Consulente del Lavoro | Societaria

Il Consulente del lavoro è un professionista abilitato e iscritto nell’apposito albo, che si occupa di consulenza giuridico-economica, prestata nei confronti di aziende e imprese.

Compiti e funzioni del consulente del lavoro

Il contenuto professionale della prestazione offerta dal consulente del lavoro, attiene l’area di gestione del personale dal punto di vista amministrativo.

Ciò significa che l’ambito professionale comprende:

  • la gestione del rapporto di lavoro, in tutti gli aspetti contabili, contrattuali, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali e sociali;
  • la consulenza aziendale;
  • l’assistenza e la rappresentanza del datore di lavoro, in caso di vertenze e in sede stragiudizionale;
  • gli adempimenti fiscali, relativi al rapporto di lavoro da gestire.

La principale funzione consiste nell’elaborazione delle buste paga e in tutti gli adempimenti conseguenti, oltre a quelli relativi all’avvio, alla gestione e alla cessazione dei rapporti di lavoro.

Requisiti del consulente del lavoro

Per esercitare le funzioni di consulente del lavoro, è richiesto dal 2007 un titolo di studio bene preciso:la laurea. Successivamente è anche necessario svolgere un periodo di praticantato della durata di 18 mesi e, al termine, superare un esame di stato che fornisce il titolo per essere iscritti nell’albo professionale.

Incompatibilità

Svolgere la professione di consulente del lavoro è incompatibile con la qualifica di impiegati di enti pubblici, di dipendenti degli istituti di patronato, di appartenenti ad organizzazioni sindacali, di giornalisti professionisti, di notai ed esattori di tributi.

Competenze esclusive del consulente del lavoro

Nel nostro ordinamento non sono previste competenze esclusive del consulente del lavoro, perché per la legge italiana esistono anche altri soggetti autorizzati alla tenuta dei libri contabili obbligatori in materia di lavoro. Questi soggetti sono i ragionieri, i dottori commercialisti, gli esperti contabili e gli avvocati.

Consulenza in materia di gestione del rapporto di lavoro con elementi di internazionalità

Il consulente del lavoro si occupa, ulteriormente, delle problematiche connesse alla gestione a livello internazionale del rapporto di lavoro. Può, infatti, essere necessario per il proprio cliente, instaurare un rapporto di lavoro con un soggetto residente all’estero. Oppure, può rivelarsi necessario inviare proprio personale all’estero. In tutti i casi di questo genere, il consulente del lavoro deve offrire assistenza al proprio cliente e supportare validamente la gestione del rapporto di lavoro “atipico” per differenti imposizioni contributive e fiscali.

Consulenza in materia di gestione delle risorse umane

Tipicamente il consulente del lavoro si occupa della gestione del personale, cosa bene diversa dalla gestione delle risorse umane. Può accadere che, solitamente le imprese medio-piccole assegnino la consulente del lavoro anche quest’incarico. Ciò comporta l’ampliamento delle funzioni svolte dal professionista, che non si limitato alla gestione, da ogni punto di vista del rapporto di lavoro, ma interessano ambiti differenti, normalmente di competenza del datore di lavoro.
Queste ulteriori funzioni, riguardano: la negoziazione delle assunzioni, l’ottimizzazione delle politiche retributive, l’instaurazione o il miglioramento della comunicazione interna aziendale, lo studio di sistemi premianti del personale, l’assistenza nei rapporti con le organizzazioni sindacali, l’assistenza nella contrattazione di secondo livello, la predisposizione di piani formativi e di sviluppo delle carriere.

Effettua l’inquadramento dell’azienda e dei suoi dipendenti

Il consulente del lavoro provvede all’attivazione delle posizioni aziendali presso gli istituti previdenziali e assicurativi, sulla base dell’attività esercitata. Sulla base del contratto collettivo nazionale applicato provvede, ulteriormente, a determinare l’inquadramento di ciascun dipendente, con assegnazione di categoria e livello retributivo, sulla base delle mansioni effettive svolte e del titolo di studio.

Elabora paghe e contributi

L’attività del consulente del lavoro è, principalmente, dedicata all’elaborazione delle paghe e dei contributi. Ciò significa che il consulente determina ogni mese le spettanze stipendiali o salariali dei dipendenti dell’azienda del proprio cliente, nel rispetto delle previsioni normative in materia di libro unico del lavoro. Gli adempimenti mensili comprendono anche la determinazione e il successivo versamento dei contributi previdenziali, a carico dei dipendenti e a carico dell’azienda.

Gestione del procedimento disciplinare

ll consulente del lavoro svolge, anche, il delicato compito di assistenza del datore di lavoro in tutti quei casi di procedimento disciplinare che colpisce il lavoratore. Il procedimento disciplinare si avvia per inadempienza o non rispetto di regole interne da parte del lavoratore e, nei casi più gravi, può concludersi con il licenziamento per giusta causa.

Gestione inquadramenti previdenziali-assicurativi e del contenzioso con Enti di previdenza ed assistenza

Si tratta della funzione esercitata per conto delle aziende, che consente un corretto inquadramento delle stesse, in modo da collocarle nel giusto settore di appartenenza. Dalla collocazione, discenderà l’applicazione dei relativi parametri previdenziali e assicurativi che determineranno un onere diverso a carico dell’azienda e dei dipendenti, rispetto ad altri. Si tratta, quindi, della matricola INPS, che qualifica dal punto di vista contributivo l’azienda e della posizione assicurativa territoriale. Quest’ultima è accompagnata da un profilo di rischio collegato a ciascuna mansione svolta in una determinata unità produttiva.

