Ditta individuale
12 Ottobre 2019
Ditta individuale o Srl: Vantaggi e Svantaggi

Ditta individuale o srl: Le differenze

Ditta individuale o srl: Come iniziare l’avventura imprenditoriale? Ecco la forma più snella con minori capitali e costi bassi iniziali Come iniziare la propria avventura imprenditoriale? Ditta individuale o srl? La Forma più snella, necessità di minori capitali, accentramento decisionale, costi bassi iniziali sono i grandi vantaggi della ditta individuale, mentre la netta separazione patrimoniale tra soci (persone fisiche) e azienda (persona giuridica) e un maggiore accesso al credito sono gli innegabili punti di forza della srl. In ogni caso, la scelta dipenderà in primis dalla tipologia del business: un’attività in fase iniziale e con rischi ridotti può tranquillamente preferire la ditta individuale, mentre al crescere di investimenti e relativi rischi sarà più saggio procedere a costituire una srl. La Ditta Individuale in Breve La ditta individuale è la forma giuridica più semplice, accessibile e meno costosa per l’aspirante imprenditore che intende svolgere la sua attività da solo o coadiuvato da stretti collaboratori (spesso familiari). Nella ditta individuale l’imprenditore è l’unico titolare dell’attività, ne decide fonti di finanziamento e progetti, e ha il grande vantaggio di non dover sottoscrivere e versare un capitale iniziale: per iniziare gli basterà aprire regolare partita IVA. Tuttavia egli sarà illimitatamente responsabile per il patrimonio della sua impresa, e in caso di insolvenza, sarà chiamato a risponderne col proprio patrimonio personale Caratteristiche salienti della Srl La SRL è il modello più diffuso per lo svolgimento di attività commerciali. A differenza della ditta individuale, i soci non rispondono illimitatamente e col proprio patrimonio alle obbligazioni societarie: nella società di capitali infatti è la natura giuridica dell’impresa a prevalere sulle persone fisiche, di conseguenza i soci rispondono solo limitatamente al capitale sociale sottoscritto. Capitale della Srl Per la costituzione di una srl, oltre all’atto pubblico e all’iscrizione al Registro delle Imprese, è necessario sottoscrivere (nota dolente rispetto alla ditta individuale) un capitale minimo di 10.000 €, del quale deve essere versato almeno il 25%. Tassazione a confronto Ditta individuale o srl La principale differenza è che una ditta individuale paga il fardello dell’IRPEF e verserà un’aliquota a seconda dell’utile dal 23% fino al 43% (particolarmente svantaggiosa per profitti elevati), mentre la SRL è soggetta all’IRES, un’imposta “flat” che prevede un’ unica aliquota fissa al 27,5% Tutelarsi costituendo una società di capitali o ridurre costi e oneri di gestione avviando una ditta indviduale?
3 Ottobre 2019
fideiussione

