella variabilità del capitale sociale, infatti il codice civile non prevede un valore minimo da sottoscrivere, ma stabilisce, invece il valore minimo della quota pro capite pari a 25,00 euro. Tutte le cooperative devono essere iscritte all’Albo delle società cooperative, secondo la L.99/2009 con tale iscrizione viene riconosciuta la qualifica di società cooperativa. Affinché si possa costituire una società cooperativa è necessario che i soci siano almeno nove, qualora i soci siano di meno allora valgono le norme sulle S.r.l. che prevede la costituzione di tali società cooperative esclusivamente da persone fisiche e non persone giuridiche. Le disposizioni dettate in materia di società a responsabilità limitata sono valide per le cooperative in cui il numero dei soci è inferiore a venti ovvero lo stato patrimoniale non è superiore al milione di euro. Per quanto riguarda la responsabilità, l’ art. 2518 c.c. stabilisce che per le obbligazioni sociali risponde la società con il suo patrimonio, pertanto le cooperative godono di autonomia patrimoniale perfetta. Casi concreti: La Cooperativa Video sfera  Società Cooperativa Di Produzione E Lavoro A.R.L. nasce a Roma nel 1996 è una società di comunicazione che si occupa di realizzare contenuti per canali televisivi satellitari e WEB TV, di realizzare collegamenti per trasmissioni in diretta o in differita dall’Italia e dall’estero e tanto altro visionando il rispettivo sito  www.videosfera.it Altro esempio di cooperativa  è  Itaca Cooperativa Sociale ONLUS, opera a Pordenone ed è presente in altre regioni, Veneto, Bolzano, Belluno. E’ attiva nel settore dei servizi socio sanitari educativi e si dedica all’impegno sociale. Gestisce cinque aree produttive: Salute Mentale e Minori,  Disabilità, Residenziali Anziani, Domiciliare Anziani, Età Evolutiva. E’ possibile proporre anche la propria candidatura accedendo al sito www.itaca.coopsoc.it. Nella sezione lavora con noi sono presenti diversi profili richiesti. Un’altra cooperativa  molto interessante è l’Azienda OPI SICULA O.P. Società Coop. Agricola attiva in Sicilia. Si occupa della coltivazione di frutta fresca da tavola come uva, susine, albicocche, pesche, arance, melagrani e limoni.  Segue una politica aziendale attenta alla sicurezza alimentare e al rispetto ambientale, attraverso l’uso di impianti a basso impatto ambientale; inoltre l’Azienda organizza corsi di formazione per i propri lavoratori come si evince anche dal sito www.opisicula.it Possiamo dire che le società cooperative rappresentano una ottimale opportunità di lavoro sia perché offrono la possibilità di vedersi riconosciuta una quota retributiva in proporzione alla quantità e qualità di lavoro prestato. Sia perché gli importi redistribuiti sotto forma di ristorni  hanno il vantaggio di non essere assoggettati a contribuzione e, quindi, di consentire un maggior netto in busta paga. A ciò si aggiunge una maggiore detassazione dell’utile che si converte in maggiori ritorni di investimenti e di somme di denaro ai soci lavoratori. Si verifica la cosiddetta redistribuzione della produzione tra i membri stessi dell’organizzazione sociale.     Ti offriamo una consulenza dettagliata e mirata sulla tipologia di società cooperativa che hai intenzione di costituire. Affidati a noi!  
6 Novembre 2019
durc

Durc: che cos’è, quale procedura online e richiesta all’inps

Durc – in questa mini guida sul durc andremo a capire che cos’è, qual’è la procedura online e quella di richiesta inps Nel mondo del lavoro le regole sono tante così come tanti sono gli adempimenti e le pratiche che la burocrazia impone agli operatori economici ed ai privati per scambiarsi beni e servizi. Molte di queste regole hanno la funzione di controllo e di garanzia per chi sul mercato chiede o offre. Un elemento fondamentale che serve a garantire la regolarità di un operatore commerciale nei confronti degli enti previdenziali è il DURC. In questo articolo troverai informazioni essenziali per capire cos’è il DURC, perché è necessario per la tua impresa e come puoi ottenerlo. Durc cos’è Precisamente, con l’acronimo DURC si intende il Documento Unico di Regolarità Contributiva, ovvero una certificazione che dimostra la regolarità nel versamento dei contributi INPS ed INAIL di un determinato operatore commerciale. Talvolta è necessario per quelle ditte che intendano aggiudicarsi un appalto pubblico per i quali è ovviamente richiesto un DURC positivo. DICHIARAZIONE PER LA PARTECIPAZIONE AD APPALTI PUBBLICI modelli e moduli excel doc Normativa durc Il rilascio di questa certificazione è diretta conseguenza di una convenzione stipulata dalle Casse Edili e da INPS ed INAIL secondo quanto disposto dalla Legge numero 266 del 2002 ed il successivo Decreto Legislativo numero 276 del 2003. Da quel momento la regolarità contributiva è necessaria per l’assegnazione di determinati lavori pubblici a committenti privati. Richiesta durc È possibile richiedere il DURC agli enti che lo rilasciano, ovvero l’INPS, l’INAIL e le Casse Edili oltre che gli altri enti di assicurazione obbligatoria a patto che abbiano stipulato la convenzione con INPS ed INAIL. Può essere richiesto dalle imprese e da enti pubblici e privati. Durc online La procedura per ottenere il DURC è molto semplice e veloce, basta collegarsi ai siti internet di INPS o INAIL o Cassa Edile, accreditarsi ed accedere ai servizi per effettuare la richiesta online ed ottenere il documento immediatamente. qui il sito inail per fare la richiesta durc online Validità durc – scadenza È importante sapere che come ogni documento che fotografa una data situazione in un preciso momento, il DURC non può avere una durata illimitata, infatti la validità del documento è fissata a 120 giorni. Autocertificazione durc – modello dichiarazione sostitutiva Limitatamente ai contratti di fornitura con la PA per importi fino a 20.000 euro, è possibile produrre un’autocertificazione a mezzo PEC ai sensi dell’articolo 46, primo comma, del Testo Unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica numero 445 del 2000. autocertificazione regolarità durc in pdf autocertificazione regolarità durc modello doc Durc irregolare La documentazione ottenuta a seguito della richiesta potrà avere un esito positivo (quindi posizione contributiva regolare) o un esito negativo nel caso di irregolarità. È possibile che, quindi, ci siano irregolarità nella contribuzione così come è possibile che il sistema non sia ancora aggiornato. Durc irregolare cosa fare Per poter regolarizzare la propria posizione ed ottenere un DURC idoneo è necessario ottemperare ai propri obblighi nei confronti delle casse previdenziali oppure, nel caso in cui si trattasse di mancato aggiornamento, è opportuno contattare l’ente al quale si è fatta la richiesta per effettuare un sollecito. Durc inail Per effettuare la richiesta di DURC all’INAIL bisogna connettersi con la sezione del sito dedicata ed accedervi tramite le credenziali fornite dall’ente mentre per le amministrazioni aggiudicatrici ed i concessionari e gestori di pubblici servizi possono valere le stesse credenziali