Inquadramento contrattuale e redazione contratti di lavoro

Il consulente del lavoro, a seconda dell’attività svolta dall’azienda e del settore di appartenenza, individua il ccnl che meglio aderisce al caso. Sulla base di questa scelta primaria, verranno elaborati i contratti e le lettere di assunzione per il personale che sarà assunto. I documenti contrattuali dovranno essere coerenti con le previsioni normative del caso.

Offre consulenza tecnica di ufficio o di parte

Si tratta della consulenza tecnica fornita dall’esperto della materia, nell’ambito del processo civile. Può essere d’ufficio o di parte.

Offre consulenza tecnica in materia di lavoro

E’ la consulenza specializzata, fornita dal consulente del lavoro, nell’ambito del processo in tema di lavoro.

Offre consulenza tecnica in sede di contenzioso

Nel caso dovesse sorgere una controversia tra il datore di lavoro e il lavoratore, è il consulente del lavoro che se ne occupa, prestando assistenza in sede di contenzioso.

Relazioni industriali e gestione di procedure di crisi aziendali

Il consulente del lavoro è anche il soggetto specializzato nella tenuta delle relazioni tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Egli riveste un ruolo strategico anche nei casi di ristrutturazioni aziendali, che dovessero causare una riduzione di personale. In quest’ultimo caso, è molto utile verificare l’esistenza di strumenti che possano evitare o ridurre la disoccupazione.

Altri servizi svolti dal consulente del lavoro

Area economica

La consulenza dell’esperto in materia di lavoro è utile anche nell’area economica di un’azienda. Infatti potrebbe essere utilizzata per la riduzione dei costi, variabili d’impatto economico immediato.

Area giuridica

La consulenza giuridica accompagna l’attività professionale del consulente del lavoro, in ogni momento. Alla base, infatti, c’è l’interpretazione delle leggi in materia di lavoro e del contratto e la loro applicazione ai casi concreti.

Asseco

E’ l’asseverazione, rilasciata dal consulente, che attesta la regolarità delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro e,contemporaneamente, promuove e diffonde la cultura della legalità.

Consulenza pensionistica: il Fascicolo Previdenziale

Il consulente si occupa di effettuare tutta una serie di verifiche della situazione contributiva del dipendente, attraverso il fascicolo previdenziale. La verifica svolge una sorta di check up per accertare l’esistenza eventuale di periodi scoperti, verificare la convenienza di istituire forme di previdenza complementari ed individuare la data di pensionamento o la possibile adesione a forme che anticipino l’uscita dal lavoro.

Controversie di lavoro

Dirimere eventuali controversie tra datore di lavoro e lavoratore, è un’altro compito del consulente. Gli strumenti di cui dispone il consulente sono: la conciliazione e gli arbitrati.

Internal Auditing

Si tratta dell’insieme delle procedure svolte a livello interno, in posizione di indipendenza funzionale, che hanno come finalità quella di migliorare l’efficienza e l’efficacia delle procedure svolte, misurandone la bontà e individuando eventuali correttivi.

Come diventare consulente del lavoro: laurea, tirocinio ed esame di stato

Laurea del consulente del lavoro

Il titolo di studio che deve possedere l’aspirante consulente del lavoro è la laurea: triennale o quinquennale in Giurisprudenza, Economia o Scienze Politiche; il diploma universitario o la laurea triennale in Consulenza del Lavoro o la laurea quadriennale in Giurisprudenza, in Scienze Economiche e Commerciali o in Scienze Politiche.

Il praticantato del consulente del lavoro

Il futuro consulente dovrà svolgere un periodo di pratica professionale della durata di 18 mesi, presso un consulente del lavoro iscritto all’albo.

L’esame di stato del consulente del lavoro

Al termine del praticantato si potrà sostenere l’esame di stato, composto da due prove scritte e una prova orale. Le materie oggetto della prova sono: diritto del lavoro, legislazione sociale, diritto tributario, elementi di diritto privato, pubblico e penale e nozioni generali di ragioneria.

Iscrizione all’albo e formazione obbligatoria

Al superamento dell’esame finale, si acquista il diritto di essere iscritti nell’albo professionale con l’obbligo della formazione continua, di solito annuale.

Consulenti del lavoro: dalla crisi all’aumento dei guadagni

Dopo un calo di guadagni registrati nel 2014, oggi la professione di consulente del lavoro torna a rendere.

Quanto guadagna un consulente del lavoro dipendente

In questo caso i guadagni sono inferiori, rispetto ad un autonomo, ma sono pressochè garantiti in misura fissa. La cifra all’anno si aggira intorno ai 25.000 euro lordi.

Quanto guadagna un consulente del lavoro con studio personale

All’anno il guadagno medio di questa tipologia professionale si colloca tra i 45.000 e i 50.000 euro lordi. I guadagni sono più considerevoli, ma il fattore rischio è maggiore. Inoltre il guadagno dipenderà dal numero di clienti e dalla fiducia che si riuscirà ad ispirare. Si può arrivare anche agli 80.000 euro lordi annuali.

Contattaci se pensi che possiamo aiutarti sulle politiche attive della tua Azienda.

Consulente del Lavoro ultima modifica: 2018-08-21T09:01:07+00:00 da Dr. Andrea Raffaele