Fideiussione: Il significato, che cos’è e come funzionano le fideiussioni

Fideiussione: in questo articolo andreamo ad esplorare la fideiussione nel suo significato, che cos’è, i costi e come funziona e il contratto Oggi parliamo della fideiussione, analizzando ogni singolo aspetto che riguarda questo contratto, affinché sia possibile avere ben chiara la situazione in merito a questo particolare tipo di rapporto con banche e assicurazioni. Fideiussione significato Art 1936 Codice Civile Il significato di fideiussione è molto semplice: questo è un rapporto dove il garante, definito fideiussore, si occupa di far fronte a un debito che viene acceso da parte di un soggetto che necessita di una somma di denaro per soddisfare le proprie esigenze. MODELLO DI POLIZZA FIDEIUSSORIA PER RATEAZIONE modelli e moduli excel doc Fideiussione cos’è Art 1936 Codice Civile La fideiussione è quindi un contratto che viene instaurato tra le tre figure, ovvero debitore, ente bancario e garante, nel quale vengono inseriti tutti i termini grazie ai quali i vari soggetti sono a conoscenza dei svariati termini che riguarda il rapporto contrattuale che li lega. Come funziona la fideiussione La fideiussione funziona in modo molto semplice: quando un debitore, che potrebbe essere un cattivo pagatore, richiede un prestito ma non ha una garanzia solida come potrebbe essere lo stipendio, richiede al garante fideiussore, di inserirsi nel rapporto tra lui e la banca, garantendo l’estinzione del debito, utilizzando interamente il suo patrimonio, qualora il debitore non riuscisse a far fronte al medesimo. Fideiussione codice civile Art 1936 e 1950 Codice Civile  A parlare della fideiussione è l’articolo 1936 del Codice Civile che spiega che il fideiussore è colui che garantisce l’adempimento del debito nei confronti del creditore per il debitore, anche se questo non ne ha coscienza secondo quanto riportato nell’articolo 1950: quest’ultimo è leggermente controverso dato che la fideiussione è un contratto quindi è a conoscenza di avere quel debito. Costo fideiussione Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria ha un costo pari all’1% sulla somma di denaro, che rappresenta la commissione che deve essere pagata alla banca. Inoltre vi sono gli interessi pari al 3%, i quali ricadono sul debito acceso da parte del richiedente di un prestito. Revoca e recesso fideiussione Art 1955 Codice Civile Questi due atti, che permettono al fideiussore di uscire dal contratto pur trovandosi costretto ad adempire al debito contratto dal richiedente, possono essere messi in pratica nel momento in cui lo stesso debitore adotta un comportamento, accidentale o intenzionale, che ha l’obiettivo di danneggiare il garante. Questo deve dimostrare l’esistenza dei fatti per poter uscire dal contratto senza ripercussioni negative. Escussione fideiussione Art 1957 Codice Civile L’escussione è una clausola che prevede che il creditore sia totalmente tutelato nel caso di mancato pagamento da parte del debitore: ciò significa che il garante dovrà effettuare il pagamento senza che possa opporsi. Prescrizione fideiussione Art 1957 Codice Civile Generalmente la prescrizione serve per mettere in chiaro quali siano le responsabilità che deve avere il garante nei confronti del finanziatore, prevenendo quindi debiti eccessivi complessi da restituire e che possono avere un impatto negativo sul reddito del garante. Svincolo fideiussione Art 1957 Codice Civile Lo svincolo della fideiussione avviene al termine del rapporto che lega il garante al creditore del richiedente e serve per evitare che il finanziatore possa richiedere al fideiussore ulteriori pagamenti nei confronti di nuovi debiti del richiedente. Fideiussione bancaria o assicurativa Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria è quella che prevede che la banca copra il debito del richiedente mentre, quella assicurativa, vede presente nel contratto un’agenzia assicurativa che stipula una polizza nella quale si impegna a far fronte al debito del richiedente. Quest’ultimo tipo di contratto è molto diffuso nell’ambito immobiliare, dove la compagnia assicurativa copre l’eventuale mancato pagamento di affitti di locazione. Fideiussione bancaria Art 1936 Codice Civile La fideiussione bancaria è quella che prevede che il richiedente sfrutti la sua banca come garante: in questo caso non vi sono terzi soggetti fisici ma solo giuridici e la banca potrà applicare svariate clausole per tutelarsi nei confronti del debitore. Fideiussione bancaria a prima richiesta Art 1957 Codice Civile La fideiussione bancaria a prima richiesta è la clausola di escussione che viene attivata nel momento in cui il garante è un ente bancario. Chi riveste il ruolo di creditore obbligherà la paga a effettuare il pagamento del debito senza che la banca possa opporsi: spetterà poi all’ente rifarsi sul suo cliente per ottenere indietro la somma di denaro versata nei confronti del debitore. Fideiussione finanziaria Art 1936 Codice Civile Questa fideiussione viene richiesta agli enti finanziari e a differenza di quella bancaria, non vi è l’immobilizzazione del denaro o dei beni del garante e del richiedente, cosa che invece accade con quella bancaria. Testo fideiussione bancaria Art 1936 Codice Civile Il testo della fideiussione bancaria è il documento nel quale vengono riportati nel dettaglio tutti i termine dell’accordo preso da parte del richiedente, con la banca che renderà noti quali sono i suoi adempimenti nel caso in cui il richiedente non dovesse riuscire a far fronte ai suoi debiti. Fac simile fideiussione bancaria AG.E.A. Agenzia per le erogazioni in Agricoltura Via Palestro, 81 00185 ROMA Fidejussione n. _____(obbligatorio) Premesso che la ditta__________________ ___________________________________________________________ con sede in__________________ ___________________________________________________________ Via________________________ ___________________________________________________________con domanda del _____________ ___intende effettuare l’ammasso privato di tonnellate________________di _________________________ ____per la durata di giorni______________alle condizioni stabilite dai regolamenti CE nn. 826/2008 e 68/2011 e dalla disciplina nazionale – che a garanzia dell’adempimento delle condizioni e delle modalità di esecuzione di detto ammasso la ditta deve prestare cauzione mediante atto di fideiussione pari al 20% dell’importo richiesto e cioè € __________________________(in lettere)__________________________________________________ tutto ciò premesso: La BANCA…………………………………………..……Cod. Fiscale …………………………………….con sede in…………………………………………..iscritta nel Registro delle Imprese di……………………………… al numero………………………………(di seguito indicata come “fideiussore”) in persona del legale rappresentante pro tempore/procuratore speciale Sig………………………………………………………nato a…………………………………………..……… il……………..………………… dichiara di costituirsi, come in effetti si costituisce, fideiussore (oppure, nel caso di impresa ASSICURATRICE, con sede in …………………………………………………………………………….via………………………………………………….. in persona del Sig……………………………………….nella sua qualità di Agente………………………… autorizzata dal Ministero dell’Industria ad esercitare le assicurazioni nel Ramo Cauzioni ed inclusa nell’elenco di cui all’art. 1 lettera C della legge n. 384 del 10.06.1982 pubblicato sulla G.U. n……………………………………..…….del…………………………a cura dell’ISVAP) nell’interesse della ditta …………..…………………………………………………………. indicato/a in premessa, si obbliga nei confronti dell’AGEA, al versamento di un importo pari al 20% dell’aiuto, che ammonta ad €………………………………(in lettere…………………….) a garanzia dell’adempimento degli obblighi derivanti dall’accettazione della domanda di cui in premessa. CONDIZIONI DELLA FIDEIUSSIONE 1 ) L’avviso di pagamento della somma richiesta dall’Agea sarà comunicato dall’Agea medesima all’Ente garante e, contestualmente, al Contraente a mezzo raccomandata R.R.. L’Ente garante si obbliga a versare, sempre che il Contraente non abbia provveduto, entro 30 giorni dalla data di ricezione della suddetta comunicazione Agea, la somma richiesta. 2 ) Il pagamento dell’importo richiesto da AGEA sarà effettuato dalla Società a prima e semplice richiesta scritta, in modo automatico ed incondizionato, entro e non oltre il termine notificato nella richiesta stessa, senza possibilità per il Fideiussore di opporre all’AGEA alcuna eccezione, anche nell’eventualità di opposizione proposta dal Contraente o da altri soggetti comunque interessati ed anche nel caso che il Contraente nel frattempo sia stato dichiarato fallito o sottoposto a procedure concorsuali ovvero posto in liquidazione, ed anche nel caso di mancato pagamento dei premi o di rifiuto a prestare eventuali controgaranzie da parte del Contraente. 3 ) La presente garanzia viene rilasciata con espressa rinuncia al beneficio della preventiva escussione di cui all’art. 1944 cod. civ. e di quanto contemplato agli art. 1955 e 1957 cod. civ. volendo ed intendendo il fideiussore rimanere obbligato in solido con il Contraente fino all’estinzione del credito garantito, nonché con espressa rinuncia ad opporre eccezioni ai sensi degli artt. 1242 e 1247 cod. civ. per quanto riguarda crediti certi, liquidi ed esigibili che il Contraente abbia, a qualunque titolo, maturato nei confronti di AGEA. 4 ) La presente garanzia avrà durata di : – 10 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 90 giorni; – 11 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 120 giorni; – 12 mesi dalla data di emissione nel caso di ammasso per un periodo di 150 giorni; Al termine di ciascun periodo la garanzia verrà a cessare, fatta salva la possibilità da parte di AGEA di richiedere una proroga per un ulteriore semestre. 5 ) In caso di controversie fra AGEA ed il Fideiussore, foro competente sarà esclusivamente quello di Roma. IL CONTRAENTE IL FIDEIUSSORE ______________________ _____________________________ Si intendono specificamente approvate per iscritto le clausole di cui alla lettera e) delle premesse e le clausole  di cui ai paragrafi 2, 3 4 e 5. IL CONTRAENTE IL FIDEIUSSORE _______________________ __________________________ Fideiussione assicurativa Art 1936 Codice Civile In questo caso la fideiussione viene richiesta a una compagnia di assicurazioni: le modalità sono identiche a quelle del contratto con la banca, anche se i tempi di erogazione e i vari vincoli tendono a essere maggiormente flessibili, avvantaggiando tutti e tre i soggetti legati da questo rapporto. Fideiussione assicurativa a prima richiesta Art 1957 Codice Civile Come nel caso della fideiussione bancaria a prima richiesta, anche in questo caso l’ente assicurativo si troverà a dover saldare il debito del richiedente senza potersi opporre. Fideiussione omnibus Art 1936 Codice Civile Questa fideiussione è caratterizzata da due vincoli, ovvero quello a prima richiesta, già analizzato precedentemente e quello estensivo che prevede che il garante faccia fronte a tutti i successivi debiti del richiedente. Fideiussione omnibus nullità Art 1936 Codice Civile La fideiussione omnibus è nulla quando il garante ha estinto completamente i debiti del richiedente ma su di lui gravano ancora interessi relativi a debiti inesistenti oppure quando manca la buona fede da parte del finanziatore nell’esecuzione e realizzazione del contratto. Fideiussione omnibus limitata Art 1941 Codice Civile Questa clausola limita, come suggerisce il nome stesso, gli adempimenti del garante, il quale sarà responsabile solo dei debiti attuali del richiedente e per la somma di denaro residua, evitando quindi pesante incisioni economiche sul patrimonio del garante. Fideiussione solidale Art 1944 Codice Civile La Fideiussione solidale è quella che prevede diversi garanti, che possono essere soggetti fisici o enti bancari, che suddividono il debito in parti uguali. Per esempio due banche possono decidere di dividere un debito di 10 mila euro per poi richiedere al debitore la restituzione della somma di denaro una volta che il debito principale viene estinto. Fideiussione specifica Art 1944 Codice Civile Questo contratto, invece, prevede che la banca o il garante fisico si impegnino a pagare solamente la parte restante del debito contratto dal richiedente. Fideiussione affitto – contratto locazione Art 1936, 1957 e 1958 Codice Civile Questo contratto prevede che coloro che affittano un locale, oppure un appartamento, richiedano alla banca oppure a una compagnia assicurativa di far fronte al pagamento delle rate del contratto di locazione o affitto nel momento in cui il richiedente non riesce a far fronte a tale costo. Fideiussione per visto turistico Questa fideiussione serve al cittadino straniero per poter entrare nel nostro Paese senza dover dimostrare al consolato le sue disponibilità economiche: generalmente questo contratto viene acceso quando gli stranieri vengono invitati da altri connazionali già residenti in Italia oppure per permessi di studio. Fideiussione immobili da costruire giurisprudenza Art 3 del d.lgs. 122/200 Questa è invece una garanzia per gli acquirenti che vogliono far costruire un nuovo immobile e li tutela nel caso in cui lo stesso non dovesse rispondere a tutte le proprie esigenze e non raggiunga il valore previsto dal contratto di realizzazione dello stesso immobile. Pertanto la fideiussione e un contratto facilmente accessibile ma che si presenta come leggermente rischioso per il garante.
27 Settembre 2019
Ditta individuale vantaggi e svantaggi