del portale SportelloUnicoPrevidenziale.it. Inps durc La richiesta del DURC tramite il sito INPS è altrettanto semplice e la si completa una volta effettuato l’accesso tramite PIN, SPID (identità digitale) o CNS. L’esito verrà comunque inoltrato sulla casella PEC. Sportello durc Prima del mese di luglio del 2015, il DURC era possibile ottenerlo tramite lo Sportello Unico Previdenziale, ora questo servizio non è più attivo per l’inoltro di nuove richieste ma resta disponibile soltanto per la consultazione. Modello durc Qualora fosse necessario l’autocertificazione, attraverso l’apposito modello il richiedente dichiara la propria anagrafica con gli indirizzi di sede legale ed operative e le varie matricole riferite alle posizioni previdenziali INPS ed INAIL ed altre casse previdenziali specificando che non vi sono inadempienze per ciascuna di esse. Durc ditta individuale Anche le ditte individuali possono ottenere il DURC anche se non hanno dipendenti. Chiaramente sarà necessario segnalare all’ente al quale si fa richiesta che non vi siano dipendenti, in questo modo l’ente potrà procedere con al produzione della certificazione. In caso contrario mancherebbe il presupposto per consentire all’ente di certificare la regolarità della ditta. Durc professionisti Come per le ditte individuali, anche i professionisti possono ottenere il DURC ma sempre dopo aver segnalato all’ente l’eventuale assenza di dipendenti, in questo modo l’ente produrrà la certificazione senza problemi. Durc autotrasportatori Il committente che intenda stipulare un contratto di trasporto con un’impresa autotrasportatrice dovrà assolvere all’obbligo di certificare la regolarità contributiva dell’impresa stessa. Il servizio è reso sempre da INPS ed INAIL. Durc inarcassa Anche la cassa di previdenza dedicata agli ingegneri e gli architetti liberi professionisti consente di ottenere il certificato di regolarità contributiva DURC. È sufficiente collegarsi alla piattaforma messa a disposizione da Inarcassa ed inserire i dati anagrafici con il codice CIG, si riceverà l’esito tramite PEC. Quando non serve il durc Non si è obbligati all’ottenimento del DURC in caso di forniture non soggette a procedure negoziali e di piccola entità affidate per procedura diretta secondo quanto stabilito dal Ministero del Lavoro con la nota 10 del 2009 Circolare inail Durc di seguito le circolari inail sul durc durc Circolare n 48 del 14 dicembre 2016 durc allegato circolare 1 durc allegato circolare 2 Conclusioni Come è facile intuire, anche la materia degli appalti, seppur specifica, richiede ampie conoscenze delle dinamiche che la muovono. Per ottenere una pianificazione sempre puntuale per ogni esigenza ti consigliamo di affidarti alla nostra consulenza per essere guidato passo dopo passo anche nelle procedure necessarie alla corretta gestione amministrativa di una gara d’appalto.
4 Novembre 2019
Fare impresa aprendo una cooperativa: Tutti i vantaggi

Cooperativa: vantaggi e svantaggi

La Cooperativa è un’impresa che si basa sulla cooperazione di persone, le mette al centro e remunera il lavoro e l’impegno sociale. ecco vantaggi e svantaggi Da grande voglio fare l’imprenditore, voglio guidare una grande impresa e gestire grandi capitali, risorse finanziarie e dirigere tanti lavoratori, realizzare dei grandi fatturati e diventare molto ricco. Quante volte ti è capitato di sognare una situazione del genere, proprio tu che hai un grande spirito imprenditoriale ma purtroppo non hai la possibilità di investire e realizzare il tuo sogno. Fare impresa in maniera più semplice Beh, allora è il caso che provi a ridimensionare il tiro e a sognare una realtà più piccola ma che probabilmente, se saprai ben gestire, ti potrebbe portare piccole soddisfazioni che valgono quanto il sogno che hai in mente di realizzare. ‘Fare impresa’ oggi è sempre più difficile, in una situazione caratterizzata da una forte crisi e dalla fuga degli imprenditori all’estero che preferiscono investire in paesi stranieri per abbattere costi di gestione, di salari e soprattutto fisco, scegliendo un regime fiscale più leggero e remunerativo. Un’ alternativa all’impresa L’alternativa all’impresa, per chi non ha la possibilità e la forza di investire si chiama ‘cooperativa’. Che cos’è? Come funziona? Quanto mi costa? Quanti soci bisogna avere? Ecco, lo sapevo, neanche il tempo di dare un consiglio che partono a raffica una serie di domande, dubbi e incertezze. La Cooperativa è un’impresa che si basa sulla cooperazione di persone, le mette al centro e remunera il lavoro e l’impegno sociale. Per la realizzazione di questo tipo di istituto societario, il nostro ordinamento ha anche predisposto una normativa: la legge 7 agosto 1997 n. 266 riguardante proprio l’istituzione della piccola società cooperativa. Bastano tre soci cooperatori Una piccola impresa che deve essere costituita da almeno tre soci, e, più o meno funziona alla stessa maniera di una società a responsabilità limitata (S.r.l.), o di una società per azioni (S.p.a.) ma si può definire certamente più democratica in quanto è controllata da tutti i soci che esprimono voti, preferenze e idee ed è basata su un rapporto cosiddetto ‘mutualistico’, che definisce condizioni, vantaggi e obblighi in maniera reciproca, tra i soci e la cooperativa stessa. E’ la stessa cosa che avviene in una squadra di calcio. Il sacrificio, l’impegno e la costanza vengono ripagati con le vittorie. DOMANDA DI AMMISSIONE A SOCIO COOPERATORE DI SOCIETÀ COOPERATIVA modelli e moduli excel doc Si coopera per raggiungere uno scopo Come dice la parola, si coopera, si lavora tutti insieme per il raggiungimento di un determinato scopo, lavorativo, di consumo o di conferimento. E’ proprio questo che definisce le varie tipologie di cooperative che esistono e sulle quali si può investire: cooperative di lavoro, cooperative di consumo e utenza o cooperative di conferimento. L’obiettivo è sempre comune a tutti i soci che sono essi stessi lavoratori, utenti e produttori dei beni che conferiscono. Come direbbe il celebre Henry Ford, ‘lavorare insieme è un successo’, e se lo dice lui, che ne ha fatta di strada con le sue automobili?!? Come aprire una cooperativa Ok, tutto bello, interessante e stimolante, ma come si fa ad aprire una cooperativa e soprattutto, quanto costa? Come prima operazione bisogna trovare tre soci pronti ad investire in un determinato progetto di impresa che va descritto definendo bene i vari ruoli, soci e attività. Prepara prima un business plan per definire obiettivi e per far comprendere come fare a sostenere il progetto e poi puoi proseguire con la fase costitutiva. Insieme ai tuoi soci dovrete redigere un atto costitutivo e uno statuto presso un notaio. Ed ecco, qui scattano i primi costi. Il notaio certamente vi richiederà una sua parcella, ma non temete, e andate avanti. Si procede con l’iscrizione al registro delle imprese presso la Camera di Commercio e, successivamente con l’ attribuzione di un codice fiscale e di una partita iva, allo stesso modo di una normale società. Come ultime operazioni, appena siete pronti a