Ditta individuale: vantaggi e svantaggi

Ditta individuale: In questo articolo della serie sulla Ditta individuale, andiamo a intraprendere quali sono realmente i vantaggi e gli svantaggi Quali sono realmente vantaggi e svantaggi ditta individuale? A chi non è mai passato per la testa di mettersi in proprio una volta per tutte e dire addio al proprio capo? Magari costituendo una ditta individuale, che non richiede grandi capitali iniziali e nessuna necessità di un socio che ci ostacoli nei nostri progetti.  Ma siamo davvero sicuri che non ci stia sfuggendo qualche sfumatura di questo bel quadro? Bene, se anche te sei in cerca di una risposta a queste domande, sei proprio nel posto giusto. Infatti qui di seguito proveremo ad analizzare quali sono gli aspetti positivi e negativi delle ditte individuali, aiutandoti a capire se è effettivamente la strada che si adatta meglio alle tue esigenze. Vantaggi ditta individuale Cominciamo con la parte che rende così appetibile la costituzione della ditta individuale, ovvero dalle sue caratteristiche più piacevoli e a noi favorevoli, che sono, chiaramente, anche quelle che ci attraggono maggiormente. Semplicità di iscrizione della ditta individuale a tutti gli enti La ditta individuale è infatti una delle forme di impresa che richiedono meno tempo per iscriversi a tutti gli enti competenti. Infatti l’imprenditore dovrà dapprima compilare la domanda, dove dovrà dichiarare se il suo ruolo rientra nei canoni dell'”imprenditore commerciale“, oppure di “piccolo imprenditore” e successivamente presentare per via telematica la Comunicazione Unica al Registro delle Imprese competente, la quale sarà sufficiente per adempiere a tutte le formalità per la formazione dell’impresa. Rapidità delle tempistiche di costituzione ditta individuale Successivamente alla Comunicazione Unica al Registro delle Imprese, il neo imprenditore riceverà immediatamente da parte dell’Agenzia delle Entrate il proprio codice fiscale e la partita IVA della ditta individuale. Inoltre sarà sufficiente il tempo di una sola settimana per avere risposta sia dal Registro Imprese, che dall’INPS e dall’INAIL. Ridotte spese per la costituzione ditta individuale L’apertura di una ditta individuale oltre che essere estremamente celere, è anche (teoricamente) a costo zero. Infatti l’apertura di una partita IVA è totalmente gratuita se effettuata tramite via telematica (altrimenti si dovrà prevedere un esborso di circa 50-150€ nel caso ci si voglia affidare ad un commercialista ). Tenuta della contabilità ditta individuale estremamente semplice Sarà infatti sufficiente affidarsi ad un commercialista per svolgere in piena regola tutti gli oneri cui l’imprenditore è tenuto a rispettare. Inoltre la tenuta dei libri sociali non è obbligatoria. Accentramento decisionale dell’imprenditore nella ditta individuale Sicuramente uno degli aspetti più vantaggiosi di una ditta individuale è la centralità gestionale dell’imprenditore. Esso infatti è l’unico rappresentante e responsabile della ditta individuale, senza alcun socio, e ogni decisione viene presa ad unica discrezione di se stesso. Velocità, flessibilità e rapidità decisionale Proprio per la totale assenza di soci, e del conseguente accentramento della gestione nelle mani di un’unica persona, qualunque sia la decisione aziendale che intenderete seguire, essa risulterà sicuramente più veloce e flessibile, in quanto nessuno a parte voi stessi sarà in diritto di poterla contestare. ditta individuale ha Minori costi di gestione Infatti con la costituzione di un’azienda individuale, le uniche spese affrontate dall’imprenditore saranno quelle annue di: 80€ per l’iscrizione alla Camera di Commercio (decreto ministeriale n° 359/2001) Compenso per il commercialista o ragioniere che si occupa di tenere la contabilità Contributi previdenziali all’INPS. Assenza di redigere il bilancio ditta individuale alla fine dell’anno Il bilancio al termine dell’anno sarà infatti dato solamente dalla differenza delle entrate e delle uscite dell’azienda, senza bisogno di stipulare un vero e proprio bilancio. Svantaggi ditta individuale Fino a queto momento pareva tutto troppo bello, non è vero? Ma, ahimè, purtroppo è arrivato il momento di sondare il rovescio della medaglia, ovvero di quelle che sono le parti meno piacevoli di tale costituzione che, come spesso accade, risultano particolarmente incisivi nella nostra decisione finale. Responsabilità illimitata nei confronti dei creditori Certamente uno dei maggiori e più determinanti svantaggi della cotituzione di una ditta individuale, è l’esposizione del capitale personale dell’imprenditore, il quale potrà sempre essere chiamato in causa per far fronte ad eventuali debiti nei confronti dei creditori. Infatti non esiste alcune forma di tutela che salvaguardi il nostro personale conto in banca dai creditori dell’azienda. Apporto delle sole risorse dell’imprenditore Non essendoci la possibilità di avere un socio con il quale costituire la società e dividere le spese, ogni onere finanziario iniziale è totalmente a carico dell’imprenditore. Assenza di soci con cui confrontarsi Se per alcuni può sembrare un vantaggio, per molti altri questo rappresenta un limite piuttosto importante nella carriera di un imprenditore individuale. Infatti il confronto con una persona che condivide i nostri stessi obbiettivi, a volte risulta essere fondamentale per la salute di un’azienda. Limitata affidabilità creditizia Purtroppo per via dell’assenza di un capitale sociale, la credibilità e l’affidabilità di una ditta individuale risultano non sempre attendibili come le società di capitali. Svantaggi fiscali ditta individuale in casi di utili netti cospicui Altro svantaggio decisamente rilevante delle ditte individuali sono le forti tassazioni applicate in caso di utili netti importanti. Infatti le aliquote fiscali aumentano proporzionalmente agli utili e non essendoci soci, l’imprenditore risulterà essere l’unico a cui imputare tutto il margine, con tassazioni dal 38% al 43%.
27 Settembre 2019
Ditta Individuale: Costi

ditta individuale costi

Ditta individuale costi: Risposta alle domande principali che si pongono tutti gli imprenditori in procinto di aprire un’azienda su tutti i costi Le domande principali che si pongono tutte le persone che progettano di avviare un’attività industriale individuale riguardano sostanzialmente la quantitá e la tipologia di costi ditta individuale. La prospettiva di mettersi in proprio viene vista nell’ottica di un miglioramento della propria posizione lavorativa, soprattutto da chi ha sempre lavorato come dipendente e sente finalmente di aver imparato il mestiere e di poter gestire in autonomia una sua attività. Oltre ai dovuti passaggi di natura burocratica e legislativa vi sono una serie di costi di avviamento che inevitabilmente bisogna sostenere, in modo tale da costruire l’attività su solide basi. I aprire una ditta individuale costi Partendo dal principio, per poter avviare un’impresa individuale bisogna redarre un modulo chiamato “Comunicazione unica” come stabilito dall’articolo 9 del D.L. 7/2007 convertito con la legge 40 del 2007. La composizione di questo documento è estremamente particolareggiata e per questo la maggior parte degli imprenditori decide di farla redarre da un professionista, il che comporta ovviamente un primo costo. Il secondo importo, nei costi ditta individuale, riguarda la creazione di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata, il cui ammontare è variabile, ma solitamente si aggira su una cifra compresa tra i 5 e i 50 euro, (in base alla qualità e alle prestazione offerte dall host) con rinnovo annuale. Entro trenta giorni dall’invio della Comunicazione è obbligatorio registrarsi al Registro delle Imprese e contestualmente iscriversi alla Camera di Commercio, in base alla categoria di appartenenza dell’azienda che ci si accinge ad avviare. Questa procedura , nei costi ditta individuale, richiede di versare la tassa di concessione governativa pari a circa 168 euro con l’aggiunta di 30 euro per i diritti di segreteria e 16 euro per l’imposta di bollo, come riportato dal sito ufficiale del Registro delle Imprese. Le spese notarili di una ditta individuale Mentre nel caso di una Società a Responsabilità Limitata (SRL) è necessario redigere uno statuto, un atto costitutivo e versare il capitale sociale servendosi di un notaio (il cui costo oscilla intorno ai 1200 euro) in quello di una ditta individuale non è necessario il notaio, basta aprire una Partita Iva, effettuare l’Iscrizione alla Camera di Commercio, all’Inps, all’Inail e fare richiesta di eventuali licenze avvalendosi di un commercialista. Costo commercialista ditta individuale L’ammontare del compenso di un commercialista per la gestione di una ditta individuale può variare notevolmente in base all’agenzia cui si decide di rivolgersi. Il costo del commercialista, nei costi ditta individuale, dipende da diversi fattori: esso si basa sulla complessità dell’attività che viene svolta, e su queste due variabili: La quantità di documentazione che ogni il commercialista deve elaborare Il regime fiscale di appartenenza: se la nascitura azienda porterà in dote i requisiti per l’accesso al regime fiscale agevolato dei nuovi minimi, come stabilito dall’articolo 9 della Legge di Stabilità 2015 (L. 23/12/2014, n. 190), gli adempimenti richiesti dalla legge saranno semplificati comportando un lavoro e quindi un costo minore per il commercialista. Gestione INPS ditta individuale costi Il titolare di una Ditta Individuale è tenuto ad iscriversi alla Gestione commercianti ed artigiani INPS versando circa 4.000 euro, che nei costi ditta individuale, si configurano come contributi fissi; superata la soglia di un utile eccedente i 15.548 Euro si versano in forma percentuale con un’aliquota del 27,72% (fino ad una soglia di circa 42.000 Euro oltre la quale si pagherà di più). La Legge di Stabilità 2016 ha previsto la possibilità per gli imprenditori che hanno scelto il regime forfettario di adottare un regime fiscale agevolato ai fini contributivi beneficiando di una riduzione pari al 35% dei contributi INPS complessivamente dovuti, come riportato dal sito INPS nella sezione “adempimenti fiscali”. Spese bancarie conto corrente Ditta Individuale costi Il conto corrente ditta individuale è un conto corrente dedicato in via esclusiva alle ditte individuali, estremamente vantaggioso per chi decide di aprirlo accanto al conto privato. L’apertura di questo conto corrente, nei costi ditta individuale, comprende la partita Iva a canone zero, bollo gratis a carico della banca, libretto di assegni e canone carte di credito azzerabile. Il costo per l’apertura e per la gestione, del conto corrente ditta individuale, si differenzia molto a seconda del prodotto e dell’istituto bancario scelto. Alcuni conti correnti di questa tipologia includono, per i costi ditta individuale, anche il pagamento delle imposte di bollo, il cui costo è leggermente superiore a quello di un privato. I conti con le caratteristiche più complesse richiedono di solito il pagamento di un aggiuntivo canone mensile o annuale. Tassazione costi Ditta Individuale Le imposte che la ditta individuale dovrà versare sono: IRPEF: ovvero l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, un’imposta progressiva sul reddito. (È possibile visualizzare la progressione sul sito ufficiale pmi.it) IRAP: ovvero l’Imposta Regionale attività produttive, determinata dalla base imponibile per l’aliquota vigente nella regione dove si genera il valore netto della produzione (articolo 35 del TUIR); IVA: l’imposta sul valore aggiunto che oggi è pari al 22%; IRES: è l’imposta sui redditi delle società che non deve essere pagata dalle ditte individuali; la Legge di Bilancio 2018 ha però introdotto l’IRI (Imposta sul Reddito Imprenditoriale) che condensa IRPEF e IRES. L’IRI dovrebbe ammontare al 24%.
26 Settembre 2019
Costituzione ditta individuale