partire, bisognerà comunicare all’Agenzia delle entrate e alla Camera di Commercio l’avvio delle attività, e avviare finalmente l’iscrizione all’Albo delle Cooperative presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Non è mica complicato? Quali sono i costi Ma ora passiamo ai costi. Per prima cosa, per aprire una cooperativa non è previsto un capitale sociale minimo. Basta versare una quota che va da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro. Il capitale sociale è variabile e ogni socio può decidere di uscire quando vuole senza vincoli e senza la modifica dello statuto. Allo stesso modo chiunque volesse farne parte può decidere di farlo, se condivide principi e obiettivi. La cosa importante da sapere, è che la Cooperativa si differenzia dalle società no-profit o dalle altre società di capitali per una serie di aspetti: produce utili che vengono in parte divisi tra i soci, mentre una parte viene reinvestita nell’attività imprenditoriale. Inoltre, altro aspetto importante è quello relativo alla gestione del patrimonio, che viene incrementato con una riserva del 30% e destinando il 3% degli utili all’attività promozionale della cooperativa stessa. Inoltre, ricordati che le cooperative pagano le tasse allo stesso modo delle altre società, e alla stessa maniera devono rispettare i contratti collettivi nazionali. In fin dei conti, non è poi così complicato. A parte alcuni costi iniziali per la gestione di pratiche e per l’iscrizione, una volta che avete iniziato ad investire nel vostro lavoro versando anche una quota minima potrete iniziare a lavorare e provare a realizzare i vostri sogni, passo dopo passo e sempre in maniera cooperativa e nel pieno rispetto delle regole interne. Fare impresa con una cooperativa non mi sembra poi così tanto difficile. E allora? Adesso sei convinto? Cosa aspetti ad aprire una cooperativa e ad iniziare a realizzare il tuo sogno?
1 Novembre 2019
Ritardo Pagamento F24: Come Risolvere

Come Risolvere il Ritardo Pagamento F24

Modello F24 che cos’è e a cosa serve? L ‘F24 è un modello messo a disposizione dal Ministero delle finanze, che viene utilizzato in Italia Definizione di Modello F24 L ‘F24 è un modello messo a disposizione dal Ministero delle finanze, che viene utilizzato in Italia per il pagamento di gran parte delle imposte dirette e indiretta da parte di tutti i contribuenti, sia che siano muniti di Partita Iva oppure no. Attraverso ciò i cittadini e le aziende possono versare nei confronti dello Stato, dei Comuni o delle Ragioni, le somme dovute per il pagamento delle imposte e dei contributi. Quante tipologie di modello F24 esistono Per semplificare la compilazione l’Agenzia delle Entrate negli ultimi anni ha messo a disposizione quattro tipologie differenti di modello che sono: il modello F24 base utilizzato per la maggioranza dei pagamenti, il modello F24 accise utilizzato per il versamento delle accise e per i contributi legati al monopolio di Stato, il modello F24 semplificato utilizzato per il pagamento di imposte regionali e di enti locali, come ad esempio l’Imu e la Tasi ed infine il modello F24 elide utilizzato esclusivamente per il pagamento delle imposte di registro legate ai contratti di locazione. Modello F24:come si compila Il modello F24, proprio perché può essere utilizzato per pagare diverte tipologie di imposte è composto da diverse sezioni, alcune delle quali sono da compilare obbligatoriamente, mentre altre vanno redatte solo in base alla tipologia di versamento che dobbiamo effettuare. Le parti di compilazione obbligatoria riguardano la sezione relativa ai dati relativi al contribuente che deve effettuare il versamento, quella relativa al codice tributo ossia al codice identificare dell’imposta che si deve pagare, l’indicazione dell’anno e del periodo di riferimento. Le altri sezioni relative ai tributi regionali, locali e contributi va compilata a seconda del tipo di versamento da effettuare. F24 in ravvedimento operoso Il pagamento del Modello F24 nel caso delle persone fisiche può essere pagato in qualsiasi sportello di istituti bancari, postali o attraverso la propria home banking con la compilazione on line direttamente dal proprio conto. Nel caso dei soggetti muniti di Partita Iva il pagamento invece può avvenire solo on line. Alcune volte può capitare che per distrazione o per motivi legati ad una mancanza di liquidità finanziaria, il modello non venga pagato nei termini di scadenza, che variano a seconda del tributo che si deve pagare. Clicca qui per calcolare il ravvedimento operoso  Cosa si può fare per rimediare In questi casi per risolvere il problema si può procedere con un operazione specifica che si chiama ravvedimento operoso, regolamentata nella disciplina civilistica e fiscale italiana dall’art. 14 della legge del 29/12/1990 n 408 e successive modifiche. Questo procedimento consente al contribuente di regolarizzazione la posizione di pagamento attraverso l’applicazione di sanzioni e interessi calcolato sull’importo del mancato pagamento, sulla base dei numeri di giorni di ritardo. Nelle operazioni di ravvedimento operoso, oltre al codice tributo dell’imposta da pagare, nella sezione codici tributi, dovranno essere indicati anche i rispettivi codici relativi all’indicazione delle sanzioni e interessi per ravvedimento, come previsto dall’ art. 1, comma 637, lettera b), n. 1.1 della Legge n. 190/2014 della circolare del Ministero delle Finanze n. 184/E del 13.07.1998. Questa operazione di regolarizzazione è possibile per tutti i tipi di imposte ad eccezione dei contributi relative alle casse di Previdenza sociali. Per capire meglio facciamo un esempio pratico Supponiamo che il contribuente non abbia provveduto a pagare la somma di € 300,00 per il versamento del saldo dell’Irpef con scadenza prevista al 30/06/2017, e vuole regolarizzare il tutto con il pagamento del modello F24 in ravvedimento operoso alla data del 16/02/2018. In questo caso dovrà compilare un modello F24 inserendo nella sezione tributi i seguenti codici: 4001(codice tributo saldo Irpef) con importo di € 300,00 1989 (codice tributo interessi moratori) con importo di € 0,19 8901 (codice tributo sanzioni dovute) con importo di € 11,25 per un importo complessivo di € 311,44. In questo caso, considerato che i giorni di ritardo del pagamento sono pari a 231, si parla di ravvedimento lungo in cui viene applicata una percentuale di sanzione pari al 3,75% , in quanto si va oltre i 90 giorni dalla scadenza effettiva. L’Agenzia delle Entrate, come previsto dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 recante disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell’articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n.662 e successive modifiche, riconosce due tipologie di ravvedimenti operosi, il ravvedimento breve e quello lungo; Il primo comprende i versamenti regolarizzati entro trenta giorni dalla data di scadenza primaria, il secondo invece tutti quelli che vanno oltre i trenta giorni. Ovviamente le percentuali di sanzioni ed interessi variano a seconda che si rientri nel primo o nel secondo caso.
24 Ottobre 2019
Inizio attività: Tutti gli adempimenti compresa cessione

Inizio attività: tutti gli adempimenti

Mini guida di tutti gli adempimenti necessari ad effettuare un inizio attività o cessione aziendale per farti un’idea di cosa si deve fare passo-passo Ecco a te una mini guida di tutti gli adempimenti necessari ad effettuare un inizio attività o effettuare una cessione di un’attività commerciale. In poche parole cercherò di spiegarti le cose nel modo più semplice possibile, in modo che tu possa farti un’idea di cosa si deve fare passo-passo per creare o per cessare la tua impresa. Questo articolo si rivolge a tutti gli imprenditori, o aspiranti tali, quindi se non fai parte di questa categoria, questo articolo non fa al caso tuo. Il testo è diviso in due parti, nella prima parte ti parlerò degli adempimenti di cui ti dovrai occupare per l’inizio attività commerciale, mentre nella seconda parte ti parlerò degli adempimenti che dovrai redigere quando dovrai cedere la tua attività commerciale Dichiarazione di inizio attività Ti sto scrivendo queste righe perché solitamente c’è molta confusione su queste pratiche, e occorre fare un po’ di chiarezza sull’argomento. I costi di questi adempimenti non sono tanto monetari, quanto di tempo, energia e attenzioni. Se non vuoi perdere il tuo prezioso tempo e rischiare di sbagliare clamorosamente nonostante questa guida, ti consiglio di contattarmi in modo da risolvere per bene i tuoi problemi. Sappi che ci sono diverse tipologie di pratiche, che variano a seconda del tipo di azienda con cui hai a che fare, ma che non verrano trattate in questo articolo perché solo una mia consulenza può fare chiarezza. Ti verranno anche spiegati anche diversi aspetti pratici e concreti, con cui potrai se lo vorrai e se ti assumi il rischio di sbagliare, agire da solo. Partiamo dalla prima parte di questo articolo. Adempimenti segnalazione inizio attività Per prima cosa dovrai preparare la “comunicazione unica per la nascita dell’impresa”, grazie alla quale tutti gli adempimenti vengono avviati appunto, come dice il nome, in un’unica procedura. Sappi, che esiste un servizio informatico dal nome di “ComUnica”, grazie a cui potrai inviare la comunicazione unica al Registro Imprese della camera di commercio, e a cui dovrai allegare le richiesta del codice fiscale, della partita IVA, ,iscrizione Inail e l’iscrizione Inps. Dopo questa richiesta le amministrazioni ti comunicheranno, appunto il codice fiscale e la partita IVA ed altri dati sensibili. Devi sapere inoltre, che esitono determinati requisiti per presentare la domanda d’iscrizione al registro delle imprese, ed inizio attività, questi sono: possedere una PEC (posta elettronica certificata) per l’invio delle comunizioni, un dispositivo di firma digitale ed un contratto con la camera di commercio, che ti consente di accedere al servizio di spedizione delle pratiche telematiche. Passiamo adesso ad un altro punto punto importante per l’avvio di un’impresa, ovvero la predisposizione delle pratiche Preparazione pratiche dichiarazione inizio attività A questo punto di chiederai, come fare a preparare le pratiche di cui ti ho appena parlato? Per predisporre queste pratiche, per fortuna esistono delle applicazioni particolari che ti consentono di fare tutto in maniera digitale. Queste sono: 1) Comunica Starweb, che serve per la domanda di iscrizione di imprese individuali ed artigiane, inoltre questa applicazione serve per presentare quando è prevista in base al tipo di attività che svolgi, la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) secondo ciò che dice il D.P.R 160/2010 2) La seconda applicazione si chiama Comunica Impresa, e la devi utilizzare, se vuoi iscrivere al registro delle imprese una società di capitali, di persone o una cooperativa. Bisogna inoltre dire che l’argomento è complesso e le cose da fare cambiano a seconda del tipo di società che vuoi aprire, ti invito quindi a contattarmi nel caso in cui tu voglia essere sicuro di non fare errori che potrebbe compromettere l’inizio della tua attività e far saltare i tuoi progetti di vita. Passiamo adesso agli adempimenti di cessione attività. Adempimenti per cessione dell’attività Per quanto riguarda gli adempimenti per la cessione dell’attività commerciale esistono una serie di adempimenti sia fiscali che burocratici che ti consentiranno di svolgere le pratiche per cessare la tua attività commerciale. Infatti, dovrai preparare la comunicazione di chiusura della tua partita IVA, la chiusura del modello SCIA, e la chiusura della posizione Inps e Inail. Inoltre devi sapere che ci sono delle differenze di procedure, nel caso in cui tu voglia cedere un’attività indiduale, una società, una sas o un snc. Anche in questo caso ti inviatiamo a contattarci nel caso in cui tu voglia risolvere il tuo problema in modo efficace e professionale. Conclusioni inizio attività In breve ti ho parlato della comunicazione unica e delle pratiche per redigerla, poi nella seconda parte di parlato dei documenti che dovrai preparare per la cessione della tua attività commerciale. Spero che questa breve guida ti abbia chiarito un po’ le idee su quali siano le pratiche da preparare se vuoi effettuare un Inizio attività o cedere la tua attività commerciale al prossimo articolo!