Costituzione ditta individuale

Ditta individuale – Come fare la costituzione ditta individuale passando dal notaio, commercialista e individuando rischi e responsabilità dei soci accomandanti Come fare la costituzione ditta individuale Quando si decide di procedere con la costituzione di una ditta individuale si sta optando per una particolare tipologia di impresa che si contraddistingue essenzialmente per il fatto di avere un unico titolare. Non esistono soci come avviene, invece, per le altre tipologie di impresa come l’SpA o l’SRL. L’imprenditore che decide per la costituzione ditta individuale propria se ne assume, dunque, ogni responsabilità. In questo caso entra in gioco quella che è nota come responsabilità patrimoniale. Questo significa che il titolare è sempre risponde sempre in prima persona di eventuali debiti della sua impresa mettendo in gioco i propri beni. Ad esempio, se Mario Rossi decide di costituire una ditta individuale e dopo un anno di attività ha 20.000 euro di debiti, dovrà ripagarli con il proprio patrimonio personale. Per procedere con la costituzione ditta individuale sono 3 essenzialmente i passaggi da compiere: – apertura della Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate; – apertura di una posizione previdenziale presso l’INPS; – iscrizione alla Camera di Commercio. I costi da sostenere sono variabili e cambieranno di anno in anno. Maggiori saranno le entrate dell’impresa, maggiore sarà la tassazione. Ad esempio, se inizialmente si pagheranno 3.600 euro di contributi annui all’INPS, con l’aumentare del fatturato questi aumenteranno a loro volta. Ruolo del notaio nella ditta individuale Nella costituzione ditta individuale non è un obbligo di legge rivolgersi al notaio ma rimane pur sempre un’opzione da valutare. Da notaiofacile.it si apprende che se non interviene alcuna figura notarile a redigere l’apposito Atto Costitutivo, la ditta individuale non può accedere ai benefici fiscali che invece, per la sua stessa costituzione, le spetterebbero. Il lavoro del notaio, oltre ad assolvere ad una funzione prettamente pratica, potrebbe essere molto utile per chiarire le idee sotto il profilo burocratico e legale al futuro imprenditore. Naturalmente, consultando questo professionista si dovranno mettere i suoi onorari tra le spese per la costituzione della propria impresa. Amministrazione ditta individuale Nella costituzione ditta individuale a chi spetta l’amministrazione della stessa? La Legge per Tutti, all’interno di un articolo, lo specifica bene indicando nel titolare della ditta individuale il rappresentante legale della stessa. Mario Rossi, dunque, avendo deciso di aprire la sua impresa ne diventa automaticamente l’amministratore unico. Se Mario Rossi lo ritiene opportuno, però, può avvalersi dell’aiuto di una figura terza, l’institore, che lo rappresenterà in tutto e per tutto. Ciò significa che ogni atto stipulato da quel momento dall’institore ricadrà direttamente su Mario Rossi che comunque potrà sempre decidere di limitarne o aumentarne le funzioni. Poteri di rappresentanza ditta individuale L’articolo 2.266 del Codice Civile (R.D. 16 marzo 1942 n°262) regola un aspetto importante quando si procede con la costituzione ditta individuale. Si parla, nel dettaglio, della rappresentanza della società. Si ricorda che per poteri di rappresentanza si intendono tutti quei poteri di fare un determinato tipo di attività in nome e per conto della ditta individuale che si rappresenta. Secondo quanto specificato dal suddetto articolo, i poteri di rappresentanza all’interno di una ditta individuale spettano al titolare, ovvero all’imprenditore che la amministra, o al suo institore qualora questa figura sia presente. Disciplina normativa ditta individuale Informazione Fiscale chiarisce quella che è la disciplina normativa di riferimento. Si parte dall’articolo 2.083 che parla espressamente di ditta individuale definendo con esattezza quella che è la figura dell’imprenditore come segue: “Il piccolo imprenditore è colui che esercita un’attività professionale prevalentemente con il proprio lavoro o quello dei componenti della propria famiglia”. Secondo quanto previsto dall’articolo 2.086 del Codice Civile l’attività deve essere organizzata. Ulteriore definizione di ditta individuale si ritrova nell’articolo 2.555 del Codice Civile dove si definisce l’azienda come quell’insieme di beni che l’imprenditore organizza per l’esercizio dell’impresa stessa. Requisiti costituzione ditta individuale Ma quali sono, in definitiva, i requisiti da rispettare per la costituzione ditta individuale? Secondo la legge, tutti coloro che sono capaci di intendere e di volere possono costituire una ditta individuale a patto che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano, dunque, maggiorenni. Secondo l’articolo 9 del D.L. 7/2007 convertito nella legge 40/2007, per costituire la ditta individuale si dovrà compilare la cosiddetta Comunicazione Unica (o farla compilare da un commercialista). Si dovrà necessariamente aprire una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) ormai divenuta obbligatoria per tutte le tipologie di impresa esistenti. La ditta individuale o l’impresa individuale sono spesso assimilate tra di loro. Il codice civile partendo all’articolo 2082 indica l’imprenditore individuale definendolo come colui che svolge professionalmente un’attività economica organizzata volta alla produzione e scambio di beni e di servizi. In tutti i casi in cui una persona fisica svolga l’attività economica professionalmente e in modo organizzato siamo difronte ad una ditta individuale. Definizione di Ditta individuale Giuridicamente la ditta individuale rappresenta la forma più semplice e meno articolata sia per costituzione che per adempimenti di natura burocratica. Generalmente la ditta o impresa individuale come forma giuridica viene preferita per attività a basso rischio e che non richiedono grandi investimenti. Vorrei soffermare la vostra attenzione sul basso rischio e sui bassi investimenti. Responsabiltà sociali La ditta individuale rientrando nella forma primordiale di società di persona risponde per i debiti contratti con il patrimonio personale dell’imprenditore individuale. Per cui, in caso di chiusura della ditta individuale, essendo l’imprenditore individuale coincidente con la ditta individuale, qualora ci fossero ancora dei debiti da onorare questi ultimi si trasferiscono automaticamente in capo alla persona fisica che ne risponderà con il proprio patrimonio. Per quanto riguarda bassi investimenti invece è opportuno osservare che la ditta individuale ha una bassa possibilità di accesso al credito nel circuito bancario rispetto ad una società che generalmente viene vista più solida. Apertura e costituzione La procedura per l’apertura della ditta o impresa individuale è molto snella e consta di due fondamentali passaggi ossia attribuzione partita iva e pratica presso la Camera di Commercio. L’apertura della partita iva può essere effettuata presso l’Agenzia delle Entrate ed è gratuita mentre l’iscrizione presso il Registro delle Imprese deve essere effettuato con un unica pratica Comunica come previsto dalla legge 40/2017. L’iscrizione può avvenire con immediato inizio dell’attività o senza immediato inizio attività da comunicare entro 30 giorni dall’inizio effettivo. La pratica Comunica deve essere effettuata da un consulente con costi variabili da 180 ai 210 euro ai quali si devono aggiungere i bolli stabiliti dalla Camera di Commercio. Consente di comunicare a tutti gli organi interessati quali es Inps ed Inail la nascita della nuova azienda tramite il flusso telematico. In fase di apertura dal 2012 è necessario che venga aperto anche l’indizzo di posta elettronica certificata sul quale arriveranno tutte le comunicazioni relative alla ditta individuale. Sempre in fase di apertura la ditta individuale è tenuta al pagamento del diritto annuale camerale entro e non oltre 30 giorni. i Vantaggi Da un punto di vista giuridico la costituzione della ditta o impresa individuale è molto rapido e poco oneroso. Nel corso dell’anno la ditta individuale godrà di una tenuta contabile più snella rispetto ad una società e sarà esonerata da una serie di adempimenti contabili non obbligatori. Gli Svantaggi Responsabilità illimitata e solidale verso i terzi creditori per i debiti contratti non esistendo una barriera invalicabile tra le risorse finanziarie ed economiche personali della persona fisica ed il capitale d’impresa. Conclusione Personalmente la ditta individuale è consigliata per piccoli fatturati e per attività di servizi sia per la sua flessibilità che per la sia semplice gestione. Per aziende di media struttura e maggiormente articolate si consiglia la forma societaria nello specifico la Srl che attualmente può essere costituita sia come Srls sia come Srls Unipersonale. Sicuramente i costi di gestione sono più alti ma ,sia l’accesso al credito che il maggior controllo che la tipologia societaria necessita, garantiscono ampi spazi di crescita.
26 Settembre 2019
Ditta individuale: Breve guida