22 Ottobre 2019
Ti spiego cosa sono le Società cooperative

Società cooperativa: Requisiti fondamentali

La società cooperativa sono un’importante tipologia di società riconosciute a livello italiano e dal Codice Civile, ecco cosa sono le cooperative Le società cooperative sono un’importante tipologia di società riconosciute a livello italiano e dal Codice Civile. É lo stesso Codice che ne da definizione e stabilisce quali siano i criteri fondamentali e importanti affinché si possa parlare di società cooperativa. Essa viene definito come quei tipi di società con un’obiettivo particolare, ossia quello di dare ai soci un vantaggio di “tipo mutualistico” dovuto allo svolgimento dell’attività e non è, quindi, basata sul profitto. Requisiti fondamentali cooperativa Uno degli elementi importanti affinché si possa parlare di società cooperativa è che essa si deve formare attraverso una forma scritta. All’interno devono essere contenute tutte le informazioni relative ai membri della società, ossia nome, cognome, indirizzo, oltre che a quelle relative alla struttura interna della società, la divisione degli utili e altro. É lo stesso Codice Civile che individua che esse possono essere formate da almeno nove unità e i cui nomi dovranno risultare all’interno dell’atto di costituzione. Un’altro elemento necessario per configurarsi come società cooperative è l’iscrizione nel registro delle imprese, che permette ad esse, in questo modo, di svolgere le attività concrete per cui vengono create e soddisfare, in questo modo, i loro obiettivi. Costituzione cooperativa Chi decide di costituire una società cooperativa è necessario che rispetti i requisiti fondamentali, prima descritti. In genere, ci si rivolge ad un notaio o ad un organo specializzato che redare il documento con cui si costituisce la cooperativa. Tutti i membri devono presentarsi presso questa autorità che darà vita concretamente alla società cooperativa, da questo momento in poi si manifestano gli effetti tipici delle cooperative. I soci possono apportare una quota di capitale che viene messa a disposizione della società per avviare l’attività. Settori cooperativa I settori in cui possono essere create le società cooperative sono differenti e numerosi, i più conosciuti sono quelle del settore agricolo, del settore edilizio e il settore bancario. É un settore in notevole crescita ed espansione, in quanto la disciplina è molto chiara e diretta, in modo da evitare di incorrere in qualsiasi errore. Responsabilità cooperativa I membri della società cooperativa sono responsabili rispetto alle loro azioni e anche in base al capitale apportato. Sono, in genere, responsabili solidamente nel senso che in caso di debiti ne rispondono tutti i soci in maniera equa. Scioglimento cooperativa Le procedure dirette allo scioglimento delle società cooperative sono disciplinate all’interno del Codice. Esso prevede una procedura dettagliata assolutamente di rispettare che determinano le varie situazioni che possono accadere e come ripartire l’eventuale capitale della società e la sua liquidazione.
3 Ottobre 2019
fideiussione

Fideiussione: Il significato, che cos’è e come funzionano le fideiussioni

Fideiussione: in questo articolo andreamo ad esplorare la fideiussione nel suo significato, che cos’è, i costi e come funziona e il contratto Oggi parliamo della fideiussione, analizzando ogni singolo aspetto che riguarda questo contratto, affinché sia possibile avere ben chiara la situazione in merito a questo particolare tipo di rapporto con banche e assicurazioni. Fideiussione significato Art 1936 Codice Civile Il significato di fideiussione è molto semplice: questo è un rapporto dove il garante, definito fideiussore, si occupa di far fronte a un debito che viene acceso da parte di un soggetto che necessita di una somma di denaro per soddisfare le proprie esigenze. MODELLO DI POLIZZA FIDEIUSSORIA PER RATEAZIONE modelli e moduli excel doc Fideiussione cos’è Art 1936 Codice Civile La fideiussione è quindi un contratto che viene instaurato tra le tre figure, ovvero debitore, ente bancario e garante, nel quale vengono inseriti tutti i termini grazie ai quali i vari soggetti sono a conoscenza dei svariati termini che riguarda il rapporto contrattuale che li lega. Come funziona la fideiussione La fideiussione funziona in modo molto semplice: quando un debitore, che potrebbe essere un cattivo pagatore, richiede un prestito ma non ha una garanzia solida come potrebbe essere lo stipendio, richiede al garante fideiussore, di inserirsi nel rapporto tra lui e la banca, garantendo l’estinzione del debito, utilizzando interamente il suo patrimonio, qualora il debitore non riuscisse a far fronte al medesimo. Fideiussione codice civile Art 1936 e 1950 Codice Civile  A parlare della fideiussione è l’articolo 1936 del Codice Civile che spiega che il fideiussore è colui che garantisce l’adempimento del debito nei confronti del creditore per il debitore, anche se questo non ne ha coscienza secondo quanto riportato nell’articolo 1950: quest’ultimo è leggermente controverso dato che la fideiussione è un contratto quindi è a conoscenza di avere quel debito. Costo fideiussione Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria ha un costo pari all’1% sulla somma di denaro, che rappresenta la commissione che deve essere pagata alla banca. Inoltre vi sono gli interessi pari al 3%, i quali ricadono sul debito acceso da parte del richiedente di un prestito. Revoca e recesso fideiussione Art 1955 Codice Civile Questi due atti, che permettono al fideiussore di uscire dal contratto pur trovandosi costretto ad adempire al debito contratto dal richiedente, possono essere messi in pratica nel momento in cui lo stesso debitore adotta un comportamento, accidentale o intenzionale, che ha l’obiettivo di danneggiare il garante. Questo deve dimostrare l’esistenza dei fatti per poter uscire dal contratto senza ripercussioni negative. Escussione fideiussione Art 1957 Codice Civile L’escussione è una clausola che prevede che il creditore sia totalmente tutelato nel caso di mancato pagamento da parte del debitore: ciò significa che il garante dovrà effettuare il pagamento senza che possa opporsi. Prescrizione fideiussione Art 1957 Codice Civile Generalmente la prescrizione serve per mettere in chiaro quali siano le responsabilità che deve avere il garante nei confronti del finanziatore, prevenendo quindi debiti eccessivi complessi da restituire e che possono avere un impatto negativo sul reddito del garante. Svincolo fideiussione Art 1957 Codice Civile Lo svincolo della fideiussione avviene al termine del rapporto che lega il garante al creditore del richiedente e serve per evitare che il finanziatore possa richiedere al fideiussore ulteriori pagamenti nei confronti di nuovi debiti del richiedente. Fideiussione bancaria o assicurativa Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria è quella che prevede che la banca copra il debito del richiedente mentre, quella assicurativa, vede presente nel contratto un’agenzia assicurativa che stipula una polizza nella quale si impegna a far fronte al debito del richiedente. Quest’ultimo tipo di contratto è molto diffuso nell’ambito immobiliare, dove la compagnia assicurativa copre l’eventuale mancato pagamento di affitti di locazione. Fideiussione bancaria Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria è quella che prevede che il richiedente sfrutti la sua banca come garante: in questo caso non vi sono terzi soggetti fisici ma solo giuridici e la banca potrà applicare svariate clausole per tutelarsi nei confronti del debitore. Fideiussione bancaria a prima richiesta Art 1957 Codice Civile La fideiussione bancaria a prima richiesta è la clausola di escussione che viene attivata nel momento in cui il garante è un ente bancario. Chi riveste il ruolo di creditore obbligherà la paga a effettuare il pagamento del debito senza che la banca possa opporsi: spetterà poi all’ente rifarsi sul suo cliente per ottenere indietro la somma di denaro versata nei confronti del debitore. Fideiussione finanziaria Art 1936 Codice Civile Questa fideiussione viene richiesta agli enti finanziari e a differenza di quella bancaria, non vi è l’immobilizzazione del denaro o dei beni del garante e del