Ditta individuale – Una breve guida

Ditta individuale: In questo articolo sulla ditta individuale andiamo a riassumere una breve guida su come è strutturara, a cosa serve e i vantaggi e svantaggi Definizione Ditta individuale La ditta individuale è una delle forme giuridiche più semplici per chi intende svolgere un’attività professionale a scopo di lucro. La particolarità di questa forma d’impresa è che la responsabilità d’impresa ricade su un unico soggetto e per tale ragione questi, riveste il ruolo di titolare d’impresa. Egli, potrà avvalersi del supporto di collaboratori, incaricati sotto le svariate forme previste (dipendenti, professionisti, collaboratori a progetto), ma la gestione ed il rischio d’impresa ricadrà esclusivamente sul titolare d’impresa. Per aiutarci a capire meglio il ruolo del titolare, possiamo ricorrere alla definizione di imprenditore ai sensi dell’art. 2082 del codice civile: E’ colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o lo scambio di beni e servizi. Occorre precisare che il suddetto articolo regolamenta l’impresa, pertanto sia le imprese individuali che le imprese collettive (società). Dalla definizione di imprenditore si desume che deve svolgere un’attività economica, e che questa deve essere organizzata. Nel caso della ditta individuale, l’organizzazione ricade sul titolare e che questa attività deve essere finalizzata alla produzione (attività industriale o artigiana) o allo scambio (commercializzazione di prodotti finiti) di beni (ciò che soddisfa un bisogno ed è tangibile, ossia materiale ad esempio un pezzo di pane) e servizi (soddisfa un bisogno ma è immateriale ad esempio un servizio internet o un prestazione professionale). Impresa individuale definizione L’impresa individuale è una attività che fa capo ad una sola persona, definita imprenditore o titolare. In sostanza, si tratta del mezzo attraverso cui l’impreditore svolge la sua attività lavorativa, producendo o scambiando beni e servizi come ci dice l’articolo 2082 del Codice Civile, rispondendo con il suo capitale / patrimonio nel bene e nel male: ad esempio, se hai intenzione di chiedere un prestito dovrai essere pronto a coprirlo anche attingendo ai tuoi possedimenti personali, nel caso in cui gli incassi siano pochi! Costituzione ditta individuale I titolari di impresa individuale devono necessariamente iscriversi Registro delle Imprese presso le Camere di Commercio di competenza che potrà avvenire nella sezione ordinaria nel caso di impresa commerciale o nella sezione speciale nei casi di piccola impresa,o di imprese artigiane e agricole. Per l’avvio di un’impresa individuale è sufficiente presentare, esclusivamente per via telematica, la Comunicazione Unica detta ComUnica che così come viene indicato nel sito www.registroimprese.it è una pratica informatica, ovvero un insieme di file costituito da un modello riassuntivo (contenente i dati del richiedente, l’oggetto della comunicazione ed il riepilogo delle richieste ai diversi enti), La Comunicazione Unica semplifica il rapporto tra le imprese e la Pubblica Amministrazione mediante l’utilizzo di un’unica procedura per gli adempimenti degli interessati nei confronti delle Camere di Commercio, dell’Agenzia delle Entrate, dell’INAIL e dell’INPS. Infatti, mediante la comunicazione unica d’impresa il titolare della ditta individuale potrà effettuare simultaneamente una serie di adempimenti che sono propedeutici all’avvio dell’atttività d’impresa individuale. Con la Comunicazione Unica, tutti gli adempimenti potranno essere assolti con un’unica pratica da inviare al Registro delle Imprese, che provvederà di conseguenza a distribuire successivamente le informazioni inerenti tutti i vari enti coinvolti; dalla richiesta dell’iscrizione al Registro Imprese, alla richiesta di Codice Fiscale e Partita IVA (Agenzia delle Entrate) alla richiesta dell’iscrizione all’INPS dei dipendenti o dei lavoratori autonomi all’apertura della posizione assicurativa presso l’INAIL Impresa individuale – l’ autonomia patrimoniale imperfetta Uno dei requisiti fondamentali della ditta individuale è l’autonomia patrimoniale imperfetta, infatti in questo caso l’imprenditore risulta essere per legge illimitatamente responsabile nei confronti dei terzi creditori e risponde con tutto il suo patrimonio personale dei debiti contratti dall’impresa. Ovviamente questo requisito rappresenta un gravame in termini di rischio che fa capo all’imprenditore, perché oltre a rischiare il capitale investito per poter svolgere l’attività imprenditoriale (acquisto di macchinari, attrezzature, materie prime etc), qualora l’impresa dovesse andare in perdita, i creditori dell’imprenditore potrebbero rivalersi oltre che con il patrimonio investito in azienda, anche con quello personale che l’imprenditore ha tenuto distinto dall’attività imprenditoriale (ad esempio liquidità su conti correnti personali, o la casa di villeggiatura etc). Se da un lato questo puo’ rappresentare un limite per l’imprenditore, dall’altro può consentire più facilmente di poter accedere ai prestiti delle banche che saranno meglio garantite. Forme di impresa individuale Il codice civile distingue l’imprenditore commerciale (Art. 2195) dall’imprenditore agricolo (Art. 2135). Queste distinzione, comporta una serie di conseguenze rilevanti in particolare sotto l’aspetto fiscale. E’ imprenditore commerciale (art. 2195 c.c.) chi esercita: un’attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi. E’ soggetto alla tenuta delle scritture contabili, al fallimento e si deve iscrivere nella sezione ordinaria della camera di commercio. E’ imprenditore agricolo chi esercita l’attività di coltivazione del fondo, la selvicoltura, l’allevamento di animali e le attività connesse. Sono considerate attività agricole per connessione, quelle attività esercitate dal medesimo imprenditore, dirette alla manipolazione, trasformazione, commercializzazione (vendita di cereali, frutti, latte, formaggi) e valorizzazione (trasformazione dell’uva in vino, dell’olive in olio) dei prodotti ottenuti con le attività agricole principali. Usufruiscono di una normativa fiscale agevolata: sono esenti dagli obblighi previsti per gli imprenditori commerciali, come quello di tenere i registri contabili, dell’iscrizione al Registro delle imprese e della soggezione al fallimento. Inoltre il codice civile definisce anche il piccolo imprenditore: i coltivatori diretti del fondo; gli artigiani; i piccoli commercianti; coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Anche nel caso del piccolo imprenditore, la normativa prevede una serie di agevolazioni fiscali e soprattutto anche in questa circostanza viene esonerato dal fallimento. Ditta individuale vantaggi e svantaggi di seguito vedremo i vantaggi e gli svantaggi di avvalerdi della ditta individuale. Vantaggi ditta individuale: Struttura organizzativa e decisionale snella: Le decisioni relative all’organizzazione e alle politiche di marketing da prendere fanno capo esclusivamente all’imprenditore. Ne consegue che sarà facilitato nel prendere una decisione. Sovente in strutture più complesse come le società, le decisioni vengono prese da organi collegiali (Consigli direttivi, consigli di amministrazione, assemblee dei soci) che possono portare a lungaggini tali da far perdere delle occasioni per mancanza di tempestività; Maggiore facilità di accesso al credito: L’imprenditore risponde delle obbligazioni della sua impresa oltre che col patrimonio investito in società anche col proprio patrimonio (vedi sopra autonomia patrimoniale imperfetta) e questo lo pone in condizione di poter avere maggiore facilità di accesso al credito, proprio perché gli istituti di credito ( in genere le banche) di sentiranno maggiormente tutelate; Pratiche amministrative più snelle: L’apertura, la gestione e la chiusura dell’attività richiedono adempimenti molto più semplici e soprattutto meno costosi rispetto ad altre forme imprenditoriali; Svantaggi ditta individuale Responsabilità illimitata per i debiti contratti e gli importi insoluti. Certamente l’autonomia patrimoniale imperfetta è il maggior limite per la ditta individuale. L’imprenditore deve esporsi oltre che con i mezzi che ha conferito nella propria impresa, anche con il proprio patrimonio personale. La disponibilità di risorse molto limitate: Le imprese individuali, facendo capo al solo titolare in genere potranno far conto solo sulle sue risorse e di quelle che potrà prendere da solo a prestito e per questa ragione la ditta individuale si presta a rimanere un’impresa medio piccola. Il reddito prodotto dall’impresa, va a sommarsi a quello personale dell’imprenditore, e nel caso di redditi particolarmente elevati, potrà portare ad una tassazione notevole. Caratteristiche ditta individuale La ditta individuale è certamente la migliore scelta possibile nel caso di impresa di piccole dimensioni che vuol accentrare in un unico soggetto le decisioni manageriali. Peculiarità specifica è la libertà di scelta nel creare e gestire l’impresa, potendo prendere in modo rapido le decisioni rilevanti. Altra peculiarità è la ridotta necessità di investimenti necessari per finanziare l’attività. Scegliendo questa forma giuridica si potranno contenere le spese amministrative e burocratiche. L’imprenditore deve avere una chiara consapevolezza del rischio che va oltre il capitale conferito in azienda, e può incidere anche il capitale personale. In un certo senso questo aspetto dovrebbe indurre il buon imprenditore ad una certa prudenza nell’andarsi ad esporre in investimenti che potrebbero portarlo ad esposizioni eccessivamente rischiose. Ditta individuale o società di capitali L’imprenditore individuale è l’unico proprietario della sua impresa, ne decide azioni e progetti, fonti di finanziamento ed utilizzo delle risorse. Le società invece di definiscono imprese collettive, in quanto la proprietà ricade su più soggetti. Esse si dividono in società di persone (società semplice, snc e sas), di capitali (spa, sapa, srl), cooperative e consorzi. Nelle società di persone la responsabilità è illimitata (in linea di massima per come avviene nelle ditte individuali): per tutti i soci di snc e società semplice, per tutti gli accomandatari di sas: i debiti della società sono garantiti, oltre che dal patrimonio sociale, con il loro patrimonio personale ((autonomia patrimoniale imperfetta). Nelle società di capitali, cooperative, consorzi la responsabilità dei singoli soci è limitata ai conferimenti apportati e non si estende mai all’intero patrimonio. Pertanto in questi casi, il socio rischia solo quanto conferito. Le società di capitale, sono caratterizzate da una gestione decisamente più complessa ed articolata. Ciascun socio non avrà la piena autonomia come nel caso della ditta individuale, ma dovrà prendere delle decisioni insieme ad altri soggetti. Sostanzialmente questa riduzione della autonomia di gestione si pone a contraltare alla eliminazione della responsabilità personale. Obblighi titolare ditta individuale La ditta individuale è obbligata all’iscrizione alla camera di commercio e a farsi rilasciare la partita IVA che è il codice identificativo per il fisco della ditta. A questi si aggiungono l’obbligo della iscrizione all’INPS nella gestione legata all’attività esercitata, e alla tenuta delle scritture contabili al fine della determinazione del reddito annuale, dato dalla differenza fra ricavi e costi fiscalmente rilevanti. Costi ditta individuale I costi di gestione delle ditte individuali sono davvero minimi e vanno dall’iscrizione alla Camera di Commercio che in genere non supera i 100 euro, all’onorario dei professionisti che dovranno supportare l’imprenditore (consulente fiscale e del lavoro e consulente specifico in funzione del settore merceologico in cui si opera, ad esempio il consulente per l’HACCP nel caso in cui si operi con alimenti). A questi dovranno aggiungere una serie di costi fissi (sono costi che non variano al variare della produzione come l’affitto, polizza assicurativa furto e incendi, canone internet etc) e i costi variabili (variano al variare della produzione come le materie prime, la manodopera, etc) Costi ditta individuale Anche a livello di costi, devi sapere che la Ditta Individuale è una delle formule più convenienti: a parte di costi per l’apertura della partita IVA, non richiesto il versamento del capitale al momento della costituzione. Al di là di questo, bisogna affrontare una serie di spese fisse che vanno oltre quelle necessarie ai mezzi, materiali e logistica della propria attività, come quelle per la contabilità, da affidare ad un commercialista valido, che varia a seconda del volume di affari; i contributi Previdenziali INPS, che cambiano in base al tipo di lavoro che si esegue; infine abbiamo la tassazione, che aumenta con l’aumentare degli incassi. In linea di massima possiamo fare un esempio, considerando una ditta che apre con il regime dei minimi: questa arriverà a pagare un’imposta sostitutiva del 5% sull’imponibile, che si definisce facendo la differenza tra spese e entrate, INPS compresa. Una ditta con il regime ordinario, al contrario, dovrà purtroppo pagare l’Irpef al 23% in salita progressiva con l’aumentare degli introiti. Conviene costituire ditta individuale A conclusione di questa guida, possiamo affermare che, se non si prevedono ingenti somme per finanziare l’attività la forma giuridica della ditta individuale rimane sempre quella più semplice ed economica per mettersi in proprio. In questi casi, può pure sfruttare un’altra opportunità che la normativa consente che è l’ impresa familiare o coniugale che permette all’imprenditore unico di potersi avvalere dell’aiuto del coniuge o dei propri parenti fino al terzo grado. In questi casi, il titolare resta sempre e comunque l’unico responsabile dell’impresa, ma i familiari, avranno diritto alla ripartizione degli utili. L’impresa Individuale è il primo passo di tutti coloro che hanno deciso di mettersi in proprio per poter lavorare mettendo sul mercato prodotti e servizi al cliente. Se anche tu hai deciso di aprire la tua Ditta, avendo come riferimento Renzo Rosso, patron della Diesel, che ha raggiunto il successo partendo da zero e stai iniziando a trovare i primi ostacoli, dubbi sulla questione, cerchiamo di chiarirli con questo articolo, iniziando a definire di cosa si tratta e fornendo qualche dritta pratica su come gestire il tutto. Come costituire ditta individuale Avviare una ditta individuale non è assolutamente complicato, ed è la scelta migliore che consigliamo a tutti coloro che vogliono aprire un negozio o offrire determinati servizi al cliente. Basta solo aprire partita IVA, iscrivere la tua impresa al registro delle imprese, all’INPS e all’INAIL (a seconda del tipo di lavoro tu sia intenzionato a svolgere). Dopo la Riforma del 2010, si possono sbrigare le pratiche raggruppandole nella Comunicazione Unica, indirizzata a Camere di Commercio e amministrazioni, che – se eseguita da un bravo commercialista – permette di risparmiare un bel po’ di tempo alleggerendo di molto il carico burocratico. Conclusione L’apertura di una ditta individuale è consigliabile a tutti coloro che sono responsabili diretti della propria attività lavorativa. In concreto, se sei un impreditore che è allo stesso tempo suo unico titolare, come ad esempio, un architetto, un ingegnere, un medico, commercialista, consulente fino ad arrivare al parrucchiere o personal trainer, hai trovato il modello che materialmente fa per te: in questi casi specifici questa formula offre dei vantaggi che si toccano con mano. E tu se i sicuro di sfruttare il massimo da questa tipologia di formula di impiego?
22 Settembre 2019
Ditta Individuale: fallimento e chiusura partita iva