richiedente, cosa che invece accade con quella bancaria. Testo fideiussione bancaria Art 1936 Codice Civile Il testo della fideiussione bancaria è il documento nel quale vengono riportati nel dettaglio tutti i termine dell’accordo preso da parte del richiedente, con la banca che renderà noti quali sono i suoi adempimenti nel caso in cui il richiedente non dovesse riuscire a far fronte ai suoi debiti. Fac simile fideiussione bancaria AG.E.A. Agenzia per le erogazioni in Agricoltura Via Palestro, 81 00185 ROMA Fidejussione n. _____(obbligatorio) Premesso che la ditta__________________ ___________________________________________________________ con sede in__________________ ___________________________________________________________ Via________________________ ___________________________________________________________con domanda del _____________ ___intende effettuare l’ammasso privato di tonnellate________________di _________________________ ____per la durata di giorni______________alle condizioni stabilite dai regolamenti CE nn. 826/2008 e 68/2011 e dalla disciplina nazionale – che a garanzia dell’adempimento delle condizioni e delle modalità di esecuzione di detto ammasso la ditta deve prestare cauzione mediante atto di fideiussione pari al 20% dell’importo richiesto e cioè € __________________________(in lettere)__________________________________________________ tutto ciò premesso: La BANCA…………………………………………..……Cod. Fiscale …………………………………….con sede in…………………………………………..iscritta nel Registro delle Imprese di……………………………… al numero………………………………(di seguito indicata come “fideiussore”) in persona del legale rappresentante pro tempore/procuratore speciale Sig………………………………………………………nato a…………………………………………..……… il……………..………………… dichiara di costituirsi, come in effetti si costituisce, fideiussore (oppure, nel caso di impresa ASSICURATRICE, con sede in …………………………………………………………………………….via………………………………………………….. in persona del Sig……………………………………….nella sua qualità di Agente………………………… autorizzata dal Ministero dell’Industria ad esercitare le assicurazioni nel Ramo Cauzioni ed inclusa nell’elenco di cui all’art. 1 lettera C della legge n. 384 del 10.06.1982 pubblicato sulla G.U. n……………………………………..…….del…………………………a cura dell’ISVAP) nell’interesse della ditta …………..…………………………………………………………. indicato/a in premessa, si obbliga nei confronti dell’AGEA, al versamento di un importo pari al 20% dell’aiuto, che ammonta ad €………………………………(in lettere…………………….) a garanzia dell’adempimento degli obblighi derivanti dall’accettazione della domanda di cui in premessa. CONDIZIONI DELLA FIDEIUSSIONE 1 ) L’avviso di pagamento della somma richiesta dall’Agea sarà comunicato dall’Agea medesima all’Ente garante e, contestualmente, al Contraente a mezzo raccomandata R.R.. L’Ente garante si obbliga a versare, sempre che il Contraente non abbia provveduto, entro 30 giorni dalla data di ricezione della suddetta comunicazione Agea, la somma richiesta. 2 ) Il pagamento dell’importo richiesto da AGEA sarà effettuato dalla Società a prima e semplice richiesta scritta, in modo automatico ed incondizionato, entro e non oltre il termine notificato nella richiesta stessa, senza possibilità per il Fideiussore di opporre all’AGEA alcuna eccezione, anche nell’eventualità di opposizione proposta dal Contraente o da altri soggetti comunque interessati ed anche nel caso che il Contraente nel frattempo sia stato dichiarato fallito o sottoposto a procedure concorsuali ovvero posto in liquidazione, ed anche nel caso di mancato pagamento dei premi o di rifiuto a prestare eventuali controgaranzie da parte del Contraente. 3 ) La presente garanzia viene rilasciata con espressa rinuncia al beneficio della preventiva escussione di cui all’art. 1944 cod. civ. e di quanto contemplato agli art. 1955 e 1957 cod. civ. volendo ed intendendo il fideiussore rimanere obbligato in solido con il Contraente fino all’estinzione del credito garantito, nonché con espressa rinuncia ad opporre eccezioni ai sensi degli artt. 1242 e 1247 cod. civ. per quanto riguarda crediti certi, liquidi ed esigibili che il Contraente abbia, a qualunque titolo, maturato nei confronti di AGEA. 4 ) La presente garanzia avrà durata di : – 10 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 90 giorni; – 11 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 120 giorni; – 12 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 150 giorni; Al termine di ciascun periodo la garanzia verrà a cessare, fatta salva la possibilità da parte di AGEA di richiedere una proroga per un ulteriore semestre. 5 ) In caso di controversie fra AGEA ed il Fideiussore, foro competente sarà esclusivamente quello di Roma. IL CONTRAENTE IL FIDEIUSSORE ______________________ _____________________________ Si intendono specificamente approvate per iscritto le clausole di cui alla lettera e) delle premesse e le clausole  di cui ai paragrafi 2, 3 4 e 5. IL CONTRAENTE IL FIDEIUSSORE _______________________ __________________________ Fideiussione assicurativa Art 1936 Codice Civile In questo caso la fideiussione viene richiesta a una compagnia di assicurazioni: le modalità sono identiche a quelle del contratto con la banca, anche se i tempi di erogazione e i vari vincoli tendono a essere maggiormente flessibili, avvantaggiando tutti e tre i soggetti legati da questo rapporto. Fideiussione assicurativa a prima richiesta Art 1957 Codice Civile Come nel caso della fideiussione bancaria a prima richiesta, anche in questo caso l’ente assicurativo si troverà a dover saldare il debito del richiedente senza potersi opporre. Fideiussione omnibus Art 1936 Codice Civile Questa fideiussione è caratterizzata da due vincoli, ovvero quello a prima richiesta, già analizzato precedentemente e quello estensivo che prevede che il garante faccia fronte a tutti i successivi debiti del richiedente. Fideiussione omnibus nullità Art 1936 Codice Civile La fideiussione omnibus è nulla quando il garante ha estinto completamente i debiti del richiedente ma su di lui gravano ancora interessi relativi a debiti inesistenti oppure quando manca la buona fede da parte del finanziatore nell’esecuzione e realizzazione del contratto. Fideiussione omnibus limitata Art 1941 Codice Civile Questa clausola limita, come suggerisce il nome stesso, gli adempimenti del garante, il quale sarà responsabile solo dei debiti attuali del richiedente e per la somma di denaro residua, evitando quindi pesante incisioni economiche sul patrimonio del garante. Fideiussione solidale Art 1944 Codice Civile La Fideiussione solidale è quella che prevede diversi garanti, che possono essere soggetti fisici o enti bancari, che suddividono il debito in parti uguali. Per esempio due banche possono decidere di dividere un debito di 10 mila euro per poi richiedere al debitore la restituzione della somma di denaro una volta che il debito principale viene estinto. Fideiussione specifica Art 1944 Codice Civile Questo contratto, invece, prevede che la banca o il garante fisico si impegnino a pagare solamente la parte restante del debito contratto dal richiedente. Fideiussione affitto – contratto locazione Art 1936, 1957 e 1958 Codice Civile Questo contratto prevede che coloro che affittano un locale, oppure un appartamento, richiedano alla banca oppure a una compagnia assicurativa di far fronte al pagamento delle rate del contratto di locazione o affitto nel momento in cui il richiedente non riesce a far fronte a tale costo. Fideiussione per visto turistico Questa fideiussione serve al cittadino straniero per poter entrare nel nostro Paese senza dover dimostrare al consolato le sue disponibilità economiche: generalmente questo contratto viene acceso quando gli stranieri vengono invitati da altri connazionali già residenti in Italia oppure per permessi di studio. Fideiussione immobili da costruire giurisprudenza Art 3 del d.lgs. 122/200 Questa è invece una garanzia per gli acquirenti che vogliono far costruire un nuovo immobile e li tutela nel caso in cui lo stesso non dovesse rispondere a tutte le proprie esigenze e non raggiunga il valore previsto dal contratto di realizzazione dello stesso immobile. Pertanto la fideiussione e un contratto facilmente accessibile ma che si presenta come leggermente rischioso per il garante.