Ditta Individuale: fallimento e chiusura partita iva

In questo articolo sulla Ditta Individuale andremo a ripercorre il caso del fallimento della stessa e la chiusura della partita iva Il fallimento è l’atto finale al quale si ricorre quando esperite tutte le operazioni miranti a salvare l’azienda dalla crisi, quali concordato preventivo, ristrutturazione aziendale, richiesta di amministrazione controllata non si è riusciti a giungere ad un accordo tra imprenditori e creditori. Dunque il fallimento è una procedura concorsuale finalizzata a liquidare il patrimonio dell’imprenditore e a sanare i debiti con i creditori dell’azienda di cui l’imprenditore è titolare, secondo il criterio della par condicio creditorum e rispettando le cause legittime di prelazione. Cancellazione ditta individuale dopo chiusura partita iva I motivi per i quali si decide di chiudere la partita IVA sono diversi e soggettivi. Si pensi al titolare di una piccola impresa che non riesce a coprire le spese della sua attività  oppure si pensi ad un libero professionista che non riesce a rincorrere i cattivi pagatori ed è ormai giunto alle ristrettezze economiche, o ancora a chi ha lasciato la sua partita IVA per molto tempo inattiva perché non ha fatturato più per mancanza di ordini, di clienti ecc.  in tutti questi casi e in molti altri ancora è opportuno chiudere la partita iva. Adempimenti camerali e fiscali per chiusura ditta Se una ditta individuale è iscritta al Registro delle Imprese, allora la procedura da seguire per chiudere  la partita iva è telematica. Si utilizza un software ComUnica messo a disposizione dal Registro delle Imprese che consente di inviare una sola comunicazione  a tutti gli enti interessati, quali Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL. Diversamente se la partita iva non è iscritta allora occorre usare il modello AA9/11 reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dopo averlo compilato seguendo le istruzioni allegate al modello esistono sono previste tre modalità di consegna: Consegna a mano presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate della sede di competenza; Spedizione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno; Invio telematico tramite intermediari abilitati ad usare il servizio Entratel. Dopo aver ottenuto la ricevuta di chiusura dall’Agenzia delle Entrate occorre presentarla agli altri uffici quali, INPS, INAIL per chiudere le posizioni ed eventualmente al Comune. Costi per chiusura di una ditta individuale Se la ditta individuale  è iscritta al Registro delle Imprese allora il titolare dovrà pagare una marca da bollo pari a 17 euro da applicare sul modello che dovrà essere presentato all’Agenzia delle Entrate  entro 30 giorni dalla chiusura dell’attività. Questo termine tassativo va onorato, altrimenti, l’Agenzia delle Entrate, provvederà d’ufficio a chiudere la partita iva, dopo aver effettuato i suoi controlli, con l’applicazione delle relative sanzioni. Se la ditta individuale è iscritta al registro delle imprese non dovrà essere sostenuto alcun costo per la chiusura. Cosa succede se non si pagano tutti i debiti Se hai una ditta individuale, se sei un libero professionista, o un artigiano oppure un lavoratore autonomo e durante la tua attività  hai contratto dei debiti che alla chiusura della stessa non sei riuscito a pagare puoi comunque chiudere la tua partita IVA. Le procedure, i modelli da inviare e i costi sono uguali a quelli summenzionati nel caso in cui una ditta individuale non abbia debiti. Tuttavia i tuoi creditori potranno agire legalmente e rivalersi sia sul tuo patrimonio che  sui tuoi beni personali, perché le attività economiche succitate rispondono limitatamente dei debiti sociali. Pertanto i creditori potranno procedere al sequestro degli stessi con la loro vendita all’asta finalizzata ad ottenere un equo risarcimento. Pignoramento Il pignoramento è l’esecuzione forzata vera e propria che si manifesta con una ingiunzione fatta dall’ufficiale giudiziario al debitore con il quale ai sensi dell’art. 492 c.p.c. lo intima ad astenersi  dal compiere qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati all’espropriazione e i frutti di essi. E’ possibile pignorare beni mobili o denaro, beni immobili,  crediti che il debitore vanta verso terzi o beni di proprietà del debitore ma nella disponibilità di terzi. Con il pignoramento il debitore può anche chiedere di sostituire alle cose e ai crediti pignorati una somma di denaro del valore corrispondente dovuto al creditore pignorante. Per approfondimenti suggerisco di leggere il seguente articolo Dilazione rateale del debito Un alternativa al pignoramento è la dilazione rateale del debito concessa all’inadempiente, con il quale quest’ultimo ha un lasso di tempo concordato con il creditore per reperire le somme di denaro dovute e onorare i suoi impegni a scadenze rateali prefissate. E’ consigliabile tutelarsi ricorrendo ad un contratto scritto  nel quale sono riportate: le generalità di entrambe le parti, il debitore e il creditore, l’oggetto del debito, l’ammontare dello stesso, il numero delle rate, l’importo di ciascuna, i tempi e le modalità di pagamento delle rate, quale scadenza seguono se mensile, trimestrale o semestrale, i fogli devono essere numerati progressivamente e firmati in ogni pagina. Effetti del fallimento sulla ditta individuale e sul patrimonio personale Una volta terminata la procedura fallimentare, l’Ufficio fallimenti rilascia un documento definito attestato di carenza dei beni, con  il quale il creditore ha la possibilità in futuro  di rivalersi sul debitore che non è riuscito ad assolvere  le sue obbligazioni, ossia ha avuto difficoltà a pagare i suoi debiti nei confronti dell’azienda creditrice o del singolo creditore. Questo attestato contiene notizie sulla natura e sull’importo del debito e tutela il creditore, il quale, per circa venti anni,  ha diritto di richiedere al debitore il pagamento del suo debito qualora  non versi più in stato di crisi economica. All’ imprenditore fallito vengono sottratti dalla disponibilità materiale i propri beni e il patrimonio personale, eccetto i beni considerati indispensabili dalla legge per il sostentamento del fallito e della sua famiglia quali l’abitazione e le entrate minime. Il giudice può anche stabilire di corrispondere un assegno periodico per il fallito e la sua famiglia al fine di garantire il loro mantenimento e le eventuali spese mediche necessarie. Stato di insolvenza dell’imprenditore, quale presupposto necessario per il fallimento Il presupposto oggettivo per il fallimento è la stato di insolvenza che ricorre tutte le volte in cui l‘imprenditore non riesce ad assolvere i suoi adempimenti, pagamenti, obbligazioni. Lo stato di insolvenza   si evince  tutte le volte che è stato protestato e segnalato alla centrale rischi bancaria e conseguentemente gli è stato revocato il fido; qualora il legale rappresentante sia irreperibile; qualora la sede legale sia chiusa ed è stato impossibile notificare il precetto; inoltre quando la sede legale è chiusa non è necessario notificare o procedere al pignoramento perché rappresenterebbe un aggravio costoso e inutile.  Per ulteriori approfondimenti suggerisco di leggere il seguente articolo: http://www.studiomarino.it/ Cancellazione dell’imprenditore dal registro delle imprese Una recente sentenza della Cassazione n. 98 del 7 gennaio 2016 stabilisce che la fine della qualità di imprenditore non è subordinata alla cancellazione dal registro delle imprese come prevede l’art. 2495 c.c., ma la qualifica di imprenditore dipende dall’effettivo svolgimento della propria attività economica. http://www.diritto24.ilsole24ore.com Il fallito può aprire una nuova azienda e partita iva Un imprenditore fallito nell’esercitare una nuova attività non è soggetto ad alcun divieto, infatti non subisce nessuna pressione negativa dal lato normativo; dunque è libero di iniziare una nuova attività economica. L’unico limite è da rinvenire nel carattere novativo dell’ impresa rispetto alla  precedente, la nuova attività non deve in alcun modo costituire una continuazione della prima, infatti deve essere nuova, originale e diversa rispetto alla pregressa. Altro elemento affinchè la nuova attività si concretizzi è nei mezzi economici utilizzati ad avviarla i quali devono essere disponibili e non devono essere utilizzati per pagare i debiti della precedente attività fallita. Alla luce di ciò è comprensibile come il fallito possa regolarmente aprire una nuova partita iva. Diversamente dall’attività imprenditoriale, il fallito può anche decidere di essere assunto per una tipologia di lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato o determinato, in quanto l’azienda che lo assume, in genere, non ha pregiudizi perché lo status di fallito prescinde dalla condotta morale ma è inerente alla difficoltà economica creatasi per altri fattori che non dipendono dal comportamento del fallito. Il fallito può aprire un nuovo conto corrente Inoltre il fallito è libero di aprire tutti i conti correnti che desidera, prima però deve portare a conoscenza il curatore della volontà di farlo affinché quest’ultimo possa esercitare un controllo ed acquisire all’attivo fallimentare le liquidità sopravvenute, ai sensi del secondo comma dell’art. 42. L.F. Il curatore deve escludere dalla verifica gli stipendi, i salari e le pensioni, che, ai sensi dell’art. 46 L.F., non sono compresi nel fallimento perché inerenti al sostentamento personale e familiare e vanno corrisposti al fallito entro i limiti, fissati dal giudice delegato. In conclusione possiamo dire che il fallito può sempre ricominciare e rimettersi in gioco, aprendo una nuova attività, in quanto viene privato dei patrimonio personale, eccetto i beni necessari per il suo mantenimento e quello della sua famiglia, e del patrimonio aziendale fino a soddisfare i creditori, perciò dopo nessuno gli vieta di lavorare come autonomo o come dipendente. Qualora hai bisogno di aiuto perché vuoi chiudere la tua ditta individuale e non conosci bene l’iter procedurale contattaci per una consulenza In alternativa se vuoi solo alcuni chiarimenti scrivici  nei commenti
14 Settembre 2019
Ditta individuale o Sas: la scelta migliore per pagare meno tasse