26 Settembre 2019
Verifica partita iva

Verifica partita iva – cos’è, ricerca e vies

Verifica partita iva – in questo articolo andremo ad affrontare cos’è la partita iva e tutte le fasi di ricerca sia nazionale che comunitaria Verifica partita iva – Tutti sappiamo bene che nel mondo del lavoro, tra aziende e professionisti, è essenziale possedere una Partita IVA per permetterci di incassare i frutti del nostro lavoro in modo continuativo e che consenta allo Stato di monitorare ed effettuare il prelievo fiscale. Ma cos’è una Partita IVA? Come e perché verificarla? La Partita IVA La Partita IVA consente al sistema economico di svolgere le proprie funzioni in ottemperanza alle norme stabilite dallo Stato in materia fiscale per i soggetti definiti nel Codice Civile soprattutto al Libro V. Ogni soggetto economico, pertanto, sarà identificato oltre che con la ragione sociale anche con la Partita IVA. Cos’è la partita iva? Secondo il Decreto Ministeriale del 23 Dicembre del 1976 in materia di sistemi di codificazione dei soggetti da iscrivere all’anagrafe tributaria, la Partita IVA deve essere un codice ad 11 cifre numeriche (più 2 lettere alfabetiche anteposte ad indicare il Paese) che viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate per identificare un soggetto economico come una società di capitali, una società di persone ma anche enti no profit. Quando è obbligatoria? I soggetti che compiono una attività che sia rilevante ai fini del calcolo dell’imposta sul valore aggiunto, sono tenuti a munirsi di questo codice che rimarrà invariato per tutto l’arco temporale nel quale svolgeranno l’attività. Com’e’ costruita la partita iva Oltre le prime 2 lettere indicanti il Paese di provenienza del soggetto, vi sono i primi 7 numeri che identificano la ragione sociale nell’ambito di un distretto provinciale, le successive 3 cifre sono il codice Istati di appartenenza dello stesso soggetto mentre l’ultimo numero è detto “di controllo”, ovvero serve a verificare la correttezza del codice in base ad un dato algoritmo. Struttura delle partite iva italiana e comunitarie verifica per singolo stato In Italia la Partita IVA è costituita da un blocco di 11 cifre di cui l’ultima, come detto, di controllo. Un blocco ad 11 cifre è utilizzato anche da Croazia e Lettonia. Presso gli altri Paesi, però, vi sono altre tipologie di formalismi, ad esempio: l’Austria utilizza un blocco a 9 cifre come anche Cipro, Estonia, Germania, Grecia e Portogallo mentre la Finlandia ad ne utilizza 8. Vi sono Paesi che utilizzano blocchi alfanumerici come Francia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda ed Olanda. Partita iva vies Per Partita IVA VIES si intende una Partita IVA registrata in un sistema di scambio dati comunitario e che permette di effettuare transazioni commerciali fiscalmente valide tra i vari Paesi dell’Unione Europea con lo scopo di attuare una corretta fiscalità. Come effettuare la verifica partita iva Verificare la Partita IVA è una operazione semplice e utile, alla portata di tutti. Basterà essere in possesso del codice e sarà possibile risalire ai dati della ragione sociale ad esso collegata. Verifica partita iva comunitaria Per verificare le Partite IVA comunitarie sarà sufficiente collegarsi al sito dedicato della Commissione Europea. Attraverso questo portale sarà possibile capire se una Partita IVA risulta essere tra quelle intracomunitarie. Modalità verifica partita iva italiana La verifica della Partita IVA italiana si effettua inserendo il codice nel campo “Partita IVA” e, se corretta e rientrante nell’anagrafica tributaria, si potranno visualizzare diverse informazioni come lo stato di attività, la denominazione, la data di inizio attività ed altre indicazioni circa eventuale appartenenza ad un Gruppo IVA. Verifica partita iva applicazione Il campo di applicazione della verifica della Partita IVA è tutto incentrato sulla sicurezza che un operatore commerciale cerca per il proprio business e quindi sull’accuratezza delle informazioni che possiede. Verificare una Partita IVA significa avere un dato qualitativo importante per determinare l’affidabilità di un tuo cliente o fornitore. Verifica Partita IVA © www.avvocatoandreani.it   Cosa fare se non esiste la partita iva? Se l’esito della ricerca è negativo, potrebbe dipendere da una errata trascrizione del codice e quindi si consiglia di prestare attenzione a tutto il blocco numerico. Un esito negativo, però, può anche essere determinato dall’inesistenza di quel codice negli archivi governativi. Elenchi partite iva Gli elenchi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate sono costantemente aggiornati e resi pubblicamente consultabili dall’articolo 35 quater del DPR 633/72, pertanto vi è libero accesso su tutti i dati disponibili dall’anagrafica tributaria. Ricerca partita iva comunitaria La ricerca della Partita IVA comunitaria (VIES) viene effettuata sul portale della Commissione Europea selezionando lo Stato membro di appartenenza ed inserendo il codice. L’esito positivo determinerà se il soggetto economico ha partita IVA valida per le operazioni commerciali intracomunitarie e fornirà informazioni quali l’indirizzo della sede legale e la ragione sociale completa. AUSTRIA – Anno di adesione 1995  – Moneta Euro – Struttura della partita IVA U99999999 (1 blocco di 9 caratteri). Il primo carattere è sempre ‘U’. Verifica partita iva Austria BELGIO – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 0999999999 (1 blocco di 10 cifre). La prima cifra è sempre uno ‘0’. Verifica partita iva Belgio BULGARIA – Anno di adesione 2007 – Moneta Lev bulgaro – Struttura della partita IVA 999999999 o 9999999999 (1 blocco di 9 o 10 cifre). 