Ditta individuale o Sas: come pagare meno tasse

Ditta individuale o Sas? all’avvio attività imprenditoriale occorre pensare il tipo di forma giuridica da scegliere per pagare meno tasse Quando si decide di intraprendere una attività professionale occorre pensare bene a che tipo di forma giuridica scegliere per non sentire troppo il peso fiscale e pagare meno tasse. Insomma, bisogna capire quale sia la soluzione migliore per pagare meno tasse, e per rischiare meno in caso qualcosa vada storto. Una delle domande più frequenti che viene post al commercialista è:  Conviene aprire una ditta individuale o una società a base personale? Analizziamo i vari casi. Aprire una ditta Individuale La ditta individuale è, senza alcun dubbio, la forma giuridica che richiede meno formalità. Per costituirne una, infatti, non è necessario alcun atto pubblico o scrittura privata autenticata, potendo, così, risparmiare sui costi del notaio (cosa non da poco…). Una ditta individuale implica la necessaria apertura della partita IVA, l’iscrizione alla Camera di Commercio ed il versamento dei contributi assicurativi e previdenziali. Responsabilità dell’imprenditore nella ditta individuale Nella ditta individuale tutte le azioni, oneri ed onori sono concentrati in capo ad un unico soggetto che ha responsabilità illimitata nei confronti dei creditori: risponde, cioè personalmente, con il proprio patrimonio, per i debiti contratti dalla ditta. Ne consegue che chiunque vanti un credito nei confronti della ditta potrà rivalersi sui beni propri dell’imprenditore e, nel caso di matrimonio in regime di comunione dei bene, anche su quelli del coniuge . Aprire una Sas: Le responsabilità dei soci Le società sono formate da due o più soggetti. La costituzione di una società richiede l’apertura della partita IVA e necessariamente l’intervento del notaio che dovrà stilare una atto pubblico e registrarlo alla competente Agenzia delle Entrate. le sas, unitamente alle snc, sono definite società di persone. Nelle società di persone i soci rispondono illimitatamente con il proprio patrimonio personale ma solo dopo la rivalsa infruttuosa dei creditori sul capitale sociale. Chi paga meno tasse tra sas e ditta individuale Sicuramente sulla Sas grava un minore peso fiscale rispetto alla ditta individuale Basti pensare, infatti, che nella Sas i soci accomandanti, ovvero quelli che non offrono prestazioni all’impresa, non pagano contributi INPS e INAIL. Il risparmio non è solo previdenziale ma anche fiscale: i soci S.a.s. godono, infatti, di un’aliquota IRPEF minore grazie alla spartizione del reddito tra loro. E’ evidente che è preferibile pagare i costi del notaio per la costituzione di una sas per avere in cambio un risparmio in tasse di oltre il 10% del fatturato. Non credete?
13 Agosto 2019
Come rateizzare i Debiti INPS

Debiti inps: la rateizzazione

L’INPS per andare incontro alle esigenze delle aziende, che versano in un profondo stato di crisi economica ha proposto un’alternativa efficace e, funzionale. A causa della grave congiuntura economica che negli ultimi anni ha investito il nostro paese sono state molte le aziende che, prive di disponibilità liquide,  non sono riuscite a far fronte al pagamento dei contributi INPS dei loro dipendenti. L’INPS per andare incontro alle esigenze delle aziende, che versano in un profondo stato di crisi economica ha proposto  un’alternativa efficace e, funzionale. Per ovviare a questa difficoltà, infatti ha deciso di sperimentare la forma della dilazione di pagamento, meglio conosciuta come  rateizzazione. Vediamo insieme che cos’è, come funziona e chi sono i soggetti interessati. Definizione di rateizzazione debiti inps La rateizzazione è una forma di pagamento agevolata, con la quale i datori di lavoro con dipendenti, i lavoratori autonomi, quali commercianti e artigiani, i liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS, i titolari di ditte individuali, i committenti co.co.pro e co.co.co, i lavoratori dello spettacolo, nonché gli artisti e tutti coloro che devono versare contributi per sé stessi, in quanto esercenti un’attività economica e, per gli altri, in quanto usufruiscono del lavoro di personale dipendente assunto con regolare contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato e, soggetto a vincolo di subordinazione. Piano di rateizzazione ed estinzione debiti inps Con la rateizzazione, l’INPS elabora un piano con il calcolo dell’importo delle rate da pagare  e le relative scadenze cosicché è possibile  estinguere i contributi INPS con più facilità. E’ possibile presentare la domanda per richiedere la rateizzazione prima che si sia formato un avviso di addebito, un ruolo esattoriale ed eventuali procedure esecutive. L’INPS prevede che il debito dovuto si estingua in 24 rate, però è possibile richiedere il prolungamento a 36 rate con l’autorizzazione del Ministero  del Lavoro e delle Politiche Sociali  come prevede la Legge 389/art. 2, comma 11 quando il mancato o il ritardato pagamento sia causato da eventi che non dipendono dalla volontà del soggetto adempiente, dunque per causa di forza maggiore. Il piano si considera accettato dal soggetto adempiente con il pagamento della prima rata, e successivamente con il pagamento delle rate residue  a scadenze stabilite. Motivazione del prolungamento piano rateizzazione debiti inps Il piano rateale debiti INPS prevede proroghe a 36 mesi, al verificarsi di calamità naturali, quali terremoti, frane, inondazioni, esondazioni; oppure quando sono in corso procedure concorsuali e i soggetti adempienti devono prendervi in parte o in qualità di partecipanti o in qualità di componenti di commissioni esaminatrici; o perché l’azienda è impegnata in operazioni straordinarie, quali riconversione aziendale o ristrutturazione; o quando in caso di morte del de cuius adempiente i debiti dovuti vengono trasmessi agli eredi; o perché l’azienda che ha svolto lavori per conto di enti pubblici,  per conto dello Stato o di Pubbliche Amministrazioni, quali scuole, ospedali, tribunali, comuni etc. ha svolto dei lavori e non è ancora stata pagata, ossia non ha ancora incassato i crediti maturati e versa in uno stato temporaneo di liquidità finanziaria , o per carenza temporanea di liquidità finanziaria legata a difficoltà economico-sociali, inerenti alla tipologia dell’attività che non trova soddisfazione nel tessuto sociale del suo territorio. Allo stesso modo, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, in accordo  con il Ministro dell’Economia e Finanze, può autorizzare il prolungamento fino a 60 rate nei casi di oggettiva incertezza dell’obbligo contributivo o fatto doloso del terzo. Perdita dell’agevolazione e rateizzazione debiti inps Il beneficio della dilazione di pagamento dei debiti INPS si può perdere qualora il soggetto adempiente non paghi due rate consecutive. La conseguenza è la decadenza immediata dal beneficio della rateizzazione e l’invio del debito residuo contenuto nell’Avviso Bonario direttamente all’iscrizione a ruolo da parte dell’agente della riscossione che procede a trasformare il debito da amministrativo a ruolo con l’invio della corrispondente Cartella Esattoriale. Rateizzazione telematica dei debiti inps La domanda va presentata telematicamente accedendo con le proprie credenziali, PIN, codice fiscale o partita iva, al sito dell’INPS e va compilato il modello SC15, istanza e atto di impegno per il pagamento dilazionato di contributi in fase amministrativa e/o legale. Occorre scrivere l’Ufficio INPS di appartenenza al quale  indirizzare la domanda, i dati anagrafici, il domicilio e il codice fiscale, nonché la qualità di titolare o di legale rappresentante della ditta, la partita iva, la sede e l’indirizzo, sono obbligatori altresì, numero di cellulare, telefono, indirizzo e-mail, fax per eventuali comunicazioni da parte dell’INPS. In corrispondenza di ogni casella occorre flaggare la categoria di appartenenza, ad esempio, se sei un datore di lavoro devi  riportare la matricola INPS dei tuoi dipendenti, se sei un artigiano e un commerciante devi inserire il codice impresa, se, invece, sei un’impresa agricola con dipendenti devi scrivere il codice inps,  se sei un professionista iscritto alla gestione separata inps devi indicare il codice fiscale o la partita iva, o, ancora, se sei un datore di lavoro domestico devi ripotare il codice rapporto di lavoro. Adempimenti e impegni a carico del datore di lavoro nei debiti inps Il datore di lavoro si impegna a pagare la somma X per i contributi arretrati mediante il versamento di n° X rate in misura eguale e consecutiva. Inoltre indica il motivo che ha causato il mancato pagamento dei contributi.  Dichiara di aver già versato all’INPS le trattenute a carico dei lavoratori, di aver provveduto al pagamento delle quote e di provvedere ad allegare al presente modulo le quietanze di versamento, nonché l’estratto contributivo con gli importi dei debiti chiesti in dilazione e dei versamenti effettuati fino alla data di presentazione della domanda. Indica la data fino alla quale ha pagato i contributi, il numero dei dipendenti occupati oppure la data a partire dalla quale non ha più occupato personale dipendente o il motivo per cui non ha più svolto l’attività  per un periodo. Infine il modello si compone di due parti in cui il contribuente può fornire ulteriori notizie ed eventuali informazioni che servono a rafforzare e a dare più valore e motivazione alla domanda. Se non sai come presentare la domanda e assolvere a questo adempimento rivolgiti pure a noi ti assistiamo nella compilazione. Se in qualità di dipendente vuoi verificare che la tua situazione contributiva non presenti spiacevoli sorprese, ossia che i tuoi contributi siano stati versati per intero,  possiamo richiedere il PIN dispositivo all’INPS cosicché tu potrai accedere e controllare direttamente dal sito INPS la tua posizione contributiva. Se sei un’azienda che ha bisogno di più informazioni, in merito, alle sanzioni conseguenti o, a come chiedere uno sgravio di una cartella esattoriale per debiti contributivi, o come si paga la prima rata della rateizzazione concessa dall’INPS, ti possiamo aiutare a compilare il modello F24, inserendo l’apposito codice tributo, gli interessi e le sanzioni. Infatti l’importo della rata dovrà essere calcolata tenendo conto non solo dell’importo del debito originario ma anche delle sanzioni e degli interessi legali maturati fino a quel momento.   Hai dubbi su Come rateizzare i Debiti INPS? scrivilo nei commenti