9 cifre per le società e 10 cifre per le persone fisiche e gli stranieri. Verifica partita iva Bulgara CIPRO – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999A (1 blocco di 9 caratteri). L’ultimo carattere è una lettera. Verifica partita iva Cipro CROAZIA – Anno di adesione 2013 – Moneta Kuna Croata – Struttura della partita IVA 99999999999 (1 blocco di 11 cifre). Verifica partita iva Croazia DANIMARCA – Anno di adesione 1973 – Moneta Corona danese – Struttura della partita IVA 99999999 (4 blocchi di 2 cifre). Verifica partita iva Danimarca ESTONIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 9 cifre). Verifica partita iva Estonia FINLANDIA – Anno di adesione 1995 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica partita iva Finlandia FRANCIA – Membro fondatore  – Moneta Euro – Struttura della partita IVA XX999999999 (1 blocco di 2 caratteri alfanumerici da A a Z ovvero da 0 a 9, 1 blocco di 9 cifre). Verifica partita iva Francia GERMANIA – Membro fondatore – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 9 cifre). Verifica partita iva Germania GRAN BRETAGNA – Anno di adesione 1973 – Moneta Sterlina – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 3 cifre, 1 di 4 cifre ed 1 di 2 cifre) o 99999999999 (1 blocco di 12 cifre. Le ultime 3 identificano la filiale di una società) o GD999 o HA999 (1 blocco di 5 caratteri. GD = Government Departments. HA = Health Authorities.). Verifica partita iva Gran Bretagna GRECIA – Anno di adesione 1981 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 9 cifre). Verifica Partita iva Grecia IRLANDA – Anno di adesione 1973 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99X99999A o 9999999AA (1 blocco di 8 o 9 caratteri). Verifica Partita iva Irlanda ITALIA – Membro fondatore – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999999 (1 blocco di 11 cifre). Verifica Partita iva Italia LETTONIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999999 (1 blocco di 11 cifre). Verifica Partita iva Lettonia LITUANIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 o 999999999999 (1 blocco di 9 o 12 cifre). Verifica Partita iva Lituania LUSSEMBURGO –  Membro fondatore – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica Partita iva Lussemburgo MALTA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica Partita iva Malta OLANDA – Membro fondatore – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999B99 (1 blocco di 12 caratteri). La decima posizione è sempre una ‘B’. Verifica Partita iva Olanda POLONIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Sloti polacco – Struttura della partita IVA 9999999999 (1 blocco di 10 cifre). Verifica Partita iva Polonia PORTOGALLO – Anno di adesione 1986 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 999999999 (1 blocco di 9 cifre). Verifica Partita iva Portogallo REPUBBLICA CECA – Anno di adesione 2004 – Moneta Corona ceca – Struttura della partita IVA – 99999999 o 999999999 o 9999999999 (1 blocco di 8 o 9 o 10 cifre). Verifica Partita iva Repubblica Ceca ROMANIA – Anno di adesione 2007 – Moneta Leu rumeno – Struttura della partita IVA Da 99 a 9999999999 (1 blocco da un minimo di 2 cifre ad un massimo di 10 cifre). Verifica Partita iva Romania SLOVACCHIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 9999999999 (1 blocco di 10 cifre). Verifica Partita iva Slovacchia SLOVENIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica Partita iva slovenia SPAGNA – Anno di adesione 1986 – Moneta Euro – Struttura della partita IVA X9999999X (1 blocco di 9 caratteri). Il primo e l’ultimo carattere possono essere alfabetici o numerici ma non possono essere entrambi numerici. Verifica Partita iva Spagna SVEZIA – Anno di adesione 1995 – Moneta Corona svedese – Struttura della partita IVA 999999999999 (1 blocco di 12 cifre). Verifica Partita iva Svezia UNGHERIA – Anno di adesione 2004 – Moneta Fiorino ungherese – Struttura della partita IVA 99999999 (1 blocco di 8 cifre). Verifica Partita iva Ungheria Ricerca partita iva da nome azienda La ricerca della Partita IVA dal nome dell’azienda è un servizio che l’Agenzia delle Entrate non offre a differenza di altri operatori. È però possibile effettuare questa ricerca tramite il sito del Registro delle Imprese. Ricerca partita iva da codice fiscale Differentemente dal possedere solo il nome dell’azienda, se si possiede il codice fiscale (ad esempio del titolare di una ditta individuale) non sarà possibile risalire alla Partita IVA essendo i due soggetti formalmente dissociati in tal senso. Ricerca partita iva da nome e cognome Esattamente come nel caso di possesso del solo codice fiscale, anche possedendo nome e cognome di un individuo non sarà possibile risalire ad una eventuale Partita IVA ad egli facente capo. Agenzia delle entrate verifica partita iva L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio per la verifica della Partita IVA e vi si accede attraverso il portale telematico alla sezione Servizi. Attraverso questo portale vi è anche un link che riporta al sito della Commissione Europea e che ti consentirà di fare anche la verifica della Partita IVA intracomunitaria (VIES). Definizine di iva L’ IVA è un’imposta indiretta istituita con D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Indiretta perchè questa imposta colpisce i nostri consumi. Va a diminuire la nostra ricchezza nel momento in cui utilizziamo i nostri soldi per acquistare un prodotto gravato dall’IVA. Quante volte troviamo esposto un prodotto con IVA inclusa, oppure IVA esclusa? Sicuramente tutte le volte che desideriamo acquistare ciò che ci piace. L’IVA, infatti colpisce il reddito di tutti i consumatori finali quando spendiamo. Meccanismo per la detrazione di imposta L’IVA si dice che è a “valore aggiunto” come recita l’art.1 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 a proposito di operazioni imponibili; in quanto ci si riferisce alla differenza tra il valore dei beni e servizi prodotti e venduti e il valore dei beni e servizi acquistati per realizzare il bene o servizio finale. Non rappresenta un costo per l’imprenditore perché attraverso il meccanismo della liquidazione dell’Iva, detrazione di imposta da imposta, può avere un credito IVA e riscuotere l’IVA, originata dalla differenza tra l’IVA sulle fatture emesse nel periodo di riferimento e l’IVA relativa alle fatture di acquisto, oppure può avere un debito verso l’Erario e versare l’IVA dovuta. Diverso è il caso del consumatore finale e i soggetti non titolari di partita IVA che non possono scaricarsi l’IVA dal prezzo d’acquisto dei prodotti, dunque per tlai soggetti rappresenta un onere a loro carico. Conclusioni Il mondo delle Partite IVA è molto vasto, non rischiare di perderti qualcosa e valuta l’acquisto di una nostra consulenza per essere seguito passo dopo passo tra tutte le procedure necessari per avviare e/o gestire il tuo business.